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Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

 

Seeyousound, l’immagine della musica. Quinta edizione e nuovo direttore.

Pubblicato da alle 13:08 in Innovazione, Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Seeyousound, l’immagine della musica. Quinta edizione e nuovo direttore.

Seeyousound: incombe la V edizione del festival che unisce cinema e musica, prevista dal 25 gennaio al 3 febbraio nella sale del Cinema Massimo. Non solo musical, non solo biopic ma un insieme di produzioni, spesso indipendenti, che esplorano questi temi. La sfida è portare sotto gli occhi di tutti un cinema che ha influito sulla tradizione popolare e quanto il suo impatto, sul comune sentire, sia lontano dall’esaurirsi. Seeyousound è il festival di cinema a tematica musicale organizzato dall’Associazione Choobamba e, ai blocchi di partenza c’è un nuovo direttore: Carlo Griseri. Chi è Carlo? Come diavolo sei finito in mezzo a immagini, musica, cinema e racconti? Sono un giornalista, da anni mi occupo (anche) di monitorare, promuovere, sostenere il cinema a Torino. Avevo saputo dei lavori in corso di una prima, piccola, sperimentale edizione di un nuovo festival dedicato a cinema e musica. Ho contattato lo staff per un’intervista, sperando di poter aiutare Seeyousound a farsi conoscere un po’ di più: sono uscito da quel caffé preso con Maurizio Pisani con l’invito a entrare a far parte dello staff… Avevo sempre seguito i festival come membro della stampa, mi incuriosiva vederne uno “da dentro”. Negli anni poi i miei compiti sono cresciuti, prima come responsabile dei cortometraggi poi, lo scorso anno, come coordinatore cinematografico dell’intero festival. Ora, con mio grande orgoglio, l’incarico da direttore. Cosa significa arrivare sul ponte di comando di un Festival che in pochi anni si è imposto sulla scena cittadina raccogliendo interesse e pubblico? Significa una grande responsabilità! Per mia fortuna conosco bene la “macchina” festival, tutto lo staff e cosa è stato fatto in questi anni. I quattro anni di direzione a cura di Maurizio Pisani, che è passato a guidare il brand-Seeyousound a livello nazionale, sono un precedente che sarà difficile superare! Ma tutti insieme sono convinto ce la potremo fare… Da un paio di anni Rai 5 con Ghiaccio Bollente, ri-propone documentari musicali, alcuni tratti dalla BBC inglese, cosa ne pensi, ti piacciono, li guardi? La produzione cinematografica che riguarda la musica ha avuto un incremento pazzesco negli ultimi anni! L’offerta si è arricchita, i film e i documentari interessanti si sono moltiplicati… Il nostro compito è diventato non più solo quello di mostrare i migliori, ma anche quello di cercare modi diversi e originali di raccontare la musica, la sua importanza e i suoi protagonisti. Senza dimenticare il valore cinematografico delle opere, cresciuto in modo impensabile negli ultimi tempi. C’è un festival similare in giro per l’Europa? Sai se sta nascendo qualcosa di simile? Ce ne sono, per quanto riguarda il cinema che racconta la musica. Sono tutte esperienze diverse tra loro, e molti di questi festival saranno a Torino per Seeyousound numero 5: l’obiettivo è quello di creare insieme a loro un network europeo di settore, stiamo lavorando (anche) in questa direzione. A Torino tutto è sempre difficilissimo, è stato così anche per SYS oppure no? Sì, inutile nasconderlo. La nostra “forza” è sempre stata l’assenza di fondi pubblici, e quella di una speranza di averli! Mi spiego meglio: siamo nati in un momento di crisi generale del settore e abbiamo dovuto da subito far fronte a tale situazione, puntando su sponsor privati e investendo il nostro tempo a prescindere dal ritorno economico immediato. Siamo un grande gruppo, in senso qualitativo e...

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Lingotto Musica celebra 25 anni e nomina un nuovo Presidente: Giuseppe Proto.

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Lingotto Musica celebra 25 anni e nomina un nuovo Presidente: Giuseppe Proto.

Il 6 maggio del 1994 inaugurava con mediatica enfasi l’Eurotunnel. La galleria appoggiata sul fondo marino ad oltre 40 metri di profondità che unisce, la Francia allora guidata da Mitterand, all’Inghilterra della Thatcher collegando i due paesi sotto lo stretto della Manica. Lo stesso giorno del 1994, a Torino, si apriva un’altro importante canale di comunicazione europeo, anch’esso scavato sotto terra, a circa dieci metri sotto il livello del mare. Era l’Auditorium Giovanni Agnelli, progettato da Renzo Piano dentro a quella che fu la fabbrica per antonomasia della Fiat: il Lingotto; esso apriva le sue porte alla città con due pezzi da novanta, il maestro Claudio Abbado a dirigere e i Berliner Philarmoniker al gran completo per la Sinfonia n.9 di Gustav Mahler. In concomitanza con l’edificazione dell’Auditorium, nasceva l’Associazione Lingotto Musica, dando così il via alla rassegna dei Concerti del Lingotto che fortunatamente perdura e prospera. In occasione dell’ultimo Consiglio di Amministrazione di Lingotto Musica l’ing. Giuseppe Proto è stato nominato nuovo Presidente dell’Associazione, succedendo così al dr. Lodovico Passerin d’Entrèves, motivo per cui abbiamo deciso di conoscerlo e farci raccontare qualcosa sulle prospettive future. Nato nel 1969 e laureato in Ingegneria gestionale, Giuseppe Proto entra in SADEM nel 1999, ricoprendo negli anni diversi ruoli. Nel 2006 entra nel gruppo ARRIVA ricoprendo il ruolo di Direttore della SAPAV e della SADEM. Nel 2009 viene nominato Amministratore Delegato della SADEM e cura il processo di fusione e integrazione operativa della SAPAV in SADEM. Nel Maggio 2018 viene nominato Direttore Business Development di Arriva Italia, divisione creata allo scopo di creare un percorso di crescita sul territorio nazionale. Già Consigliere di Lingotto Musica e della De Sono Associazione per la Musica, è il quinto Presidente nella storia dell’Associazione torinese, dopo Filippo Beraudo di Pralormo, Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Lodovico Passerin d’Entrèves; questo recita il curriculum vitae pubblicato sul sito dell’associazione. Presidente Proto come è nata questa avventura e questo incarico prestigioso? Nella mia nomina ha giocato un ruolo cruciale Francesca Gentile Camerana, Direttore artistico di Lingotto Musica, mi ha coinvolto e infine convinto ad accettare l’incarico. Ho studiato musica, la amo, frequentato i concerti ma non posso considerarmi un esperto. Le mie competenze sono di tipo manageriale,  provengo dal mondo dell’industria, dei servizi, i trasporti soprattutto, con Arriva e le Ferrovie tedesche. Ero diventato sponsor grazie a Giuseppe Lavazza, così è nata l’amicizia e la condivisione di una passione; riconoscendo altresì l’impegno della De Sono, per la sua storia e  quello che rappresenta in un paese che investe sempre meno nell’istruzione musicale. Riceve un’eredità pesante… Si è così, però arrivo in un anno straordinario, il 25esimo anniversario e l’arrivo dei Berliner. Il mio primo obiettivo, sarà garantire un alto livello di sponsor, per avere sempre concerti di qualità; purtroppo senza sponsor non si può vivere. Quindi si deve mantenere coloro che già ci sono e riuscire a coinvolgerne di nuovi. Quindi parlare alle aziende con la lingua dei manager ? Gli sponsor cercano un ritorno, un vantaggio e un approccio manageriale è sicuramente utile in questo senso. Lingotto musica rappresenta qualcosa di serio, la sua immagine ha una valore importante. Direi che dovremmo cercare di “vendere meglio questo brand”, Torino non ha nulla da invidiare a Milano o altre città, ha un’offerta musicale elevatissima, ed il nostro punto di forza...

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Sixways a San Pietro in Vincoli. Quattro concerti per chitarra classica.

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Sixways a San Pietro in Vincoli. Quattro concerti per chitarra classica.

Diciotto candeline e maggiore età per Sixways, il Festival che presenta a Torino e in Piemonte grandi artisti della chitarra classica internazionale. Tra gli ospiti di quest’anno: l’inglese Raymond Burley, Pietro Locatto, Cristiano Poli Cappelli, FFFortissimo Guitar Quartet. Tra le tante sono le collaborazioni ci sono il Festival Borgate dal Vivo e il Conservatorio G. Verdi di Torino. A Torino sono previsti 4 concerti, ad ingresso gratuito, da lunedì 16 a giovedì 19 luglio, presso il cortile di San Pietro in Vincoli Zona Teatro.  Sixways è una delle più affermate rassegne di chitarra classica e contemporanea nel panorama regionale e nazionale, che unisce la qualità creativa ed esecutiva dei grandi artisti della chitarra con i luoghi storici ed evocativi del Piemonte. Si comincia lunedì alle pre 21 e 15 con FFFortissimo Guitar Quartet, composto da Laura La Vecchia, Daniele Ligios, Paolo Bianchi, Cristiano Arata, giovanissimi artisti uscenti dal Conservatorio Verdi di Torino. Il repertorio preferito è quello originale per quartetto di chitarre, in gran parte legato alla musica tradizionale di altre culture come quella africana, orientale, e sud americana. Il giorno seguente sarà la stella del Festival di quest’anno ad esibirsi con Giorgio Mirto: il chitarrista Raymond Burley, uno dei più importanti chitarristi inglesi, con importanti esperienze sia come interprete solista, sia come concertista per orchestre, colonne sonore, radio e televisione. Come solista ha suonato nei principali festival in Europa, Usa, Sud America, Canada e Asia. Burley ha suonato numerose volte presso la London’s Wigmore Hall, la South Bank Centre’s Purcell Room e la Birmingham’s Symphony Hall, suonando con le più importanti orchestre del Regno Unito comprese la BBC Symphony Orchestra, la Philharmonia, la English Chamber Orchestra e la Royal Philharmonic Orchestra. Mercoledì, sempre alla stessa ora l chitarrista romano Cristiano Poli Cappelli che si è diplomato in chitarra presso il conservatorio di Pescara con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Letizia Guerra, esibendosi in festival musicali in tutta Italie e all’estero producendo numerosi dischi con l’etichetta Brilliant Classic. Giovedì 19 luglio,  Pietro Locatto, chiude la rassegna torinese. Il musicista ha compiuto i suoi studi sotto la guida del M° Stefano Grondona presso il conservatorio di Vicenza. Dal 2012 volge attività didattica come M° assistente presso il Conservatorio di Alessandria. Dal 2013 è componente dell’ensemble di chitarre ‘Supernova’ diretto da Arturo Tallini. http://www.sixways.it...

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Il Teatro Regio con il “Sogno di una notte di mezza estate” nel quadrato magico di Piazzetta Reale.

Pubblicato da alle 12:36 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

Il Teatro Regio con il “Sogno di una notte di mezza estate” nel quadrato magico di Piazzetta Reale.

L’estate torinese apre le piazze alla musica, così succede che nella programmazione di Torino Estate Reale –  festival di musica, danza e magia – il Teatro Regio presenti un concerto all’aperto. Venerdì 13 luglio, alle calare delle luci intorno alle 21.30, in Piazzetta Reale, l’Orchestra e il Coro del Regio, diretti da Alessandro De Marchi, interpretano le musiche di scena del Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn-Bartholdy (solisti: Maria de Lourdes Rodrigues Martins:  Primo Elfo, soprano; Claudia De Pian: Secondo Elfo, mezzosoprano) e, dalla Carmen di Georges Bizet, il Preludio e i tre Entr’Acte dell’opera nonché, dello stesso autore, la seconda suite per orchestra L’Arlesienne; maestro del Coro: Andrea Secchi. Le musiche di scena per la commedia di Shakespeare A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate) con la celeberrima “marcia nuziale” e la partecipazione nel finale di due voci soliste e del coro femminile, immergono fin da subito l’ascoltatore in un’atmosfera fiabesca e luminosa. La seconda parte del concerto, dedicata a Georges Bizet, sarà invece caratterizzata da brani dal ritmo e dalla sensualità mediterranea, nei quali l’orchestra brillerà grazie a una strumentazione raffinata e suggestiva.   Partecipare costerà 12 euro per i posti numerati in platea, 10 euro in gradinata e 5 euro  i nati dal 2004. L’ingresso alle serate sarà soggetto a controlli di sicurezza. Gli spettacoli avranno luogo anche in caso di maltempo....

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Il Faust nella cappella Juvariana. E’ una donna, in mano uno Stradivari e dà voce a Bach.

Pubblicato da alle 17:53 in Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Il Faust nella cappella Juvariana. E’ una donna, in mano uno Stradivari e dà voce a Bach.

Nella cappella juvarriana di Sant’Uberto al pian terreno della Reggia di Venaria Reale l’ultimo acquazzone di maggio è stato allietato dalle note del violino Stradivari che suonava il belga ottocentesco Henry Vieutemps.  Accanto alla Passione scolpita dal giavenese Luigi Stoisa, la virtuosa bionda nordica Isabelle Faust ha riportato l’attenzione dai tuoni assordanti alla rigorosa melodia di Johan Sebastian Bach,  il maestro di cappella per eccellenza. E finalmente ha fatto risuonare le volte di Sant’Uberto con una musica più che appropriata. Perché in precedenza, la chiesa della Reggia barocca era stata adibita, causa pioggia, a concerti che non le si confacevano affatto: jazz e pop. La scelta scenografica non è stata casuale e avrebbe fatto piacere all’amante degli allestimenti musicali negli innumerevoli contesti del Barocco piemontese, il contemporaneo Uto Ughi, oltre che senza dubbio allo stesso Sebastian Bach.  Tanto più che la Sonata e la Partita del kappelmaster sono state l’epilogo della visita alla raffinata mostra nella Sala dei Paggi di Venaria su tre secoli di liuteria in Europa, curata con grande erudizione da Giovanni Accornero.  Unica nel suo genere, l’esposizione si intitola “Preziosi strumenti e illustri personaggi”. I primi sono chitarre, mandolini, violini e lire accarezzati da compositori di flamengo e di classica che accompagnano in un excursus sul mestiere del fare e del tastare le corde.  Vi troneggia ovviamente lo Stradivari di Niccolò Paganini, ma anche quello del torinese Gaetano Pugnani, maestro di Giovanbattista Viotti, compositore piemontese che non ha bisogno di presentazioni. Ci sono le chitarre della regina Margherita di Savoia e di Beatrice di Belgioioso d’Este, antenata dell’eroina risorgimentale Cristina, più conosciuta della nostra contessa di Castiglione.  Noblèsse oblige, ma uno spazio maggiore queste raffinata rassegna lo meritava, anche perché manca all’appello il compositore astigiano Giovanbattista Polledro, stimato da Beethoven che lo volle come pianista.  Offuscato da stelle del firmamento musicale barocco come Corelli e Vivaldi, la sua figura è ancora poco conosciuta. Proprio per rivalutarlo l’orchestra giovanile che porta il nome del musicista settecentesco di Piovà Massaia, diretta dal chierese Federico Bisio, sta affermandosi a livello internazionale, contribuendo all’approfondimento storico e artistico  del Settecento musicale piemontese. Amedeo...

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L’associazione De Sono per la musica compie trent’anni e presenta la nuova stagione.

Pubblicato da alle 17:45 in Musica, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

L’associazione De Sono per la musica compie trent’anni e presenta la nuova stagione.

Trent’anni da celebrare nella stagione 2018-2019 sono quelli di attività della De Sono Associazione per la Musica, durante i quali le attività sono state davvero molte. Qualche numero: 45 pubblicazioni a carattere scientifico e divulgativo, 151 concerti a ingresso gratuito e sono state assegnate 250 borse di studio per giovani musicisti.  L’Associazione è presieduta da Carlo Pavesio ed è stata fondata dal direttore artistico Francesca Gentile Camerana, la quale celebra una ricorrenza così significativa perseguendo con rinnovata energia i propri obiettivi statutari: la valorizzazione di giovani talenti musicali, la promozione di ricerche musicologiche e lo sviluppo di sempre nuovi progetti di educazione all’ascolto. Sul fronte educational, è previsto un nuovo ciclo di lezioni-concerto al Dams di Torino e il rinnovo del progetto in collaborazione con la Fondazione Agnelli #NotediClasse, due tra le iniziative maggiormente apprezzate della scorsa stagione. Non mancheranno come di consueto i numerosi incontri di perfezionamento con Alessandro Moccia, Simone Briatore, Stefano Guarino, Thomas Demenga e le masterclass in Conservatorio con il violinista Ilya Gruber. Si rinnovano infine le sinergie della De Sono con MITO Settembre Musica e la Fondazione Renzo Giubergia, mentre del tutto inedita la collaborazione che s’instaura con Lingotto Musica in occasione della rassegna (As)saggi musicali.   Saranno sei gli appuntamenti a ingresso libero che costituiscono la stagione concertistica 2018-2019 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Il primo concerto, il 16 ottobre, celebra il trentennale dell’Associazione con gli Archi De Sono – in una formazione composta dai migliori borsisti degli ultimi anni – impegnati nell’esecuzione di pagine scritte da Mozart e Beethoven proprio intorno al trentesimo anno di età. Alessandro Moccia, primo violino dell’Orchestre des Champs-Élysées, che da diversi anni partecipa alle attività formative e performative della De Sono, dirige l’organico nella Sinfonia n. 3 «Eroica» di Beethoven e la giovane borsista Chiara Biagioli, attualmente impegnata in un ciclo di perfezionamento presso la Hochschule für Musik und Tanz Köln, è solista al pianoforte del Concerto K. 488 di Mozart. Gli Archi De Sono, concertati da Helena Winkelman – violinista e compositrice di origine svizzero-olandese – sono nuovamente protagonisti il 29 novembre, in occasione della sesta edizione del Premio Giubergia, assegnato quest’anno al mezzosoprano Laura Capretti: diplomata con lode e menzione d’onore Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino, si è perfezionata presso l’Innovative Musik Studio a Bülach e il Conservatorio di Ginevra. Un Omaggio a Claude Debussy nel centenario della morte, è in programma il 13 dicembre, con due ex-borsisti specializzati in questo tipo di repertorio: la cantante di origine bulgara Alena Dantcheva, che ha compiuto i suoi studi al Conservatorio di Torino, specializzandosi successivamente a Vienna e a Madrid, e il pianista Francesco Bergamasco, che dopo aver conseguito il Diplôme supérieur d’exécution presso l’École Normale de Musique “A. Cortot” di Parigi, collabora stabilmente con importanti realtà musicali nazionali tra cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di Torino. Completano la rassegna il concerto Brahms il progressivo, che prevede musiche di Berg, Schönberg e di Brahms a confronto, e la serata dell’8 aprile – Quintetti – dedicata a due composizioni del genere quintettistico di Schumann e Šostakovič. In entrambi i casi sono in scena due ensemble formati da giovani talenti e attuali borsisti. Chiude la rassegna il 4 giugno un nuovo appuntamento del ciclo Ritorno al Futuro, che si propone di affiancare pagine contemporanee a capolavori del repertorio. Protagonista il pianista...

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Unione Musicale. Presentata la nuova stagione fatta di legami sotterranei da scoprire.

Pubblicato da alle 13:46 in Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Unione Musicale. Presentata la nuova stagione fatta di legami sotterranei da scoprire.

“La musica merita di essere la seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole del mondo“. Paul Carver   Dice Giorgio Pugliaro, direttore artistico dell’Unione Musicale di Torino. Il successo costante che ha contrassegnato i concerti della passata stagione si è accompagnato a uno dei momenti più difficili, sotto il profilo economico, nella storia dell’Unione Musicale. Non ci rimane che auspicare che la relazione inversa che lega i due fenomeni possa trovare una lieta smentita, poiché anche la stagione 2018-2019 si annuncia come un florilegio delle migliori aspettative.  E questa premessa condensa il cahiers de doléances per quanto riguarda l’argent. Dopodiché c’è la stagione musicale e il suo contenuto. “Partiamo, anzitutto, dalle linee tematiche: ce ne sono di un po’ più nascoste, come quella che lega in modo sotterraneo vari concerti (in particolare quello di Benedetto Lupo) nel nome di Claude Debussy, nel centenario della morte, ma a dominare la programmazione sono i nomi di Beethoven, di Schubert e di Schumann. Del primo si conclude il ciclo dei Quartetti per archi, con la parte finale della magnifica prova che il Quartetto Casals sta dando in questo repertorio d’elezione per una formazione cameristica; poiché il 2020 sarà anno beethoveniano, cominciamo per tempo con Francesca Dego e Francesca Leonardi la serie dedicata alle Sonate per violino e pianoforte, innestata con altri programmi beethoveniani nel 2019-2020. La nostra “folle” Schubertiade, con l’esecuzione integrale degli oltre seicento Lieder, gira la boa di metà percorso, mentre prosegue l’ampio ciclo dei concerti dedicati alla musica da camera e per pianoforte di Robert Schumann, luogo ideale per la valorizzazione dei talenti più spiccati del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, nostro fondamentale partner nell’iniziativa. Piccolo ciclo a sé, quello delle Suites di Bach affidate a Massimo Polidori, oggi primo violoncello del Teatro alla Scala, a suo tempo studente proprio nel nostro Conservatorio. E concerto tematico a sé, quello di Emanuele Arciuli, all’interno del Festival cittadino legato alla rappresentazione del Wozzeck di Alban Berg. Il discorso di Pugliaro chiude così: “E poi ci sono gli interpreti “stellari”: alcuni nelle sale più capienti, Krystian Zimerman, Mischa Maisky, altri nell’amatissimo spazio del Conservatorio: Ottetto dei Filarmonici di Berlino, per l’inaugurazione, poi Daniil Trifonov, Joaquín Achúcarro, Leonidas Kavakos con Enrico Pace, Quartetto Belcea, in una lieta sfilata degli artisti più amati, secondo le nostre migliori tradizioni.” Quindi ricapitolando, centotrenta appuntamenti. Questa la ricca proposta dell’Unione Musicale per la Stagione 2018- 2019 che si articolerà in 58 concerti, 54 laboratori, 10 spettacoli per famiglie e 12 progetti speciali con protagonisti decine di artisti e di gruppi musicali, repertori variegati, dagli autori più classici alle rarità. Ecco chi ci accompagnerà nella nuova stagione: ● I PROTAGONISTI: Ottetto d’archi della Filarmonica di Berlino, Daniil Trifonov, Nuovo Trio d’Archi Italiano, Benedetto Lupo, Joaquín Achúcarro, Giovanni Puddu, Andrea Lucchesini, Quartetto Casals, Les Vents Français, Trio Wanderer, Krystian Zimerman, Cristina Zavalloni e Clara Ensemble, Fazil Say, Jan Lisiecki, Il pomo d’oro e Francesca Aspromonte, Emanuele Arciuli, Massimo Polidori, Leonidas Kavakos, Quartetto Belcea, Edgar Moreau con David Kadouch, Ensemble Zefiro, Francesca Dego e Francesca Leonardi, Trio Debussy, Quartetto Notos, Mischa Maisky con I Virtuosi Italiani. ● IL REPERTORIO Il cartellone si presenta anche per linee tematiche: il 2020 sarà anno beethoveniano, che festeggiamo per tempo principalmente con Francesca Dego e Francesca Leonardi, interpreti delle Sonate per violino e pianoforte e con la conclusione...

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La Chamber Orchestra of Europe a Torino con Antonio Pappano e Veronika Eberle.

Pubblicato da alle 11:04 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

La Chamber Orchestra of Europe a Torino con Antonio Pappano e Veronika Eberle.

Lingotto Musica.  Cosa unisce il Covent Garden di Londra e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ? I melomani, ma non solo loro  lo sanno. E’ il direttore Antonio Pappano, e per coloro che ne seguono le gesta l’occasione è di vederlo sul podio a dirigere nel grande rettangolo avvolto di legno pregiato dell’Auditorium Giovanni Agnelli venerdì 18 maggio alle 20.30. Con questo prestigioso concerto è Lingotto Musica a far salire sul podio il suo pubblico di affezionati proponendo un parterre de roi di tutto rispetto. Sotto la guida del maestro Pappano ci sarà la Chamber Orchestra of Europe, formazione inglese costituita nel 1981 e definita dalla BBC con toni un po’ trionfalistici  “la migliore orchestra da camera del mondo”. Se sarà così lo sapremo presto. Insieme a loro, armata del suo Stradivari “Dragonetti”, suonerà la giovane violinista tedesca Veronika Eberle, classe 1988, ma già all’onore delle cronache internazionali da quando, sedicenne, Sir Simon Rattle la face debuttare al Festival di Salisburgo come solista insieme ai Berliner Philharmoniker. In apertura il Concert Românesc di György Ligeti, opera giovanile del 1951 dal carattere armonioso, che costituisce la prima solida affermazione del temperamento musicale del compositore. Spazio a Veronika Eberle nel seguente Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77 di Johannes Brahms, unico esemplare destinato a quest’organico nel catalogo dell’autore, composto nel 1878 e dedicato al leggendario violinista Josef Joachim, amico fraterno di Brahms e primo interprete dell’opera l’1 gennaio 1879 a Lipsia. Ancora Brahms in chiusura con la Serenata per orchestra n. 1 in re maggiore op. 11, opera poco eseguita nella sale da concerto, in cui Brahms guarda il secolo di Mozart e Haydn con una sorridente ironia e una serena consapevolezza della distanza. Fu concepita in un primo momento per un organico cameristico e successivamente rielaborata nella sua definitiva veste sinfonica. Per ascoltare le parole del grande conductor, è previsto un incontro alle 17.00 nella Sala Londra del Centro Congressi del Lingotto che vedrà Antonio Pappano confrontarsi con la giornalista Susanna Franchi in un incontro aperto al pubblico ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti della sala. Al termine del concerto inoltre il Maestro Pappano salirà nel foyer della sala per autografare i suoi dischi e incontrare il pubblico. Nato a Londra nel 1959 da genitori italiani, studia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra negli Stati Uniti. Nominato baronetto dalla Regina Elisabetta nel 2012, fra le tappe più prestigiose della sua carriera sono da ricordare i debutti alla Staatsoper di Vienna nel 1993, al Metropolitan di New York nel 1997 e al Festival di Bayreuth nel 1999. Ha diretto molte tra le maggiori orchestre del mondo, tra cui New York Philharmonic, Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Concertgebouw di Amsterdam, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e London Symphony...

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Il Teatro Regio senza regia. La lettera dei lavoratori per il teatro.

Pubblicato da alle 11:47 in Economia, Musica, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Teatro Regio senza regia. La lettera dei lavoratori per il teatro.

 Teatro Regio di Torino Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Dopo le dimissioni del sovrintendente del Teatro Regio, Walter Vergnano, si respira un clima di preoccupazione tra i lavoratori del Teatro e i sindacati. 204 lavoratori del Teatro Regio hanno scritto una lettera al Consiglio di Indirizzo per richiamare l’attenzione sui problemi del Teatro.   Il Teatro Regio di Torino negli ultimi 20 anni ha conosciuto uno sviluppo e una visibilità straordinari in tutto il mondo, grazie all’impegno e alla qualità dei suoi lavoratori, al clima di correttezza nelle relazioni interne e all’intesa con i vertici. Questo insieme di fattori ha permesso al nostro Teatro di affrontare positivamente la lunga e profonda crisi che da molti anni mina la stabilità del nostro settore, e che ha compromesso l’attività della maggior parte delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane. Il rispetto dell’impegno e della professionalità dei dipendenti del Teatro è un elemento imprescindibile per noi che viviamo giornalmente con dedizione il nostro lavoro: senza questo presupposto il Teatro perderebbe vitalità, passione e spirito di partecipazione, elementi chiave per il coinvolgimento del pubblico e per il risultato artistico. Le voci sulle improvvise dimissioni dell’attuale Sovrintendente Walter Vergnano, e l’ipotesi apparsa sugli organi di stampa per la sua sostituzione, giungono inaspettate e spingono i dipendenti a esprimere profonda preoccupazione circa il proprio futuro. Confidiamo che il Consiglio di Indirizzo, nella sua totale autonomia e con le necessarie condizioni di serenità decisionale, saprà valutare scrupolosamente l’opportunità o meno di interrompere anticipatamente l’esperienza di questa Sovrintendenza. Ma nel caso in cui non vi siano alternative a questa frattura, rivolgiamo alla Sindaca e Presidente e ai Consiglieri l’auspicio e la richiesta di una attenta selezione dei candidati alla carica di Sovrintendente, senza limitarsi ad avallare scelte e decisioni verosimilmente prese in sedi diverse da quelle previste dalla legge e dallo statuto della Fondazione. Grati per l’attenzione, Considerando il delicatissimo momento finanziario del Teatro e richiamando qui i rischi connessi a un eventuale declassamento in caso di mancato pareggio di bilancio, riteniamo . indispensabile che il futuro Sovrintendente venga individuato in una figura di altissimo profilo manageriale e gestionale e che possieda specifiche competenze nell’ambito dello spettacolo dal vivo, affinché si possano risolvere le criticità presenti e restituire al Teatro Regio quella solidità di cui ha bisogno per poter continuare il percorso virtuoso di crescita e sviluppo. La lettera è indirizzata a: Gent.ma Sindaca e Presidente della Fondazione Teatro Regio Chiara Appendino Egr. Consiglieri di Indirizzo Paolo Cantarella Angelica d’Auvare Musy Filippo Fonsatti Cristina Giovando Giambattista Quirico Vittorio Sabadin e p.c. Egr. Sovrintendente Walter...

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Al Circolo dei Lettori Antonija Pacek in bilico tra Satie, Jarret e Ludovico Einaudi.

Pubblicato da alle 18:46 in Musica, Prima pagina, Spettacoli, talenTO | 0 commenti

Al Circolo dei Lettori Antonija Pacek in bilico tra Satie, Jarret e Ludovico Einaudi.

Si conclude stasera a Torino il tour che la pianista neoclassica Antonija Pacek, romantica con un debole per il minimalismo, ha tenuto per la prima volta in Italia. Lunedì 16 aprile, nella Sala Grande del Circolo dei lettori, alle ore 21, l’artista – la cui musica è stata definita dalla stampa europea “la risposta femminile a Ludovico Einaudi”, ” e “simile ad Erik Satie e a Keith Jarrett” – proporrà un repertorio selezionato dei suoi due album, Soul Colours (2014), e Life Stories (2017). Cresciuta in Croazia, laureata in Inghilterra (Cambridge) e operativa in Austria (Vienna), Antonija compone brani aldilà di ogni etichetta e classificazione, tra pop e musica classica, il cui percorso sonoro tocca l’eterno conflitto tra le grandi perdite e i viaggi della felicità, attraversando itinerari di amore e gioia vitale ed il cui tocco è particolarmente sognante ed emotivamente coinvolgente. Compositrice dall’età di sei anni (il suo primo brano Tamed Courage è raccolto nel suo primo album), Antonija Pacek spinge le sue creazioni ogni volta più lontano, senza la pretesa di rivolgersi ad una nicchia perché, nonostante la complessità strutturale, la sua musica arriva direttamente, indistintamente ed emotivamente a tutte le generazioni. Alcuni la chiamano grande musica per il cinema, altri la chiamano neoclassica, altri ancora ritengono che necessiti di parole per essere interpretata. Aldilà di ogni etichetta e classificazione, le composizioni scritte ed eseguite da Antonija Pacek, romantica con un debole per il minimalismo, si collegano sicuramente alle emozioni più profonde dell’ascoltatore. Più vicino al pop fine rispetto alla musica classica, la su musica è plasmata dalla piacevole facilità e scorrevolezza in un’atmosfera che produce un senso di sognante...

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