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Torino diventa Capitale mondiale del motorismo storico. La FIVA prende casa a Villa Rey.

Pubblicato da alle 17:26 in Fashion, MotorInsider, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Torino diventa Capitale mondiale del motorismo storico. La FIVA prende casa a Villa Rey.

E’ stato firmato  in Comune nella Sala delle Colonne a Torino l’accordo tra l’Asi  – Automotoclub Storico Italiano – e la FIVA – Federation Internazionale des Vehicules Anciens – che prevede il trasferimento della Segreteria Generale di quest’ultima da Bruxelles  a Torino. Hanno firmato l’importante accordo il Presidente dell’Asi Maurizio Speziali ed il Presidente di Fiva Patrick Rollet. Si tratta di risultato molto significativo sia per il motorismo storico italiano rappresentato da Asi che per la città di Torino che di fatto assume il ruolo a pieno diritto di Capitale mondiale del motorismo storico. Sede degli uffici di Fiva sarà Villa Rey, la prestigiosa  e storica villa del ‘700 progettata e realizzata da Ludovico Quarini e di proprietà del Comune di Torino,  ubicata sulle colline torinesi e sede da diversi anni  del’Automotoclub Storico Italiano. “L’arrivo degli uffici della FIVA nella nostra sede di Villa Rey –ha detto il presidente dell’Asi Maurizio Speziali – riempie di orgoglio tutti i Club e i tesserati Asi e apre a tutto il movimento degli appassionati di motorismo storico nuove prospettive e opportunità. Intendo ringraziare il presidente della FIVA, Patrick Rollet e tutto il Consiglio per la fiducia accordata all’Asi in questa scelta, fatta con la consapevolezza che il nostro Paese può rappresentare il valore della storia, testimoniata da migliaia di opere d’arte e di costruzioni di gran pregio. Mi auguro che a Torino la FIVA possa trovare il modo di continuare ad affermarsi come riferimento per tutti gli appassionati di motorismo storico del mondo. Con l’arrivo della FIVA Torino raggiunge il suo ruolo di Capitale mondiale del motorismo storico”. Di concerto il presidente di FIVA Patrick Rollet: “Non c’è dubbio che questo nuovo ufficio sarà il simbolo di un’ulteriore fruttuosa cooperazione tra Asi e FIVA. Entrambi gli Enti rimarranno certamente indipendenti l’uno dall’altro ma la vicinanza sia geografica che filosofica potrà certamente favorire ulteriori sinergie. Ha inoltre detto Rollet –  il lungo rapporto  della FIVA con UNESCO si è anche concretizzato con il riconoscimento da parte di quest’ultima di Torino come Capitale mondiale del design motoristico”. Pier Sorel...

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Ultrasettantenni in pole position nelle aziende piemontesi.

Pubblicato da alle 11:19 in Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Ultrasettantenni in pole position nelle aziende piemontesi.

Alle “pantere grigie” oltre 132.000 posti crescono le cariche aziendali degli over 70 Altro che “rottamazione” dei senior. Sarà per l’infinita crisi economica, sarà per la volontà di aiutare figli e nipoti, sta di fatto che, nelle tre regioni del Nord Ovest, le “pantere grigie” si tengono stretto il posto e, anzi, guadagnano posizioni. A prescindere dalla legge Fornero e con gioia del presidente Tito Boeri, che vede entrare nelle casse dell’Inps i contributi anche degli ultrasettantenni.   Già, perchè sono in aumento le cariche tenute nelle imprese dagli “over 70”. Il fenomeno emerge dai dati di Infocamere (Unioncamere). Al 31 marzo 2018, infatti, le cariche imprenditoriali tenute da persone con più di settant’anni nel Nord Ovest – cariche di amministratore o socio o titolare di azienda – sono risultate 132.386, oltre 4.000 in più rispetto alla stessa data dell’anno scorso. L’incremento è del 3,17%. In Piemonte le cariche ricoperte dagli “over 70” a fine marzo erano 91.323 (+2,9% rispetto al 31 marzo 2017), in Liguria 38.704 (+3,6%) e in Valle d’Aosta 2.359 (+3,4%). In particolare, per quanto riguarda la carica di amministratore, Infocamere ha rilevato che quelle detenute dalle “pantere grigie” erano 43.067 in Piemonte (41.439 un anno prima), 17.946 in Liguria (17.196) e 1.030 in Valle d’Aosta (984). Invece, le cariche di socio in capo a ultrasettantenni erano 23.509 (22.697) in Piemonte, 11.572 (11.233) in Liguria e 722 (696) in Valle d’Aosta. Infine, le cariche di titolare: Infocamere ne ha censite 18.125 (18.000) in Piemonte, 6.370 (6.179) in Liguria e 469 (456 in Valle d’Aosta). Disaggregando i dati per provincia, emerge che le cariche di amministratore tenute da ultrasettantenni a fine marzo 2018 erano 3.235 nell’Alessandrino (3.082 alla stessa data 2017), 1.682 nell’Astigiano (1.588), 1.919 nel Biellese (1.855), 5.602 nel Cuneese (5.374), 2.681 nel Novarese (2.575), 1.159 nel Verbano-Cusio-Ossola (1.100) e 1.128 nel Vercellese (1.062); 10.949 nella provincia di Genova (10.505), 2.357 nell’Imperiese (2.259), 1.928 nello Spezzino (1.807) e 2.712 nel Savonese (2.625) e nella provincia di Aosta 1.030 (984). Quanto alle cariche di socio, gli “over 70” ne avevano 2.321 nella provincia di Alessandria (2.240 al 31 marzo 2017), 1.033 nell’Astigiano (1.011), 2.096 nel Biellese (2.048), 2.181 nel Cuneese (2.124), 1.136 nel Novarese (1.110), 502 nel Verbano-Cusio-Ossola (493) e 989 nel Vercellese (937); 7.713 nella provincia di Genova (7.467), 1.335 nell’Imperiese (1.310), 1.055 nello Spezzino (1.013), 1.469 nel Savonese (1.443) e 722 nella provincia di Aosta (696). Infine, gli ultrasettantenni titolari di impresa, suddivisi per provincia, al 31 marzo 2108: Alessandria 2.987 (3.056 alla stessa data 2017), Asti 1.795 (1.818), Biella 560 (527), Cuneo 4.721 (4.646), Novara 815 (773), Verbania 384 (358), Vercelli 690 (662), Genova 2.966 (2.848), Imperia 21.281 (1.244), La Spezia 752 (730), Savona 1.371 (1.357), Aosta 469 (456). Rodolfo Bosio...

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Bestie nazionali. Il lupo italiano, canis lupus italicus, non è homo homini lupus.

Pubblicato da alle 13:03 in DOXA segnalazioni, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Bestie nazionali. Il lupo italiano, canis lupus italicus, non è homo homini lupus.

Praticamente ogni paese “serio” è rappresentato da un animale che lo simboleggia: l’orso russo, il gallo francese, il toro spagnolo, l’aquila “calva” americana, la Cina con il suo drago, il bulldog inglese, l’Australia dal canguro e così via. Perfino il Messico si richiama al serpente sulla propria bandiera e la Grecia, nella sua miseria, dispone dell’elegante delfino.  Anche l’Italia ha—avrebbe—un suo animale nazionale, per quanto non sia ovvio esattamente quale virtù del paese debba rappresentare: il “Lupo grigio degli Appennini” (Canis lupus italicus), una sottospecie del lupo grigio europeo comune, anche se i tassonomisti di altri paesi faticano a capire cos’avrebbe di particolarmente italiano. Lo considerano un semplice “lupus lupus” e basta.  Il lupo grigio d’Italia fu riconosciuto come una sottospecie a sé nel 1921 da Giuseppe Altobello, un medico chirurgo di Campobasso, che notò come la sua particolare morfologia cranica mostrasse somiglianze con quella dello sciacallo dorato. Gli sciacalli non hanno un buonissimo nome, ma si fa notare come l’animale “gioca un ruolo importante nel folclore e nella letteratura mediorientale e asiatica, dove viene spesso raffigurato come un ingannatore, analogo della volpe nelle fiabe europee”. La designazione come animale nazionale risale agli anni Settanta. L’italianissimo lupo grigio era ridotto molto male e si stimava che non ne restasse che un centinaio in tutto il Paese, sia a causa della caccia (vietata nel ‘71) sia per lo “scarseggiare di prede dovuto alla crisi della zootecnia montana”—gli abitanti umani non allevavano più abbastanza bestiame per sfamare a dovere l’animale.  Da allora la popolazione nazionale dei lupi è esplosa, crescendo di ben oltre venti volte. Voci popolari di segrete importazioni di esemplari dall’Est per rimpolpare i branchi sono state regolarmente smentite dalle organizzazioni ambientaliste. Il WWF dichiara: “Il lupo ha visto semplicemente aumentare il proprio numero e lo spazio occupato perché ne è stata saggiamente e giustamente vietata la caccia, perché sono aumentate le sue prede e per la minore presenza dell’uomo in montagna”. Intanto, l’animale italico ha riconquistato gran parte dell’Appennino arrivando fin su nelle Alpi dove, sempre secondo il WWF, si sarebbe semmai “ricongiunto” con la popolazione balcanica. Tanta nuova energia riproduttiva ha allarmato la Slovenia, che ha riaperto la caccia all’animale. Nel 2017 la Provincia di Bolzano è uscita dai progetti per il ripopolamento dopo le proteste degli allevatori per l’incidenza della predazione molto elevata sui pascoli alti. Secondo l’Ansa, è stato perfino sbranato— l’estate scorsa—un cucciolo di lama finito chi sa come nelle Alpi. Negli ultimi tempi i lupi, dall’Italia, sono rispuntati anche in Francia, Germania, Svizzera e Austria. Non tutti ringraziano.  L’intento era nobilissimo, nessuno dei proponenti poteva immaginare che la cosa avrebbe funzionato anche troppo bene. E l’Italia, strada facendo, si è ufficialmente ritrovata—senza farci troppo caso—con una propria bestia nazionale. Però, l’anno scorso, quando è nata una controversia politica sul tema del ripristino della caccia al lupo, nemmeno una voce si è alzata per ricordarlo. Il predatore nazionale non è abbastanza morbido e coccoloso? Bisognerebbe trovarne un altro? Il furetto forse, in ovvio ricordo della forma elegante e sinuosa del Belpaese sulla carta geografica. James Hansen Credit: Nota...

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Il format americano Ted Ed Club per parlare in pubblico sperimantato dalle scuole torinesi.

Pubblicato da alle 11:21 in DOXA segnalazioni, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il format americano Ted Ed Club per parlare in pubblico sperimantato dalle scuole torinesi.

Nel 2016 la Commissione Europea ha avviato un programma politico a supporto degli stati membri per fronteggiare la crisi legata alla disoccupazione dei giovani, la loro difficoltà ad inserirsi negli adeguati mercati di lavoro e alla quella delle aziende a trovare gli adeguati profili professionali per crescere ed innovarsi. Criticità che testimoniano la necessità di accrescere le competenze trasversali per i lavoratori di domani, di aggiornamento ed educazione per le nuove generazioni alle evoluzioni e tendenze del mercato in ambito digitale e tecnologico. Tra queste, l’apprendimento di una nuova lingua e le competenze della comunicazione in pubblico in continua evoluzione sono tra le più urgenti, ma non ancora sufficientemente integrate al livello dell’istruzione e formazione formale. Torino è una delle prime città in Italia a sperimentare un format educativo di questo tipo, coinvolgendo gli studenti delle scuole medie e dei licei cittadini per apprendere le tecniche della comunicazione pubblica in lingua inglese attraverso un corso grazie al quale ogni partecipante ha preparato un intervento per una conferenza finale che si terrà sul palco del Teatro Vittoria (via Gramsci, 4) il 6 giugno 2018 alle 19. Seguendo il programma originale adottato dal format americano TED Ed Club, Gabriela Alvarez (certificata come Language Coach e membro della commissione TED USA sotto la nomina di «TED Ed Club Regional Leader for Italy in an Advisory Role») e il suo team hanno realizzato un programma formativo diviso in 27 incontri da 1 ora e mezza che si sono svolti da settembre a maggio in orario extra- scolastico presso la sede di Speech Club in via Papacino 2 a Torino. «Il programma originale», spiega Gabriela Alvarez, «è stato inoltre arricchito da incontri e workshop guidati da professionisti nel campo della comunicazione digitale per permettere ai ragazzi di prendere confidenza con gli strumenti digitali e in particolare con la comunicazione video e presentazioni multimediali, su come comunicare sui social network, far crescere le idee esplorando le nuove frontiere tecnologiche del web e diventare essi stessi produttori di contenuti creativi per condividere e diffondere le proprie idee». Il tema che accompagna questa seconda edizione e l’evento è “In Deep Water”, un tema che prende spunto dall’idea che le storie e le idee più grandi sono quelle nate nella profondità delle proprie intuizioni e delle proprie radici; immergersi in acque profonde è anche un invito ad immergersi negli abissi della propria identità, facendo emergere attraverso un messaggio e un discorso finale la propria energia, la propria intuizione e unicità perchè il mondo ha bisogno di leader autentici e appassionati che credono nelle proprie idee. Federico...

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L’archeologia delle Meraviglie: Andrea Carandini presenta La Forza del Contesto all’Egizio.

Pubblicato da alle 10:23 in Notizie, Pagine svelate, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

L’archeologia delle Meraviglie: Andrea Carandini presenta La Forza del Contesto all’Egizio.

Al centro della piramide di meraviglie del Museo Egizio Andrea Carandini dice che “il lavoro di un archeologo somiglia a quello di un investigatore“, professore emerito di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso l’Università di Roma La Sapienza e autore di molteplici opere saggistiche alla cui schiera si è recentemente aggiunto La Forza del Contesto, ultima (anzi, penultima) fatica letteraria di colui che da molti è considerato la più importante eminenza nazionale nel campo dell’archeologia. Se non altro, la più prolifica. L’allievo prodigio di Ranuccio Bianchi Bandinelli vanta una bibliografia da fare invidia a qualunque studioso: oltre 30 monografie e innumerevoli collaborazioni unite a ricerche empiriche che ne hanno consolidato negli anni l’autorevolezza e il prestigio. A meno di un mese dalla pubblicazione di Io, Agrippina, l’instancabile Carandini ha tenuto il 25 maggio presso il museo egizio di Torino una conferenza sul complesso e profondamente meditativo saggio La Forza del Contesto, edito da Laterza, il cui fine è quello di scandagliare l’affascinante mondo dell’ archeologia partendo dall’analisi del singolo oggetto e ponendolo successivamente in relazione con gli altri ritrovamenti  e con lo stesso ambiente che lo circonda. Senza ovviamente dimenticare il ruolo primario dei musei nella conservazione dei reperti, argomento clou del momento tra gli studiosi. A dialogare con l’autore, il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, Andrea Augenti (Università di Bologna), Carlo Tosco (Politecnico di Torino), Giuliano Volpe (Consiglio Superiore “Beni culturali e paesaggistici” del MiBACT). Ad aprire il dibattito è il direttore del Museo Christian Greco, ne elogia la prosa agevole e snella del libro, citandone i passi salienti, per finire con un lungo e un po’ verboso monologo sull’importanza di considerare il patrimonio culturale un bene collettivo e dunque meritevole di una maggiore responsabilizzazione sia da parte del singolo individuo che degli enti privati e pubblici. Carandini annuisce con scarso entusiasmo, probabilmente stanco dei soliti discorsi di circostanza tipici degli accademici, che rimpiangono martello e scalpello sotto il sole del Cairo. Un archeologo, si sa, è un uomo pragmatico, e ai discorsi idealistici preferisce l’azione. Tra una battuta di spirito e l’altra, Carandini sottolinea l’importanza di creare gruppi di lavoro sul campo perfettamente organizzati e coadiuvati (“Se ognuno fa a modo suo poi la somma è un caos!”) e aggiunge che solo un contesto umano ben organizzato può affrontare la ricerca di un contesto urbano storicamente preciso e stratificato. Gli interventi di Scarpa, Augenti e Tosco non regalano il necessario quid di vivacità, indispensabile a tener coinvolto l’uditorio. La nota positiva è la presenza di Carandini, che con il suo fare gioviale e arguto sa tenere attenta la platea. Un peccato per un libro così acuto e ricco di spunti di riflessione. Forse una intervista diretta (come già fatto a Catania) sarebbe stata preferibile e avrebbe conferito più valore non solo al libro ma anche all’autore. Ilaria...

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Nuovo regolamento sulla protezione dei dati GDPR

Pubblicato da alle 12:03 in Innovazione, Notizie | 0 commenti

Nuovo regolamento sulla protezione dei dati GDPR

I tuoi dati sono molto importanti per noi e li trattiamo con attenzione. Il 25 maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE 2016/679). Se desideri rimanere in contatto con noi ed essere sempre aggiornato sulle nostre attività, non devi fare nulla. In tal modo, ci autorizzerai a continuare a inviarti le nostre comunicazioni. Se non desideri ricevere queste informazioni, ti chiediamo di inviare la richiesta di...

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I Mille questa volta sono alberi e sbarcano tutti a Torino.

Pubblicato da alle 11:57 in Economia, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

I Mille questa volta sono alberi e sbarcano tutti a Torino.

Saranno gli Acer Campestre, i Celtis Australis, i Quercius Robur e i Sobus Aucuparia a trovare nuova dimora in città. Infatti è‘ prevista per domenica 20 maggio – condizioni climatiche permettendo – con inizio verso le ore 10 fino alle 13, la piantumazione da parte di cittadini volontari  di 600 nuovi alberi – che si aggiungono agli altri 600 piantati a novembre – nello spazio verde di via Gorini 50, nei pressi dell’inceneritore, tangenziale sud, non lontano dal cimitero.  L’intervento sarà svolto in collaborazione con i tecnici del Comune e il gruppo Badili Badola Guerrilla Gardening (Official) Turin. Piante, pale e zappe saranno messe a disposizione dal Servizio Verde Pubblico della Città di Torino. L’invito a partecipare da parte della Città è rivolto a tutti i torines e per via social, chi è interessato a prendere parte a questa iniziativa, può selezionare “parteciperò” all’evento su Facebook. Una parte degli alberi che troveranno dimora in via Gorini è stata acquistata grazie al contributo di compensazione della “carbon footprint”, dalla società IRIS srl nell’ambito del progetto di ricerca “BOREALIS”: un laboratorio condiviso a livello europeo da centri di ricerca di sei Paesi e finanziato dall’Unione europea (Horizon 2020, Grant Agreement n°636992) per realizzare una macchina in grado di produrre componenti metallici complessi in “produzione additiva”, ovvero con tecniche di stampa in 3D. L’intervento di Borealis prevede il contributo alla Città di Torino di seimila euro per l’acquisto e la messa a dimora di alberi, che troveranno casa in via Gorini. Quello del 20 maggio è il quarto appuntamento di “1000 Alberi a Torino”, e segue quelli del 21 novembre 2016, in Circoscrizione 6 (lungo Stura Lazio) e del 14 maggio 2017, in Circoscrizione 8 (via Zino Zini); il primo appuntamento in via Gorini è stato il 19 novembre 2017. Pier Sorel   In caso di maltempo l’iniziativa sarà...

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Lavoro. La Fondazione Asti Musei cerca il suo primo direttore.

Pubblicato da alle 18:53 in Economia, Eventi, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Lavoro. La Fondazione Asti Musei cerca il suo primo direttore.

La Fondazione Asti Musei cerca il suo primo direttore. Chi aspira all’incarico può presentare la propria candidatura alla Praxi, la prestigiosa società specializzata nella ricerca e selezione delle risorse umane, cliccando: http://recruitment.praxi/Ricercheaperte/Dettaglio/15632/ES10582/Direttore-Fondazione-Asti-Musei. La risorsa, in possesso di adeguate competenze ed esperienze di management nel settore culturale, sarà chiamata a partecipare alla definizione degli assetti organizzativi della neo costituita Fondazione per poi curarne la gestione operativa. Alla Fondazione Asti Musei, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dal Comune, saranno conferiti alcuni specifici edifici, musei e luoghi di particolare interesse storico-culturale, con gli obiettivi di una gestione integrata e sinergica, di una maggiore valorizzazione e promozione del patrimonio culturale locale e di un incremento dei visitatori e dei...

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L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Pubblicato da alle 16:58 in MotorInsider, Notizie, Prima pagina, Sport | 0 commenti

L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Automobile Club Torino. La prestigiosa cornice di Piazza Castello, nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 maggio, si trasformerà in una vera e propria “scuola” per l’insegnamento dell’educazione stradale ai bambini, con un singolare metodo ideato dall’Automobile Club d’Italia. Il progetto, realizzato nella nostra città dall’Automobile Club Torino,  prende il nome di “Karting in piazza” ed è rivolto ai bambini tra i sei e i dieci anni, così da “iniziarli” verso un percorso educativo volto a far comprendere che le regole stradali non sono solo dei dogmi imposti, ma dei veri e propri valori per una convivenza civile sulle strade. E allora, quale migliore esperienza se non quella della guida vera e propria?  Così, viene allestito un vero e proprio percorso per dei piccoli kart elettrici adatti ai bambini, il tutto naturalmente in piena sicurezza, per far capire loro l’importanza dei segnali stradali e delle semplici regole di circolazione. “Karting in piazza”, vuole contemporaneamente realizzare il sogno di tanti ragazzini di trovarsi alla guida, divertendosi e imparando. Il tutto avviene sotto la attenta supervisione dei genitori e degli esperti di guida dell’AC Torino. L’attenzione al rispetto per l’ambiente viene anche dalla scelta dei kart elettrici, così da abituare fin da subito i piccoli piloti ad interfacciarsi con tecnologie non solo legate al motore a scoppio. Al termine della giornata, i bambini che hanno partecipato all’iniziativa, peraltro completamente gratuita, riceveranno un attestato come “Ambasciatori della Sicurezza Stradale”, con il compito di diffondere gli insegnamenti appresi sia in famiglia e sia a...

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Il futuro dell’Europa ? Se ne discute dal 9 maggio al Polo del ‘900.

Pubblicato da alle 17:37 in DOXA segnalazioni, Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il futuro dell’Europa ? Se ne discute dal 9 maggio al Polo del ‘900.

Comincia mercoledì 9 maggio nella Sala Novecento, alle ore 17, con ingresso libero, al Polo del ‘900 il ciclo “Europa” organizzato dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin per Polo Presente, dal titolo “Europa: la difficile strada verso l’Unità e l’apporto dell’idea federalista”   Nel tempo dei populismi e delle prospettive nazionaliste e sovraniste l’Europa sembra perdere la sua centralità politica. Ma il processo di integrazione economica, culturale e sociale e in futuro politica resta irreversibile nel mondo globale e interdipendente nel quale siamo tutti immersi. La riflessione singolare e autorevole del federalismo europeo cosa può ancora insegnare e dare alla elaborazione di una nuova stagione europeista. L’incontro sarà condotto da un’attenta lecture di Giorgio Grimaldi. Grimaldi insegna Storia delle relazioni internazionali alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed è redattore del Bibliographical Bulletin on Federalism. A questo seguiranno tre incontri di approfondimento: lunedì 28 maggio, 4 e 11 giugno ore 18 presso la Sala Didattica del Polo del ‘900. Lunedì 28 maggio 2018 ore 18 I padri dell’Europa e il difficile processo di integrazione A cura di Gianfranco Morgando Lunedì 4 giugno 2018 ore 18 Quale Europa, il secolo breve e la parabola politica del continente A cura di Luca Rolandi Lunedì 11 giugno 2018 ore 18 Cittadinanza europea e globalizzazione A cura di Giorgio Aimetti     Il primo giugno alle 18 e 30, stessa sede, nell’ambito del progetto “Il futuro dell’Europa” la Fondazione Donat-Cattin – Polo del ’900 organizza una conferenza intitolata “Il futuro dell’Europa. Radici, crisi e nuova cittadinanza”. Tra i partecipanti Bernard Guetta, giornalista esperto di geopolitica, autore di Intima convinzione. Come sono diventato europeo (add editore), Lucio Caracciolo, direttore del mensile “Limes”, Franco Chittolina, già funzionario europeo presidente di Apice, Maurizio Cotta, docente di scienza politica all’Università degli Studi di Siena. Il convegno verrà moderato dal giornalista Luca Rolandi.   Pier Sorel       www.fondazionedonatcattin.it...

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