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Il Bocuse d’Or non era mai stato così in alto. Al Piano 35 per celebrare Monsieur Paul.

Pubblicato da alle 00:30 in EATpiemonte, Fashion, galleria home page | 0 commenti

Il Bocuse d’Or non era mai stato così in alto. Al Piano 35 per celebrare Monsieur Paul.

In cima al suo ristorante, una palazzina dipinta di verde acceso con gli scuri delle finestre in rosso carminio, campeggiava una enorme scritta in bianco bordata in rosso con il suo nome. Paul Bocuse. Monsieur Paul, per tutti. A Torino festeggiamo e rendiamo merito al grandissimo chef francese con la manifestazione Bocuse d’Or, e la ricchissima sezione Off.  Per dare il giusto risalto alla sua cucina lo si è portato molto in alto. Nel ristorante più alto d’Italia. L’incantevole Piano 35. Qui un grande chef italiano, Marco Sacco, che ha conquistato e porta con invidiabile disinvoltura due stelle Michelin sulle spalline, e Due Forchette del Gambero Rosso, ha dato vita ad una serata in onore di Bocuse “interpretando i suoi piatti” come fosse una traduzione, un traghettare un mondo di qua delle Alpi.   Per chi ama le cose belle della vita, era il luogo e il momento da non farsi scappare per nessuna ragione al mondo. Ambiente rilassato e allegro, le luci del giorno che cedono alla sera attraverso le grandi vetrate per avvolgere la sala dentro un flou luminoso e discreto; personale gentilissimo, camerieri competenti, servizio raffinato e una serie di piatti che hanno qualcosa di proibito, di incantevole e che, accompagnati da champagne e vini ben accordati, aprono discorsi e pensieri di coinvolgente convivialità. Diviene quasi indelicato offrire sul piatto bianco della lettura, il ricco menù pensato dallo chef che arriva da Verbania. Ma nella tradizione letteraria francese, l’invidia è un ingrediente che ha insaporito mille romanzi.  Quindi eccolo: L’aperitivo ha le bollicine bionde dello Champagne Bauget-Jouette Extra Brut per stuzzicare, prima che in tavola arrivino le uova in camicia alla Beaujolaise, improvvisamente l’espressione essere nati con la camicia prende la consistenza della seta purissima, in abbinamento un Vette di San Leonardo 2017. Ora le cose si fanno serie, l’aspettativa sale finché i passi sicuri di un cameriere porgono sulla tavola i Gratin di Maccheroni con nel calice un Riesling 2015 in grado di sconfiggere ogni cattivo pensiero. La consistenza e il sapore del pollo della Bresse in fricassea con spugnole, che sono funghi piccoli e saporiti, è come se desse il via ad un “maestoso” per orchestra. Forse il piatto più complesso, più avventuroso che immaginiamo avrebbe regalato un sorriso soddisfatto a Monsieur Paul. In abbinamento c’era un San Leonardo 2011 di grande pienezza. Frastornati come dopo un lungo bacio inatteso alla Tarte Tatin con gelato non si è riusciti ad attribuire il giusto valore, anche se è stata in tavola giusto il tempo di una battuta salace, di una risata, di un piccolo racconto sulla leggendaria vita di Bocuse. La Stravecchia di San Leonardo invecchiata 5 anni avrebbe sciolto contegno e riservatezza anche ad un ufficiale di cavalleria inglese.  Invitato dall’organizzatore della serata Guido Barosio lo chef Marco Sacco ha preso posto, ha poggiato lievemente i gomiti sul tavolo e con pazienza e voce da clarino basso ha elargito qualche aneddoto di quando ragazzo bussò, senza preavviso, alla porta di Bocuse. Ma per sapere di più avreste dovuto esserci; gustare quei piatti, esagerare un po’ con i vini, per arrivare poi ai racconti, ai ricordi di Marco Sacco e finire a bagno in quell’atmosfera da Romanza per violino e orchestra Beethoveniana che solo l’ottimo cibo e la compagnia, persino se son giornalisti, può regalare. Alla morte di...

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La delegazione torinese della Fondazione Veronesi al suo terzo charity event per l’oncologia pediatrica.

Pubblicato da alle 13:29 in EATpiemonte, Economia, Eventi, Prima pagina | 0 commenti

La delegazione torinese della Fondazione Veronesi al suo terzo charity event per l’oncologia pediatrica.

La Responsabile della Delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi, Adele Artom, ha mostrato ancora una volta il suo impegno nei confronti dell’oncologia pediatrica, organizzando la terza edizione della cena di gala torinese. L’evento di raccolta fondi si è tenuto nella serata di mercoledì 16 maggio presso il Castello di Rivoli, in Piazzale Mafalda di Savoia a Rivoli, e la giornalista Cristina Parodi è stata la conduttrice della serata.   “L’annuale cena di raccolta fondi rappresenta un evento importante perché i torinesi dimostrano con la loro partecipazione di essere legati alle iniziative di Fondazione e soprattutto perché i fondi sono destinati a Gold for Kids, il progetto a sostegno dell’oncologia pediatrica. L’anno scorso abbiamo finanziato la creazione di una rete di collegamento tra presidi territoriali e centri per l’oncologia pediatrica mentre quest’anno la sfida è avviare un protocollo internazionale di cura sulla leucemia linfoblastica acuta. Sono progetti ambiziosi che però grazie alla generosità dei torinesi potranno trovare una realizzazione. La delegazione si occupa anche della prevenzione nei giovani e per questo abbiamo fatto un incontro divulgativo con studenti degli ultimi anni dei licei. Altrettanto importante è stato l’incontro sui vaccini e quello relativo alle dipendenze. La nostra delegazione è molto attiva su molti fronti ed io sono una convinta sostenitrice delle idee del grande Professor Umberto Veronesi e tutte noi della delegazione di Torino speriamo di poter realizzare, almeno in parte, alcuni dei suoi meravigliosi sogni” – ha affermato Adele Artom, Responsabile della Delegazione di Torino, in occasione della annuale cena di raccolta fondi.     Per maggiori informazioni è possibile contattare la Delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi all’indirizzo email:...

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Un bip da dieci euro solo per prenotare. Il ristotram di Gtt fa il Bocuse d’Or Off.

Pubblicato da alle 18:21 in EATpiemonte, Economia, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Un bip da dieci euro solo per prenotare. Il ristotram di Gtt fa il Bocuse d’Or Off.

In attesa della finale europea del Bocuse d’Or, prevista per l’11 e il 12 giugno, la più prestigiosa competizione internazionale di alta cucina, città e Regione hanno organizzato un programma Off. Si inserisce in questo binario anche Gtt, il Gruppo Trasporti Torinesi che il 5-11- 19 e 26 aprile e successivamente il 2-9- 17 e 23 maggio dalle ore 20.30 alle ore 23.00, propone delle cene a bordo del tram ristorante. Le due motrici storiche degli anni ’30, completamente ristrutturate e -dicono- dotate di tutti i confort, porteranno a spasso i commensali nel centro cittadino. Il menù prevede tre antipasti, un primo, un secondo con contorno e un dolce preparate dal Ristorante Celestino di Piobesi in collaborazione con l’Accademia Bocuse d’Or Italia. E fin qui potrebbe sembrare anche divertente. Molto meno lo è la prenotazione obbligatoria, un bel bip alla schioppettante cifra di dieci euro da aggiungere alle 50 a capoccia. Nel mondo dei Gourmet il cibo scaldato o ri-scaldato, non riceve grandi applausi o bocche che si indorano dalla gioia.  Forse le luci serali della città, da gustare attraverso il finestrino, sono sufficienti per rendere felici occhi e palato. Il caffè ? Speriamo sia compreso. Pierpaolo Sorel...

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Una Nuvola di vetro e metallo color caffè. Inaugurato l’headquarter della Lavazza.

Pubblicato da alle 16:56 in EATpiemonte, Economia, Fashion, galleria home page | 0 commenti

Una Nuvola di vetro e metallo color caffè. Inaugurato l’headquarter della Lavazza.

Lavazza. Il mondo in una tazzina da caffè.  Capita a volte (ormai molto raramente) di assistere a qualcosa di veramente emozionante, di nuovo, di finalmente diverso. Tutto questo ieri è successo, e pure in maniera decisamente spettacolare: ecco perché la cronaca dell’evento al quale siamo stati, non è la solita notizia. Sono gli avvenimenti che ci rendono orgogliosi della nostra città e che, nonostante tutto, ci fa sentire un po’ privilegiati a essere anche una piccolissima parte dello straordinario ingranaggio che la muove. Questa è una storia legata indissolubilmente a Torino, alla sua industria, alla sua gente, al suo tessuto urbano, alla sua quotidianità: perché è la vicenda di una famiglia, Lavazza, da più di 120 anni (è stata fondata nel 1895) e 5 generazioni al timone dell’azienda che porta il suo nome e di un quartiere, quell’Aurora che, per dirla col presidente Alberto Lavazza, “ha sempre portato fortuna, a partire dal suo nome”, anche se negli anni quella posizione alle porte settentrionali del centro storico l’hanno coinvolto in momenti non felicissimi e la cementificazione selvaggia ne ha fagocitato gli antichi insediamenti artigianali, vanto della zona. Loro, i “Re del caffè” da qui non se ne sono mai fuggiti, non sono andati a farsi la fabbricona in mezzo al bosco e alla città hanno sempre dato tantissimo. Fino all’ultimo regalo, quella Nuvola inaugurata giovedì 12 aprile con tutti gli onori. Radunati ospiti e stampa nello spazio principale dell’ex impianto di energia elettrica Enel di via Bologna, rinominato “La Centrale” (andrà a ospitare mostre ed esposizioni e sarà dedicato all’incontro e alla condivisione di idee come centro congressi), la kermesse, presentata dall’attore Pierfrancesco Favino, ha ufficialmente dato vita a quest’opera. Dopo le manifestazioni di orgoglio dell’assessora regionale alla Cultura e al Turismo Antonella Parigi per il “gesto” fatto da Lavazza nei confronti della città e l’augurio per la sfida “glocale” (globale e locale) che Nuvola vuole vincere, fatto dalla sindaca Chiara Appendino, a prendere la parola sono i padroni di casa, il presidente Alberto, i vicepresidenti Giuseppe e Marco, tutti accomunati dal cognome Lavazza. “Nel 1962 guardavo con gli occhi di un bambino nascere la sede di Corso Novara” – dice Alberto – “all’epoca avevamo 300 dipendenti e producevamo 12.000 tonnellate di caffè l’anno. Oggi quell’emozione del bambino si è riproposta quando ho visto nascere questo posto, dove prendono forma i nostri valori basati su radici solide e su un futuro che vogliamo costruire con questo quartiere e questa città, che hanno condiviso con noi la nostra storia. Nuvola oggi è il più perfetto ingranaggio per muovere una macchina presente in 90 mercati, produttrice in 20 paesi, che ha all’attivo 3000 dipendenti e 190.000 tonnellate di caffè l’anno” “Questo è un luogo positivo”- sostiene Giuseppe: “perché qui si concretizza la tensione tra crescita e sviluppo, il piacere di contribuire a servire 27 miliardi di tazzine di caffè l’anno e lo spirito, che ci ha pervaso nel percorso per arrivare a Nuvola, che era già di nostro bisnonno Luigi (fondatore dell’azienda, ndr): ‘il caffè non è solo una bevanda ma un modo per stare insieme’. Ecco perché Nuvola è aggregazione, è sorpresa per chi ci lavorerà ma anche per la cittadinanza che potrà fruirne, un luogo reale e materiale che noi abbiamo voluto dare al quartiere Aurora e a Torino per il loro...

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Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l’Europa.

Pubblicato da alle 17:03 in EATpiemonte, Economia, galleria home page, Notizie | 0 commenti

Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l’Europa.

12 mila copie della Guide Vert Weekend Michelin Turin Langhe Roero Monferrato in distribuzione in tutti i paesi francofoni (Francia, Svizzera, Canada, Benelux) e nei punti vendita italiani serviti da Michelin, catene librarie (Feltrinelli, Mondadori, Autogrill, Giunti) e nelle edicole. Oltre 10 mila brochure di promozione turistica realizzate in italiano e in inglese descrittive dei due territori. Un road show di promozione internazionale che toccherà Stoccolma, San Pietroburgo, New York, Londra, Cannes. Sono solo le prime, e alcune, delle azioni realizzate e in programma facenti parte di un più ampio progetto di promozione internazionale ideato dalle ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero – con il contributo di Fondazione CRT, Città di Torino, Sagat, Città di Alba e Bra – che vede Torino e il territorio di Langa e Roero insieme sotto il claim “Langhe Roero and Turismo Torino Together”. Il progetto nasce a seguito del protocollo d’intesa siglato lo scorso aprile tra le città di Torino, Alba e Bra, le ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero e la Regione Piemonte. L’obiettivo sarà presentare i due territori come un’unica opportunità di viaggio sui mercati internazionali – promuovendo il brand turistico Torino e le Langhe – al fine di incrementare i flussi turistici. Torino e le Langhe e Roero non sono quindi mai state così vicine e unite. Torino capitale sabauda, con le sue splendide residenze reali, città dell’innovazione tecnologica e del design e le Langhe e il Roero, ai quali l’UNESCO ha riconosciuto l’ambito traguardo di paesaggio culturale, sono costellati di castelli e incantevoli borghi medievali da vivere e ammirare.   E poi l’art de vivre che si respira a Torino è pari alle sensazioni che si provano nei luoghi del vino delle Langhe e del Roero come fare shopping per le vie del centro di Torino è altrettanto emozionante che perdersi tra le sale del WIMU (Wine Museum) di Barolo mentre la natura e il verde delle vallate alpine che circondano Torino sono eccitanti come le attività outdoor da praticare tra le colline di Langhe e Roero. Ed infine, ma non per importanza, è facile farsi conquistare dalle due capitali del gusto al ritmo di tartufo e cioccolato, tajarin e formaggii d’alpeggio, con un bonèt e un bicerin. Ecco quindi che i due cuori si uniscono per partire in un road show alla volta di mercati strategici collegati direttamente con l’aereo o il treno, con una serie di azioni mirate, al fine di stimolare l’attenzione di operatori turistici del settore, media e opinion leader. La prima fase del road show si è svolta nel novembre 2017 in occasione del World Travel Market di Londra, il più importante evento B2B dedica- to all’industria turistica globale, svoltosi dal 6 all’8 novembre e in occasione della Cena di Gala (20 novembre) dedicata alla cucina piemontese all’interno dell’evento Italian festival Weeks – Food, la settimana dedicata alla cucina italiana a Dubai. Stoccolma è la tappa prevista nel mese di maggio 2018, grazie al nuovo collegamento aereo di Blue Air in occasione dell’iniziativa “La settimana piemonte- se” organizzata nella nuova sede di Eataly che ha trovato casa nell’ex cinema Roda Kvarn sulla via dello shopping Biblioteksgatan....

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La Grandeur del Piano 35. Il ristorante celebra la cucina francese.

Pubblicato da alle 13:01 in EATpiemonte, Eventi, Fashion, galleria home page | 0 commenti

La Grandeur del Piano 35. Il ristorante celebra la cucina francese.

Saranno i quindicimila metri cubi di serra climatica posti a centocinquanta metri d’altezza che incastonano la sala da pranzo del Piano 35, a fare da cornice vegetale nelle tre serate dedicate a rendere omaggio a Paul Bocuse. Il ristorante più alto d’Italia, in cima al grattacielo progettato da Renzo Piano, e abituato a guardare le stelle da vicino, infatti parteciperà, con un proprio progetto, al Bocuse d’Or Europe 2018. L’anticipazione preparata per il 19, 20 e 21 marzo, sarà un modo di preparare il palato per quando a giugno a Torino arriverà la manifestazione del Bocuse d’Or, il più importante concorso gastronomico internazionale. La Francia, la grande cucina, il plaisir de vivre verranno omaggiate con  tre concetti chiave: “accoglienza, edonismo e celebrazione”. In quest’ottica un raffinato menù a quattro mani verrà proposto il 19, ai commensali preparato da Eric Sapet, chef stella Michelin de La Petit Maison de Cucuron, e Fabio Macrì, l’apprezzato chef del Piano 35 nato a Roma ma ornai torinese a tutti gli effetti. Il piccolo borgo di Cucuron che si trova nella regione del Luberon, qualcuno, soprattutto i cinefili, lo ricorderanno nel film di Ridley Scott “Un’ottima annata”. Ebbene se i protagonisti sono i sapori d’Oltralpe tutta italiana sarà la sfida che il Ristorante 35 affronterà partecipando alla quarta edizione del Gôut de France, forse il più grande evento dedicata alla cucina francese. Dalle enormi vetrate del Piano 35 si scorgono, nelle giornate limpide, il profilo delle Alpi e, dietro ad esse gli amati e odiati cugini francesi. Il rendere merito, con  gusto e humor tutto italiano a una grande cucina sarà un’occasione di incontro, di competizione e d’inventiva. Superare le montagne a forza di ottima gastronomia, questa sì la vera grandeur.  http://www.grattacielointesasanpaolo.com/ristorante/   Classe 1986, Fabio Macrì è alla guida di Piano35 Ristorante da maggio 2017. Chef dalle significative esperienze all’estero, Macrì ha portato nel ristorante più “alto” d’Italia una ventata di originalità, grazie ai suoi piatti in perfetto equilibrio tra creatività e tradizione, dove la cucina popolare incontra la sofisticata autorevolezza dei ricettari più nobili, come nelle proposte del Vialardi, cuoco di corte. Scuole del Gambero Rosso, dove frequenta il corso Professione Cuoco (2007), per continuare all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove si laurea con 110 e lode (2014). Macrì vanta però già una laurea in Storia dell’Alimentazione e dell’Agricoltura conseguita nel 2012 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tre. Professionalmente inizia l’attività nel 2006, quando si trova a ricoprire il ruolo di sous-chef della vineria con cucina Passaguai di Roma. L’anno dopo, sempre a Roma, al ristorante stellato Il Convivio Troiani riveste l’incarico di chef de partie. Le esperienze che però hanno segnato maggiormente la sua strada sono quelle presso l’Experimental Kitchen di The Fat Duck – tre stelle Michelin – nel 2014 e alla Fondazione Alìcia di Ferran Adrià nel 2015.    ...

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La Fondazione Umberto Veronesi scende in piazza. Non tiratele i pomodori !

Pubblicato da alle 12:17 in EATpiemonte, Medicina, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

La Fondazione Umberto Veronesi scende in piazza. Non tiratele i pomodori !

  Sabato 10 e domenica 11 marzo 2018 la Fondazione Umberto Veronesi torna nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione de “Il Pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca”, un’iniziativa ideata per raccogliere fondi per finanziare la ricerca scientifica in ambito pediatrico, al fine di garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione. Fondamentale sarà il contributo dei volontari della Fondazione Umberto Veronesi, che per un intero weekend saranno impegnati nelle piazze per sostenere la ricerca rivolta a trovare una cura alle malattie oncoematologiche dei più piccoli. Saranno loro, a fronte di una donazione minima di 10 euro, a distribuire nelle oltre 100 piazze italiane una confezione con tre lattine di pomodori, nelle versioni pelati, polpa e pomodorini: un’iniziativa resa possibile grazie alla preziosa collaborazione e sostegno di ANICAV (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) e Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio). Da sempre il pomodoro rappresenta un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea; è un frutto con pochi zuccheri, ricco di fibre, vitamine C ed E e sali minerali, quali potassio e fosforo. Contiene molecole bioattive come i polifenoli, potenti antiossidanti, e i carotenoidi tra cui il licopene, studiato come coadiuvante nel potenziamento del sistema immunitario e nella prevenzione di alcuni tipi di tumore. Ogni anno in Italia si ammalano di cancro circa 1.400 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e circa 800 adolescenti fino a 19 anni. Grazie agli enormi passi avanti fatti dall’oncologia pediatrica e dalla ricerca scientifica, oggi il 70% di questi tumori infantili guarisce, con punte dell’’80-90% nel caso di leucemie e linfomi. Nonostante questo, le neoplasie rappresentano ancora la prima causa di morte per malattia nei più piccoli, ed è per questo che la Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di impegnarsi attivamente per dare una speranza in più ai piccoli malati oncologici e alle loro famiglie. Per maggiori info e per conoscere l’elenco completo e aggiornato delle piazze italiane, visitare il sito http://www.fondazioneveronesi.it RICREA è il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio. Promuove e agevola la raccolta differenziata degli imballaggi usati di acciaio come scatolette, bombolette, barattoli, fusti e tappi corona. Pratici e sicuri, gli imballaggi in acciaio sono ideali per la conservazione di cibi come il pomodoro perché ne preservano al meglio le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche. Gli imballaggi in acciaio recuperati grazie alla raccolta differenziata vengono fusi in acciaieria e ritornano acciaio, per rinascere sotto nuove forme come binari ferroviari e telai per biciclette. L’acciaio è tra i materiali da imballaggio più riciclati al mondo, ed è un materiale permanente che può essere riciclato infinite volte senza che questo ne comprometta la qualità. Nell’ultimo anno in Italia è stato riciclato il 77,5% degli imballaggi in acciaio immessi al consumo, un risultato di eccellenza a livello europeo. L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, nata a Napoli il 5 febbraio 1945, è la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo per numero di imprese aderenti e quantità di prodotto trasformato. Essa associa 92 aziende su 115 operanti sul territorio nazionale che trasformano circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo e...

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Licia Mattioli: l’imprenditore? Un eroe coraggioso.

Pubblicato da alle 21:13 in .Arte, EATpiemonte, Economia, galleria home page, I nuovi Shop | 0 commenti

Licia Mattioli: l’imprenditore? Un eroe coraggioso.

Licia Mattioli, titolare della omonima azienda, ambasciatrice con il suo marchio del gusto italiano del gioiello contemporaneo nel mondo, è energia allo stato puro: creativa, estremamente femminile, concreta, determinata. Di lei colpiscono, dosate in raro equilibrio, l’entusiasmo “puro” di chi non ha timore di parlare di “sogni” e una grinta imprenditoriale insolita, propria di chi possiede una visione chiara, che traduce in parole scelte, rapide. Una visione che l’ha portata, nel corso degli ultimi vent’anni, a percorrere un cammino professionale sempre in ascesa, non solo coronato da successi in ambito economico confortati da fatturato e posti di lavoro, ma da personali prese di posizione (e di responsabilità) nel contesto socio – economico del Paese: ha infatti ricoperto, prima donna, ruoli chiave come quello di Presidente dell’Unione Industriale di Torino, concluso nel 2016, e di Federorafi, l’associazione che riunisce le imprese italiane del settore. Oggi è Vicepresidente di  Confindustria con delega per l’internazionalizzazione e attrazione investimenti esteri di Confindustria, vicepresidente della Compagnia di San Paolo e nel giugno 2017 è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La incontriamo nella sede dell’azienda, nei giorni in cui Torino è capitale della General Assembly di World Design Organization (WDO)™, dopo più di trent’anni dall’ultimo convegno in Italia. In occasione della conferenza stampa per la presentazione della Torino Design week, in rappresentanza della Compagnia di San Paolo che ha in parte sostenuto economicamente l’evento, ha affermato che creatività deve far rima con produzione (di nuovo il sogno e la sua concreta realizzazione) ma ha anche ribadito l’importanza di potenziare un sistema pubblico di formazione dei giovani e il ruolo essenziale di relazioni permanenti tra politiche pubbliche e private. Cito le sue parole, “l’imprenditore è un eroe coraggioso”. Ci racconta la storia del marchio Mattioli e dei momenti che come imprenditrice di successo ha dovuto affrontare con “coraggio”? Il mio percorso imprenditoriale è nato quasi per caso, sulla base però di qualche segno del destino precedente che bisognerebbe poter rileggere alla luce del cammino fatto: già da piccola fabbricavo i gioielli con le perline di Murano e  mi sarebbe piaciuto lavorare in un’azienda; questo è un Paese tuttavia dove non ti raccontano cosa voglia dire concretamente il lavoro in fabbrica nelle sue diverse accezioni, e qui si potrebbe aprire  il tema dell’orientamento al lavoro ai giovani: un tema fondamentale, perché significa valorizzare i talenti degli studenti dando  valore aggiunto alla società. La scelta sbagliata crea persone infelici ma danneggia anche gli altri. Dopo la maturità ho scelto di studiare legge anche per seguire le orme materne, (mia madre è un notaio), ma decido comunque di fare uno stage in un’azienda in cui, e dico purtroppo, mi tengono tre mesi a fare fotocopie, cosa che è lontanissima dalla mia idea di stage e che inevitabilmente mi riporta alla mia laurea in legge. Nel frattempo mio padre, dirigente di una multinazionale, rileva un’azienda di gioielli, l’Antica Ditta Marchisio, uno dei più antichi laboratori orafi artigianale di Torino, titolare del primo punzone rilasciato dalla città, “1 TO”, e ancora prima di concludere il suo precedente percorso professionale mi coinvolge in modo attivo, quasi a sua sostituzione in attesa di entrare fattivamente in azienda. Passo lunghi periodi, senza lasciare gli studi per il concorso notarile, sia in reparto per capire i processi di fabbricazione...

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Dai Rinascimenti Sociali ai Rinascimenti culturali. Il Polo Artigianelli si apre alla città.

Pubblicato da alle 11:09 in D'Uomo, EATpiemonte, Economia, galleria home page, I nuovi Shop | 0 commenti

Dai Rinascimenti Sociali ai Rinascimenti culturali. Il Polo Artigianelli si apre alla città.

  La grande tradizione torinese dei santi sociali, che ha segnato tra Ottocento e Novecento la storia economica e sociale della nostra città con un modello di welfare pubblico-privato alternativo e in anticipo sui tempi, continua e si fa sentire, oggi come allora, come risposta urgente e autonoma ai momenti di crisi.  Lo fa attualizzandosi ai tempi delle start up e ampliando al contempo l’offerta culturale: è stato presentato il progetto Rinascimenti Culturali, un nuovo polo che trova spazio all’interno del Collegio Artigianelli, casa madre della congregazione dei Giuseppini del Murialdo (fondata da San Leonardo Murialdo, Torino 1828-1900) sita tra corso Palestro, via Juvarra e via Manzoni, oggetto negli ultimi anni di un’importante azione di rigenerazione architettonica. Il Collegio Artigianelli è da 150 anni un centro di aggregazione, progettazione e implementazione di servizi a sostegno dell’infanzia, dei giovani, della famiglia e del lavoro. Rinascimenti Culturali si sviluppa a ideale completamento di Rinascimenti Sociali, il primo programma di accelerazione a impatto sociale nato a Torino nel 2015, sempre ad opera dei Giuseppini, per selezionare soluzioni innovative alle più pressanti sfide sociali, accompagnarle nel processo di strutturazione, generando nuova economia e impatto sociale. Con il completamento progressivo degli interventi di ristrutturazione nel 2017 prende forma il nuovo polo, un luogo che sarà dedicato alla cultura del cibo, alle arti performative, teatrali e alle arti visive. La Congregazione dei Giuseppini, attraverso EtikØ, l’impresa sociale culturale ART 9 – Arte Brachetti, il Teatro della Caduta e la Fondazione Museo Ettore Fico sono parti attive nella progettazione delle attività artistiche ed enogastronomiche, fruibili da tutta la cittadinanza. Nell’autunno al Teatro Artigianelli prenderà avvio la programmazione di Music-Hall, questo il nuovo nome della struttura, con la direzione artistica di Arturo Brachetti e del Teatro della Caduta. A questo si affianca il recupero del Café Artigianelli, molto conosciuto in città negli anni ’90 come locale alternativo ed eclettico, aperto a mostre, artisti emergenti, musica, reading, tango. Oggi questo spazio sarà gestito dalla Fondazione Museo Ettore Fico e diventa MEF Outside, sede espositiva in continuità progettuale con il MEF; al momento sono in programma due mostre, una antologica dedicata a Niki de Saint Phalle a partire da mese di ottobre e l’esposizione Tarocchi. Dai Visconti ai Social Media. Incontriamo Don Danilo Magni dei Padri Giuseppini per parlarci di queste iniziative e illustrarci le attività del Polo Artigianelli, che, come evocato dal diminutivo, suggerisce atmosfere vagamente dickensiane, ma in realtà prepara giovani capaci di affrontare il mondo del lavoro con un mestiere concreto, sostenuti da una rete di formazione pienamente inserita nel contesto contemporaneo. Come arrivano qui i ragazzi oggi, da quali situazioni provengono? Ci sono diversi canali: la rete legata ai servizi sociali, al Tribunale dei Minori e al carcere minorile; il pensionato per gli studenti, le famiglie che debbono far seguire l’obbligo formativo ai ragazzi, i portatori di handicap. Infine c’è un canale per cui i ragazzi arrivano direttamente a noi attraverso l’attività aggregativa e pastorale. Per i ragazzi dai 14 ai 18 anni sono attivi i corsi professionali, poi ci sono tipologie di corsi anche per persone più grandi con disabilità fisiche e cognitive. Sulla formazione professionale seguiamo circa 2000 ragazzi, con sede qui in corso Palestro, una a Mirafiori, una a Nichelino, una a Pinerolo e una più piccola a Chieri. Come è organizzata la comunità dei Giuseppini? Qui a Torino siamo 9 religiosi, in tutta Italia siamo una quarantina di comunità e in...

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La creatività di Artissima coinvolge anche gli chef stellati Grasso & Macchia, con il nuovo progetto Casa Format

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La creatività di Artissima coinvolge anche gli chef stellati Grasso & Macchia, con il nuovo progetto Casa Format

Per il sesto anno consecutivo è assegnato al duo di chef di lungo corso Giovanni Grasso & Igor Macchia del Ristorante stellato La Credenza di San Maurizio Canavese, (responsabili dallo scorso dicembre anche del risto & bistrot all’interno di Fiorfood Coop in Galleria San Federico a Torino) il compito di dover “rinfrancare” un numero impressionante di artisti, galleristi e, in generale, il pubblico internazionale di Artissima, fiera d’arte contemporanea che è per gli operatori e i visitatori, prima di tutto, un vero e proprio tour de force. Insieme al loro staff, circa cinquanta collaboratori, gestiscono per 4 giorni la Vip Lounge dell’Oval, posizionata sulla balconata da cui si domina l’intera fiera (e infatti molti lo scelgono come luogo di avvistamento…) A loro l’arduo compito di offrire il biglietto da visita dell’enogastronomia piemontese ad un pubblico esigente e frettoloso, ma anche tatticamente “attovagliato” per concludere un affare. Il buon cibo può fare la differenza, e non è caso che le prenotazioni per questo “Temporary Restaurant” giungano da direttori dei musei e curatori anche due mesi prima; richiestissimi anche i catering direttamente in stand, per ben disporre gallerista e acquirente. La preparazione per questo servizio speciale, in cui non viene lesinata la cura per la mise en place, dura circa 4 mesi in cui vengono messia punto piatti (immancabili l’uovo Paolo Parisi e i plin alle tre carni serviti al tovagliolo) e soluzioni sempre nuove per spuntini più rapidi. L’unione tra Grasso e Macchia inizia nel 1994 e oggi, sulla base di questo sodalizio, ruota tutto un gruppo di lavoro coeso ed efficiente, a partire dalla moglie di Giovanni, Franca, esperta sommelier, a Chiara, preziosa responsabile della pasticceria e sous-chef. Curiosamente l’atmosfera creativa di Artissima ha coinvolto anche il nostro duo, e in maniera tutt’altro secondaria, vale a dire che non si sono limitati all’acquisto di un dipinto o di una scultura. Tre anni fa proprio all’OVAL sono stati contattati da Claudio e Mauro Spinello, già proprietari, di un’azienda di mobili di design e progettazioni d’interni, Format progetti abitativi, votata all’architettura sostenibile, che gli ha proposto una nuova sfida, ossia seguirli nell’idea di affiancare alla sede dell’azienda, situata ad Orbassano, nel verde della prima cintura torinese a pochi minuti dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi, una nuova costruzione dalle caratteristiche particolari, in cui in due chef potessero sperimentare un nuovo concetto di ospitalità, più conviviale e informale rispetto a La Credenza, in un contesto di totale risparmio energetico e particolari condizioni ambientali improntati ad una formula “green”. L’idea, innovativa, è “cucina e ospitalità responsabile”: è nata così Casa Format, villa prefabbricata interamente in legno, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, luminosa e minimal nei colori e negli arredi, gestita da una coppia giovane di professionisti a cui i due chef hanno dato la linea, lo chef Stefano Malvardi e il maître Alessandro Gioda, entrambi ex del ristorante torinese Q.B. – Quanto Basta. La novità più grande, è l’orto: 2000 mq riservati alle verdure per una cucina fortemente improntata al recupero della stagionalità. Al piano superiore 5 stanze, tutte diverse per decorazioni e arredi, ognuna con uno stile e un’atmosfera particolare, ma anche qui il concetto di ospitalità si discosta da quello di un albergo,  è più una soluzione alternativa e raffinata per chi si sposta per lavoro, ma anche per chi vuole sperimentale le soluzioni a basso...

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