Il bib bab del “Duca” per una sera scalda l’inverno. A Giaveno la Filarmonica Jazz Band.

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Impossibile trattenersi dall’alzarsi in piedi e tenere il ritmo ieri sera al Santuario del Selvaggio sopra Giaveno con il Secondo concerto sacro di Duke Ellington eseguito dalla Filarmonica Jazz Band.  Lo facevano anche i non più giovanissimi nei banchi in prima fila e alla fine è sembrato che il Bib Bap del “Duca” sia durato un amen, invece che un’ora e mezza. 

Filarmonica Jazz Band

Giacomo Bottino, direttore artistico della Fondazione Pacchiotti della cittadina ai piedi della Valsusa, ha nuovamente scelto la musica giusta per riscaldare gli animi in questa fredda domenica prenatalizia. Lui è la vera anima della Fondazione che ha portato al Duomo di Torino l’attore Andrea Giordano per la messa in scena di “Assassinio nella cattedrale” del poeta americano Thomas Sterner Elliot, ripreso non solo dalla Rai, ma anche nella cappella della giavenese Villa Pacchiotti. E chissà che Bottino, poliedrico drammaturgo, non ripercorra le orme del suo amico Davide Livermore, regista dell’ “Attila, con cui la Scala di Milano ha aperto la stagione?

Chiesa stracolma per questa originale composizione di Ellington commissionatagli negli anni Sessante dalla Cattedrale di San Francisco: non un semplice gospel, ma vero e proprio jazz con tanti strumentisti che solo le capacità di orchestrazione di un grande compositore nero potevano rendere appropriata a una celebrazione liturgica.

In prima fila il presidente della Fondazione, Ermete Varrons che ha lasciato introdurre l’esecuzione alla giovane vice predidente Concetta Zurzolo. Questa è stata, poi, diretta magistralmente dal maestro Sergio Chiricosta che poco ha lasciato all’improvvisazione dell’orchestra, lasciando più spazio alle voci jazz del coro, coordinato dalla giovane Marta Lauria che si è specializzata a Boston, la big band ha fatto risuonare le volte del Santuario, illuminato all’esterno con giochi di luce da far invidia alle Luci d’artista del capoluogo.

Filarmonica Jazz Band

Allo stesso tempo stupisce il dono gratuito sia in senso lato (il concerto è costato pochissimo), sia figurato (il significato del nella cultura afromericana è profondo) che la Fondazione Pacchiotti ha fatto ai residenti e ai turisti che tornavano dalla montagna. Stupenda la loro intonazione dell’evocativo pezzo Freedoom e augurale il bis con la canzone White Christmas/Sing Sing. Pure le condizioni metereologiche sono state clementi, visto che dopo un risveglio con la neve, i fiocchi si sono rivisti quando il concerto era già finito da mezz’ora.

Benvenuti i concerti gratis sotto Natale, ma una prova così perfetta è stata data probabilmente solo un paio di anni fa all’Auditorium del Lingotto da Luigi Einaudi che alle sue armonie aveva apportato giovani voci gospel. Un’altra scenografia simile è la cappella juvarriana di Sant’Uberto al primo piano della Reggia di Venaria, già teatro ci concerti jazz. Il riferimento è d’obbligo perché all’esterno è posta  la Passione scolpita  dal giavenese Luigi Stoisa, nato proprio nella frazione Selvaggio di Giaveno. E si può dire che anche Duke Ellington  come lui abbia scolpito una melodia immortale e sacra con i ritmi della musica afroamericana per eccellenza.

Amedeo Pettenati

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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