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I suoni del gusto: una nuova frontiera per la degustazione, a proporlo il Turin Palace Hotel.

Pubblicato da alle 15:04 in EATpiemonte, Fashion, Prima pagina | 0 commenti

I suoni del gusto: una nuova frontiera per la degustazione, a proporlo il Turin Palace Hotel.

Contaminazione e multisensorialità: l’approccio gourmet di nuova generazione crede nei sodalizi tra le arti e punta all’armonizzazione delle esperienze, affidate ai 5 sensi, con l’obiettivo di coinvolgere il commensale ben oltre la semplice degustazione. Se il food design ha fatto da apripista, ora ad occupare la scena è il trittico cibo-vino-musica in una variante inattesa, complice il contributo di professionalità sempre più dedicate alla valorizzazione del food. Ne è un esempio il sound sommelier che abbina una solida conoscenza del mondo vinicolo ad una competenza specifica dell’universo delle 7 note. Risultato? Il valore dell’assaggio viene amplificato dalla corretta combinazione tra etichetta-portata-armonia musicale.  Va in questa direzione la proposta de Les Petites Madeleines  che, dal 15 luglio, propone “I suoni del gusto”. Nell’anno in cui si ricorda il centenario della nascita di Leonard Bernstein e il Museo Nazionale del Cinema organizza la mostra #Soundframes (26 gennaio 2018 – 7 gennaio 2019), il ristorante del Turin Palace Hotel celebra l’iniziativa offrendo ai propri ospiti l’opportunità di assaggiare tre proposte della Carta – “Risotto, prezzemolo, bottarga, limone candito” abbinato a Langhe Doc Arneis 2017 “Blangè” Ceretto, “La mia versione di Bouillabaisse” associato a Nebbiolo d’Alba Doc 2016 “Bernardina” Ceretto  e “Cioccolati, cacao e meringa con cuore di sorbetto al kiwi” con  Barolo Chinato Cocchi” – nella variante multisensoriale. Da sottolineare l’opportunità estiva di usufruire di una mirabile terrazza con vista sulla città. Le portate saranno infatti servite con auricolari/cuffiette in cui verranno diffusi brani musicali ad hoc, una presentazione esplicativa della scelta sonora e una chiavetta USB con le ricette dei piatti assaggiati e relativi mp3 musicali cosi da poter replicare autonomamente l’esperienza.  “Con “I suoni del gusto” – spiega Piero Marzot alla guida del “Turin Palace Hotel” – vogliamo sottolineare il rapporto di forte identificazione tra la nostra struttura, il territorio e  la città, espresso da un “sentire” comune e dalla condivisione di iniziative di valore come la mostra #Soundframes, ma anche proporre a chi ci sceglie  un’esperienza non convenzionale capace di aprire nuove prospettive nel vivere la degustazione”. Nata dal dialogo e dal lavoro congiunto di tre talenti – Stefano Sforza (Executive Chef Les Petites Madeleines) per la scelta dei piatti e Luca Gigliotti (Sommelier Les Petites Madeleines) per la selezione dei vini, Paolo Scarpellini (Sound Sommelier) per l’abbinamento musicale – e di tre arti (gastronomia, enologia, musicologia), “I Suoni del Gusto” potrà essere sperimentato sino al 7 Gennaio 2019, data di chiusura dell’esposizione alla Mole. Axel Ottone...

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Torino è sempre più capitale della gastronomia sostenibile.

Pubblicato da alle 12:24 in EATpiemonte, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Torino è sempre più capitale della gastronomia sostenibile.

Il capoluogo piemontese è da tempo al centro di eventi finalizzati a promuovere una forma di “cucina consapevole“, rispettosa del pianeta e degli esseri umani. Da giugno, tuttavia, sembra essere ancora più attento a questo tipo di problematiche. Due sono le novità che riguardano la gastronomia e sono state annunciate nei giorni scorsi: la riduzione del biglietto d’ingresso al Salone del Gusto, che diventa davvero alla portata di tutti, e l’assegnazione del premio di studenti più “sostenibili” agli alunni di un istituto scolastico di Torino, che hanno partecipato ad un’iniziativa di sensibilizzazione alla “cucina antispreco“.   Gli studenti dell’istituto alberghiero promuovono la cucina sostenibile La cucina è un argomento talmente importante da essere studiato nelle scuole: lo sanno bene i ragazzi che frequentano gli istituti alberghieri del Belpaese. Non tutti gli istituti scolastici, tuttavia, hanno l’occasione di inserire nel proprio programma una parte dedicata al riutilizzo dei prodotti e alle regole antispreco, principio fondamentale dell’etica gastronomica contemporanea. Su questo fronte si sono impegnati gli alunni dell’istituto alberghiero Ipseoa Giolitti di Torino, che con i colleghi del San Paolo di Sorrento hanno partecipato al progetto pilota “Share a meal – Il sapore che unisce”. Alla base dell’iniziativa, l’idea di educare alla cucina antispreco e al riciclo creativo delle verdure, dai pomodori alle melanzane. L’evento era strutturato in due fasi: una serie di lezioni teoriche tenute dagli organizzatori (esperti di Knorr, Unilever Food Solutions e Ballarini) e una sfida pratica ispirata al programma televisivo Masterchef. A vincere è stata la squadra composta dagli studenti torinesi Emanuele Caviglia, Mattia De Agostini, Giulia Loi, Chiara Malafronte e Davide Migliore. Gli alunni si sono aggiudicati la vittoria con la ricetta “Ricordo di una pizza“, dedicata ad un piatto tipico della cucina italiana, giudicata da un pubblico di insegnanti e bambini delle scuole primarie, ed hanno battuto le ‘Linguine alle zucchine con crema di pomodorini gialli’ dei colleghi campani. L’anno prossimo l’evento coinvolgerà oltre 100 istituti alberghieri in tutta Italia.   L’ingresso al Salone del Gusto si democratizza L’annuncio è stato fatto nei giorni scorsi: l’ormai celebre evento Terra Madre – Salone del Gusto, organizzato da Slow Food con la Città di Torino e la Regione Piemonte, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, avrà da quest’anno un prezzo decisamente basso. Se in passato l’iniziativa biennale dedicata all’agricoltura e al cibo sostenibile nel mondo costava 20 euro a persona, dalla prossima edizione l’ingresso ai padiglioni del Lingotto sarà accessibile ad un prezzo di 5 euro in prevendita o 10 euro alle casse. L’iniziativa si pone nel solco dell’edizione 2016, durante la quale si sono festeggiati i 30 anni del Salone del Gusto, con una serie di eventi aperti al pubblico che hanno coinvolto gran parte della città, dal Parco del Valentino alla Mole Antonelliana, al Teatro Carignano, fino al Museo Egizio e alla Reggia di Venaria Reale. La responsabile eventi di Slow Food, Carla Croccolo, ha precisato che il costo del biglietto è stato ridotto “al minimo sindacale”, aggiungendo che il ricavato delle vendite verrà destinato a sostenere le iniziative di Slow Food nei Paesi del Sud del Mondo e a coprire le spese sostenute dai delegati di Terra Madre. L’appuntamento con l’edizione 2018 di Terra Madre – Salone del Gusto è dal 20 al 24 settembre, e le prevendite dei biglietti sono già aperte....

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Il Penthouse drink torinese. Un lounge bar ricco di emozioni e sensazioni.

Pubblicato da alle 14:00 in EATpiemonte, Fashion, galleria home page | 0 commenti

Il Penthouse drink torinese. Un lounge bar ricco di emozioni e sensazioni.

Piano 35. Bere per dimenticare il mal di mare, viscerale, che questo mondo ci da . . . potrebbe essere una buona soluzione, a suggerirlo con consapevole malizia, era una spregiudicata canzone italiana impastata di ottimo swing del Caputo Sergio. Per dimenticare a dovere però non basta un cocktail qualsiasi bevuto chissà dove. Meglio concedersi un momento di “Life on the top” e salire fino al Penthouse torinese che dalla balaustra completamente vetrata del trentasettesimo piano guarda alla città sottostante retto da un immenso telamone contemporaneo progettato da un archistar.  I più malandrini al richiamo della parola Penthouse ricorreranno immediatamente al ricordo di felici visioni patinate. Rompete l’incantesimo sognatori del proibito. Penthouse è un termine utilizzato in architettura, riguarda qualcosa di ancor più lussuoso di un attico, un luogo perfetto per guardare e farsi notare. Se le metropoli americane ne hanno a centinaia qui, nel bel paese, l’unico disponibile è a Torino e non bisogna architettare spettacolari bugie per accedervi. E’ aperto a tutti. Ad attendervi ci sarà il grand commis Mirko Turconi, che è un pluripremiato bartender e che sa, nel ricettacolo di un bicchiere pieno di ghiaccio, versare alcoliche e alchemiche pozioni dissipatrici di ogni tedio esistenzialista. Mirko ha preparato una nuova carta estiva, una cocktail list per accompagnare le notti d’estate. Nove i nuovi drink che si aggiungono a quelli già in carta e che potranno essere gustati fino all’autunno.  Una carta che vuole puntare sulle emozioni e sulle sensazioni. Drink che raccontano di mondi e terre lontane, ma che non dimenticano mai il territorio in cui nascono. Ogni miscela ha quel pizzico di torinesità che lo distingue da tutti gli altri. “Vista l’internazionalità che si riscopre ogni giorno su Torino, è bello poter portare tradizioni e storie di altri Paesi. La sfida è poi riuscire a fonderli insieme ai modi e alle usanze tipiche nostra città“, dice Mirko Turconi. I suoi cocktail sono l’occasione di ascoltare storie di paesi lontani, attraverso i prodotti utilizzati frutto di una costante ricerca e di una combinazione inedita. Tra le cose da sapere, c’è la disponibilità e il piacere di tutto lo staff di scavalcare il bancone del bar e venire a raccontare ogni cocktail scecherandolo nel timpano uditivo dei clienti con tutte le spezie e i profumi.  Poi ci sono quelli che preferiscono le macchinine. Nella down town che scende giù fino ai dimenticati Murazzi in un bar è in azione un robottino che mescia e serve drink ordinandoli con un app, definito il “futuro della movida”. Qualcuno lo ha paragonato al drone che sostituisce il fuoco d’artificio e altri, più letterati, hanno ripescato il libro di Vittorini “Uomini e no”. Per schiarirsi le idee sulla cosa, il consiglio di un uomo in carne e ossa, è quello di assaggiare, il Bicerin del Drugo.  Ecco Il drink in sinossi e accappatoio: “Il grande Lebowsky incontra lo storico drink torinese…”  La formula in dialetto torinese «Aum poc attucc», un po’ di tutto, decretò l’inizio e la codificazione, datata 1898, della ricetta del Bicerin. Se tra i grandi nomi che lo amavano ci fosse stato anche quello del celebre protagonista del film dei fratelli Cohen ? Il mitico ‘drugo’. Probabilmente avrebbe sicuramente trasformato tale storica ricetta in un White Russian, il suo drink preferito a base di vodka, liquore al Caffè e Panna. Ed...

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Il Bocuse d’Or non era mai stato così in alto. Al Piano 35 per celebrare Monsieur Paul.

Pubblicato da alle 00:30 in EATpiemonte, Fashion, galleria home page | 0 commenti

Il Bocuse d’Or non era mai stato così in alto. Al Piano 35 per celebrare Monsieur Paul.

In cima al suo ristorante, una palazzina dipinta di verde acceso con gli scuri delle finestre in rosso carminio, campeggiava una enorme scritta in bianco bordata in rosso con il suo nome. Paul Bocuse. Monsieur Paul, per tutti. A Torino festeggiamo e rendiamo merito al grandissimo chef francese con la manifestazione Bocuse d’Or, e la ricchissima sezione Off.  Per dare il giusto risalto alla sua cucina lo si è portato molto in alto. Nel ristorante più alto d’Italia. L’incantevole Piano 35. Qui un grande chef italiano, Marco Sacco, che ha conquistato e porta con invidiabile disinvoltura due stelle Michelin sulle spalline, e Due Forchette del Gambero Rosso, ha dato vita ad una serata in onore di Bocuse “interpretando i suoi piatti” come fosse una traduzione, un traghettare un mondo di qua delle Alpi.   Per chi ama le cose belle della vita, era il luogo e il momento da non farsi scappare per nessuna ragione al mondo. Ambiente rilassato e allegro, le luci del giorno che cedono alla sera attraverso le grandi vetrate per avvolgere la sala dentro un flou luminoso e discreto; personale gentilissimo, camerieri competenti, servizio raffinato e una serie di piatti che hanno qualcosa di proibito, di incantevole e che, accompagnati da champagne e vini ben accordati, aprono discorsi e pensieri di coinvolgente convivialità. Diviene quasi indelicato offrire sul piatto bianco della lettura, il ricco menù pensato dallo chef che arriva da Verbania. Ma nella tradizione letteraria francese, l’invidia è un ingrediente che ha insaporito mille romanzi.  Quindi eccolo: L’aperitivo ha le bollicine bionde dello Champagne Bauget-Jouette Extra Brut per stuzzicare, prima che in tavola arrivino le uova in camicia alla Beaujolaise, improvvisamente l’espressione essere nati con la camicia prende la consistenza della seta purissima, in abbinamento un Vette di San Leonardo 2017. Ora le cose si fanno serie, l’aspettativa sale finché i passi sicuri di un cameriere porgono sulla tavola i Gratin di Maccheroni con nel calice un Riesling 2015 in grado di sconfiggere ogni cattivo pensiero. La consistenza e il sapore del pollo della Bresse in fricassea con spugnole, che sono funghi piccoli e saporiti, è come se desse il via ad un “maestoso” per orchestra. Forse il piatto più complesso, più avventuroso che immaginiamo avrebbe regalato un sorriso soddisfatto a Monsieur Paul. In abbinamento c’era un San Leonardo 2011 di grande pienezza. Frastornati come dopo un lungo bacio inatteso alla Tarte Tatin con gelato non si è riusciti ad attribuire il giusto valore, anche se è stata in tavola giusto il tempo di una battuta salace, di una risata, di un piccolo racconto sulla leggendaria vita di Bocuse. La Stravecchia di San Leonardo invecchiata 5 anni avrebbe sciolto contegno e riservatezza anche ad un ufficiale di cavalleria inglese.  Invitato dall’organizzatore della serata Guido Barosio lo chef Marco Sacco ha preso posto, ha poggiato lievemente i gomiti sul tavolo e con pazienza e voce da clarino basso ha elargito qualche aneddoto di quando ragazzo bussò, senza preavviso, alla porta di Bocuse. Ma per sapere di più avreste dovuto esserci; gustare quei piatti, esagerare un po’ con i vini, per arrivare poi ai racconti, ai ricordi di Marco Sacco e finire a bagno in quell’atmosfera da Romanza per violino e orchestra Beethoveniana che solo l’ottimo cibo e la compagnia, persino se son giornalisti, può regalare. Alla morte di...

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La delegazione torinese della Fondazione Veronesi al suo terzo charity event per l’oncologia pediatrica.

Pubblicato da alle 13:29 in EATpiemonte, Economia, Eventi, Prima pagina | 0 commenti

La delegazione torinese della Fondazione Veronesi al suo terzo charity event per l’oncologia pediatrica.

La Responsabile della Delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi, Adele Artom, ha mostrato ancora una volta il suo impegno nei confronti dell’oncologia pediatrica, organizzando la terza edizione della cena di gala torinese. L’evento di raccolta fondi si è tenuto nella serata di mercoledì 16 maggio presso il Castello di Rivoli, in Piazzale Mafalda di Savoia a Rivoli, e la giornalista Cristina Parodi è stata la conduttrice della serata.   “L’annuale cena di raccolta fondi rappresenta un evento importante perché i torinesi dimostrano con la loro partecipazione di essere legati alle iniziative di Fondazione e soprattutto perché i fondi sono destinati a Gold for Kids, il progetto a sostegno dell’oncologia pediatrica. L’anno scorso abbiamo finanziato la creazione di una rete di collegamento tra presidi territoriali e centri per l’oncologia pediatrica mentre quest’anno la sfida è avviare un protocollo internazionale di cura sulla leucemia linfoblastica acuta. Sono progetti ambiziosi che però grazie alla generosità dei torinesi potranno trovare una realizzazione. La delegazione si occupa anche della prevenzione nei giovani e per questo abbiamo fatto un incontro divulgativo con studenti degli ultimi anni dei licei. Altrettanto importante è stato l’incontro sui vaccini e quello relativo alle dipendenze. La nostra delegazione è molto attiva su molti fronti ed io sono una convinta sostenitrice delle idee del grande Professor Umberto Veronesi e tutte noi della delegazione di Torino speriamo di poter realizzare, almeno in parte, alcuni dei suoi meravigliosi sogni” – ha affermato Adele Artom, Responsabile della Delegazione di Torino, in occasione della annuale cena di raccolta fondi.     Per maggiori informazioni è possibile contattare la Delegazione di Torino di Fondazione Umberto Veronesi all’indirizzo email:...

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Un bip da dieci euro solo per prenotare. Il ristotram di Gtt fa il Bocuse d’Or Off.

Pubblicato da alle 18:21 in EATpiemonte, Economia, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Un bip da dieci euro solo per prenotare. Il ristotram di Gtt fa il Bocuse d’Or Off.

In attesa della finale europea del Bocuse d’Or, prevista per l’11 e il 12 giugno, la più prestigiosa competizione internazionale di alta cucina, città e Regione hanno organizzato un programma Off. Si inserisce in questo binario anche Gtt, il Gruppo Trasporti Torinesi che il 5-11- 19 e 26 aprile e successivamente il 2-9- 17 e 23 maggio dalle ore 20.30 alle ore 23.00, propone delle cene a bordo del tram ristorante. Le due motrici storiche degli anni ’30, completamente ristrutturate e -dicono- dotate di tutti i confort, porteranno a spasso i commensali nel centro cittadino. Il menù prevede tre antipasti, un primo, un secondo con contorno e un dolce preparate dal Ristorante Celestino di Piobesi in collaborazione con l’Accademia Bocuse d’Or Italia. E fin qui potrebbe sembrare anche divertente. Molto meno lo è la prenotazione obbligatoria, un bel bip alla schioppettante cifra di dieci euro da aggiungere alle 50 a capoccia. Nel mondo dei Gourmet il cibo scaldato o ri-scaldato, non riceve grandi applausi o bocche che si indorano dalla gioia.  Forse le luci serali della città, da gustare attraverso il finestrino, sono sufficienti per rendere felici occhi e palato. Il caffè ? Speriamo sia compreso. Pierpaolo Sorel...

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Una Nuvola di vetro e metallo color caffè. Inaugurato l’headquarter della Lavazza.

Pubblicato da alle 16:56 in EATpiemonte, Economia, Fashion, galleria home page | 0 commenti

Una Nuvola di vetro e metallo color caffè. Inaugurato l’headquarter della Lavazza.

Lavazza. Il mondo in una tazzina da caffè.  Capita a volte (ormai molto raramente) di assistere a qualcosa di veramente emozionante, di nuovo, di finalmente diverso. Tutto questo ieri è successo, e pure in maniera decisamente spettacolare: ecco perché la cronaca dell’evento al quale siamo stati, non è la solita notizia. Sono gli avvenimenti che ci rendono orgogliosi della nostra città e che, nonostante tutto, ci fa sentire un po’ privilegiati a essere anche una piccolissima parte dello straordinario ingranaggio che la muove. Questa è una storia legata indissolubilmente a Torino, alla sua industria, alla sua gente, al suo tessuto urbano, alla sua quotidianità: perché è la vicenda di una famiglia, Lavazza, da più di 120 anni (è stata fondata nel 1895) e 5 generazioni al timone dell’azienda che porta il suo nome e di un quartiere, quell’Aurora che, per dirla col presidente Alberto Lavazza, “ha sempre portato fortuna, a partire dal suo nome”, anche se negli anni quella posizione alle porte settentrionali del centro storico l’hanno coinvolto in momenti non felicissimi e la cementificazione selvaggia ne ha fagocitato gli antichi insediamenti artigianali, vanto della zona. Loro, i “Re del caffè” da qui non se ne sono mai fuggiti, non sono andati a farsi la fabbricona in mezzo al bosco e alla città hanno sempre dato tantissimo. Fino all’ultimo regalo, quella Nuvola inaugurata giovedì 12 aprile con tutti gli onori. Radunati ospiti e stampa nello spazio principale dell’ex impianto di energia elettrica Enel di via Bologna, rinominato “La Centrale” (andrà a ospitare mostre ed esposizioni e sarà dedicato all’incontro e alla condivisione di idee come centro congressi), la kermesse, presentata dall’attore Pierfrancesco Favino, ha ufficialmente dato vita a quest’opera. Dopo le manifestazioni di orgoglio dell’assessora regionale alla Cultura e al Turismo Antonella Parigi per il “gesto” fatto da Lavazza nei confronti della città e l’augurio per la sfida “glocale” (globale e locale) che Nuvola vuole vincere, fatto dalla sindaca Chiara Appendino, a prendere la parola sono i padroni di casa, il presidente Alberto, i vicepresidenti Giuseppe e Marco, tutti accomunati dal cognome Lavazza. “Nel 1962 guardavo con gli occhi di un bambino nascere la sede di Corso Novara” – dice Alberto – “all’epoca avevamo 300 dipendenti e producevamo 12.000 tonnellate di caffè l’anno. Oggi quell’emozione del bambino si è riproposta quando ho visto nascere questo posto, dove prendono forma i nostri valori basati su radici solide e su un futuro che vogliamo costruire con questo quartiere e questa città, che hanno condiviso con noi la nostra storia. Nuvola oggi è il più perfetto ingranaggio per muovere una macchina presente in 90 mercati, produttrice in 20 paesi, che ha all’attivo 3000 dipendenti e 190.000 tonnellate di caffè l’anno” “Questo è un luogo positivo”- sostiene Giuseppe: “perché qui si concretizza la tensione tra crescita e sviluppo, il piacere di contribuire a servire 27 miliardi di tazzine di caffè l’anno e lo spirito, che ci ha pervaso nel percorso per arrivare a Nuvola, che era già di nostro bisnonno Luigi (fondatore dell’azienda, ndr): ‘il caffè non è solo una bevanda ma un modo per stare insieme’. Ecco perché Nuvola è aggregazione, è sorpresa per chi ci lavorerà ma anche per la cittadinanza che potrà fruirne, un luogo reale e materiale che noi abbiamo voluto dare al quartiere Aurora e a Torino per il loro...

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Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l’Europa.

Pubblicato da alle 17:03 in EATpiemonte, Economia, galleria home page, Notizie | 0 commenti

Promozione turistica in road show per Langa e Roero. Guide e brochure per l’Europa.

12 mila copie della Guide Vert Weekend Michelin Turin Langhe Roero Monferrato in distribuzione in tutti i paesi francofoni (Francia, Svizzera, Canada, Benelux) e nei punti vendita italiani serviti da Michelin, catene librarie (Feltrinelli, Mondadori, Autogrill, Giunti) e nelle edicole. Oltre 10 mila brochure di promozione turistica realizzate in italiano e in inglese descrittive dei due territori. Un road show di promozione internazionale che toccherà Stoccolma, San Pietroburgo, New York, Londra, Cannes. Sono solo le prime, e alcune, delle azioni realizzate e in programma facenti parte di un più ampio progetto di promozione internazionale ideato dalle ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero – con il contributo di Fondazione CRT, Città di Torino, Sagat, Città di Alba e Bra – che vede Torino e il territorio di Langa e Roero insieme sotto il claim “Langhe Roero and Turismo Torino Together”. Il progetto nasce a seguito del protocollo d’intesa siglato lo scorso aprile tra le città di Torino, Alba e Bra, le ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero e la Regione Piemonte. L’obiettivo sarà presentare i due territori come un’unica opportunità di viaggio sui mercati internazionali – promuovendo il brand turistico Torino e le Langhe – al fine di incrementare i flussi turistici. Torino e le Langhe e Roero non sono quindi mai state così vicine e unite. Torino capitale sabauda, con le sue splendide residenze reali, città dell’innovazione tecnologica e del design e le Langhe e il Roero, ai quali l’UNESCO ha riconosciuto l’ambito traguardo di paesaggio culturale, sono costellati di castelli e incantevoli borghi medievali da vivere e ammirare.   E poi l’art de vivre che si respira a Torino è pari alle sensazioni che si provano nei luoghi del vino delle Langhe e del Roero come fare shopping per le vie del centro di Torino è altrettanto emozionante che perdersi tra le sale del WIMU (Wine Museum) di Barolo mentre la natura e il verde delle vallate alpine che circondano Torino sono eccitanti come le attività outdoor da praticare tra le colline di Langhe e Roero. Ed infine, ma non per importanza, è facile farsi conquistare dalle due capitali del gusto al ritmo di tartufo e cioccolato, tajarin e formaggii d’alpeggio, con un bonèt e un bicerin. Ecco quindi che i due cuori si uniscono per partire in un road show alla volta di mercati strategici collegati direttamente con l’aereo o il treno, con una serie di azioni mirate, al fine di stimolare l’attenzione di operatori turistici del settore, media e opinion leader. La prima fase del road show si è svolta nel novembre 2017 in occasione del World Travel Market di Londra, il più importante evento B2B dedica- to all’industria turistica globale, svoltosi dal 6 all’8 novembre e in occasione della Cena di Gala (20 novembre) dedicata alla cucina piemontese all’interno dell’evento Italian festival Weeks – Food, la settimana dedicata alla cucina italiana a Dubai. Stoccolma è la tappa prevista nel mese di maggio 2018, grazie al nuovo collegamento aereo di Blue Air in occasione dell’iniziativa “La settimana piemonte- se” organizzata nella nuova sede di Eataly che ha trovato casa nell’ex cinema Roda Kvarn sulla via dello shopping Biblioteksgatan....

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La Grandeur del Piano 35. Il ristorante celebra la cucina francese.

Pubblicato da alle 13:01 in EATpiemonte, Eventi, Fashion, galleria home page | 0 commenti

La Grandeur del Piano 35. Il ristorante celebra la cucina francese.

Saranno i quindicimila metri cubi di serra climatica posti a centocinquanta metri d’altezza che incastonano la sala da pranzo del Piano 35, a fare da cornice vegetale nelle tre serate dedicate a rendere omaggio a Paul Bocuse. Il ristorante più alto d’Italia, in cima al grattacielo progettato da Renzo Piano, e abituato a guardare le stelle da vicino, infatti parteciperà, con un proprio progetto, al Bocuse d’Or Europe 2018. L’anticipazione preparata per il 19, 20 e 21 marzo, sarà un modo di preparare il palato per quando a giugno a Torino arriverà la manifestazione del Bocuse d’Or, il più importante concorso gastronomico internazionale. La Francia, la grande cucina, il plaisir de vivre verranno omaggiate con  tre concetti chiave: “accoglienza, edonismo e celebrazione”. In quest’ottica un raffinato menù a quattro mani verrà proposto il 19, ai commensali preparato da Eric Sapet, chef stella Michelin de La Petit Maison de Cucuron, e Fabio Macrì, l’apprezzato chef del Piano 35 nato a Roma ma ornai torinese a tutti gli effetti. Il piccolo borgo di Cucuron che si trova nella regione del Luberon, qualcuno, soprattutto i cinefili, lo ricorderanno nel film di Ridley Scott “Un’ottima annata”. Ebbene se i protagonisti sono i sapori d’Oltralpe tutta italiana sarà la sfida che il Ristorante 35 affronterà partecipando alla quarta edizione del Gôut de France, forse il più grande evento dedicata alla cucina francese. Dalle enormi vetrate del Piano 35 si scorgono, nelle giornate limpide, il profilo delle Alpi e, dietro ad esse gli amati e odiati cugini francesi. Il rendere merito, con  gusto e humor tutto italiano a una grande cucina sarà un’occasione di incontro, di competizione e d’inventiva. Superare le montagne a forza di ottima gastronomia, questa sì la vera grandeur.  http://www.grattacielointesasanpaolo.com/ristorante/   Classe 1986, Fabio Macrì è alla guida di Piano35 Ristorante da maggio 2017. Chef dalle significative esperienze all’estero, Macrì ha portato nel ristorante più “alto” d’Italia una ventata di originalità, grazie ai suoi piatti in perfetto equilibrio tra creatività e tradizione, dove la cucina popolare incontra la sofisticata autorevolezza dei ricettari più nobili, come nelle proposte del Vialardi, cuoco di corte. Scuole del Gambero Rosso, dove frequenta il corso Professione Cuoco (2007), per continuare all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove si laurea con 110 e lode (2014). Macrì vanta però già una laurea in Storia dell’Alimentazione e dell’Agricoltura conseguita nel 2012 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tre. Professionalmente inizia l’attività nel 2006, quando si trova a ricoprire il ruolo di sous-chef della vineria con cucina Passaguai di Roma. L’anno dopo, sempre a Roma, al ristorante stellato Il Convivio Troiani riveste l’incarico di chef de partie. Le esperienze che però hanno segnato maggiormente la sua strada sono quelle presso l’Experimental Kitchen di The Fat Duck – tre stelle Michelin – nel 2014 e alla Fondazione Alìcia di Ferran Adrià nel 2015.    ...

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La Fondazione Umberto Veronesi scende in piazza. Non tiratele i pomodori !

Pubblicato da alle 12:17 in EATpiemonte, Medicina, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

La Fondazione Umberto Veronesi scende in piazza. Non tiratele i pomodori !

  Sabato 10 e domenica 11 marzo 2018 la Fondazione Umberto Veronesi torna nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione de “Il Pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca”, un’iniziativa ideata per raccogliere fondi per finanziare la ricerca scientifica in ambito pediatrico, al fine di garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione. Fondamentale sarà il contributo dei volontari della Fondazione Umberto Veronesi, che per un intero weekend saranno impegnati nelle piazze per sostenere la ricerca rivolta a trovare una cura alle malattie oncoematologiche dei più piccoli. Saranno loro, a fronte di una donazione minima di 10 euro, a distribuire nelle oltre 100 piazze italiane una confezione con tre lattine di pomodori, nelle versioni pelati, polpa e pomodorini: un’iniziativa resa possibile grazie alla preziosa collaborazione e sostegno di ANICAV (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) e Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio). Da sempre il pomodoro rappresenta un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea; è un frutto con pochi zuccheri, ricco di fibre, vitamine C ed E e sali minerali, quali potassio e fosforo. Contiene molecole bioattive come i polifenoli, potenti antiossidanti, e i carotenoidi tra cui il licopene, studiato come coadiuvante nel potenziamento del sistema immunitario e nella prevenzione di alcuni tipi di tumore. Ogni anno in Italia si ammalano di cancro circa 1.400 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e circa 800 adolescenti fino a 19 anni. Grazie agli enormi passi avanti fatti dall’oncologia pediatrica e dalla ricerca scientifica, oggi il 70% di questi tumori infantili guarisce, con punte dell’’80-90% nel caso di leucemie e linfomi. Nonostante questo, le neoplasie rappresentano ancora la prima causa di morte per malattia nei più piccoli, ed è per questo che la Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di impegnarsi attivamente per dare una speranza in più ai piccoli malati oncologici e alle loro famiglie. Per maggiori info e per conoscere l’elenco completo e aggiornato delle piazze italiane, visitare il sito http://www.fondazioneveronesi.it RICREA è il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio. Promuove e agevola la raccolta differenziata degli imballaggi usati di acciaio come scatolette, bombolette, barattoli, fusti e tappi corona. Pratici e sicuri, gli imballaggi in acciaio sono ideali per la conservazione di cibi come il pomodoro perché ne preservano al meglio le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche. Gli imballaggi in acciaio recuperati grazie alla raccolta differenziata vengono fusi in acciaieria e ritornano acciaio, per rinascere sotto nuove forme come binari ferroviari e telai per biciclette. L’acciaio è tra i materiali da imballaggio più riciclati al mondo, ed è un materiale permanente che può essere riciclato infinite volte senza che questo ne comprometta la qualità. Nell’ultimo anno in Italia è stato riciclato il 77,5% degli imballaggi in acciaio immessi al consumo, un risultato di eccellenza a livello europeo. L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, nata a Napoli il 5 febbraio 1945, è la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo per numero di imprese aderenti e quantità di prodotto trasformato. Essa associa 92 aziende su 115 operanti sul territorio nazionale che trasformano circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo e...

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