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L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Pubblicato da alle 16:58 in MotorInsider, Notizie, Prima pagina, Sport | 0 commenti

L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Automobile Club Torino. La prestigiosa cornice di Piazza Castello, nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 maggio, si trasformerà in una vera e propria “scuola” per l’insegnamento dell’educazione stradale ai bambini, con un singolare metodo ideato dall’Automobile Club d’Italia. Il progetto, realizzato nella nostra città dall’Automobile Club Torino,  prende il nome di “Karting in piazza” ed è rivolto ai bambini tra i sei e i dieci anni, così da “iniziarli” verso un percorso educativo volto a far comprendere che le regole stradali non sono solo dei dogmi imposti, ma dei veri e propri valori per una convivenza civile sulle strade. E allora, quale migliore esperienza se non quella della guida vera e propria?  Così, viene allestito un vero e proprio percorso per dei piccoli kart elettrici adatti ai bambini, il tutto naturalmente in piena sicurezza, per far capire loro l’importanza dei segnali stradali e delle semplici regole di circolazione. “Karting in piazza”, vuole contemporaneamente realizzare il sogno di tanti ragazzini di trovarsi alla guida, divertendosi e imparando. Il tutto avviene sotto la attenta supervisione dei genitori e degli esperti di guida dell’AC Torino. L’attenzione al rispetto per l’ambiente viene anche dalla scelta dei kart elettrici, così da abituare fin da subito i piccoli piloti ad interfacciarsi con tecnologie non solo legate al motore a scoppio. Al termine della giornata, i bambini che hanno partecipato all’iniziativa, peraltro completamente gratuita, riceveranno un attestato come “Ambasciatori della Sicurezza Stradale”, con il compito di diffondere gli insegnamenti appresi sia in famiglia e sia a...

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Alfa Romeo 1750. Una berlina di classe superiore. Era il 1968.

Pubblicato da alle 12:32 in MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

Alfa Romeo 1750. Una berlina di classe superiore. Era il 1968.

Alfa Romeo 1750, L’ALFA CHE SI ISPIRA AL PASSATO Debutta nel gennaio 1968, con una linea mozzafiato e un’eredità pesante: affiancare e in parte sostituire la mitica Giulia nel segmento delle berline sportive di chiara fama italiana. L’Alfa Romeo 1750 non tradisce le attese, diventa anzi un modello cult nella storia del Biscione, prodotta in due serie e in 101.883 unità fino al ‘72 anche con un sistema di iniezione indiretta Spica per l’esportazione negli Stati Uniti.   Della Giulia riprende l’impostazione meccanica e replica la proverbiale tenuta di strada, ma l’architettura stilistica è molto diversa: maggiori dimensioni (4,39 metri di lunghezza per 1,57 di larghezza e 1,42 di altezza), generosa abitabilità, un bagagliaio capiente per esibire il suo status da ammiraglia arricchito da un elevato livello di comfort e una spiccata cura nelle finiture. La sigla 1750 che indicava la cilindrata (in realtà di 1.779 cm³) viene decisa in omaggio alla gloriosa antenata degli anni trenta. Sotto il profilo tecnico, la grande berlina del Biscione propone un propulsore bialbero 4 cilindri, che all’esordio vanta una potenza di 132 CV SAE (118 CV DIN), e una coppia massima di 17,4 Kgm mentre, l’alimentazione è assicurata da due carburatori a doppio corpo orizzontali e filtro aria a secco.   Prestazioni entusiasmanti, per l’epoca: oltre 180 km l’ora di velocità massima e accelerazione da 0 a 100 in appena 10,2 secondi, con un consumo medio di 13,2 litri per 100 km. Ha, naturalmente, trazione posteriore, quattro freni a disco con servofreno e un moderno cambio a 5 velocità sincronizzate. In alternativa compare successivamente l’automatico ZF a tre rapporti. Il DNA sportivo è così spiccato che la 1750 si mette subito alla prova anche nelle competizioni, piazzando ben quattro esemplari ai primi posti di categoria della 24 Ore di Spa-Francorchamps del 1968. Il segreto del suo successo, oltre che dallo stile sobrio ed elegante e dalle prestazioni, deriva anche dal prezzo molto competitivo di 1.960.000 lire, l’equivalente di una berlina media dell’epoca. In pratica non ha concorrenti.   Al Salone di Torino del 1969 la seconda serie della 1750 Berlina viene presentata con le modifiche che ne caratterizzarono la produzione a partire dal ‘70. Tra le principali innovazioni il circuito frenante sdoppiato, proiettori allo iodio e fanalini anteriori spostati dal paraurti agli angoli della carrozzeria, nuova targhetta di identificazione posteriore, ripetitori di direzione laterali, pedali del freno e della frizione incernierati in alto e volante dotato di corona in legno. A “fine carriera” sono 1760 gli esemplari realizzati con il motore a iniezione. Matteo Comoglio  ...

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In mano di Ercole Spada la Matita d’Oro 2017. Premiazione al Mauto.

Pubblicato da alle 12:03 in Economia, Eventi, MotorInsider, Prima pagina | 0 commenti

In mano di Ercole Spada la Matita d’Oro 2017. Premiazione al Mauto.

“MATITA D’ORO 2017”: ERCOLE SPADA PREMIATO AL MUSEO DELL’AUTO DI TORINO Davvero una bella iniziativa, quella lanciata lo scorso anno dal Museo dell’Automobile di Torino per celebrare i car designers che hanno lasciato un segno indelebile negli annali della creazione automobilistica, determinandone cambiamenti e orientamenti presenti e futuri, ciascuno con la propria sensibilità e formazione. La prima edizione del premio era andata a Giorgetto Giugiaro, quest’anno è stato il turno di un altro stilista le cui realizzazioni rimarranno per sempre capisaldi dell’automotive: parliamo del milanese Ercole Spada, “Mister Coda Tronca”. Una “Matita d’Oro” che, alla fine del 1960, a soli 22 anni, aveva già disegnato per Zagato una Bristol, una Aston Martin e una Osca 1600… Niente male per un giovane ragazzo di bottega che aveva iniziato a disegnare automobili sui banchi di scuola. Il suo tratto distintivo è senz’altro quello della “coda tronca”, un’intuizione aerodinamica applicata per la prima volta sull’Alfa Romeo Giulietta, firmata da Zagato per contrastare le prestazioni sportive delle più veloci Lotus Elite. “All’epoca non si parlava ancora di galleria del vento – ci ha ricordato Spada – le prove si facevano su strada, cronometro alla mano, sperimentando soluzioni a volte empiriche. Rimasi allibito quando provammo la Giulietta con la coda tronca, perché in quella configurazione aveva recuperato 20 chilometri orari in più di velocità massima rispetto alla normale versione. Quella fu sicuramente la prima svolta della mia carriera, un’esperienza pregnante per me, che ha caratterizzato tutte le mie successive realizzazioni, anche per le auto di serie”. Stando agli ospiti presenti, e premiati, durante la serata “Matita d’Oro” al Mauto, quella del 1938 pare proprio una classe di ferro. Tutti coetanei, infatti, i grandi car designers come i già citati Giorgetto Giugiaro ed Ercole Spada che, insieme a Leonardo Fioravanti e Marcello Gandini (anche loro sotto i riflettori del museo, intervistati dal dissacrante showman Piero Chiambretti), hanno creato le auto più belle e famose di tutti i tempi. Un parterre de roi nel quale si è poi aggiunto Aldo Brovarone, altro decano dello stile a quattro ruote, che ha consegnato ai “colleghi” i riconoscimenti speciali “Design senza tempo” e “Spirito creativo”. L’evento si è concluso con un doveroso ricordo di Tom Tjaarda, “Matita d’Oro 2017” alla memoria: il designer – americano di nascita ma italiano di adozione – è scomparso nel giugno scorso lasciandoci in eredità alcune vetture-icona come la Innocenti Spider, la Fiat 124 Spider, la De Tomaso Pantera, le Ferrari 365 California e 330 GT, la Ford Fiesta e tante altre. Luca Gastaldi...

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Lancia Rally 037: ad Automotoretrò una mostra e un libro.

Pubblicato da alle 10:18 in Economia, galleria home page, MotorInsider, Notizie, Sport | 0 commenti

Lancia Rally 037: ad Automotoretrò una mostra e un libro.

AUTOMOTORETRO’ 2018 Nel 1982 debuttava la Lancia Rally, vettura ricordata dagli appassionati con la semplice sigla di progetto “037”. Automotoretrò 2018 – il salone internazionale del motorismo storico in programma al Lingotto Fiere di Torino dal 1° al 4 febbraio – dedica una speciale mostra tematica al modello che nel 1983 si aggiudicò il Campionato del Mondo Rally andando contro ogni pronostico: la “037”, infatti, era a due sole ruote motrici, mentre la concorrenza più accreditata aveva già messo in campo vetture a trazione integrale. Per questo la sportiva di casa Lancia – erede della gloriosa Stratos e antesignana della imbattibile Delta Integrale – ha tutt’ora il primato di essere l’ultima due ruote motrici campione del mondo. La Lancia Rally è stata protagonista della scena iridata dal 1982 al 1986, mettendo in luce grandi campioni come Walter Rohrl, Markku Alen, Attilio Bettega ed Henri Toivonen. Oltre ad aver vinto il mondiale ’83, si è aggiudicata il titolo europeo nel 1984 e una serie infinita di altre gare. L’esposizione di Automotoretrò sarà composta da quattro esemplari: uno in versione stradale (ne furono costruiti 200 in tutto per poter ottenere l’omologazione sportiva in Gruppo B), due in allestimento “corsa” (livrea Martini Racing e Totip Jolly Club) e uno che rappresenta l’evoluzione più moderna progettata da un team di studenti del Politecnico di Torino, dotato di trazione integrale ibrida in un perfetto connubio di storicità e innovazione tecnologica. La mostra tematica di Automotoretrò sarà anche il palcoscenico per la presentazione di un nuovo libro dedicato a questo modello: si intitola “Lancia Rally: nome in codice 037” ed è stato scritto a quattro mani dall’ingegner Sergio Limone – progettista della vettura – e dal giornalista Luca Gastaldi. Una pubblicazione che, con il supporto di immagini inedite dell’epoca e della testimonianza diretta del progettista, ripercorre la genesi e lo sviluppo tecnico del modello. Gli autori saranno presenti in salone, e con loro ci sarà anche Miki Biasion, pilota due volte campione del mondo rally che proprio con la “037” entrò nell’orbita della squadra ufficiale Lancia. Venerdì 2 e sabato 3 febbraio, sempre nello stand dedicato alla Lancia Rally all’interno del padiglione 2, sono previste conferenze e incontri con il pubblico.    ...

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