Questa persona non esiste. Non è nemmeno una vera foto.

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La persona che appare nell’immagine non esiste. La “foto” – che non è una foto – è stata creata da un sistema di intelligenza artificiale basato sulla tecnica detta GAN, per “generative adversarial networks”, reti antagoniste generative. Basta cliccare sul ritratto per generarne un’altro, sempre fotorealistico e sempre di una persona che non esiste.

Le reti GAN sono una classe di algoritmi di intelligenza artificiale usate nell’apprendimento automatico “non supervisionato” nel quale due sistemi di reti neurali si sfidano l’uno con l’altro in una sorta di gioco per creare quell’irregolarità che all’occhio umano dia l’impressione del “reale“.

Il metodo è usato per produrre immagini fotorealistiche nel campo del design degli interni e del design industriale. È utilizzato anche per affinare dati scientifici per comprendere meglio le strutture che ne emergono. Il Politecnico di Zurigo per esempio l’ha usato per recuperare delle immagini astrofisiche di galassie troppo lontane per essere osservate direttamente.

Il sito This person does not exist ha generato automaticamente il ritratto sopra. Ne offre uno nuovo ogni volta che viene interpellato, per cui basta ricaricare il sito per vederne di continuamente nuovi.

È interessante che il difetto sia nella perfezione. Nei ritratti non c’è un brufolo a cercarlo col cannocchiale.

Courtesy James Hansen

 

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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