MotorInsider

banner_centrale

RALLY ERA 2017, le stelle, i campioni e le vetture che hanno fatto la storia del rally.

Pubblicato da alle 10:59 in galleria home page, MotorInsider, Spettacoli, Sport, Università | 0 commenti

RALLY ERA 2017, le stelle, i campioni e le vetture che hanno fatto la storia del rally.

Sabato 29, domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio Asti ospiterà la seconda edizione di Rally Era, un evento che ha l’obiettivo di valorizzare la storia dell’automobilismo sportivo in un contesto territoriale (quello di Asti e del Monferrato) ricco di tradizioni, cultura ed eccellenze. Rally Era 2017 avrà come filo conduttore e tematica principale la Lancia Delta pluricampione del mondo rally, che celebra i 30 anni dal debutto agonistico avvenuto in occasione del Rallye di Montecarlo 1987. Un’icona dei rally moderni che, in varie versioni ed evoluzioni, ha dominato il Campionato del Mondo Rally dal 1987 al 1992, conquistando 10 titoli mondiali: 6 consecutivi per i Costruttori e 4 per i Piloti. È la vettura dei record. È l’esempio di un’eccellenza italiana senza rivali. È la regina dei rally che ancora oggi accende l’entusiasmo degli appassionati.     Ospiti d’eccezione di Rally Era saranno i piloti che più hanno vinto al volante di una vettura che è già leggenda: primi fra tutti, il due volte campione del mondo Miki Biasion (iridato nel 1988 e 1989) e il finlandese Markku Alen, che ha legato la sua carriera rallistica ai marchi italiani Fiat e Lancia, debuttando con la 124 Abarth nel 1974 per concludere sulla Delta Integrale nel 1989. Insieme a queste due star internazionali ci saranno gli altri campioni europei ed italiani Alex Fiorio, Fabrizio Tabaton, Dario Cerrato, Piero Liatti, Piero Longhi e Piergiorgio Deila. Sono i personaggi che animeranno il Rally Era Talk Show, vero e proprio spettacolo “live” in programma domenica 30 aprile alle 21 sul palco del Teatro Alfieri di Asti. Una serata con ingresso gratuito accompagnata dalla musica della band di Francess, voce black che si sta imponendo nel panorama soul & blues europeo. Ma il primo appuntamento di Rally Era è previsto sabato 29 aprile alle 10.30 presso il Polo Universitario di Asti, dove i ragazzi del Team 037 4WD-Hybrid del Politecnico di Torino illustreranno il progetto che vede protagonista una gloriosa Lancia Rally 037 del 1984 dotata di moderna trazione integrale ibrida: una straordinaria iniziativa che unisce passato e futuro, tradizione e nuove tecnologie. Parteciperà all’evento anche l’ingegner Claudio Lombardi, già direttore tecnico dell’Abarth negli anni Ottanta e Novanta che sta seguendo gli studenti del Team 037 4WD-Hybrid nella loro avventura. Il ricco programma di Rally Era 2017 si completa con le iniziative concentrate nel centro di Asti, in piazza Alfieri: l’esposizione statica delle vetture che hanno caratterizzato la storia dei rally (con un particolare schieramento di Lancia Delta dotate di pedigree sportivo), le esibizioni sul tracciato appositamente allestito in piazza, ed un raduno di auto storiche e sportive che, lunedì 1° maggio, percorreranno le strade più suggestive del Monferrato, partendo da piazza Alfieri alle 10.30 per ritornarvi alle 16.30 al termine di una “Cavalcata Aleramica” del secondo millennio.   Il Monferrato è un territorio ricco di bellezze naturali e architettoniche; le strade che lo attraversano sono lo strumento ideale per coinvolgere gli appassionati di auto storiche in un tour alla scoperta del paesaggio e delle tradizioni locali: combinazioni vincenti che hanno portato all’inserimento di Rally Era tra le iniziative di Monferrato 1050 e di Monferrato European Community of Sport 2017. Luca Gastaldi RALLY ERA 2017 TUTTE LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA RALLY ERA UNIVERSITY Sabato 29 aprile alle 10.30 presso il Polo Universitario di Asti...

Continua

E brava Giulia. Ora la fidanzata d’Italia è anche “veloce”.

Pubblicato da alle 14:47 in Innovazione, MotorInsider, Prima pagina | 0 commenti

E brava Giulia. Ora la fidanzata d’Italia è anche “veloce”.

  Che l’Alfa Romeo Giulia sia – finalmente – realtà da circa un anno dopo la spettacolare presentazione al Museo di Arese della primavera 2015 (l’auto entrò in scena sulle note del Nessun Dorma cantato da Bocelli), è ormai cosa nota. Ma le novità più succulente stanno invece avvicendandosi mese dopo mese, salone dopo salone. Sulla nuova “fidanzata degli italiani”  – così come venne soprannominata l’antenata degli anni ’60 -, stanno via via esordendo nuove motorizzazioni e allestimenti. Uno dei più interessanti è sicuramente “Veloce”, altro epiteto preso dal passato (a dimostrazione di come la storia stia sempre più aiutando le case per far breccia nel cuore degli appassionati), che contraddistingue una versione a benzina – 2 litri turbo da 280 CV, 0-100 km/h in 5,2 secondi – e una gasolio – 2,2 litri sempre turbo, 210 CV e consumi da utilitaria. Ma la novità più importante sta sotto al telaio perché le Giulia Veloce sono integrali, come le indimenticabili berline sportive degli anni ’80 e ’90. Qui infatti il sistema che ripartisce la trazione su tutte e quattro le ruote (in Alfa denominato Q4) non è fatto per il fuoristrada come su un banale SUV ma piuttosto per esaltare le esuberanti prestazioni su asfalto, coniugando il piacere di guida di una trazione posteriore  – come le Giulia normali, altra novità rispetto ai modelli precedenti, che risale alle grandi Alfa del secolo scorso – con la sicurezza, il comfort e l’inarrestabilità del 4×4. Inoltre il Q4 è intelligente: infatti monitora costantemente le condizioni della strada e dialoga con l’elettronica di bordo che collabora alla stabilità e ad un handling sempre ai vertici. Anche il cambio automatico a 8 marce – dagli esperti di settore già considerato il migliore della categoria – contribuisce a una guida che finalmente pone al centro passione, divertimento e quel Cuore Sportivo Alfa da troppi anni ormai offuscato. Per il resto la Giulia Veloce (prezzi a partire da 50.500 euro per il diesel, 54.500 per il benzina) rimane quella che non finisce mai di stupirci fin dalla sua presentazione: interni moderni e tecnologici – il volante col tasto di avviamento fa il verso a quelli di Ferrari -, particolari da vera sportiva italiana e poi quella linea… dite la verità, quant’era che non vedevate una macchina contemporanea così bella? Sì, anche voi vi siete girati a guardarla quando l’avete vista la prima volta e ancora non smettete di farlo. D’altronde una fidanzata fa venire le farfalle allo stomaco e la voglia di innamorarsi di lei ogni giorno. Che le tedesche debbano preoccuparsi? Luca Marconetti  ...

Continua

Al Motor Show di Ginevra, catturati dagli affreschi digitali degli stand e dal lusso.

Pubblicato da alle 10:21 in DOXA segnalazioni, Economia, Eventi, galleria home page, MotorInsider | 0 commenti

Al Motor Show di Ginevra, catturati dagli affreschi digitali degli stand e dal lusso.

La quarantottesima edizione del Motor Show di Ginevra ha aperto il suo sesamo a forma di portellone e, come una caverna degna di Ali Babà all’interno aveva stipato un tesoro fatto di 99 debutti mondiali e 27 anteprime europee. L’Italia ha portato in dote molti gioielli, ma quelli che spiccano e abbagliano sono la nuova Ferrari 812 Superfast, la Stelvio dell’Alfa Romeo, entrambe rosse fuoco e la rivisitata Lamborghini Aventador S. Il Salone è una kermesse meravigliosa. Costruito per ospitare senza limiti di spazio, illuminato con gusto, concede grandi possibilità alle case automobilistiche di allestire stand in competizione tra loro come fossero su un circuito. Nel giorno dedicato alla stampa le macchine ancora coperte come monumenti di piazza in attesa della banda e dell’inaugurazione rivelano soltanto volumi e forme avvolte da panni pesanti, esse catalizzano l’attenzione per la sorpresa. Le conferenze stampa seguono un programma serrato, senza sovrapporsi ma senza dare tregua ai cronisti. Gentilezza, affabilità e disponibilità del personale andrebbe tutelato dalla convenzione cittadina, oltre al casting di bellezze holliwoodiane che sorridono sotto i flash dentro a tacchi vertiginosi e qualche vestito improbabile. Soffrono la scomfort zone da scarpe eleganti in opposizione al comfort di avvolgente comodità progettata dentro ai veicoli a cui aprono la porta invitando a entrare e sedersi. I veri protagonisti della manifestazione sono le enormi pareti a video degli stand, su cui sono trasmessi brevi filmati di altissima qualità e costruzione scenica girati ad hoc per enfatizzare i prodotti. Tutto quello che la video arte, dagli anni ’60 in poi aveva pazientemente costruito, qui è ripresa e dopata al massimo delle sue possibilità. Senza mai scadere nella banalità, anzi ri-progettando al meglio tutte le invenzioni di una stagione che utilizzava come mezzo espressivo il tubo catodico ancora in bianco e nero. Da segnalare il wall diviso in tre parti della Jeep, un cinerama ad effetto natura e sport degno di un festival del cinema. Vige una palese analogia, tra questi smisurati paraventi di pixel contemporanei, memori, forse invidiosi o ispirati al fascino delle cromie coloristiche degli affreschi rinascimentali, ed i sistemi di visione impiegati all’interno di tutte le nuove automobili. I pannelli digitali, detentori di ogni sorta d’informazioni, che sovrastano, come il camino della casa di un tempo, ogni cruscotto paiono in scala ridotta quelli che svettano fuori. Come se rubassero la vista del paesaggio fuori dai finestrini per condurre il guidatore a dedicarsi solo alla loro efficenza informatica. L’abitacolo delle auto, malgrado il design avveniristico che scolpisce lo spazio nelle forme esterne, possiede un nuovo amore per l’utilizzo della pelle, pregiata e colorata anche per le city car, e il frequente inserimento di una barriera, in luogo del cambio, tra il guidatore ed il passeggero ricca di accessori ma che allontana. Scomodo e quasi impossibile baciarsi per coloro che si siedono davanti, impensabile amoreggiare. Consolerà il wifi, le serie tivù in streaming, le telefonate in viva voce, la musica in alta fedeltà e quant’altro ? Ci accontenteremo di guardare un video tenendoci per mano mentre l’auto ci porterà da sola a destinazione ? Il PalaExpo rossocrociato è il posto giusto per sfatare ogni più cupa previsione sull’innovazione, sulla voglia di ricerca, sulla sicurezza di chi viaggia in automobile. L’automobile è uno dei luoghi su cui la voglia di futuro non ha recinti, il cambio di alimentazione per...

Continua

Il motorismo d’epoca a Parigi per Rétromobile. Fiera da cui imparare e prendere spunto.

Pubblicato da alle 17:28 in Eventi, Mostre, MotorInsider, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Il motorismo d’epoca a Parigi per Rétromobile. Fiera da cui imparare e prendere spunto.

  Organizzare un salone dedicato al motorismo d’epoca, o per dirla alla francese, che, evocando i mirabolanti eventi dei primi del ‘900, rende più l’idea, un’exposition, significa prima di tutto studiare, curare e approntare ogni minimo dettaglio affinché il visitatore prima di tutto, viva un esperienza che lo coinvolga e lo proietti al centro di un mondo difficilmente visibile fuori dalle pareti di una fiera. Al bando dunque le solite accozzaglie di auto straviste, al limite della pedanteria, gli allestimenti “alla buona” (anzi, in pieno stile maccheronico, tra fiaschi di vino, improbabili salami che spuntano fuori da carte bisunte e disordine imperante), ricambi ridotti a relitti sbattuti alla rinfusa su un lenzuolo steso a terra e intromissioni di dubbio gusto, che poco hanno a che fare coi motori. Ben vengano invece la spettacolarità, la ricerca della bellezza, l’arte e il prestigio: tutti aggettivi che, a passeggiare fra i padiglioni “trionfali” di Rétromobile, la più importante fiera francese di auto e moto d’epoca che si tiene naturalmente a Parigi, nell’elegante ed efficientissima struttura di Porte de Versailles, a pochi minuti di metro dalla Tour Eiffel e Place de la Concorde.  Quello che stupisce, lo sottolineiamo al costo di essere ripetitivi, è l’ordine, la pulizia e l’efficacia con cui i veri – e spesso rarissimi – gioielli esposti si susseguono negli occhi degli avventori che, grazie all’ampiezza e al respiro, possono passeggiare tranquilli e vedere tutto anche nei momenti di maggiore affluenza. Abbiamo detto il visitatore al centro dell’esposizione ma sarebbe da orbi non notare un altro elemento fondamentale, la presenza ufficiale delle case ma non così, tanto per dire di esserci, in maniera massiccia, puntando sullo stupore e sulla sorpresa, con stand che sono dei veri è propri scrigni di meraviglie, forse perfino di più di quelli messi in piedi a saloni di vetture moderne, come “un Ginevra”, o “un Francoforte”. Inutile dire che, questo è frutto di un do ut des fra organizzatori ed espositori costante, un valzer di visibilità reciproca: io ti do lo spazio giusto e ti invito a far parte di un’esperienza esclusiva e tu Casa, con i club, i simpatizzanti ma soprattutto ufficialmente con i settori heritage (sempre più attivi) mi dai fiducia. Un concetto veramente così difficile da “far passare” in Italia?   Anche se piacerebbe approfondire, accantoniamo le polemiche e vediamo allora in che cosa consisteva tutta questa magnificenza. A farla da padrone, ovviamente, le Case indigene. Lo stand più stupefacente è quello di Renault, che ha letteralmente svuotato il Museo per portare a Parigi rarità come la grossa 40 CV Type JV del 1922, un berlinone con motore di più di 9 litri e 6 cilindri in linea (che all’epoca le permetteva una velocità di punta di 135 km/h), caratterizzata da una insolita linea aerodinamica; l’impressionante – per imponenza e lusso – Reinastella del 1932: motore 8 cilindri in linea di 7 litri da 110 CV, aveva poco da invidiare a mostri sacri come Isotta Fraschini o Rolls Royce. L’esemplare esposto è il telaio n 42 dei soli 50 prodotti del tipo RM2, completamente in alluminio; incredibile poi il prototipo Initiale del 1995 che reinventava il concetto di vettura di lusso trasformandola praticamente in una suite viaggiante: linea di cintura molto bassa, ampia vetratura, interni rilassanti e raccordati in un unico ambiente...

Continua