Oggierre. Il grande WoW. Le Officine Grandi Riparazioni in anteprima.

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Interni. Ph. Daniele Ratti

E’ il giorno in cui i giornalisti sono stati invitati dalla Fondazione Crt ad un sopralluogo delle rinnovate Officine Grandi Riparazioni della città. La Fondazione Crt come un piccolo atlante torinese se le è caricate in spalla e mira a lanciarle nel futuro. Non per una punizione inflitta da Zeus, come riporta la mitologia, ma per decisione volontaria o meglio come scelta di venture philanthropy su un unico grande progetto, quasi sicuramente il più grande d’Europa. 

La punizione di Atlante avvenne per essersi alleato con il padre di Zeus, Crono, che ordì una rivolta contro l’Olimpo.

Fatte le debite proporzioni, rimettere in sesto e far fiorire a nuove possibilità le Ogr possiamo quasi considerarlo una rivolta contro l’Olimpo delle difficoltà del nostro paese, non solo della città; per quanto riguarda il tempo, crono aspetta tutti, implacabile, il 30 settembre. Giorno dell’inaugurazione ufficiale. 

Il caschetto

Ai giornalisti, entrando, è stato consegnato un simpatico caschetto di plastica bianco, di quelli che gli operai utilizzano durante i lavori, corretto simbolo di quanto lavoro è stato compiuto nei mille giorni di cantiere e scaramantica protezione dai fulmini di qualsivoglia critica possa arrivare. Insieme al caschetto c’era il grigio ardesia della cartella stampa.

Un indovinato grigio treno, binario, polvere d’officina su cui spicca il bellissimo logo celeste delle nuove Ogr.

All’interno della cartella, tradotto in parole e cifre impressionanti, ciò che è stato fatto per trasformare quella che era una cattedrale della storia industriale abbandonata in uno straordinario pavillon unico e dalle enorme proporzioni. Oltre agli spazi coperti si scoprono due grandi piazze aperte fiancheggiate dalle fiancate restaurate in maniera conservativa.

Ph. Daniele Ratti

Nel visitare questi spazi immensi, dalle capriate altissime e al momento colme di un insondabile e profetico vuoto non si può trattenere un grande wow, senza meno, che il tipico contegno torinese fa risuonare soltanto nel propri pensieri.

Per chi non lo rammentasse le Ogr sono le più antiche officine ferroviarie italiane, vennero realizzate a Torino, intorno alla metà dell’Ottocento, in concomitanza con la realizzazione delle linee di collegamento con Genova (1853) e con Novara (1856).

Le nuove OGR, riqualificate e restituite alla città dalla Fondazione CRT, danno vita al Distretto della Creatività e dell’Innovazione. Ospiteranno, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro, danza e arti performative, laboratori, start up, imprese innovative volte a unire le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie digitali.

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L’incrocio urbanistico in cui sorgono le Ogr, prossimo al centro e fortunatamente lontano da incurabili periferie, sposterà il baricentro della mobilità e della curiosità, rinnovando abitudini e percorsi.

Il 30 settembre Torino ritornerà capitale. Con significati e valori diversi per ognuno. Se vorranno vedere di cosa si tratta dovranno venire qui, in questa strana e difficile città. Nel cauto sorriso dei torinesi c’è il sottile piacere e la certezza che questa meraviglia i milanesi o chiunque altro, non potranno, in alcun modo, portarsela via.

 

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Tutte le informazioni sul sito ufficiale:  www.ogrtorino.it

Edmondo Bertaina

Autore: Edmondo Bertaina

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