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Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

Appuntamento con la musica in Torino e dintorni: date dei concerti, informazioni sui cantanti

 

Moncalieri sotto le stelle del jazz. Il Jazz Festival ritorna a suonare, a danzare e di nascosto a..

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Moncalieri sotto le stelle del jazz. Il Jazz Festival ritorna a suonare, a danzare e di nascosto a..

Moncalieri Jazz Festival 2017:  XX Edizione Dal 28 ottobre al 19 novembre Moncalieri accoglierà la grande kermesse musicale del Jazz Festival. Come ogni anno numerosi artisti nazionali ed internazionali si esibiranno davanti a circa 35 mila spettatori provenienti da tutto il mondo. Traguardo considerevole quello di quest’anno, che coincide con quattro importanti centenari: la nascita del grande trombettista  Dizzy Gillispie, del pianista e compositore statunitense Thelonius Monk, di Ella Fitzgerald, la “First Lady of song” e del nostro pianista, compositore e direttore di orchestra Armando Trovajoli. Uno spettacolo quello del Jazz Festival di Moncalieri, che sa coniugare tradizione e innovazione, all’insegna della buona musica e della stretta collaborazione con artisti e territorio. I  protagonisti del Moncalieri Jazz Festival che si presenteranno nel corso delle venti serate sono di fama internazionale, quali, per esempio, la cantante italo-americana Simona De Rosa, con la sua Jazz Band, la cantante cubana Dayme Arocena con il suo quartetto latin jazz promosso dalla Havana Culture. La straordinaria vena creativa della direzione artistica ha previsto anche giovani emergenti, vere promesse della grande tradizione musicale, quali Fulvio Chiara, Fabio Giachino, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Dado Moroni. Si esibiranno, inoltre, Fumk Off, Kenny Barron, Cyrus Chestnut, Danny Brisset.  Saranno coinvolte due grandi orchestre: l’Orchestra Filarmonica di Torino e  l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che chiuderà la manifestazione all’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Centro Congressi Lingotto di Torino.  L’orchestra sinfonica per l’occasione sarà diretta dal giovane direttore torinese Andrea Ravizza. Il Moncalieri Jazz Festival ha, inoltre, ottenuto il patrocinio delle Nazioni Unite con l’UNRIC (United Nations Regional Information Centre for Western Europe) per voler veicolare attraverso la musica i principali obiettivi delle Nazioni Unite (ONU) stabiliti fino al 2030 sui temi dello sviluppo sostenibile. Nel corso della manifestazione sono previste inoltre mostre, tavole rotonde, lezioni – concerto per le scuole di ogni ordine e grado, con gemellaggi musicali. Un’altra importante innovazione per questo ventennale del Moncalieri Jazz Festival sarà la particolare attenzione alle fasce deboli della società. Sono previsti due concerti: uno presso una casa di riposo per anziani e l’altro presso una comunità terapeutica. Un altro appuntamento “insolito” sarà il concerto gastronomico “Le Pentole Narranti” ideato e condotto dal musiCuoco Alfredo Laviano. Le serate Omaggio ai Centenari avranno una doppia valenza artistica. Non si ricorderanno solo i grandi protagonisti della storia della musica jazz, ma si darà anche rilievo ai singoli ospiti delle serate, che sapranno, sicuramente, con passione e professionalità richiamare l’universalità del linguaggio musicale e l’importanza dell’interazione della cultura. Maria Giovanna Iannizzi...

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Prima a parole, al Circolo dei Lettori, poi dal palco del Conservatorio Verdi di Torino: la musica sinfonica si schiude.

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Prima a parole, al Circolo dei Lettori, poi dal palco del Conservatorio Verdi di Torino: la musica sinfonica si schiude.

Leggere la Classica è un ciclo di conferenze che l’Orchestra Filarmonica di Torino ha saggiamente organizzato nella sede del Circolo dei Lettori per invogliare e coinvolgere il pubblico nel fascino del suono, della musica e nella vita dei  suoi protagonisti. Ad aprire le danze, giovedi 20 ottobre alle 18 e 30, sarà il Direttore Giampaolo Pretto, con una chiacchierata libera e aperta a tutti. Una specie di ouverture vocale, un hors-d’oeuvre, prima del concerto di martedì 24 al Conservatorio Giuseppe verdi, dedicato appunto alle ouverture di Franz Schubert, e Felix Mendelssohn Bartholdy. Il primo con l’Ouverture D591 In stile italiano, e l’Ouverture Le Ebridi o La Grotta di Fingal per il secondo compositore. L’Ouverture D591 venne composta da Franz Schubert nel 1817: ad ispirare il compositore austriaco fu la musica di Gioacchino Rossini, che in quegli anni imperversava nelle sale da teatro viennesi. Affascinato dal linguaggio musicale rossiniano, coinvolgente e brillante, Schubert compose due Ouverture – la D590 e la D591 – che vennero entrambe indicate come “In stile italiano”. La D591 verrà eseguita nel concerto inaugurale dell’Orchestra Filarmonica di Torino, mentre l’Ouverture D590 – in una ideale ciclicità – sarà uno dei brani in programma di “La Stanza dei Giochi”, ultimo concerto di stagione, nel mese di giugno 2018. E’ di pochi anni successiva, l’Ouverture op. 26 – conosciuta con il doppio nome di Le Ebridi o La Grotta di Fingal – che Felix Mendelssohn scrisse giovanissimo, al termine del viaggio attraverso l’Europa che l’aveva visto approdare anche sulle famose isole scozzesi. Alle Ebridi, Mendelssohn visitò la grotta di Fingal, luogo che, per gli strani echi, la potenza selvaggia della natura e le leggende gaeliche, gli ispirò la nota Ouverture accolta con entusiasmo all’epoca (ed altrettanto amata dal pubblico dei decenni successivi). Un viaggio, quello in Scozia, che ispirò Mendelssohn anche nella scrittura della celeberrima Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, nota come Scozzese. Il compositore fu molto colpito dalla visita ad Edimburgo dell’Holyrood Palace e dei luoghi storici legati alla regina Maria Stuarda. Impressioni che conservò nella mente e nel cuore per più di dieci anni prima di arrivare a comporre la Sinfonia, eseguita per la prima volta in pubblico nel 1842 alla Società Filarmonica di Londra. Il concerto di ottobre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve testo scritto per l’occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro. L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà anche per questa stagione a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.  ...

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L’Orfeo di Monteverdi: dove le parole finiscono, inizia la musica (Heinrich Heine).

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L’Orfeo di Monteverdi: dove le parole finiscono, inizia la musica (Heinrich Heine).

A MITO Settembre Musica si celebra un mito. Rappresentata per la prima volta dall’Accademia degli Invaghiti il 24 febbraio 1607 nell’appartamento della duchessa Margherita Gonzaga, vedova di Alfonso D’Este a Mantova, la favola in musica di Claudio Monteverdi ancora oggi è uno dei più antichi drammi per musica presentato ed eseguito con successo.  Per celebrare i 450 anni della nascita del grande musicista barocco, Mito – Settembre Musica l’ha riproposto alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e, grazie a Dario Moretti, che ha curato testo, regia, pittura dal vivo ed effetti visivi, L’Orfeo di Monteverdi ha conquistato il giovane pubblico. La partitura monteverdiana prevede un prologo, cinque atti intervallati da un coro e un orchestra varia che spazia dai clavicembali alle viole, dai chitarroni ai flauti. La versione ridotta per il giovane pubblico, in un continuum senza intervalli o calate di sipari, non ha sminuito il suo incredibile fascino. Anzi: la precisione drammaturgica è tale da realizzare in musica la grazia della prosodia mitologica. Tratto dalle Metamorfosi di Ovidio e dalle Georgiche di Virgilio, con riferimenti alle scene infernali de La Divina Commedia di Dante Alighieri, L’Orfeo di Monteverdi è un dramma che nasce dall’incontro tra musica e poesia, tra canto e orchestrazione, parole e versi.  Il librettista di Monteverdi è il funzionario di corte Alessandro Striggio, membro dell’Accademia degli Invaghiti. Il suo testo poetico pone al centro Orfeo, simbolo dell’arte e della musica, della bellezza e dell’amore. Nel libretto spicca l’elemento musicale melodico monteverdiano e non passa inosservato il mitico cantore, che ha ispirato poeti, scrittori e musici di tutti i tempi. Figlio di Apollo e della musa Calliope, Orfeo incarna l’eterno mito della poesia e della musica, dell’innamorato cantore e dell’uomo disilluso. Chi appare nel melodramma monteverdiano è l’uomo – Orfeo e non il dio-Orfeo. L’uomo che si innamora della ninfa Euridice, l’uomo che soffre per la sua morte, che sfida il destino e scende nell’Ade pur di riavere la sua amata.  Tutti partecipano del suo dramma: dai  pastori alle ninfe. Persino gli dèi si impietosiscono di fronte alla storia di amore e di dolore di Orfeo. E Orfeo canta e commuove, perché ha un solo obiettivo: far rivivere l’amata. Grazie a Plutone, che governa il regno dei morti, riesce a riavere Euridice, a patto che non si volti mai a guardarla. Ma non riesce. Infrange questo divieto e perde per sempre Euridice. Ne provoca una seconda morte. E anche forse la sua. Perché il suo è un amore vero! Nel melodramma monteverdiano non si parla della sua fine atroce e forse è anche un bene, considerato il pubblico di giovanissimi. Monteverdi si riserva di annoverarlo tra gli immortali, perché il suo amore è tale, come la sua musica.  Molti studiosi e autori hanno analizzato il mito e definito la storia: da Eschilo a Virgilio, da Poliziano a Rilke. Persino Cesare  Pavese nei Dialoghi con Leucò si è cimentato a fornirne una versione. Ma come tutti i miti, anche quello di Orfeo incuriosisce e insegna, indipendentemente dalla lettura lecita e personale di ognuno. Il mito di Orfeo resta comunque un libro aperto, dove ognuno può regalarsi un finale a piacere. Maria Giovanna...

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A Mito – Settembre Musica la prima assoluta del compositore Pärt Uusberg conquista il pubblico.

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A Mito – Settembre Musica la prima assoluta del compositore Pärt Uusberg conquista il pubblico.

The eternal dream is borne on the wings of ageless Light…Il sogno eterno è nato sulle ali della Luce senza età…. Chi l’avrebbe mai detto… La prima assoluta de The eternal dream del giovane compositore estone Pärt Uusberg ha riscosso un grande successo! Perché è  armonica, soave, melodiosa. Standing ovation per l’Ensable Strumentale LaBarocca e l’Ensemble Vocale LaBarocca diretti dal maestro Ruben Jais, presso la Chiesa di San Filippo Neri a Torino.. Musicisti e Coro specializzati nella prassi esecutiva barocca hanno saputo trasmettere al pubblico presente, l’entusiasta celebrazione del potere creatore della musica, così com’è stato pensato e voluto dai compositori George Freidrich Händel e Pärt Uusberg.  The eternal dream, per coro e orchestra combina il testo latino del salmo 117 con la lirica di Rabindranath Tagore, che dà il titolo al brano. La declamazione salmodica è stata affidata alle voci maschili, il testo di Tagore è stato introdotto, invece, dalle voci femminili. Il coro e l’orchestra vengono man mano coinvolti in questa costante sospensione del mistero: della creazione e dell’uomo. La musica di Pärt Uusberg anticipa i temi che poi verranno trattati nell’Ode per il giorno di Santa Cecilia, composta da George Freidrich Händel. Il testo è del grande letterato inglese John Dryden e presenta tutta la formazione dottrinale dell’epoca sulla creazione, redenzione e giudizio finale. Ambedue i compositori “pensano” la musica come potere creativo dell’armonia cosmica e anche della sua ultima e definitiva distruzione.   Tutti gli strumenti flauti, liuti, violini, organo, cetra, trombe e tamburi hanno la funzione di ordinare l’universo e di muovere le passioni umane, dalle più basse alle più alte, in un crescendo di tumult of profound pain and joy (tumulto di profondo dolore e gioia).  Il panorama emotivo e strumentale celebrativo è solenne: dalla ouverture alla francese, alla complessa e drammatica conclusione. L’anima resta in sospeso e ogni singola nota, attraverso  le dissonanze e armonie vaganti delle Arie e del Coro, dura in aeternum nel cuore dell’uomo.  Sublimi il Minuetto e la Marcia. Ma tutto il concerto è stato avvincente. Anche quest’anno il Festival Internazionale della Musica sta riscuotendo, attraverso  la complessità delle manifestazioni musicali differenti, un grande successo! Maria Giovanna...

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Ritorna per cinema a Palazzo Reale la vita in Jazz di Enrico Rava. Un docufilm necessario.

Pubblicato da alle 16:56 in galleria home page, Musica, Notizie, Spettacoli | 0 commenti

Ritorna per cinema a Palazzo Reale la vita in Jazz di Enrico Rava. Un docufilm necessario.

L’Enrico trombettista, compositore, scrittore e flicornista italiano mercoledì 30 agosto alle 22 sarà ospite di “Cinema a Palazzo Reale” in una serata organizzata da Distretto Cinema insieme all’Aiace Torino. Verrà presentato  “Enrico Rava. Note necessarie”, il documentario a lui dedicato che è soprattutto un viaggio nel mondo del jazz. Con Rava, nel Cortile d’onore di Palazzo Reale a Torino interviene la regista Monica Affatato e il critico musicale Alberto Campo. Il docu-film che a Torino aveva già riscosso un buon successo nel 2015 quando venne presentato al Jazz Festival. “Quando ero ragazzino l’idea di fare il musicista di Jazz era come voler fare il cowboy”  La vita di Enrico Rava, musicista geniale e innovativo, corrisponde a un importante pezzo di storia del jazz e della musica in generale, in un momento storico di grande fermento sia politico che culturale. Attraverso la ricerca di Monica Affatato, che con grande curiosità e consapevolezza ha ripescato dagli archivi materiali unici e rari, arricchito da approfondimenti teorici di Stefano Zenni che contestualizzano questa musica così evolutiva, ripercorriamo con Rava (e attraverso Rava) decenni di arte. La collaborazione con Altan, che nel 1997 illustrò “Noir” con un inedito fumetto in cui Rava era protagonista; il duetto con Bollani (che nel documentario racconta anche i “dietro le quinte”del loro tour); la collaborazione con artisti come Michelangelo Pistoletto (che curò nel 1980 la copertina del suo LP “Ah”); la presenza nel film di riprese rare di Pier Paolo Pasolini; le jam session con Gato Barbieri; le serate con le leggende del jazz italiano come Massimo Urbani e uno strepitoso concerto con Michel Petrucciani.  ...

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Let’s raise a glass con LP. Gran voce e ukulele chiudono la stagione del Festival Gru Village.

Pubblicato da alle 16:30 in Musica, Prima pagina, Spettacoli, talenTO | 0 commenti

Let’s raise a glass con LP. Gran voce e ukulele chiudono la stagione del Festival Gru Village.

Si avvia alla conclusione il Festival GruVillage che prima di chiudere la dodicesima edizione con una grande festa ispirata alla taranta e alla musica popolare (29 luglio) propone un ultimo grande appuntamento dedicato alla musica internazionale. Martedì 25 luglio, ad esibirsi sul palco del GruVillage per un’unica data in Piemonte sarà infatti LP, al secolo Laura Pergolezzi, cantautrice americana di origine italiane. Con Lost on You si è consacrata al grande pubblico durante la scorsa estate raggiungendo la fama mondiale grazie al triplo disco di platino, medaglia d’oro nella classifica di iTunes Top Brani, primo nella classifica Airplay Radio, Top 10 Airplay TV, primo nella classifica Top 100 di Shazam Italia, quarto nella Top 10 Shazam Mondo. L’uscita dell’ascoltatissimo singolo Other People ha ribadito il talento di LP che in sole tre settimane dal lancio ha raggiunto la top 10 Airplay, Top 5 Shazam, Top 5 Radio  e Top 5 ITunes Main Chart, per arrivare alla conquista del disco d’oro. La cantautrice americana dai capelli ricci ribelli, il look e la voce graffiante che richiamano alla mente i grandi nomi rock al femminile degli anni settanta/ottanta, riempirà con il suo carisma l’Arena del GruVillage in un concerto che si preannuncia memorabile. Il concerto è organizzato da...

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Quando il divertimento “collide” con la sicurezza. A Barolo un programma d’ottima annata.

Pubblicato da alle 12:05 in Economia, Eventi, galleria home page, Musica, Spettacoli | 0 commenti

Quando il divertimento “collide” con la sicurezza. A Barolo un programma d’ottima annata.

Luglio si ravviva con le giornate di Collisioni e della magnifica cittadina che lo ospita: Barolo. Concerti, feste, ottimo cibo, scrittori, attori, e un clima di serena allegria che negli anni lo ha reso una meta d’attrazione. Peccato con questa manifestazione “collida” un difficile momento internazionale, il timore vero o presunto, di attacchi terroristici ha cambiato le regole d’accesso alla cittadina durante la manifestazione. Quindi l’elenco di ciò che è vietato portare in città è più lungo di tutti gli appuntamenti in programma. La precauzione e l’attenzione all’incolumità del pubblico sono il segno che Barolo e il suo Festival si impegnano per far sì che tutto si svolga nel migliore dei modi, eppure la sensazione che se ne ricava è di giornate blindate e guardie sempre all’erta, lo stesso tipo di vita che da anni conduce uno scrittore invitato a questa edizione: Roberto Saviano. Molti vorrebbero essere egualmente protetti dalla pleonastica presenza della Littizzetto, anche lei invitata, nella speranza che cambi copione almeno qui, grazie ai vini raffinati e al buon cibo. Va segnalato, oltre i concerti e agli artisti,  il parterre di uomini di cultura invitati a intrattenersi con il pubblico è di notevole livello. Da Peter Handke al Premio Nobel Gao Xingjian, da Dave Eggers a Paolo Virzì, da Jonathan Coe a Jeffrey Eugenides e la presenza della scrittrice Joyce Carol Oates. Di seguito il programma con i concerti e gli incontri. Venerdì 14 luglio ORE 21:00 – PIAZZA ROSSA Daniele Silvestri, Carmen Consoli e Max Gazzè – in concerto Sabato 15 Luglio ORE 10:30 – PIAZZA BLU Antonino Cannavacciuolo presenterà al pubblico il suo libro Mettici il cuore, in cui racconta come nascono le sue ricette preferite: non solo dall’ unione dei singoli ingredienti, ma anche dai legami con la famiglia, dalle esperienze dell’infanzia e dalle tradizioni della sua terra natia. Modera Carlo Lucarelli . ORE 11:00 – PIAZZA ROSA Chiara, una giovane cantante salita alla ribalta nel 2012, grazie alla vittoria della sesta edizione di X Factor. Dopo il successo iniziale, la cantante ha all’attivo tre partecipazioni al Festival di Sanremo e diverse collaborazioni con star della musica nazionali ed internazionali, come Mika, Fiorella Mannoia ed Ornella Vanoni. Modera Ernesto Assante . ORE 12:00 – PIAZZA BLU Aldo Cazzullo, scrittore, inviato ed editorialista nato e cresciuto ad Alba, presenterà a Collisioni il libroLe donne erediteranno la Terra. Il nostro sarà il secolo del sorpasso in cui racconta innumerevoli storie di donne coraggiose, forti, capaci di imporsi e di vincere in un mondo che invece le respinge. ORE 12:00 – PIAZZA ROSA Levante, la cantautrice e scrittrice italiana, a Collisioni presenterà il suo primo romanzo Se non ti vedo non esisti, alla quarta ristampa nelle prime due settimane dall’uscita. Modera Ernesto Assante . ORE 12:00 – PIAZZA VERDE Riccardo Marcuzzo, in arte Riki, è un giovanissimo cantante, classificato secondo all’edizione 2017 di Amici . ORE 13:00 – PIAZZA ROSA Peter Handke scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, reporter di viaggi. Qualsiasi mestiere abbia come chiave di volta l’azione di reggere in mano una matita e scrivere, può essere attribuito a lui. Nella sua lunga carriera ha avuto modo di cimentarsi nella saggistica, nella narrativa, nel teatro e nel cinema, collaborando con registi del calibro di Wim Wenders per il film Il cielo sopra Berlino. Per la prima volta a Collisioni. Handke parlerà al pubblico del mestiere di scrittore. ORE 13:30 – PIAZZA BLU Luca Argentero, attore tra i più apprezzati nel panorama italiano, che vanta collabo razioni...

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La Lirica occupa – simbolicamente – le Sovrintendenze. Ridiscutere la riforma è l’obiettivo.

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La Lirica occupa – simbolicamente – le Sovrintendenze. Ridiscutere la riforma è l’obiettivo.

Riceviamo e pubblichiamo da: le OO.SS. territoriali di Torino e le RSU del Teatro Regio di Torino Per rilanciare il ruolo della lirica, per tornare a essere un Paese che attrae le eccellenze e per bloccare l’attuale fuga degli artisti, il giorno la Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino verrà occupata simbolicamente, contemporaneamente all’occupazione delle Sovrintendenze di tutte le 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche Italiane. In quella sede, i Segretari territoriali CGIL, CISL, UIL, FIALS e le RSU del Teatro Regio di Torino consegneranno un documento sindacale unitario nazionale al Sovrintendente Walter Vergnano. Inoltre, dalla Sovrintendenza del Teatro Regio di Torino, le segreterie OO.SS. e le RSU terranno una conferenza stampa per spiegare la grave situazione generata dall’articolo 24 della legge 160/2016 che intende declassare i teatri che non raggiungeranno il pareggio di bilancio. Le Fondazioni Liriche da tempo sono interessate da una crisi debitoria, principalmente dovuta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche.  I provvedimenti legislativi, emanati fino a oggi dal Governo Italiano, hanno indicato quale soluzione a questo problema il taglio del costo del lavoro. Questo intervento non ha ridotto i debiti ma ha comportato la perdita di posti di lavoro, la riduzione degli stipendi dei lavoratori e la chiusura dei corpi di ballo, oltre a esternalizzazione dei servizi, interruzioni di attività e aumento della precarietà. Noi chiediamo di discutere una vera riforma delle Fondazioni Liriche, che abbia come base la tutela dei dipendenti, la garanzia di contributi pluriennali basati su un forte coordinamento tra le risorse nazionali e quelle locali, la garanzia di una governance trasparente e un’attenta vigilanza da parte del Ministero. le OO.SS. territoriali di Torino  e le RSU del Teatro Regio di...

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Il virtuosismo del violinista Shlomo Mintz si accorda con i musicisti dell’Orchestra da Camera Polledro

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Il virtuosismo del violinista Shlomo Mintz si accorda con i musicisti dell’Orchestra da Camera Polledro

Un sabato che riconcilia con la città e con l’arte. Sarà stata anche l’estate incipiente, ma a parte i demoralizzanti problemi di viabilità, l’offerta culturale, è stata di un certo spessore. La precedenza si dà a destra, ma molti giovani della movida in piazza Vittorio e dintorni, non l’anno capito, ma i turisti dopo un pomeriggio del genere non ci hanno fatto caso più di tanto. Non s’offendano gli amanti si storia sabauda, ma la precedenza culturale va data alla recensione del concerto del grande violinista russo Shlomo Mintz al Conservatorio con i i giovani musicisti dell’Orchestra da camera Polledro, diretti da Federico Bisio.  Poi,  in questa pagina, ci sarà spazio anche per l’aperitivo dietro la stazione Porta Nuova in occasione dei 150 anni delle nozze tra il principe Amedeo d’Aosta e la nobildonna Maria Dal Pozzo Della Cisterna con la presentazione del libro di Carla Casalegno “Maria Vittoria, il sogno di una principessa in un regno di fuoco”. Il protagonista il giorno del loro matrimonio fu il marito della contessa di Castiglione, la libertina risorgimentale, che a Maria Vittoria sta come il diavolo all’acqua santa. Durante quel matrimonio, morì finendo sotto la carrozza nunziale, dopo che il terno degli sposi aveva investito una capostazione e una dama d’onore si era suicidata. In seguito Amedeo e Maria Vittoria furono sovrani di Spagna per qualche anno come coronamento di una vita all’insegna dell’impegno politico nel primo Risorgimento.  Spostandosi in piazza Bodoni per il concerto, tra le strade brulicanti di turisti, la viabilità cittadina ci fa ancora bella figura con i civich che fanno strada a chi sull’auto non ha il navigatore. Un ottimo benvenuto al violinista russo che ha provato due giorni con i giovani della Polledro, complimentandosi mediaticamente con un’intervista al Tg3 Piemonte e in privato con i giovani concertisti della loro versatilità a seguirlo nei suoi virtuosismi estremi. Ad ascoltarli per l’ennesima volta sabato in sala c’era il fior fior della musica d’arte cittadina, i maestri Antonmario Semolini, Mario Callisi, Alberto Vindrola e il musicologo reduce, dagli studi tedeschi, Giangiorgo Satragni.  Tutti hanno ammirato il violinista russo impegnarsi nel capolavoro beethoveniano, il concerto per violino e orchestra opera 61, eseguito come se fosse stato in sala di registrazione con i Berliner Philarmonicher per un disco della Deutsche Grammophon. Dietro le quinte, c’erano l’esperto di spettacolo Giacomo Bottino e il cameramen Luca Gaddò per ottimizzare e dare eco all’esibizione.  Mintz ha dato di nuovo prova di essere uno dei massimi violinisti sulla scena mondiale ed ha anche concesso due bis: il primo sull’innovatore del violino contemporaneo, il belga Eugene Yesi, il secondo sul principe italiano dei violinisti, Nicolò Paganini.  Non meno virtuosa è stata l’orchestra Polledro, dopo l’intervallo quando il russo si era già congedato tra gli applausi, eseguendo alla perfezione, senza il violino solista, l’esuberante Sinfonia in fa maggiore di Beethoven. Il suo direttore stabile, Federico Bisio non ha voluto essere da meno di Mintz e ha dedicato il bis alla memoria del musicologo Alberto Zedda,  mancato due mesi fa nella città di Gioacchino Rossini. L’esecuzione non poteva essere che la vivacissima ouverture del Barbiere di Sivilgia del grande compositore pesarese. Amedeo...

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La grande casa, piena di musica, dell’ OFT. Nove stanze da abitare e 25 anni da celebrare.

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La grande casa, piena di musica, dell’ OFT. Nove stanze da abitare e 25 anni da celebrare.

  L’Orchestra Filarmonica di Torino festeggia 25 anni di attività e presenta una Stagione concertistica 2017- 2018 molto variopinta. Interamente firmata dalla nuova Direzione artistica di OFT, che vede Michele Mo, già Presidente dell’Orchestra, nel ruolo di Direttore artistico, Giampaolo Pretto come Direttore musicale e Gabriele Montanaro Assistente alla Direzione artistica, ruolo che affianca a quello di Coordinatore di Produzione. Nine Rooms sono le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare. Mantenendo la tradizione dei concerti a tema, che da anni caratterizza la programmazione dell’Orchestra e che costituisce una delle cifre stilistiche di OFT, la nuova Stagione è stata disegnata seguendo un fil rouge in grado di accompagnare gli spettatori mese dopo mese: ogni stanza è pensata per sostenere le altre, ma può essere apprezzata singolarmente. Dall’ingresso allo studio, dalla palestra alla stanza dell’amore, dal salotto alla sala da pranzo, dalla soffitta al giardino d’inverno fino alla stanza dei giochi, dietro ogni porta si cela un mondo intessuto di pensieri, sogni, magia. Aprirà la porta di ciascuna stanza una breve ed emozionante lettura, in collaborazione con l’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e con la Scuola Teatro Sergio Tofano. Nove produzioni, da ottobre 2017 a giugno 2018, che spaziano dal barocco fino alla musica del presente, mixate in modo da coinvolgere sia gli appassionati che da sempre popolano (ogni anno più numerosi) le stagioni concertistiche di OFT, sia chi per la prima volta si affaccia alla scoperta della musica classica. Programmi originali, che tengono conto delle tempistiche e delle modalità di ascolto contemporanee e che hanno già suscitato la curiosità del pubblico più giovane. La formula di “Abbonamento al buio” – proposta agli under 35 nel mese di maggio – ha previsto la possibilità di abbonamento alla stagione 2017-2018 prima ancora che ne fossero noti interpreti, date e contenuti: l’ottimo successo che l’iniziativa ha ottenuto è segno della curiosità e della fiducia che il pubblico ripone nella proposta artistica dell’Orchestra. Si colloca anche in questo senso la novità della OFT Composition Competition, che l’Orchestra Filarmonica di Torino ha ideato per valorizzare la produzione dei giovani compositori europei: per questa prima edizione 2017-2018, il concorso sarà dedicato a compositori tedeschi under 40 ed il brano vincitore sarà eseguito, insieme ad altri, nel concerto di gennaio 2018. La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre un’inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica. L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio le prove generali della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e le prove di lavoro mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto. A disegnare la nuova casa di OFT, ci sarà Giampaolo Pretto, che dal podio guiderà l’Orchestra nel ruolo di Direttore musicale: a lui è affidato il concerto di inaugurazione, in cui dirigerà l’intensa Scozzese di Mendelssohn insieme a due Ouverture, il concerto di febbraio 2018 con in programma la Sinfonia n. 1 di Čajkovskij, e quello di marzo 2018, in cui insieme ad altri diciassette musicisti...

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