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Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

 

La Lirica occupa – simbolicamente – le Sovrintendenze. Ridiscutere la riforma è l’obiettivo.

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La Lirica occupa – simbolicamente – le Sovrintendenze. Ridiscutere la riforma è l’obiettivo.

Riceviamo e pubblichiamo da: le OO.SS. territoriali di Torino e le RSU del Teatro Regio di Torino Per rilanciare il ruolo della lirica, per tornare a essere un Paese che attrae le eccellenze e per bloccare l’attuale fuga degli artisti, il giorno la Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino verrà occupata simbolicamente, contemporaneamente all’occupazione delle Sovrintendenze di tutte le 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche Italiane. In quella sede, i Segretari territoriali CGIL, CISL, UIL, FIALS e le RSU del Teatro Regio di Torino consegneranno un documento sindacale unitario nazionale al Sovrintendente Walter Vergnano. Inoltre, dalla Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino, le segreterie OO.SS. e le RSU terranno una conferenza stampa per spiegare la grave situazione generata dall’articolo 24 della legge 160/2016 che intende declassare i teatri che non raggiungeranno il pareggio di bilancio. Le Fondazioni Liriche da tempo sono interessate da una crisi debitoria, principalmente dovuta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche.  I provvedimenti legislativi, emanati fino a oggi dal Governo Italiano, hanno indicato quale soluzione a questo problema il taglio del costo del lavoro. Questo intervento non ha ridotto i debiti ma ha comportato la perdita di posti di lavoro, la riduzione degli stipendi dei lavoratori e la chiusura dei corpi di ballo, oltre a esternalizzazione dei servizi, interruzioni di attività e aumento della precarietà. Noi chiediamo di discutere una vera riforma delle Fondazioni Liriche, che abbia come base la tutela dei dipendenti, la garanzia di contributi pluriennali basati su un forte coordinamento tra le risorse nazionali e quelle locali, la garanzia di una governance trasparente e un’attenta vigilanza da parte del Ministero. le OO.SS. territoriali di Torino  e le RSU del Teatro Regio di...

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Il virtuosismo del violinista Shlomo Mintz si accorda con i musicisti dell’Orchestra da Camera Polledro

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Il virtuosismo del violinista Shlomo Mintz si accorda con i musicisti dell’Orchestra da Camera Polledro

Un sabato che riconcilia con la città e con l’arte. Sarà stata anche l’estate incipiente, ma a parte i demoralizzanti problemi di viabilità, l’offerta culturale, è stata di un certo spessore. La precedenza si dà a destra, ma molti giovani della movida in piazza Vittorio e dintorni, non l’anno capito, ma i turisti dopo un pomeriggio del genere non ci hanno fatto caso più di tanto. Non s’offendano gli amanti si storia sabauda, ma la precedenza culturale va data alla recensione del concerto del grande violinista russo Shlomo Mintz al Conservatorio con i i giovani musicisti dell’Orchestra da camera Polledro, diretti da Federico Bisio.  Poi,  in questa pagina, ci sarà spazio anche per l’aperitivo dietro la stazione Porta Nuova in occasione dei 150 anni delle nozze tra il principe Amedeo d’Aosta e la nobildonna Maria Dal Pozzo Della Cisterna con la presentazione del libro di Carla Casalegno “Maria Vittoria, il sogno di una principessa in un regno di fuoco”. Il protagonista il giorno del loro matrimonio fu il marito della contessa di Castiglione, la libertina risorgimentale, che a Maria Vittoria sta come il diavolo all’acqua santa. Durante quel matrimonio, morì finendo sotto la carrozza nunziale, dopo che il terno degli sposi aveva investito una capostazione e una dama d’onore si era suicidata. In seguito Amedeo e Maria Vittoria furono sovrani di Spagna per qualche anno come coronamento di una vita all’insegna dell’impegno politico nel primo Risorgimento.  Spostandosi in piazza Bodoni per il concerto, tra le strade brulicanti di turisti, la viabilità cittadina ci fa ancora bella figura con i civich che fanno strada a chi sull’auto non ha il navigatore. Un ottimo benvenuto al violinista russo che ha provato due giorni con i giovani della Polledro, complimentandosi mediaticamente con un’intervista al Tg3 Piemonte e in privato con i giovani concertisti della loro versatilità a seguirlo nei suoi virtuosismi estremi. Ad ascoltarli per l’ennesima volta sabato in sala c’era il fior fior della musica d’arte cittadina, i maestri Antonmario Semolini, Mario Callisi, Alberto Vindrola e il musicologo reduce, dagli studi tedeschi, Giangiorgo Satragni.  Tutti hanno ammirato il violinista russo impegnarsi nel capolavoro beethoveniano, il concerto per violino e orchestra opera 61, eseguito come se fosse stato in sala di registrazione con i Berliner Philarmonicher per un disco della Deutsche Grammophon. Dietro le quinte, c’erano l’esperto di spettacolo Giacomo Bottino e il cameramen Luca Gaddò per ottimizzare e dare eco all’esibizione.  Mintz ha dato di nuovo prova di essere uno dei massimi violinisti sulla scena mondiale ed ha anche concesso due bis: il primo sull’innovatore del violino contemporaneo, il belga Eugene Yesi, il secondo sul principe italiano dei violinisti, Nicolò Paganini.  Non meno virtuosa è stata l’orchestra Polledro, dopo l’intervallo quando il russo si era già congedato tra gli applausi, eseguendo alla perfezione, senza il violino solista, l’esuberante Sinfonia in fa maggiore di Beethoven. Il suo direttore stabile, Federico Bisio non ha voluto essere da meno di Mintz e ha dedicato il bis alla memoria del musicologo Alberto Zedda,  mancato due mesi fa nella città di Gioacchino Rossini. L’esecuzione non poteva essere che la vivacissima ouverture del Barbiere di Sivilgia del grande compositore pesarese. Amedeo...

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La grande casa, piena di musica, dell’ OFT. Nove stanze da abitare e 25 anni da celebrare.

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La grande casa, piena di musica, dell’ OFT. Nove stanze da abitare e 25 anni da celebrare.

  L’Orchestra Filarmonica di Torino festeggia 25 anni di attività e presenta una Stagione concertistica 2017- 2018 molto variopinta. Interamente firmata dalla nuova Direzione artistica di OFT, che vede Michele Mo, già Presidente dell’Orchestra, nel ruolo di Direttore artistico, Giampaolo Pretto come Direttore musicale e Gabriele Montanaro Assistente alla Direzione artistica, ruolo che affianca a quello di Coordinatore di Produzione. Nine Rooms sono le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare. Mantenendo la tradizione dei concerti a tema, che da anni caratterizza la programmazione dell’Orchestra e che costituisce una delle cifre stilistiche di OFT, la nuova Stagione è stata disegnata seguendo un fil rouge in grado di accompagnare gli spettatori mese dopo mese: ogni stanza è pensata per sostenere le altre, ma può essere apprezzata singolarmente. Dall’ingresso allo studio, dalla palestra alla stanza dell’amore, dal salotto alla sala da pranzo, dalla soffitta al giardino d’inverno fino alla stanza dei giochi, dietro ogni porta si cela un mondo intessuto di pensieri, sogni, magia. Aprirà la porta di ciascuna stanza una breve ed emozionante lettura, in collaborazione con l’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e con la Scuola Teatro Sergio Tofano. Nove produzioni, da ottobre 2017 a giugno 2018, che spaziano dal barocco fino alla musica del presente, mixate in modo da coinvolgere sia gli appassionati che da sempre popolano (ogni anno più numerosi) le stagioni concertistiche di OFT, sia chi per la prima volta si affaccia alla scoperta della musica classica. Programmi originali, che tengono conto delle tempistiche e delle modalità di ascolto contemporanee e che hanno già suscitato la curiosità del pubblico più giovane. La formula di “Abbonamento al buio” – proposta agli under 35 nel mese di maggio – ha previsto la possibilità di abbonamento alla stagione 2017-2018 prima ancora che ne fossero noti interpreti, date e contenuti: l’ottimo successo che l’iniziativa ha ottenuto è segno della curiosità e della fiducia che il pubblico ripone nella proposta artistica dell’Orchestra. Si colloca anche in questo senso la novità della OFT Composition Competition, che l’Orchestra Filarmonica di Torino ha ideato per valorizzare la produzione dei giovani compositori europei: per questa prima edizione 2017-2018, il concorso sarà dedicato a compositori tedeschi under 40 ed il brano vincitore sarà eseguito, insieme ad altri, nel concerto di gennaio 2018. La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre un’inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica. L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio le prove generali della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e le prove di lavoro mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto. A disegnare la nuova casa di OFT, ci sarà Giampaolo Pretto, che dal podio guiderà l’Orchestra nel ruolo di Direttore musicale: a lui è affidato il concerto di inaugurazione, in cui dirigerà l’intensa Scozzese di Mendelssohn insieme a due Ouverture, il concerto di febbraio 2018 con in programma la Sinfonia n. 1 di Čajkovskij, e quello di marzo 2018, in cui insieme ad altri diciassette musicisti...

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Il Soprano Maria Mitsopoulou per il Concerto di Primavera a scopo benefico a Villa della Regina

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Il Soprano Maria Mitsopoulou per il Concerto di Primavera a scopo benefico a Villa della Regina

L’Associazione Amici di Villa della Regina ONLUS organizza sabato 27 maggio alle ore 17.00 con replica domenica 28 maggio alle ore 21.00 due concerti della soprano Maria Mitsopoulou, che intratterrà gli spettatori con arie operistiche che celebrano figure di regine, da Cleopatra a Maria Stuarda, in onore del luogo e della città. I concerti, a scopo benefico, sono destinati ad una raccolta di fondi che andrà a sostenere le attività dell’Associazione, in particolare l’acquisto delle panchine per i giardini della Villa. Amici Villa della Regina Onlus nasce come volontariato culturale destinato alla promozione della Villa della Regina, edificio storico inserito nel circuito Residenze Reali di Torino e del Piemonte, Patrimonio Unesco. L’iniziativa rientra nella progettualità di valorizzazione della Villa attraverso il connubio con la musica, restituendo al luogo quella dimensione di residenza di delizia che le appartiene per vocazione storica. La soprano Maria Mitsopoulou, solista all’Opera Nazionale Greca, è nata ad Atene e si è diplomata al pianoforte e canto lirico al Conservatorio Nazionale. Vincitrice della Borsa di studio della Fondazione Maria Callas, ha studiato all’Academia Musicale di Vienna e in Italia con Gabriella Ravazzi e Susanna Ghione. Ha vinto il 1° premio al Concorso Internazionale ”V.Bellini” e il ”Premio Speciale G.Verdi” nel 2001. Ha cantato a Londra, Nancy, Avignone, Lione, Amsterdam, Lima, Macerata, Bologna, Catania, Trieste, Genova, Torino, Vienna, partecipando come solista a produzioni di opera o in oratorio e concerti. Nel suo repertorio i ruoli più importanti sono Norina (Don Pasquale), Nanetta(Falstaff), Adele e Rosalinde (Il Pipistrello), Pamina (Flauto Magico), Romilda (Serse ), Zerlina (Don Giovanni), Susanna (Le nozze di Figaro), Frasquita e Micaela (Carmen), Alice (Le Conte Ory), Marfa (La fidanzata dello Zar), Sandrina (La finta giardiniera), Gilda (Rigoletto),Violetta (La Traviata). Ha registrato per la compagnia tedesca MDG l’opera Oreste interpretando Ermione. Maria Mitsopoulou, accompagnata al pianoforte dalla pianista Cristina Laganà, presenterà 4 brani tratti da 5 Gedichte der Königin Maria Stuart di Schumann, l’aria “Piangerò la sorte mia” di Cleopatra tratta dal Giulio Cesare di Händel, l’Aria di Ermione “Dite pace e fulminate” dall’Oreste di Händel e l’aria finale di Marfa da La fidanzata dello Zar di Rimskij-Korsakov. Abbiamo incontrato la Signora Mitsopoulou grazie a Paola Gribaudo, amica personale della soprano. Maria ha risposto con pronto entusiasmo all’invito di cantare per sostenere l’Associazione: Paola è membro del Consiglio direttivo, presieduto da Monica La Cava. Per questa occasione ha pensato ad un programma che omaggiasse la storia della Villa, evocando celebri regine, in primis la Cleopatra con un pensiero rivolto al Museo Egizio, altro simbolo di Torino, città che Maria conosce e ama da molto tempo. L’esibizione si preannuncia particolarmente suggestiva poiché la soprano accompagnerà le arie con oggetti evocativi per ogni singolo brano, da un esemplare di Fayum ad una rarissima icona bizantina che rappresenta la Vergine con San Nicola, a cui Maria è particolarmente devota, oggetti preziosissimi eccezionalmente esposti in questa occasione. La Villa, nata come vigna di corte collinare del cardinal Maurizio e della principessa Ludovica, fu residenza di duchesse, principesse e regine di Casa Savoia fino all’Ottocento e prese il nome di Villa della Regina nel 1714, a seguito dell’assunzione del titolo regio di Anna Maria d’Orléans e Vittorio Amedeo II. Per loro l’architetto di corte Filippo Juvarra aggiornò appartamenti e giardini. Riaperta al pubblico dopo un accurato restauro, Villa della Regina...

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Otto formazioni, sette grandi direttori e solisti d’eccezione per la nuova stagione del Lingotto.

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Otto formazioni, sette grandi direttori e solisti d’eccezione per la nuova stagione del Lingotto.

Presentata la stagione 2017-2018 di Lingotto Musica all’Hotel NH Lingotto Congress, a darne voce il Presidente Lodovico Passerin d’Entrèves e il Direttore Artistico Francesca Gentile Camerana.  Otto grandi formazioni, sette direttori di calibro internazionale e numerosi solisti d’eccezione per una nuova stagione di concerti che spazia da Bach a Ligeti, attraversando il classicismo viennese con una particolare attenzione al grande repertorio del Novecento sinfonico russo. Tra curiosità ed entusiasmo per le possibilità di ascolto della prossima stagione va ricordato che venerdì 26 si chiude il precedente programma con l’esecuzione della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler. L’opera, dopo le esperienze della Seconda, della Terza e della Quarta Sinfonia che avevano visto l’impiego delle voci, torna a richiudersi in una dimensione puramente strumentale, traendo però linfa dal ciclo dei Kindertotenlieder, da cui sono tratti alcuni dei temi che popolano i cinque movimenti da cui è costituita. A condurre sarà il direttore musicale della San Francisco Symphony, fondatore e direttore artistico della New World Symphony, nonché direttore ospite principale della London Symphony Orchestra, Michael Tilson Thomas dopo 13 anni di assenza dal Lingotto insieme alla prestigiosa Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Torniamo ora alla nuova stagione dei Concerti del Lingotto, nove gli appuntamenti previsti presso l’Auditorium «Giovanni Agnelli» di Torino. Si inaugura lunedì 30 ottobre 2017 con Teodor Currentzis e la formazione da lui fondata MusicAeterna; si chiude mercoledì 30 maggio 2018 con l’atteso esordio nelle stagioni di Lingotto Musica di Riccardo Muti e dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.  Tra i tratti distintivi della stagione spiccano i ritorni di Valery Gergiev con la Mariinskij Orchestra e un programma dedicato a Rachmaninov, Antonio Pappano con la Chamber Orchestra of Europe con musiche di Brahms e Vladimir Jurowski con la London Philharmonic Orchestra alle prese con Sibelius e Stravinskij. Tornano inoltre al Lingotto Pinchas Zukerman solista e direttore sul podio della Camerata Salzburg per una serata dedicata al classicismo viennese e la WDR Sinfonieorchester Köln guidata dal Jukka-Pekka Saraste, senza dimenticare il recital solistico, evento inusuale nelle stagioni di Lingotto Musica, del pianista norvegese Leif Ove Andsnes. Il cartellone si completa con l’Oratorio di Natale di Bach, in programma il 19 dicembre 2017, eseguito da Le Concert Lorrain diretto da Christoph Prégardien. Otto appuntamenti vedono inoltre la partecipazione di eccellenti solisti e cantanti del panorama internazionale: oltre ai già citati Pinchas Zukerkman e Leif Ove Adnsnes, sono ospiti per il violino Lisa Batiashvili, Ray Chen e Arabella Steinbacher, mentre il pianoforte è rappresentato da Alexander Melnikov e Varvara Nepomnyashchaya, senza dimenticare il cast vocale dell’Oratorio bachiano costituito da Joanne Lunn, Margot Oitzinger, Markus Schäfer e Peter Kooij. Come in passato la stagione vede inoltre Lingotto Musica impegnata sul fronte della formazione del pubblico e della divulgazione con 2 conferenze introduttive ai concerti tenute da Giorgio Pestelli e Paolo Gallarati, nonché un eccezionale incontro con Antonio Pappano e Susanna Franchi che insieme presenteranno il concerto del 18 maggio 2018.  Parallelamente a I Concerti del Lingotto prosegue Lingotto Giovani, la rassegna cameristica composta da sei concerti dedicati ai migliori talenti emersi negli ultimi anni nei concorsi internazionali più prestigiosi, all’interno della quale quest’anno svetta il recital del clavicembalista francese, già autore di incisioni per importanti etichette, Jean Rondeau, interprete delle Variazioni Goldberg di Bach. Il cartellone si completa con il Quatuor Akilone (Primo Premio nel 2016 all’«Concours International de Quatuor à Cordes de Bordeaux») e il Pacific Quartet Vienna (Primo Premio nel 2015 all’«Haydn» di Vienna) per due serate all’insegna del repertorio quartettistico, i pianisti Takuya Otaki (Primo Premio nel 2016 al Concorso d’Orléans) e Łukasz Krupiński (Primo Premio nel 2016 al Concorso di San Marino), e ancora il Notos Quartett (Primo Premio nel 2016 al Concorso «Alice and Eleonora Schoenfeld» di Harbin in Cina) insieme al contrabbassista Wies de Boevé (ARD-Wettbewerb di Monaco 2016) che eseguiranno La trota di Schubert. Per la prima volta Lingotto Musica intraprende un’iniziativa sperimentale finalizzata al coinvolgimento del pubblico di età compresa tra...

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“Il Flauto magico” l’opera mozartiana dai contenuti mistici al Regio dal 16al 18 maggio.

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“Il Flauto magico” l’opera mozartiana dai contenuti mistici al Regio dal 16al 18 maggio.

  Die Zauberflöte (Il flauto magico) di Wolfgang Amadeus Mozart, Singspiel pieno di magia e di mistero, va in scena al Teatro Regio dal 16 al 28 maggio 2017 nel fiabesco allestimento con la regia di Roberto Andò. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio salirà il maestro Asher Fisch, direttore israeliano già acclamato dal pubblico del Regio per la Carmen del 2016. Nel cast solisti di prim’ordine affronteranno una delle partiture più complete e perfette mai scritte: Ekaterina Bakanova, Antonio Poli, Olga Pudova e Markus Werba.       Il flauto magico è un’opera dai contenuti profondi, quasi mistici, tuttavia Roberto Andò non ha perso di vista quella freschezza alla quale lo stesso Mozart pensava, per rendere il suo lavoro leggero e adatto per il gran pubblico. «Mozart – dice il regista – mise dentro Il flauto magico i suoi interessi scientifici e il grande amore per l’Egitto. Purtroppo, nel corso degli anni l’attenzione teatrale si è spostata troppo verso il senso iniziatico dell’opera, perdendo di vista gli incroci meravigliosi tra gusto popolare e aspetti di pensiero. Ho voluto sgombrare il campo, recuperando la leggerezza e la sorpresa, attingendo a quel modello teatrale che voleva in scena attori-cantanti». L’allestimento del Teatro Regio ha scene e luci di Giovanni Carluccio, i costumi sono firmati da Nanà Cecchi e la regia ripresa da Riccardino Massa. Il principe Tamino è interpretato dal tenore Antonio Poli, giovanissimo artista dall’avviata carriera internazionale, al suo debutto al Regio; nell’impervio ruolo della Regina della Notte ci sarà il soprano russo Olga Pudova; il basso Kristinn Sigmundsson, artista di grande rilievo con all’attivo numerose collaborazioni con direttori del calibro di Haitink, Davis, Muti, interpreta Sarastro; il soprano Ekaterina Bakanova interpreta Pamina, ruolo tra i più lirici e complessi mai creati da Mozart; Markus Werba, baritono austriaco di rinomanza internazionale, torna al Regio proprio nelle vesti di Papageno, personaggio a lui congeniale. Il 7 ottobre 1791, una settimana dopo il debutto del Flauto magico al Theater auf der Wieden di Vienna, Mozart scriveva alla moglie: «Sono appena tornato dall’Opera, che era più piena che mai. Molti pezzi sono stati bissati ma ciò che più mi fa piacere è l’approvazione silenziosa! Puoi vedere come quest’opera sia sempre più stimata». L’ultima creazione del compositore austriaco aveva ottenuto un successo strepitoso sin dalla prima sera: tale trionfo si sarebbe replicato decine e decine di volte, spingendo l’impresario del teatro e autore del libretto, Emanuel Schikaneder, a preparare addirittura un seguito della vicenda.    Il Flauto magico appartiene al genere della Zauberoper, ovvero “opera magica”: di fatto i protagonisti della vicenda sono sacerdoti, regine e principi le cui vicende trascorrono tra luoghi incantati, misteriosi boschi, obelischi, piramidi e templi inseriti in un Egitto immaginario. La complessa trama ruota attorno alle smanie della Regina della Notte la quale, mossa da una rabbia ancestrale contro il gran sacerdote Sarastro, usa il principe Tamino per le sue personali brame. Il gioco è questo: se Tamino riuscirà a liberare Pamina – figlia della regina – dalle grinfie di Sarastro, sarà sua sposa. Per questo compito Tamino, accompagnato da Papageno, riceve un flauto d’oro, magico appunto, capace di mutare le passioni umane. Il cuore dell’opera, e della personale vicenda di Tamino, è rappresentato dalla scena nella quale deve affrontare tre prove: quella del silenzio, quella dell’acqua...

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Al via la prima edizione di NARRAZIONI JAZZ si mescolano i linguaggi.

Pubblicato da alle 16:03 in Musica, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Al via la prima edizione di NARRAZIONI JAZZ si mescolano i linguaggi.

  Mercoledì 17 maggio, alle ore 20 “Jass. Ovvero quando il jazz parlava siciliano” di Franco Maresco e Claudia Uzzo all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto prenderà il via la prima edizione di NARRAZIONI JAZZ, il nuovo festival culturale orientato alla mescolanza di linguaggi, alle produzioni originali con anteprime ed esclusive.   Narrazioni Jazz esordisce collaborando fin dall’inaugurazione con un importante evento culturale torinese col quale condivide l’apertura: il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il Festival si svolgerà in modo parallelo e intrecciato, da mercoledì 17 a domenica 21 maggio, armonizzandosi con le esigenze della Fiera e contribuendo, nello stesso tempo, alla diffusione della rassegna in città attraverso il programma ‘Jazz per la Città 2017’ e ‘Torino Jazz Night/Oltre i confini della notte’ che, per l’intera serata di sabato 20 maggio, porterà musica e letteratura nelle piazze, per le strade, nelle sale da concerto e nei locali.   Il jazz – riconosciuto come “la  più libera tra le musiche” (Eduardo Galeano) – nel 2017 festeggia un compleanno importante: i 100 anni della registrazione del primo disco 78 giri di musica jazz. A inciderlo fu Nick La Rocca, siciliano di seconda generazione nato a New Orleans. Una ricorrenza che Stefano Zenni, direttore Artistico di Narrazioni Jazz, ha voluto celebrare con un evento di grande qualità.  Franco Maresco coglierà l’occasione per raccontare la storia dei musicisti siculo-americani immigrati in America e del loro fondamentale apporto alla nascita del jazz. Dall’incontro fra la tradizione musicale della minoranza nera – con i suoi gospel, le marcette militari e i canti di lavoro nei campi – e quella siciliana fatta di musica da banda, opera lirica e reminiscenze arabe, nascerà la miscela esplosiva che prenderà il nome di jass. Lo spettacolo, scritto da Claudia Uzzo e da Franco Maresco, uno dei più importanti registi indipendenti del cinema e del teatro italiano, racconta una storia che parte da Palermo e, attraversando l’Oceano sul piroscafo Florio, giunge a New Orleans: la storia di Nick La Rocca e del ruolo che i musicisti siculo-americani hanno avuto per il jazz. Una rappresentazione multimediale, che mescola diversi linguaggi (video, fotografie, interventi recitati, il clarinetto di Gabriele Mirabassi e il piano di Salvatore Bonafede) per raccontare un episodio davvero importante. Negli Stati Uniti nomi quasi sconosciuti come Nick La Rocca (al secolo Domenico La Rocca), Vincent Rose (Vincenzo Cacioppo), Pete Rugolo (Pietro Rugolo), Joe Venuti (Giuseppe Venuti) e giganti come Frankie Laine (Francesco Paolo Lo Vecchio), Tony Scott (Anthony Joseph Sciacca), Louis Prima e Frank Sinatra, lasciarono un segno indelebile nel firmamento della musica del Novecento. Nel racconto di Maresco e Zenni non mancheranno riferimenti alla cosiddetta Mano Nera e a Cosa Nostra, che allora dominava incontrastata diversi settori, tra cui il mercato del contrabbando illegale di alcool e il giro dei bar clandestini; i goodfellas si infiltrarono ben presto anche nel business della musica, divenendo spesso agenti e produttori di affermati artisti italoamericani. Anche il cinema occupa un ruolo essenziale all’interno di questo denso affresco: dai film dei primi anni ’10, che avevano per oggetto il cliché dell’italiano violento e rissoso, sino alle grandi maestranze italoamericane negli anni...

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Al Lingotto la Mahler Chamber Orchestra e il pianista Daniil Trifonov per un programma tutto polacco.

Pubblicato da alle 12:21 in galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

Al Lingotto la Mahler Chamber Orchestra e il pianista Daniil Trifonov per un programma tutto polacco.

Formatosi prima a Mosca e successivamente perfezionatosi negli Stati Uniti, Daniil Trifonov si presenta per la prima volta al pubblico di Lingotto Musica martedì 2 maggio alle 20.30 cimentandosi nella titanica impresa di eseguire i due Concerti per pianoforte di Chopin in un’unica serata. Nato in Russia nel 1991 si è imposto all’attenzione internazionale nel 2010 salendo sul podio del Concorso «Fryderyk Chopin» di Varsavia, risultando così il più giovane premiato nella storia della leggendaria competizione pianistica e attirando su di sé l’attenzione di grandi artisti come Martha Argerich, Nelson Freire (entrambi in giuria) e Krystian Zimerman. L’anno successivo ha sbancato il Concorso «Čajkovskij» di Mosca e il «Rubinstein» di Tel Aviv inaugurando così una carriera ai massimi livelli internazionali che in pochi anni lo ha portato a collaborare con tutte le più prestigiose orchestre del mondo e i massimi direttori.  Insieme a lui la Mahler Chamber Orchestra, formazione tedesca fondata da Claudio Abbado, ormai da molti anni ospite abituale di Lingotto Musica, diretta per l’occasione dal direttore e pianista russo, classe 1957, Mikhail Pletnev, anch’egli da più di trent’anni protagonista sulle massime scene musicali internazionali e fondatore nel 1990 della Russian National Orchestra. Tutto polacco il programma musicale della serata che si apre con la Serenata per archi op. 2 di Mieczysław Karłowicz, compositore oggi poco eseguito nelle sale da concerto, appassionato alpinista la cui vita fu stroncata nel 1909 a soli 33 anni da una valanga; concepita nel 1896  appartiene alla prima stagione del compositore e fu eseguita l’anno successivo dagli archi dei Berliner Philharmoniker. Il programma si completa con i due Concerti per pianoforte di Fryderyk Chopin, opere gemelle concepite a pochi mesi di distanza l’una dall’altra nel biennio 1829-1830, poco prima che il compositore appena ventenne lasciasse la Polonia, senza mai più tornarvi, per cercare fortuna nelle grandi capitali europee. Più che ai modelli classici di Mozart e Beethoven, Chopin si rifà a quella generazione di pianisti compositori quali Hummel, Kalkbrenner e Moscheles che avevano posto in primo piano la brillantezza della parte solistica a discapito di quella dialettica tra pianoforte e orchestra che aveva caratterizzato il genere nell’età classica. A dispetto della numerazione il Concerto n. 2 in fa minore op. 21 fu scritto per primo (ma pubblicato per secondo) e rispetto al Concerto n. 1 in mi minore op. 11 presenta un carattere meno estroverso, cosa che lo rese il prediletto dal compositore, poco incline al virtuosismo spettacolare....

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Il Quartetto Lyskamm, vincitore del Borletti Buitoni Music Prize, suona al Lingotto.

Pubblicato da alle 12:17 in Musica, Prima pagina, Spettacoli, Università | 0 commenti

Il Quartetto Lyskamm, vincitore del Borletti Buitoni Music Prize, suona al Lingotto.

  Il Quartetto Lyskamm è stato il vincitore del Borletti Buitoni Trust Special Chamber Music Prize, assegnato a Londra nel gennaio 2016 «in honour of Claudio Abbado», e mercoledì 26 aprile 2017 alle 20.30 sarà protagonista dell’ultimo appuntamento di Lingotto Giovani 2016-2017, la rassegna cameristica di Lingotto Musica che da alcuni anni imposta la propria programmazione reclutando strumentisti e formazioni risultate vincitrici di recenti concorsi o premi assegnati da prestigiose istituzioni europee. Il Quartetto Lyskamm – formato dalle violiniste Cecilia Ziano e Clara Franziska Schötensack, la violista Francesca Piccioni e il violoncellista Giorgio Casati – è infatti una delle espressioni più significative del panorama cameristico emergente italiano, già vincitore di numerosi concorsi internazionali e ospite ormai regolare di prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero. Fondato nel 2008 nel Conservatorio di Milano è stato allievo del Quartetto Artemis presso l’Università delle Arti di Berlino, nonché del violista Hatto Bayerle, uno dei componenti e fondatori del leggendario Quartetto Alban Berg. Il programma della serata, che si svolge come di consueto presso la Sala Cinquecento del Lingotto, si apre con il Quartetto in fa maggiore op. 77 n. 2 Hob. III:82 di Franz Joseph Haydn, ultimo lavoro completato dal compositore austriaco per quartetto d’archi, genere che accompagnò l’attività di Haydn per tutto il corso della sua vita; fu commissionato nel 1799 dal principe Maximilian Lobkowitz, uno dei principali mecenati di Beethoven, e pubblicato tre anni dopo a Londra. Segue il Quartetto n. 6 Sz 114 di Bela Bartók; iniziato in Svizzera nell’agosto del 1939 e terminato a Budapest in novembre, è l’ultima composizione scritta in Europa prima che il compositore fosse costretto a emigrare in America a causa del dilagare della dittatura nazista. Il Quartetto infatti era stato commissionato dal Quartetto Ungherese, ma Bartók era stato costretto a fuggire prima che fosse possibile eseguirlo in Ungheria e la prima esecuzione ebbe luogo a New York nel 1941 da parte del Quartetto Kolisch che ne ricevette anche la dedica. Grazie all’accordo con l’Università di Torino e il corso di laurea in DAMS il concerto è introdotto da una breve guida all’ascolto a cura dello studente Fabrizio...

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L’ensemble vocale dei ragazzi del Windsbacher diretti da Martin Lehmann per la Messa in si minore di Bach.

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L’ensemble vocale dei ragazzi del Windsbacher diretti da Martin Lehmann per la Messa in si minore di Bach.

Preceduta da una conferenza introduttiva del professor Paolo Gallarati alle 18.30 in Sala Londra, all’auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto si ascolterà, lunedì 3 aprile, un programma monografico con l’esecuzione della monumentale Messa in si minore di Johann Sebastian Bach, una delle più alte espressioni presenti nell’intera produzione del genio di Eisenach e pietra miliare nella storia della musica sacra. Scritta a più riprese tra il 1733, anno di composizione del Kyrie e del Gloria, e il 1739, fu dedicata a Federico Augusto II elettore cattolico di Sassonia e re di Polonia con il nome di Augusto III. L’opera comprende in tutto 25 pezzi, di cui 16 brani corali, 6 arie solistiche e 3 Duetti. Fondato nel 1946 e nel corso degli anni affermatosi come una realtà di respiro internazionale, il Windsbacher Knabenchor, ensemble vocale formato da bambini e adolescenti, è protagonista, sotto la direzione del suo direttore Martin Lehmann, del concerto pensato per la serata. Insieme ai giovani coristi la parte strumentale è affidata all’Akademie für Alte Musik di Berlino, una delle formazioni più accreditate a livello internazionale per l’esecuzione della musica barocca con oltre un milione di dischi venduti in tutto il mondo sin dal 1982 anno della sua fondazione. A completare il cast un quartetto di voci soliste d’eccezione come il soprano spagnolo Nuria Rial, il mezzosoprano americano Rebecca Martin, i tedeschi Markus Schäfer e Thomas Laske, rispettivamente tenore e basso. Sebbene scritta a blocchi distinti in momenti differenti, «la Messa in si minore – scrive Giorgio Pestelli – rivela alla fine una prodigiosa unità di tono: come se i tasselli che la compongono, nati in anni diversi e ispirati a diversi stili di riferimento, per qualche misteriosa virtù si siano attratti e saldati in una superiore ed eloquente continuità».  ...

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