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Il Teatro Regio senza regia. La lettera dei lavoratori per il teatro.

Pubblicato da alle 11:47 in Economia, Musica, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Teatro Regio senza regia. La lettera dei lavoratori per il teatro.

 Teatro Regio di Torino Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Dopo le dimissioni del sovrintendente del Teatro Regio, Walter Vergnano, si respira un clima di preoccupazione tra i lavoratori del Teatro e i sindacati. 204 lavoratori del Teatro Regio hanno scritto una lettera al Consiglio di Indirizzo per richiamare l’attenzione sui problemi del Teatro.   Il Teatro Regio di Torino negli ultimi 20 anni ha conosciuto uno sviluppo e una visibilità straordinari in tutto il mondo, grazie all’impegno e alla qualità dei suoi lavoratori, al clima di correttezza nelle relazioni interne e all’intesa con i vertici. Questo insieme di fattori ha permesso al nostro Teatro di affrontare positivamente la lunga e profonda crisi che da molti anni mina la stabilità del nostro settore, e che ha compromesso l’attività della maggior parte delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane. Il rispetto dell’impegno e della professionalità dei dipendenti del Teatro è un elemento imprescindibile per noi che viviamo giornalmente con dedizione il nostro lavoro: senza questo presupposto il Teatro perderebbe vitalità, passione e spirito di partecipazione, elementi chiave per il coinvolgimento del pubblico e per il risultato artistico. Le voci sulle improvvise dimissioni dell’attuale Sovrintendente Walter Vergnano, e l’ipotesi apparsa sugli organi di stampa per la sua sostituzione, giungono inaspettate e spingono i dipendenti a esprimere profonda preoccupazione circa il proprio futuro. Confidiamo che il Consiglio di Indirizzo, nella sua totale autonomia e con le necessarie condizioni di serenità decisionale, saprà valutare scrupolosamente l’opportunità o meno di interrompere anticipatamente l’esperienza di questa Sovrintendenza. Ma nel caso in cui non vi siano alternative a questa frattura, rivolgiamo alla Sindaca e Presidente e ai Consiglieri l’auspicio e la richiesta di una attenta selezione dei candidati alla carica di Sovrintendente, senza limitarsi ad avallare scelte e decisioni verosimilmente prese in sedi diverse da quelle previste dalla legge e dallo statuto della Fondazione. Grati per l’attenzione, Considerando il delicatissimo momento finanziario del Teatro e richiamando qui i rischi connessi a un eventuale declassamento in caso di mancato pareggio di bilancio, riteniamo . indispensabile che il futuro Sovrintendente venga individuato in una figura di altissimo profilo manageriale e gestionale e che possieda specifiche competenze nell’ambito dello spettacolo dal vivo, affinché si possano risolvere le criticità presenti e restituire al Teatro Regio quella solidità di cui ha bisogno per poter continuare il percorso virtuoso di crescita e sviluppo. La lettera è indirizzata a: Gent.ma Sindaca e Presidente della Fondazione Teatro Regio Chiara Appendino Egr. Consiglieri di Indirizzo Paolo Cantarella Angelica d’Auvare Musy Filippo Fonsatti Cristina Giovando Giambattista Quirico Vittorio Sabadin e p.c. Egr. Sovrintendente Walter...

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Nella casa studio di Felice Casorati le opere di Daphne Maugham.

Pubblicato da alle 12:21 in Mostre, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Nella casa studio di Felice Casorati le opere di Daphne Maugham.

Nel borgo di Pavarolo, sulla collina di Torino, la mostra sulle nature morte di Daphne Maugham, l’artista moglie di Felice Casorati. Può essere l’occasione per una gita fuori città, sulle colline di Torino, e perché no per una cena di fritto misto piemontese in uno dei due ristoranti di Pavarolo – Al Castello e Da Maria – l’apertura domani, sabato 21 aprile, dello studio-museo che fu di Felice Casorati, nel borgo da lui tanto amato e scorcio di molte sue vedute. Alle 17,30 l’incontro “Intorno a Daphne” con il critico d’arte Francesco Poli e la storica dell’arte Veronica Cavallaro ripercorre la vita e le opere di Daphne Maugham, l’aristocratica artista inglese venuta a Torino nel 1924 per studiare nell’atelier di Casorati e divenuta poi sua moglie nel 1931. E fu proprio Daphne a scegliere Pavarolo e a convincere Felice a comprare casa. Tra gli anni Trenta e la morte del maestro nel 1963, Pavarolo fu il luogo d’ispirazione preferito da Felice Casorati e lo resterà anche per Daphne, sino alla sua scomparsa nel 1982. Fino al 24 giugno, tutte le domeniche dalle 15 alle 18, tredici “nature morte” di Daphne sono in mostra nel piccolo studio di via del Rubino 9 a Pavarolo, accanto a Casa Casorati, a ingresso libero. Il quadro “Vaso di fiori sulla tavola”, del 1945, arricchisce l’esposizione dello scorso autunno, riproponendo la mostra dopo la chiusura invernale dello Studio-Museo. Un nuovo progetto voluto dalla famiglia Casorati coinvolgerà la casa di Felice e Daphne e il borgo di Pavarolo nei prossimi mesi: “Artisti&Residenza.0”. Dal 5 al 9 giugno giovani pittori risiederanno nelle stanze della casa di Casorati e lavoreranno negli suoi stessi luoghi. Per informazioni www.pavarolo.casorati.net. Loris...

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La Compagnia di San Paolo rimette in gioco villa Abegg. Un bando come una Fenice.

Pubblicato da alle 19:05 in Economia, galleria home page, Innovazione, Notizie | 0 commenti

La Compagnia di San Paolo rimette in gioco villa Abegg. Un bando come una Fenice.

La Fondazione Abbegg a sede a Riggisberg, nei pressi di Berna in svizzera, essa raccoglie e studia tessuti storici dalle origini fino al 1800, provenienti prevalentemente dall’area europea e del Mediterraneo. Inoltre, grazie alla collezione privata di Werner e Margaret Abegg, possiede anche una raccolta significativa di opere di arte applicata, pittura e plastica. Nel dicembre del 1961 Werner e Margaret Abegg fondarono, dopo una lunga attività di raccolta privata, l’Istituto della Fondazione Abegg,  a Riggisberg, in Svizzera nei pressi di Berna. Sin dai primi anni dedicarono il loro interesse e impegno allo studio e alla preservazione dei tessuti antichi. La collezione di tessuti della Fondazione Abegg gode di fama mondiale. Essa comprende piu di 7000 tessuti provenienti da tutta Europa, dal Vicino Oriente e dalle regioni delle vie della seta, datati tra il IV secolo a.C. e il 1800. La Fondazione Abegg possiede inoltre una significativa collezione di opere dell’arte applicata, pittura e opere d’arte scultorea. Oltre ai tessuti la fondazione presenta opere d’arte dei più diversi generi, volti a illustrare con maggiore chiarezza la loro reciproca «fecondazione» e influenza.   Nel 1927 fu proprio la famiglia di Werner Abegg, industriale svizzero del tessile e collezionista, ad acquistare e trasformare la La Vigna di Madama Reale di Torino in un centro studi internazionale, in stretto rapporto con il Museo Civico di Palazzo Madama e con Vittorio Viale, suo direttore dal 1930 al 1965. Nel 1983 i signori Abegg donano la proprietà alla Città di Torino e l’Istituto Bancario San Paolo di Torino acquista la proprietà superficiaria della Villa e l’uso di parte dei giardini . La restante porzione del Parco fa parte del Verde pubblico di Torino, Parchi collinari, ed è aperta alle visi e (sabato e domenica). La Vigna di Madama Reale, restaurata negli anni Ottanta, è sede di rappresentanza e ospita l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo. Oggi la Compagnia di San Paolo, in accordo con Intesa Sanpaolo e Città di Torino, lancia un bando di idee per dare nuova vita alla Vigna di Madama Reale, con una gestione che potrebbe durare fino a sessant’anni dal titolo The Phoenix Renewed, la fenice rinnovata. L’avviso è aperto ad una molteplicità di enti: italiani e stranieri, pubblici e privati, singoli o in raggruppamento. Le attività possibili sono moltissime, tutte quelle previste dalla normativa locale. Dall’istruzione inferiore, superiore e universitaria alle fondazioni culturali e i centri di ricerca; dai servizi sociali alle attività per il tempo libero e sportive, oltre a molte altre. La Compagnia di San Paolo è inoltre disponibile a valutare un sostegno alla realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria dell’immobile, al fine di consentire la realizzazione dell’attività prevista dal progetto che verrà selezionato. Il Progetto The Phoenix Renewed è promosso in collaborazione con la coppia di scrittori ed intellettuali Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic, che si sono conosciuti e innamorati a Torino e attratti dalla bellezza e dal fascino della cultura subalpina hanno deciso di vivere qui. Infatti saranno loro a vivere e lavorare all’interno della villa. “Con questo progetto la Fondazione si pone l’obiettivo di richiamare su Torino energie e risorse, progettualità e intelligenze, anche per contribuire a rafforzare il prestigio a livello internazionale della città” dichiara Piero Gastaldo, Segretario Generale della Compagnia di San Paolo. L’intento è quello di rivalutare non solo la Villa – caratterizzata da una straordinaria bellezza...

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Un bip da dieci euro solo per prenotare. Il ristotram di Gtt fa il Bocuse d’Or Off.

Pubblicato da alle 18:21 in EATpiemonte, Economia, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Un bip da dieci euro solo per prenotare. Il ristotram di Gtt fa il Bocuse d’Or Off.

In attesa della finale europea del Bocuse d’Or, prevista per l’11 e il 12 giugno, la più prestigiosa competizione internazionale di alta cucina, città e Regione hanno organizzato un programma Off. Si inserisce in questo binario anche Gtt, il Gruppo Trasporti Torinesi che il 5-11- 19 e 26 aprile e successivamente il 2-9- 17 e 23 maggio dalle ore 20.30 alle ore 23.00, propone delle cene a bordo del tram ristorante. Le due motrici storiche degli anni ’30, completamente ristrutturate e -dicono- dotate di tutti i confort, porteranno a spasso i commensali nel centro cittadino. Il menù prevede tre antipasti, un primo, un secondo con contorno e un dolce preparate dal Ristorante Celestino di Piobesi in collaborazione con l’Accademia Bocuse d’Or Italia. E fin qui potrebbe sembrare anche divertente. Molto meno lo è la prenotazione obbligatoria, un bel bip alla schioppettante cifra di dieci euro da aggiungere alle 50 a capoccia. Nel mondo dei Gourmet il cibo scaldato o ri-scaldato, non riceve grandi applausi o bocche che si indorano dalla gioia.  Forse le luci serali della città, da gustare attraverso il finestrino, sono sufficienti per rendere felici occhi e palato. Il caffè ? Speriamo sia compreso. Pierpaolo Sorel...

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Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l’Europa.

Pubblicato da alle 17:03 in EATpiemonte, Economia, galleria home page, Notizie | 0 commenti

Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l’Europa.

12 mila copie della Guide Vert Weekend Michelin Turin Langhe Roero Monferrato in distribuzione in tutti i paesi francofoni (Francia, Svizzera, Canada, Benelux) e nei punti vendita italiani serviti da Michelin, catene librarie (Feltrinelli, Mondadori, Autogrill, Giunti) e nelle edicole. Oltre 10 mila brochure di promozione turistica realizzate in italiano e in inglese descrittive dei due territori. Un road show di promozione internazionale che toccherà Stoccolma, San Pietroburgo, New York, Londra, Cannes. Sono solo le prime, e alcune, delle azioni realizzate e in programma facenti parte di un più ampio progetto di promozione internazionale ideato dalle ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero – con il contributo di Fondazione CRT, Città di Torino, Sagat, Città di Alba e Bra – che vede Torino e il territorio di Langa e Roero insieme sotto il claim “Langhe Roero and Turismo Torino Together”. Il progetto nasce a seguito del protocollo d’intesa siglato lo scorso aprile tra le città di Torino, Alba e Bra, le ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero e la Regione Piemonte. L’obiettivo sarà presentare i due territori come un’unica opportunità di viaggio sui mercati internazionali – promuovendo il brand turistico Torino e le Langhe – al fine di incrementare i flussi turistici. Torino e le Langhe e Roero non sono quindi mai state così vicine e unite. Torino capitale sabauda, con le sue splendide residenze reali, città dell’innovazione tecnologica e del design e le Langhe e il Roero, ai quali l’UNESCO ha riconosciuto l’ambito traguardo di paesaggio culturale, sono costellati di castelli e incantevoli borghi medievali da vivere e ammirare.   E poi l’art de vivre che si respira a Torino è pari alle sensazioni che si provano nei luoghi del vino delle Langhe e del Roero come fare shopping per le vie del centro di Torino è altrettanto emozionante che perdersi tra le sale del WIMU (Wine Museum) di Barolo mentre la natura e il verde delle vallate alpine che circondano Torino sono eccitanti come le attività outdoor da praticare tra le colline di Langhe e Roero. Ed infine, ma non per importanza, è facile farsi conquistare dalle due capitali del gusto al ritmo di tartufo e cioccolato, tajarin e formaggii d’alpeggio, con un bonèt e un bicerin. Ecco quindi che i due cuori si uniscono per partire in un road show alla volta di mercati strategici collegati direttamente con l’aereo o il treno, con una serie di azioni mirate, al fine di stimolare l’attenzione di operatori turistici del settore, media e opinion leader. La prima fase del road show si è svolta nel novembre 2017 in occasione del World Travel Market di Londra, il più importante evento B2B dedica- to all’industria turistica globale, svoltosi dal 6 all’8 novembre e in occasione della Cena di Gala (20 novembre) dedicata alla cucina piemontese all’interno dell’evento Italian festival Weeks – Food, la settimana dedicata alla cucina italiana a Dubai. Stoccolma è la tappa prevista nel mese di maggio 2018, grazie al nuovo collegamento aereo di Blue Air in occasione dell’iniziativa “La settimana piemonte- se” organizzata nella nuova sede di Eataly che ha trovato casa nell’ex cinema Roda Kvarn sulla via dello shopping Biblioteksgatan....

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Piemonte: Due mesi di Start Up ferme ai blocchi di partenza.

Pubblicato da alle 12:14 in DOXA segnalazioni, Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Piemonte: Due mesi di Start Up ferme ai blocchi di partenza.

Start Up. Piemonte culla di imprese innovative, incubatore di giovani con grande spirito d’iniziativa? Mah. Negli ultimi due mesi la regione subalpina non ha registrato la nascita di neppure una startup: al 5 febbraio scorso, le startup censite erano 472 e 472 risultano al 2 aprile; mentre nello stesso periodo, persino la piccola Valle d’Aosta ha avuto un fiocco rosa e la Liguria è passata da 159 a 165. In tutta l’Italia, le startup iscritte allo specifico registro nazionale sono salite a 8.895 dalle 8.330 del 5 febbraio, facendo segnare così un incremento del 4,3%. Le 655 startup attive nelle tre regioni del Nord Ovest rappresentano meno del 7,4% del totale del Paese, che vede sul podio la Lombardia con 2.132 iscritte al relativo registro camerale, al secondo posto il Lazio con 911 e al terzo l’Emilia-Romagna con 884. Il Piemonte è sesto, preceduto anche dal Veneto (822) e dalla Campania (657). La top ten delle startup è chiusa dal Trentino-Alto-Adige (230), che segue, nell’ordine, Sicilia (460), Toscana (392) e Puglia (337). Rodolfo Bosio...

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Gli studenti del Galfer sono i migliori nel concorso europeo “I giovani e le scienze”

Pubblicato da alle 12:29 in Eventi, Innovazione, Notizie, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

Gli studenti del Galfer sono i migliori nel concorso europeo “I giovani e le scienze”

Commissione Europea. Con il loro progetto  “(R)Evolution Simulator” gli studenti  Federico Malnati (2000), Matteo Palmieri (2000), Alessandro Sosso (2000), del Liceo Scientifico Galileo Ferraris di Torino, per tutti Galfer, sono stati selezionati come i migliori  della selezione italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze”  e parteciperanno alla selezione europea prevista a Dublino dal 14 al 19 settembre assieme agli inventori del progetto “Techno-B Brace (Techno-Back Brace)” Nicolò Vallana (2000), Luca Fermi (2000), Edoardo Puce (2000), dell’ITTS Da Vinci – O. Belluzzi di Rimini. “La scienza e la ricerca sono fondamentali per il futuro dell’Europa,” dice il dott. Massimo Gaudina, Capo Rappresentanza a Milano, Commissione europea,” Investire sui giovani talenti non è un lusso ma un bisogno essenziale per assicurare il progresso  e la crescita economica delle nostre società. Per questo motivo la Commissione europea continua a investire in programmi di ricerca, come Horizon 2020, per valorizzare le eccellenze e preparare il nostro futuro e la Direzione Generale Ricerca realizza ogni anno il concorso europeo I GIOVANI E LE SCIENZE”.  A Milano  ieri 25 marzo e oggi, lunedì 26 marzo si svolge aperta al pubblico la mostra delle invenzioni e dei progetti di ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 21 provenienti da tutta Italia che partecipano  della Selezione Italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze” della Direzione Generale della Commissione europea EUCYS e il 26 mattina n ple Morandi 2 la cerimonia di premiazione alla presenza delle massime autorità.   Con l’edizione 2018 ‘I giovani e le scienze’, che è l’evento più prestigioso a livello europeo in quanto voluto sia dal Parlamento che dalla Commissione e dal Consiglio, il concorso, giunto alla sua trentesima edizione, raggiunge in totale ben 2401 progetti presentati da 5412 ragazze e ragazzi. Sono 867 i lavori selezionati per le finali, realizzati da 1827 studenti. Si tratta dell’Italia che cresce, rappresentano i veri talenti e molti di loro negli anni hanno anche brevettato le loro invenzioni e avviato delle start up estremamente innovative. Il dott. Alberto Pieri, segretario generale della FAST-Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, che organizza per la DG Ricerca  della Commissione europea ogni anno, tale finale nazionale spiega:” alla finale europea prevista quest’anno a Dublino dal 14 al 19 settembre  i neoArchimede vincono sino a settemila euro per le loro invenzioni e prototipi;  a Milano il 26 marzo alla finale italiana vengono elargite borse di studio, viaggi, attestati di prestigiose realtà europee ed internazionali.   Ci sono ben 26 stand e invenzioni in mostra, allestiti da ragazze e ragazzi di tutta Italia con scoperte curiose ed utili”. Sono 61 gli studenti finalisti. Arricchiscono la rassegna anche 16 finalisti provenienti da altri Stati. I progetti riguardano tutte le materie: da quelle umanistiche a quelle scientifiche e tecniche;  anche quest’anno sono estremamente interessanti. Molte sono legate al desiderio da parte dei giovani di trovare soluzioni pratiche a problemi reali, come in questi progetti ad esempio: una innovativa applicazione per poter prenotare il pranzo al bar della scuola riducendo le attese e lo spreco alimentare; oppure  un particolare alimentatore mobile per innovare le aule di informatica; uno studio su uno stent pericardico auto-espandibile; un nuovo programma open-source di grafica 3D, che permette di costruire ed eseguire flow chart; ma anche un nuovo modello sperimentale per monitorare nel tempo lo stato di conservazione dell’olio di oliva; ed un ...

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Anche le Statue Muoiono: Distruzione e Bellezza nell’Arte.

Pubblicato da alle 18:51 in .Arte, Mostre, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Anche le Statue Muoiono: Distruzione e Bellezza nell’Arte.

I musei preservano le opere d’arte o le privano del loro valore? Le difendono dal deterioramento del tempo o semplicemente le sottraggono all’ambiente a cui appartengono e in cui dovrebbero restare?  Questi sono gli interrogativi  – a cui è difficile trovare risposta – su cui la mostra “Anche le Statue Muoiono: Conflitto e Patrimonio tra Antico e Contemporaneo”, nata dalla collaborazione tra quattro dei musei più importanti di Torino – il Museo Egizio, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, i Musei Reali e il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino – intende riflettere, dando vita a un sorprendente incontro tra opere d’arte e oggetti di artigianato provenienti da luoghi ed epoche diverse eppure unite nell’amore e nel bisogno dell’arte come mezzo per esprimere le inquietudini e i turbamenti propri dell’essere umano, non solo attraverso la creazione ma anche la distruzione.   Un’occasione per meditare sul reale valore dell’arte che, seppur logorata e mutilata dal tempo, non perde il suo fascino, anzi, lo accresce. Il progetto mantiene uno sguardo critico sui recenti avvenimenti nel Medio Oriente, che hanno causato la distruzione di patrimoni storico-artistici di incommensurabile valore e che confermano il ruolo vitale e irrinunciabile dei musei nella custodia della bellezza attraverso le ere.   La mostra, che il Museo Egizio ha scelto di ospitare al piano interrato, quasi a voler dare l’impressione al visitatore di entrare egli stesso all’interno di uno scavo archeologico, è impreziosita da fotografie e documenti che testimoniano lo sforzo costante degli archeologi di scovare e conservare beni culturali d’inestimabile importanza e renderli godibili a un più vasto pubblico. “Mi piace trasmettere il messaggio che dobbiamo studiare quello che il passato ci ha tramandato”, afferma il direttore del Museo Egizio Christian Greco, “ricordando che la tutela passa anche attraverso il dialogo e la conoscenza“. Ma la genialità della mostra risiede nella presenza di opere appartenenti all’arte contemporanea: nove artisti hanno infatti cercato di dialogare con i reperti millenari in esposizione attraverso installazioni, video e fotografie in grado di esaltare la bellezza degli oggetti esposti e di confermare che la distruzione nell’arte è sempre esistita e sempre esisterà; splendida è la serie dei nove volti fotografati da Mimmo Jodice e quelli spezzati dei governatori di Qau el-Kebir. Un incontro tra passato e futuro che si può dire incisivo ed efficace, in cui gli elementi d’arte contemporanea riescono nel difficile compito di non oscurare le opere antiche, evidenziandone invece l’unicità e il valore. Unica nota dolente: le opere dell’artista statunitense Liz Glynn, classe 1981. Notevoli nella composizione ma alquanto piatte e monotone. L’opera migliore? Il frammento del volto di Akhenaton, faraone egizio della XVIII dinastia, parte di un’antica statua riscolpita (probabilmente per ripugnanti fini commerciali) in epoca moderna: pochi centimetri di eternità a racchiudere tutto il senso della mostra. Ilaria Losapio...

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La Fondazione Umberto Veronesi scende in piazza. Non tiratele i pomodori !

Pubblicato da alle 12:17 in EATpiemonte, Medicina, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

La Fondazione Umberto Veronesi scende in piazza. Non tiratele i pomodori !

  Sabato 10 e domenica 11 marzo 2018 la Fondazione Umberto Veronesi torna nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione de “Il Pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca”, un’iniziativa ideata per raccogliere fondi per finanziare la ricerca scientifica in ambito pediatrico, al fine di garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione. Fondamentale sarà il contributo dei volontari della Fondazione Umberto Veronesi, che per un intero weekend saranno impegnati nelle piazze per sostenere la ricerca rivolta a trovare una cura alle malattie oncoematologiche dei più piccoli. Saranno loro, a fronte di una donazione minima di 10 euro, a distribuire nelle oltre 100 piazze italiane una confezione con tre lattine di pomodori, nelle versioni pelati, polpa e pomodorini: un’iniziativa resa possibile grazie alla preziosa collaborazione e sostegno di ANICAV (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) e Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio). Da sempre il pomodoro rappresenta un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea; è un frutto con pochi zuccheri, ricco di fibre, vitamine C ed E e sali minerali, quali potassio e fosforo. Contiene molecole bioattive come i polifenoli, potenti antiossidanti, e i carotenoidi tra cui il licopene, studiato come coadiuvante nel potenziamento del sistema immunitario e nella prevenzione di alcuni tipi di tumore. Ogni anno in Italia si ammalano di cancro circa 1.400 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e circa 800 adolescenti fino a 19 anni. Grazie agli enormi passi avanti fatti dall’oncologia pediatrica e dalla ricerca scientifica, oggi il 70% di questi tumori infantili guarisce, con punte dell’’80-90% nel caso di leucemie e linfomi. Nonostante questo, le neoplasie rappresentano ancora la prima causa di morte per malattia nei più piccoli, ed è per questo che la Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di impegnarsi attivamente per dare una speranza in più ai piccoli malati oncologici e alle loro famiglie. Per maggiori info e per conoscere l’elenco completo e aggiornato delle piazze italiane, visitare il sito http://www.fondazioneveronesi.it RICREA è il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio. Promuove e agevola la raccolta differenziata degli imballaggi usati di acciaio come scatolette, bombolette, barattoli, fusti e tappi corona. Pratici e sicuri, gli imballaggi in acciaio sono ideali per la conservazione di cibi come il pomodoro perché ne preservano al meglio le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche. Gli imballaggi in acciaio recuperati grazie alla raccolta differenziata vengono fusi in acciaieria e ritornano acciaio, per rinascere sotto nuove forme come binari ferroviari e telai per biciclette. L’acciaio è tra i materiali da imballaggio più riciclati al mondo, ed è un materiale permanente che può essere riciclato infinite volte senza che questo ne comprometta la qualità. Nell’ultimo anno in Italia è stato riciclato il 77,5% degli imballaggi in acciaio immessi al consumo, un risultato di eccellenza a livello europeo. L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, nata a Napoli il 5 febbraio 1945, è la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo per numero di imprese aderenti e quantità di prodotto trasformato. Essa associa 92 aziende su 115 operanti sul territorio nazionale che trasformano circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo e...

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Investimenti sostenibili e virtuosi tra AZIMUT Wealth Management e ONLUS H4O.

Pubblicato da alle 11:20 in Economia, Innovazione, Notizie, ONG piemontesi, Prima pagina | 0 commenti

Investimenti sostenibili e virtuosi tra AZIMUT Wealth Management e ONLUS H4O.

Si è svolta lo scorso gennaio nei locali Azimut Wealth Management di Via Cernaia, divisione di Azimut Capital Management dedicata ai patrimoni più importanti per dimensioni e complessità, la presentazione del comparto AZ Fund Multiasset Sustainable Equity Trend e della collaborazione con la Onlus H4O, Help for Optimism, fondata a Torino nel 2014 per iniziativa del giovane ingegnere torinese Edoardo Bono. Nel corso della serata, in cui i visitatori sono stati accolti dal catering di Pepino e La Drogheria, che hanno sostenuto l’iniziativa, abbiamo incontrato Paola Bifulco, wealth manager di Azimut e Edoardo Bono, che ci hanno illustrato come è nata questa collaborazione. In primo luogo Paola Bifulco ha presentato il fondo di investimenti e come questo possa impattare positivamente anche su progetti di beneficenza opportunamente selezionati Paola Bifulco: Per rispondere all’attenzione crescente che si sta generando sulla tutela dell’ambiente e la responsabilità sociale, il Gruppo Azimut ha lanciato AZ Fund Multiasset  Sustainable Equity Trend, un comparto azionario globale che coniuga sostenibilità e rendimento unendo alla selezione dei titoli l’analisi basata sui criteri di sostenibilità ESG (Environmental Social Governance). Criteri questi ultimi che includono la promozione di uno sviluppo sostenibile sia dell’ambiente sia delle norme sociali e in cui gli emittenti sostenibili si impegnano tipicamente a minimizzare la loro impronta ecologica e considerano la corporate governance e i criteri sociali. L’investimento sostenibile, tenendo conto di tutti questi fattori, genera “un circolo virtuoso” in grado di cambiare l’economia mondiale.  Come è strutturato questo comparto? P.B. Questo nuovo prodotto è gestito in modo attivo da AZ Fund Management che si occupa della costruzione e della gestione del portafoglio di investimento. L’universo dei titoli azionari investibili è costituito da oltre 4.500 società appartenenti all’indice Msci World, da cui vengono selezionati solamente quelli che rispondono ai criteri ESG. Su questo universo, composto da circa 1.400 titoli, viene successivamente condotta una valutazione quantitativa per individuare le società che soddisfano criteri minimi di redditività (quasi 500 titoli). Infine, la costruzione e la gestione del portafoglio viene eseguita dal team di gestione che seleziona circa 70-100 titoli di qualità. I sottoscrittori del comparto potranno infine decidere di donare, tutta o in parte ( 100% o 50%) la cedola trimestrale ad una Onlus tra quelle che possiedono i requisiti necessari per beneficiare del servizio di solidarietà, ovvero essere iscritte all’anagrafe Onlus dell’Agenzia delle Entrate ed esistere da almeno 2 anni.Tra queste abbiamo selezionato H4O che oggi abbiamo il piacere di presentare ai nostri investitori e che è stata fondata da un giovane ingegnere di Torino. H4O sviluppa progetti di sostenibilità in Madagascar: il progetto, selezionato tra più di 2000 concorrenti, ha vinto il premio come Project of the Year Award 2016 dell’Università di Leeds. Edoardo, come è nato il tuo interesse per il Madagascar e il desiderio di contribuire ad uno sviluppo concreto in aiuto della popolazione locale? Ho approcciato il Madagascar come turista e sono tornato più volte negli anni per la bellezza del luogo, rendendomi però conto che c’erano situazioni che non venivano mostrate ai visitatori, ma che rappresentavano gravi criticità per gli abitanti: in Madagascar il 92% della popolazione vive infatti con meno di due dollari al giorno, sotto alla soglia di povertà. Come ingegnere ho pensato a qualcosa di estremamente pratico che intervenisse su uno dei problemi più seri, ossia l’assenza di servizi igienici, che comporta drammatiche conseguenze...

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