Il Comitato Salviamo Corso Marconi si oppone al parcheggio sotterraneo. Alberata a rischio.

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Intervista a Emilio Soave del Comitato Salviamo Corso Marconi

Sig. Emilio Soave, può darci qualche informazione sul Comitato Salviamo Corso Marconi?

Faccio parte di un’associazione naturalistica che si chiama Pro Natura, ci siamo espressi in merito alla vicenda del parcheggio, ma nel caso specifico parlo come cittadino facente parte del Comitato Salviamo Corso Marconi, cui hanno dato appoggio diverse associazioni. Il Comitato è formato da privati cittadini residenti in zona e aveva presentato nella primavera 2013 una petizione che raccolse duemilacinquecento firme, che continuarono ad arrivare una volta chiusa la petizione, fino a raggiungere quota quattromila, sebbene ai fini della presentazione della petizione ne bastassero trecento. La petizione chiedeva di non pubblicare il bando per la realizzazione del parcheggio pertinenziale.

Eravate venuti a conoscenza della decisione di costruire il parcheggio sotterraneo? Può parlarci delle conseguenze cui andrebbero incontro gli alberi del viale con la costruzione del parcheggio sotterraneo?

Il parcheggio faceva parte di una proposta di delibera della Giunta al Consiglio Comunale di Torino, che contemplava la costruzione in tutta la città di ventuno parcheggi pertinenziali, approvata nell’ottobre 2012, delibera che ha suscitato poi parecchie proteste, per esempio in zona Madonna del Pilone o in zona San Paolo; l’opposizione più nota è quella al parcheggio di Piazza Lagrange.

Il parcheggio pertinenziale che ha più incidenza su un’alberata è quello di Corso Marconi, si prevede l’espianto e la sostituzione con alberi di taglia certamente più ridotta che verranno piantati in vasche di cemento. Tutta la superficie viene pavimentata e cementata, una volta finita la copertura si lasciano delle piccole vasche in cui dovrebbero poi ricrescere alberi di dimensioni ridotte. Noi abbiamo molti dubbi che questi alberi possano poi diventare ad alto fusto, in queste piccole vasche di cemento non sarà possibile.

Saranno piantati nuovamente ippocastani?

Saranno utilizzati ippocastani di un’altra varietà. Gli alberi più vecchi che ci sono adesso saranno tagliati brutalmente perché non sono ripiantabili, i più piccoli invece possono essere ripiantati in altre zone. Si è detto che saranno spostati al Valentino o altrove.

L’idea è anche quella di pedonalizzare il Corso?

L’idea è quella di pedonalizzare la parte centrale, da Via Madama Cristina fino a Corso Massimo D’Azeglio, cosa che andava sottoposta a un minimo di discussione. Se ragioniamo sarebbe molto più logico pedonalizzare i controviali, perché sono in fondo un ambiente molto più confortevole per i residenti, per chi ha dei locali e può mettere un dehor, per la scuola, etc. I bambini escono dalla scuola e si trovano nell’ipotesi della realizzazione di un parcheggio pertinenziale nel viale centrale con il traffico automobilistico che scorre interamente nel controviale. Ammesso e non concesso che sia utile un parcheggio pertinenziale, semmai andava fatto soltanto sulla parte centrale del Corso, salvando l’alberata, lasciando due filari di alberi in piena terra a lato e riqualificando invece i controviali, consentendo di avere un accesso più gradevole alla scuola.

 

In secondo luogo, se fosse stato previsto un parcheggio pubblico a rotazione interrato, allora poteva essere studiato molto più opportunamente, si poteva pedonalizzare, ma al contempo si sarebbero creati posti auto a rotazione garantendo il parcheggio ai residenti, invece in questo modo questi ultimi sono costretti a comperarsi il posto auto, perché spariscono complessivamente qualcosa come trecento posti auto. Paradossalmente prima si è deciso di fare un parcheggio pertinenziale e dopo si è costruita un’ipotesi di risistemazione di Corso Marconi: avrebbe dovuto accadere il contrario, cioè si sarebbe dovuta studiare la risistemazione del Corso nel suo complesso, in cui collocare la possibilità di un parcheggio pubblico, o magari anche pertinenziale. Chiaramente l’amministrazione comunale è interessata ai parcheggi pertinenziali perché vende suolo pubblico, diritto di superficie, quindi incassa le risorse dalla concessione del diritto di superficie per novantanove anni. L’amministrazione comunale non ha risorse per fare un parcheggio pubblico e allora fa i pertinenziali perché portano denaro, però in questo caso non funziona.

Ciò su cui abbiamo insistito è che Corso Marconi, ovviamente non con questi alberi che sono deperiti, è il viale alberato più antico di Torino, creato alla fine del Cinquecento. Serviva da collegamento tra la Chiesa di San Salvatore del Castellamonte, chiamata anche Cappella del Valentino, (adesso inglobata nel convento delle monache vincenziane) e il Castello del Valentino. Alla fine del Cinquecento c’erano delle prescrizioni per salvare l’alberata che serviva al passeggio, al passaggio della carrozza reale, questo però non è stato tenuto in nessun conto, tant’è che siamo stati noi a sollevare il problema della necessità di una tutela da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, che poi in effetti è intervenuta. La Sovrintendenza non può dire sì o no rispetto alla scelta di costruire un parcheggio, però può dire se il parcheggio si deve fare in un certo modo, se si deve salvaguardare questo o quest’altro.. non può porre un veto alla città. La Soprintendenza ha accolto il nostro rilievo per cui questo è un viale alberato da tutelare come viale storico e adesso il progetto è ancora al vaglio, non si è ancora ufficialmente espressa.

Per adesso c’è stata un’aggiudicazione provvisoria a una ditta. Avevano concorso due ditte, ha vinto quella che aveva fatto l’offerta più vantaggiosa per l’acquisto del diritto di superficie e adesso il progetto è stato discusso già in conferenza di servizi, è stata presentata una prescrizione, però non c’è ancora una delibera della giunta comunale che proclami ufficialmente.. fintanto che non c’è l’aggiudicazione definitiva le cose naturalmente restano ferme, non possono partire.

Nella zona esistono altri grandi parcheggi ?

Sì, esiste un’abbondante offerta di posti auto pertinenziali anche pubblici: c’è il Padiglione n°5 di Torino Esposizioni, relativamente lontano, ma al padiglione basterebbe fare un’uscita dal lato della discoteca Cacao e diventerebbe molto più vicino, tra l’altro era previsto che si realizzasse un’uscita pedonale, l’accesso veicolare resterebbe dal lato di Torino Esposizioni. Il parcheggio sotterraneo di Piazza Madama Cristina è semivuoto, tant’è che alla sera ai residenti conviene parcheggiare sotto le tettoie, che ufficialmente sono zona pedonale. Tra i parcheggi pertinenziali privati abbiamo quello sotto l’oratorio della Chiesa di Via Morgari; quello di Via Giacosa di fronte alla Scuola Media Manzoni dove prima c’era l’autonoleggio Giacosa; il parcheggio di Via Morgari angolo Via Madama Cristina che un tempo si chiamava Garage Madama, composto da due piani interrati e cinque fuori terra, quasi tutti vuoti, con posti auto e box auto.

Quali sono in sintesi i vostri timori relativi alla costruzione del parcheggio sotto Corso Marconi?

Il nostro timore è prima di tutto che l’alberata non venga mai più ricostituita in modo dignitoso, teniamo presente che l’alberata adesso è abbastanza degradata e siccome da anni si parla di questo parcheggio anche il verde pubblico non ha proceduto. Mancano dodici alberi, noi abbiamo ripiantato dieci piccoli alberi in sostituzione di quelli mancanti, non li abbiamo potuti ripiantare tutti perché negli altri punti è stato messo asfalto o cemento. Il degrado dell’alberata si vede soprattutto d’inverno, d’estate invece gli alberi hanno la loro folta chioma. Senza cura qualsiasi alberata è destinata a degradare. Altra preoccupazione è che ci sia un cantiere che dura anni, in quanto i parcheggi pertinenziali sono cose molto complesse. Abbiamo alcuni edifici che hanno criticità e con il parcheggio si andrà a lavorare vicino alle fondamenta dei palazzi; ci sono edifici che sono stati sopraelevati e che hanno delle crepe; ci sarà lo spostamento di tutti i sotto – servizi, qui sotto passava la vecchia bealera del Valentino, ci sono tutti gli allacciamenti fognari, le reti Telecom, etc. etc. Quando uno deve affrontare tutte queste complessità il cantiere, che dovrebbe durare due anni, finisce poi per durarne cinque, purtroppo nei parcheggi pertinenziali è sempre capitato, poi l’impresa va in crisi, fallisce e ne subentra un’altra. La storia di Piazza Albarello è abbastanza indicativa, quanti anni si è lavorato a quel parcheggio e poi non è stato aperto perché non è stato ancora ufficialmente collaudato? In più le rampe di accesso al parcheggio sono a ridosso di Via Ormea, quindi costituiscono un ostacolo alla viabilità d’attraversamento. Come ogni parcheggio interrato poi avrà gli ascensori, le uscite pedonali e le griglie di aerazione, quindi la parte pavimentata sarà poco fruibile, non avremo una bella spianata, che nei progetti sembra tutta verde. Chi tutelerà poi quell’area?  tante aree pedonali di Torino di notte diventano parcheggi, in questo caso parcheggi per la movida di San Salvario.

Può darci ancora qualche informazione circa il canale presente sotto Corso Marconi e sulla perdita della visuale prospettica del viale alberato?

La bealera sotto Corso Marconi alimentava il laghetto dell’Orto Botanico e la torre di esperienze idrauliche che esisteva al Castello del Valentino per la Scuola di Applicazione, quello che poi è diventato il Politecnico, la torre si trova anche raffigurata in qualche incisione. La bealera alimentava un po’ tutto il sistema di acque del Valentino, ma è stata tranciata con i lavori del passante ferroviario e adesso l’acqua arriva da altre canalizzazioni, in ogni caso è presente sotto al Corso e dovrebbe essere un po’ meglio studiata. Nel 2016 ci sarà inoltre il Convegno Internazionale degli Architetti del Paesaggio a Torino, che avrà il suo clou proprio qui, presso la sede di Architettura del Castello del Valentino e l’idea che nel 2016 qui ci sia un bel cantiere è di un certo impatto.

E’ stata inoltre avanzata la candidatura di tutte le Residenze Sabaude all’Unesco e nel presentare la candidatura gli esperti dell’Unesco, che in parte sono anche italiani, hanno evidenziato che sarebbe importante per le residenze valorizzare anche i collegamenti e i coni visuali, come quello di Corso Marconi.

Giacomo Cornelio

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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