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Eleganza, velocità, grafica e design nei manifesti di “Auto che passione”.

Pubblicato da alle 10:54 in galleria home page, Mostre, MotorInsider, Notizie | 0 commenti

Eleganza, velocità, grafica e design nei manifesti di “Auto che passione”.

Le opere di alcuni tra i più grandi disegnatori del secolo scorso sono al centro della mostra “Auto che Passione! Interazione fra grafica e design”, realizzata dal MAUTO di Torino in collaborazione con il m.a.x. museo di Chiasso ed i curatori Marco Turinetto e Nicoletta Ossanna Cavadini, aperta al pubblico da venerdì 29 marzo. Opere di artisti di rilievo del XX secolo testimoniano l’evoluzione dello stile grafico in parallelo alle nuove forme del design delle quattro ruote. Le grafiche in mostra sono realizzate da alcuni dei grandi disegnatori del secolo scorso: da Jules Chéret, considerato il padre del manifesto moderno, di cui è esposto il Benzo-Moteur del 1900, si passa alla pubblicità di Marcello Dudovich per la Nuova Balilla (1934) e alla grafica di Max Huber per il 40° Gran Premio d’Italia del 1969 fino ai poster degli anni Novanta. Altri manifesti celebri sono firmati da Leopoldo Metlicovitz, Plinio Codognato, Marcello Nizzoli e dal fondatore del MAUTO Carlo Biscaretti di Ruffia, del quale quest’anno ricorrono i 140 anni dalla nascita e i 60 anni dalla morte. Il percorso espositivo è organizzato per sezioni tematiche che rievocano le suggestioni grafiche delle opere: l’Eleganza, la Velocità, le Esposizioni. La sezione speciale dedicata a Carlo Biscaretti sviluppa i temi Umorismo e Pubblicità e comprende solo disegni originali dell’autore. Con i manifesti in mostra dialogano sei vetture iconiche della storia del design del Novecento: l’Alfa Romeo 8C 2300 Touring del 1934, la Lancia Aurelia B52 Coupè Bertone del 1951, la Pantera De Tomaso GTS Ghia del 1974, la Ferrari 308 GTB Pininfarina del 1980, l’Alfa Romeo V6 3.0 Vittoria del 1995 e la Iso Rivolta Vision GT Zagato del 2017. Luca...

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L’AIRVO presente al Senato per chiedere un tavolo per i rivenditoi di auto usate.

Pubblicato da alle 13:27 in Economia, MotorInsider, Prima pagina | 0 commenti

L’AIRVO presente al Senato per chiedere un tavolo per i rivenditoi di auto usate.

L’AIRVO, l’Associazione italiana rivenditori veicoli d’occasione nata a Torino, è stata presente al Senato della Repubblica per chiedere l’istituzione di un tavolo nazionale dedicato al comparto come soluzione alle attuali criticità, e base per la ripartenza economica. Un allarme che i rivenditori sentono salire e che è in cerca di soluzione. “Il mercato dell’auto in Italia è in forte crisi. A pagarne le conseguenze sono già gli Operatori del settore e le Famiglie” dice in sostanza AIRVO. Tra le richieste spicca l’introduzione di uno standard nazionale per calcolare la vita residua dei veicoli usati attraverso un algoritmo specifico chiamato PDR realizzato appositamente dal Politecnico di Torino. Co queste parole Ercole Messina, presidente AIRVO, sintetizza il problema. “Dobbiamo correre immediatamente ai ripari  adoperandoci per invertire questa tendenza; e per questo proponiamo l’istituzione di un tavolo che dia impulso ad un Piano Industriale di sviluppo quinquennale. Il Governo deve farsi carico delle necessità e delle perplessità degli operatori del settore, e non barricarsi dietro silenzi Istituzionali che enfatizzano la ormai cronica assenza di interlocutori soprattutto nei confronti dei consumatori e dei cittadini i quali stanno subendo provvedimenti spesso inutili se non dannosi”. Sulla stessa linea è Salvatore Gravina, segretario generale Airvo quando dice  «La linea politica in ambito automotive adottata dal nostro attuale Governo, sta provocando duri contraccolpi in Italia.  Operatori e Famiglie ne stanno già pagando le conseguenze, subendo impassibili lo scenario di recessione che indubbiamente avrà riflessi anche in Europa». L’antefatto è la recente normativa in materia di tutela ambientale, relativa all’Ecobonus e all’Ecotassa, che si sta rivelando inefficace rispetto agli obiettivi che teoricamente si prefiggeva. Per Occuparsi davvero di ambiente è fondamentale predisporre anche incentivi per accelerare il rinnovo del parco auto a livello nazionale; istituire ulteriori “negativi contraccolpi” economici come l’ecotassa rischia di inibire ulteriormente un mercato già in forte crisi. La normativa “bonus malus” sta avendo un impatto molto negativo sul comparto sostengono i soci dell’AIRVO. “Sono necessarie iniziative a sostegno dell’usato aziendale non inquinante e anche km0 – aggiunge Salvatore Gravina.  Lo scenario attuale sta già portando alla perdita di posti di lavoro e rappresenta un contraccolpo per le famiglie che non possono permettersi di acquistare un’auto nuova. Chiediamo al nostro Paese un Piano industriale quinquennale che coinvolga anche la categoria dei rivenditori e che si ponga come obiettivo di rinnovare il parco usato circolante, prevedendo bonus e incentivi anche per l’acquisto di veicoli usati a bassa emissione”. Accanto alla normativa ambientale a mettere in difficoltà il comparto sono anche le leggi che riguardano la tutela del consumatore. L’art 129 del Codice italiano del Consumo ha infatti introdotto il concetto di “ragionevole aspettativa” nei confronti del veicolo acquistato, senza però definire un parametro in grado di oggettivare tale aspettativa. Un vuoto normativo che sta generando numerosi contenziosi. Su questo tema il Senatore Marco Perosino dice “E’ stata richiesta la definizione di uno standard nazionale per calcolare la vita residua del veicolo, al fine di prevenire i contenziosi. La questione non può essere affidata al giudizio soggettivo, serve un metodo scientifico per certificare le informazioni che vengono fornite nel contratto di compravendita a tutela di chi compra e di chi vende. Questo è stato reso possibile dal Politecnico di Torino.” E’ stata altresì ufficialmente presentata a livello nazionale la ricerca del Politecnico di Torino, coordinato dal prof. Maurizio Galetto, che...

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Car colors. I misteri del bianco.

Pubblicato da alle 15:55 in Economia, MotorInsider, Prima pagina | 0 commenti

Car colors. I misteri del bianco.

La Vauxhall ‘Prince Henry’ Sports Torpedo, del 1914, è generalmente considerata la prima vera macchina sportiva, una “bomba” da 25 cavalli. Era bianca. Da allora, il bianco perlopiù va bene per le ambulanze, come il nero per i carri funebri. Fino, cioè, ai tempi recenti. Ora, negli Stati Uniti – che per le dimensioni del mercato tendono a dettare legge nel marketing automobilistico – nero e bianco sono di gran lunga i due colori più popolari per le auto di tutti i tipi. Secondo dati della rete nazionale CarMax, nel periodo 1/12/2017-30/11/2018, oltre il 40% delle vetture vendute negli Usa sono state o nere o bianche. Insieme con la soluzione di compromesso, il grigio, il terzo colore automobilistico più popolare, si arriva appena sotto il 60% di tutte le auto vendute. Andando per tipo di carrozzeria, è possibile pensare che almeno per le macchine sportive potrebbero andare dei colori meno sottomessi – poniamo un bel rosso fiammante – ma non è così. Il nero domina in maniera pesante i segmenti coupé, berlina a quattro porte, decappottabili e sportive. Il bianco regna invece per le camionette, i minivan, e le station wagon – i mezzi scelti per i ruoli percepiti come d’utilità, come i taxi in Italia. L’unica macchina italiana a figurare nella lista delle “best seller” americane – la Fiat 500L – si vende meglio nel colore “verde bosco”, la scelta del 14% degli acquirenti della vettura. Ovviamente esistono ancora i veicoli dai colori più vivaci, ma la distribuzione geografica delle vendite di questi è controintuitiva. Le auto rosse si vendono meglio in assoluto nello Utah, lo stato dei Mormoni, con circa il 12% del mercato locale. Le auto arancioni (sì) invece vanno meglio nello sperduto stato di Nebraska, mentre in California un quarto di tutte le macchine vendute è di colore bianco. Le mode e i gusti nazionali negli Usa non nascono nello Utah o nel Nebraska. Una volta gli americani erano noti – quasi famosi – per una sorta di debolezza nazionale per i colori sgargianti, o almeno “poco severi”. Pare non sia più così. Courtesy James...

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Giorgio Pianta, una vita per le corse. Un libro ne ripercorre le gesta.

Pubblicato da alle 14:09 in galleria home page, MotorInsider, Pagine svelate | 0 commenti

Giorgio Pianta, una vita per le corse. Un libro ne ripercorre le gesta.

In occasione della 37^ edizione di Automotoretrò, salone internazionale del motorismo storico ospitato nei padiglioni di LingottoFiere a Torino, Sergio Limone e Luca Gastaldi hanno presentato il loro ultimo libro. L’ingegnere che per oltre trent’anni ha lavorato nella direzione tecnica dell’Abarth e il giornalista torinese, dopo aver già pubblicato insieme “Le Abarth dopo Carlo Abarth” e “Lancia Rally, nome in codice 037”, hanno realizzato la biografia “Giorgio Pianta, una vita per le corse”. Come dice il titolo, è dedicata ad un personaggio importante per l’automobilismo sportivo italiano: un vero, inguaribile appassionato di corse, sempre mosso da un incontenibile entusiasmo. Un pilota, un collaudatore e un team manager dalla carriera unica, i cui denominatori comuni sono stati la passione per il lavoro e l’instancabile voglia di lottare per la vittoria. PILOTA, COLLAUDATORE E TEAM MANAGER DALLA CARRIERA UNICA L’idea di dedicare un libro a Giorgio Pianta è nata mettendo mano a due scatoloni che contenevano il suo archivio fotografico: una carrellata su trent’anni e più di automobilismo italiano, tante foto delle più svariate autovetture pilotate da Pianta sin dal 1955. Sulla base delle immagini riordinate è stata ricostruita, anno dopo anno, la storia di Pianta, con i suoi successi e le sue sconfitte. Una lunga esperienza come pilota (anche da “ufficiale” per la Lancia HF, per la Opel, addirittura per la Ferrari nel Rallye di Monte-Carlo 1965), poi il passaggio all’Abarth come collaudatore e come responsabile della delibera delle vetture da gara e del reparto rally, infine come responsabile di Alfa Corse, dal 1987 al 1996, esperienza culminata con le vittorie nel DTM 1993 e nel BTCC 1994. Per parlare di Pianta (che ci ha lasciati nel 2014) e definire meglio il suo ricordo, si è poi lasciato spazio ad alcune testimonianze di persone che lo hanno avuto come collega, direttore di squadra, capo meccanico, manager, amico, marito e padre. Il tutto in 240 pagine dense di emozioni, di immagini e di sano amore per le competizioni sportive. Il volume è disponibile presso le librerie specializzate, online e sul sito http://www.lucagastaldi.com  ...

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