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Torinesi illustri. Un convegno all’Università ricorda la figura di Donato Bachi.

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Torinesi illustri. Un convegno all’Università ricorda la figura di Donato Bachi.

Era la fine giugno del 1999 quando nacque la Fondazione Fabretti Onlus, per iniziativa dell’allora presidente della  Società per la Cremazione di Torino, Luciano Scagliarini, che riuscì a sensibilizzare gli enti locali e le università piemontesi e a coinvolgerli come soci fondatori dell’istituzione nascente. Tra le molteplici attività chela fondazione svolge vale segnalare il seminario previsto per giovedì 24 maggio, che si terrà nel Dipartimento di Lingue e letterature straniere e culture moderne, nella Sala Lauree di Via Verdi, 10 Torino dedicato alla figura di un torinese illustre: Donato Bachi. Dedicata all’impegno politico e sociale della famiglia Bachi (Donato, Emilio e Guido), la Fondazione Ariodante Fabretti ha bandito nel 2017 un’apposita borsa di studio. Al seminario parteciperanno relatori dell’Università di Torino, il prof. Alessio Bottai, che traccerà una breve biografia di Bachi sottolineando alcuni aspetti del suo impegno sociale e politico, il prof. Marco Scavino parlerà del socialismo e il ruolo che il PSI ebbe a Torino fino al 1925, il prof. Marco Miletto dell’associazionismo laico torinese e in particolare di quelle associazioni di cui Bachi fu il fondatore e l’animatore come per esempio l’Università popolare, il prof. Marco Novarino parlerà dell’ambiente anticlericale e cremazionista e farà un accenno alla comunità ebraica. Il seminario organizzato da Socrem Torino e dalla Fondazione Fabretti, sarà un incontro di studio aperto a tutti e intenderà fare il punto ed esplorare gli ambiti politici, sociali e culturali che videro protagonista Donato Bachi.   Ma chi era e quale fu la storia di Donato Bachi ? Bachi naque l’11 marzo 1866 a Torino. Avvocato, tra i più noti socialisti torinesi fino all’avvento del fascismo, è tra i fondatori dell’Istituto Case Popolari e, con Pio Foà, dell’Università Popolare di Torino in cui riveste la carica di presidente; per lunghi anni è anche presidente dell’Istituto Cesare Lombroso di Torino. Per tre legislature viene eletto consigliere comunale per il Partito Socialista di Torino ed è una delle firme più ricorrenti nella stampa socialista; collaboratore del «Il Popolo d’Italia», giornale mussoliniano, fonda inoltre con Camillo Olivetti il giornale «Tempi Nuovi», la cui sede è presa d’assalto nel 1925 dagli squadristi fascisti. È arrestato più volte durante gli anni del regime e nel 1940 viene condannato al confino prima a Rocca di Mezzo e poi a Macerata Feltria. Per sottrarsi alla deportazione in Germania trova rifugio nella casa di cura diretta dal medico Carlo Angela, in cui rimane fino a Liberazione avvenuta. Di religione ebraica, Donato Bachi muore a Torino il 23 febbraio 1952 all’età di 85 anni. Socio della Società per la Cremazione di Torino sin dal 1906, appartiene ad una famiglia di lunga tradizione cremazionista e suo figlio sarà presidente della società tra il 1961 e il 1990. La sua salma è cremata il 25 febbraio e le ceneri deposte nella tomba di famiglia del Cimitero israelitico di Torino. Amico fraterno del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, come figura importante dell’antifascismo torinese la città di Torino lo ha inserito nella toponomastica dedicandogli una...

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A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti.

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A naso in sù sotto le cupole. Una conferenza per conoscere gli emisferici soffitti.

Palazzo Madama ospita giovedì 3 maggio 2018 alle ore 17.30 un incontro gratuito dedicato alla storia e all’evoluzione delle tecnologie usate nella costruzione di monumenti del passato. La conferenza, a cura del professor Giorgio Croci, esperto nello sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti, è organizzata grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’incontro illustrerà, anche con supporto multimediale, il comportamento strutturale delle grandi volte e cupole di chiese e palazzi, e le soluzioni tecniche adottate in relazione alle conoscenze scientifiche e ai materiali che caratterizzano le diverse epoche e i differenti stili architettonici. Oltre alla Domus Aurea, al Pantheon, a Santa Maria del Fiore e alla Basilica di San Pietro, che rappresenta l’apice di questa evoluzione, viene analizzato anche il comportamento di diverse altre strutture architettoniche e monumentali di varie epoche e nazioni. Infine viene indagata la cupola della Cappella della Santa Sindone, realizzata dall’architetto Guarino Guarini, che ha un comportamento strutturale eccezionalmente interessante benché poco visibile. A guidare la conferenza sarà l’esperienza del professor Giorgio Croci, nato a Roma nel 1936, laurea in Ingegneria Civile nel 1960. Nominato Professore Ordinario di “Tecnica delle Costruzioni” e di “Principi strutturali dei monumenti storici”, ha contribuito allo sviluppo di teorie e analisi innovative per la diagnostica e la salvaguardia dei monumenti. Alle attività di studio e ricerca ha sempre corrisposto un’intensa e prestigiosa attività professionale. È stato membro delle commissioni per i progetti del Restauro del Colosseo, della salvaguardia dei templi di Angkor (Cambogia), della Torre di Pisa, di Santa Sofia in Istanbul e del Ponte di Messina. Tra i suoi più significativi progetti ricordiamo inoltre gli interventi di restauro e consolidamento della Basilica di San Francesco di Assisi in seguito al terremoto del 1997, lo studio preventivo dello stato di conservazione del Palatino, il progetto di restauro e protezione sismica del complesso del Topkapi a Istanbul e il progetto di rinforzo strutturale del Tempio di Konarack in India. Diversi sono i premi a lui conferiti, tra cui la “Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte”, conferita dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. L’ingresso è libero e ci saranno disposizione un centinaio di...

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Comunicazione religiosa e media contemporanei. Un corso ad hoc per giornalisti.

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Comunicazione religiosa e media contemporanei. Un corso ad hoc per giornalisti.

Trasmettere modalità corrette per aprocciare il fatto religioso in ambito comunicativo, con particolare attenzione ai giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine. Questo l’intento del corso  di specializzazione in teologia morale con indirizzo sociale della sezione di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, che verrà attivato in collaborazione con l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica di Milano, il Corso di Alta formazione «Comunicazione religiosa e media contemporanei». L’importante iniziativa formativa, si avvale della collaborazione dell’Ufficio Regionale per le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Piemontese (CEP); Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) – Delegazione di Piemonte Valle d’Aosta e Liguria; Ucsi (Unione Cattolica della Stampa Italiana) Piemonte, ed intende trasmettere modalità corrette per approcciare il fatto religioso in ambito comunicativo, con particolare attenzione ai giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine. Inoltre offre una formazione teorico-operativa di base a persone che lavorano nell’ambito della comunicazione religiosa nelle chiese locali: parrocchie, oratori, sale di comunità e centri pastorali, comunità religiose, collaboratori delle testate giornalistiche diocesane, blogger, gestori e operatori di siti istituzionali. L’iniziativa formativa, sovvenzionabile con la “carta del docente”, è rivolta anche agli insegnanti dei vari ambiti disciplinari per incrementare le competenze conoscitive e pratiche nell’utilizzo dei new-media in ambito scolastico. Strutturato in otto sessioni di lavoro, a partire dal 2 marzo, previste in altrettanti venerdì (9.00-13.30/15.00-18.00) da marzo a novembre 2018, presso la sede della Facoltà Teologica di via XX Settembre 83 a Torino. La quota di partecipazione è contenuta in 300 euro più IVA (366 euro complessivi) per favorire la partecipazione dei giovani, anche grazie a opportune borse di studio promosse dagli enti e istituzioni di riferimento. Per esigenze amministrative dell’Università Cattolica il corso potrà essere attuato in presenza di 35 iscritti. Questo limite rende necessaria una tempestiva iscrizione delle persone interessate, entro il 25 febbraio 2018. Tutte le informazioni e le procedure di iscrizione (esclusivamente on line) sono disponibili sul sito: http://almed.unicatt.it/almed-comunicazione-religiosa-e-media-contemporanei-ammissione-e-iscrizione. Il materiale informativo è ugualmente reperibile sul sito della Facoltà Teologica di...

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Dietro ad una porta segreta del Castello del Valentino una cappella seicentesca.

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Dietro ad una porta segreta del Castello del Valentino una cappella seicentesca.

La professoressa Costanza Roggero Bardelli, che ha coordinato i restauri, realizzati con la direzione scientifica della Soprintendenza spiega i dettagli più significativi della scoperta di una Cappella attribuibile a Amedeo di Castellamonte da poco riportata alla vista. La cappella, è stata costruita nel 1644-45, formata da un ambiente con sacrestia, è decorata finemente con  stucchi di fine ‘600 e una parete affrescata,  in cui si può individuare una figura femminile.  L’ingresso era stato coperto da un finto muro eretto nel 1904, quando vennero fatti i lavori per ospitare i docenti di quello che  sarebbe diventato il primo nucleo del Politecnico, già Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri.  La storia della cappella non è tanto una scoperta, quanto una riscoperta, il disvelamento di uno spazio, al piano terreno del padiglione nord-ovest, rivolto verso la città, che era stato per molti versi dimenticato. Impiegato per le esigenze di segreteria, modificato da contropareti, tanto che solo gli stucchi della volta apparivano a tratti riconoscibili, con i volumi di cappella e sacrestia snaturati, il luogo votivo aveva perso gran parte della propria identità. “Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con impegno ai restauri, che hanno permesso di restituire il Castello del Valentino alla città. La condivisione della conoscenza è per il Politecnico non solo un obiettivo strategico definito sui temi della ricerca e del trasferimento tecnologico ma, intesa in senso ampio, è la modalità con cui fare sistema con il Territorio per contribuire a rendere sempre di più Torino Città della cultura, oltre che Città universitaria”, ha commentato il Rettore Marco Gilli nel corso della sua visita in occasione del completamento dei lavori di restauro e valorizzazione della cappella del Valentino, finalmente restituita al suo antico splendore negli stucchi bianchi e nei sapienti volumi.   Il nuovo intervento di restauro ne restituisce ora tutta la ricchezza e individua la committenza della cappella per quanto riguarda gli apparati decorativi non tanto in Cristina di Francia, la prima signora del castello, quanto nella nuora Maria Giovanna Battista, in una continuità di legame tra le Reggenti e la residenza fluviale. Ricompone inoltre quell’immagine unitaria, complessiva, che il lungo e delicato intervento sugli appartamenti d’onore del primo piano nobile, sulle facciate, sulla cancellata e sui porticati ottocenteschi aveva proceduto a ridelineare, ma di cui ancora mancano non pochi elementi. Il Castello del Valentino è un sito UNESCO con le Residenze Sabaude dal 1997, è non solo sede storica del Politecnico di Torino e tutt’ora luogo di formazione e ricerca, ma ormai da un ventennio è al centro dell’attenzione come polo di primo interesse in un programma di valorizzazione che lo riconsegni alla comunità accademica, ma anche all’intera città anche come patrimonio storico e architettonico....

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Diaconia Valdese e Comunità Ebraica di Torino insieme per un corrodoio umanitario.

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Diaconia Valdese e Comunità Ebraica di Torino insieme per un corrodoio umanitario.

Un “corridoio umanitario” tra la Diaconia Valdese – CSD e la Comunità Ebraica di Torino, a meno di 100 metri di distanza è nato un progetto comune presentati presso Il Passo Social Point di via Nomaglio 8, neonata collaborazione tra due realtà diverse, ma non così lontane. La Diaconia Valdese e la Comunità Ebraica di Torino, infatti, sono storicamente legate da un lungo rapporto, ormai consolidato, di collaborazione e di interscambio continuo, che le ha condotte a sottoscrivere la cooperazione sul progetto dei Corridoi Umanitari – che garantiscono l’ingresso legale sul territorio italiano dei richiedenti asilo –, promossa soprattutto dalla volontà di operatori sociali, collaboratori e di tutti coloro che da sempre ne sono frequentatori. “Io mi ricordo che, quando ero bambino – ha dichiarato Dario Disegni, presidente della Comunità Ebraica – molte erano le attività condivise: per esempio, alcuni ragazzi della scuola ebraica facevano le recite nella chiesa Valdese e molti giovani di quest’ultima trascorrevano parte del loro tempo nella prima. È, quindi, una tradizione di cooperazione che dura da tanti anni”. Una collaborazione tra due minoranze attente e sensibili alle serie problematiche di altre fasce deboli della società italiana, come quelle dei migranti, nei confronti dei quali entrambe le comunità avvertono il richiamo di un dovere, ossia quello dell’accoglienza e dell’accompagnamento in un percorso di inserimento sociale. Dovere che si è manifestato attraverso la disponibilità di un appartamento, da parte della Comunità Ebraica, preposto all’accoglienza di una coppia di profughi politici del Congo, giunti in Italia nel 2016, e che è proseguito anche nel corso del 2017: una famiglia siriana, infatti, sarà presto ospitata in un altro alloggio della stessa.  Le famiglie accolte vengono contattate in Libano su segnalazione dell’UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – e di altre associazioni e ONG presenti sul territorio. In seguito, quelle prescelte sono sottoposte a una serie di colloqui, volti a valutare il background e la disponibilità a seguire i percorsi di accoglienza proposti, e, successivamente, alla verifica dell’ambasciata italiana e degli operatori sociali ivi presenti. Il progetto, invece, è completamente autofinanziato, grazie alle donazioni dell’8×1000 della chiesa Valdese e ai contributi di privati. Complessivamente, il costo giornaliero dell’iniziativa non supera i 35€. “È importante sottolineare l’aspetto della “seconda accoglienza” – ha continuato poi Patrizia Mathieu, presidente del Concistoro della Diaconia Valdese – perché, dopo essersi assicurati che l’arrivo dei migranti avvenga in modo sicuro e venga loro garantita la legalità di un percorso, è altrettanto fondamentale che queste persone trovino dei legami, costruiscano delle reti, una “seconda” casa nel paese che li ospita e che potrebbe diventare il loro”. La Diaconia Valdese, infatti, offre, in primo luogo, l’opportunità di sostare in appartamenti e ricevere assistenza legale e sanitaria, cui segue una seconda fase, l’inclusione e la sopracitata “seconda accoglienza”, la quale consiste nella possibilità di frequentare corsi di italiano, corsi professionali e attività ludiche che possano, dunque, promuovere l’integrazione sociale. “Crediamo molto nell’autonomia dei migranti accolti e nella loro capacità di gestirsi attraverso i contatti che acquisiscono e le reti che, di conseguenza, costruiscono – ha precisato Elisabetta Libanore, coordinatrice equipe di Torino dei Corridoi Umanitari della Diaconia Valdese –, ed è per questo, quindi, che puntiamo sulla loro formazione, sul lavoro e, in generale, sull’estrapolare le numerose potenzialità che possiedono”. Il periodo di accoglienza, infine,...

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Il Paradiso senza attese. Lo porta la XXIV edizione de “Il sacro attraverso l’ordinario”

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Il Paradiso senza attese. Lo porta la XXIV edizione de “Il sacro attraverso l’ordinario”

Il “Paradiso” inteso in un’accezione laica e spirituale – ma non religiosa – come una dimensione di benessere che riguarda la qualità della vita e la costruzione condivisa di un futuro migliore: questo il fil rouge che contraddistinguerà i dodici spettacoli del festival teatrale “Il sacro attraverso l’ordinario”, giunto quest’anno alla sua XXIV edizione, che si svolgerà in otto comuni tra il Piemonte (Pinerolo, Torino, Ivrea, Orbassano, Cumiana, Almese, Chivasso) e la Valle d’Aosta (Donnas). Tra gli ospiti e gli spettacoli più attesi si annoverano: Simone Cristicchi con Il secondo figlio di Dio; il musicista indiano Vishwa Mohan Bhatt; e le prime assolute Uova toste e A noi vivi! Il Paradiso. La rassegna è stata ideata dall’associazione Il mutamento zona Castalia con Pop Economix e Mulino ad Arte ed è diretta dal regista e drammaturgo Giordano Vincenzo Amato. Essa propone non solo teatro e musica, ma anche percorsi tra boschi e parchi e workshop dedicati ai bambini e alle famiglie, il tutto con il contributo di Regione Piemonte, Città di Torino, Circoscrizione 7, MiBACT e Fondazione CRT. Ma qual è il rapporto che intercorre tra il sacro e il teatro? “Il sacro”, spiega il direttore artistico Amato, “è inteso in un’accezione laica: bisogna rendere sacre le situazioni ordinarie, e l’arte può essere uno di questi strumenti, per acuire la qualità della vita e renderla meno meccanica”. “Il sottotitolo del festival”, continua, “è, infatti, come da due anni a questa parte, Alla ricerca della felicità: il tema del “paradiso” conclude il triennio, dedicato all’idea della crisi, sia economica sia esistenziale. Dopo l’esplosione di quest’ultima, il festival, che ha sempre avuto una valenza spirituale, è approdato a temi e a valori più terreni, soprattutto a quelli propri dell’economia civile. Siamo, quindi, partiti dall’inferno, la situazione più nera, per passare attraverso il purgatorio e giungere, quest’anno, al paradiso, con la speranza di vedere un po’ di luce, che porti alla costruzione di una visione migliore, la quale ci possa aiutare a far riemergere il nostro spirito bambino”. A noi vivi! Il paradiso, lo spettacolo curato personalmente da Amato in sinergia con il Progetto Cantoregi, si pone, allora, come emblema di questa ricerca, dal momento che evoca, appunto, la possibilità di un paradiso, una dimensione futura di benessere. “È uno spettacolo non per i bambini ma con i bambini”, precisa il direttore, “che in ogni recita sono diversi, perché sono quelli residenti nei luoghi in cui essa viene messa in scena, e sono i protagonisti veri e propri dello spettacolo, insieme all’attrice e ai due acrobati. La rappresentazione rivisita e riadatta un mito australiano e una storia, proveniente dalla cultura orale Sufi e tramandata in Burkina Faso (Uccelli bianchi e uccelli neri), entrambi di impronta tradizionale”. Particolare, infine, anche la scelta della locandina, realizzata dallo studio Bellissimo and the beast, curatore dell’immagine del festival degli ultimi anni: “I corpi mostrano un’interiorità e si trovano dentro a una croce. È un’immagine anche ironica, perché le figure sono in qualche modo storiche: si ricrea un contrasto tra modernità e tradizione, tema da sempre centrale nel festival, che ogni anno cerca di curare temi più tradizionali coniugati ad altri d’avanguardia”. Roberta Scalise Per il programma completo www.isaofestival.it....

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I 400 colpi di Torino Spiritualità bussano per un Piccolo Me. La XIII edizione guarda all’infanzia.

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I 400 colpi di Torino Spiritualità bussano per un Piccolo Me. La XIII edizione guarda all’infanzia.

Per collettiva fortuna ritorna Torino Spiritualità e sceglie per la sua XIII edizione un tema ed un titolo poetico e intimo come “Piccolo Me”.  Una zoomata verso l’infanzia, dove la domanda tra Restare o diventare bambini? a cui si sfugge con calcolo, come a quella se la donna o l’uomo che si è divenuti, ha tradito o no i sogni e le aspirazioni di una stagione imprescindibile e determinante della vita di ognuno. Rifiutarsi di crescere oppure ritrovare da grandi un tesoro che si pensava perduto. Dal 21 al 25 settembre Torino Spiritualità sarà il PICCOLO ME da ritrovare, cinque giorni di incontri, dialoghi e spettacoli per riflettere e magari scoprire quanto “piccolo me” vive ancora nel “grande me” che ogni adulto è diventato. Scrive nella presentazione Armando Bonaiuto, Inoltrandoci nell’età adulta crediamo che l’infanzia debba sfumare alle nostre spalle. Eppure non è raro scoprire che, silenziosa, l’età bambina ancora ci accompagna: fa capolino nel passo incerto della timidezza, nell’inciampo di fragilità mai risolte, nelle paure che rallentano il cammino, ma anche nell’impeto della curiosità, nello slancio che non teme l’errore, nella corsa fiduciosa dietro a visioni, invenzioni, intuizioni e meraviglie. A riconoscerla, la traccia dell’infanzia è una presenza preziosa, che varrebbe la pena custodire.   Alla complicata e fatata stagione dell’infanzia nessun film, si è accostato con maggiore coinvolgimento e delicatezza come I 400 colpi di Truffaut. Il fanciullo che diviene monello con l’incontro del mondo adulto, non compreso ne ascoltato o creduto, è un viaggio nel cuore di qualcosa che appartiene in diverso modo a tutti.   Nel finale di questo film in bianco e nero divenuto una specie di icona, si corre, a perdifiato, insieme al lungo piano sequenza, con il nostro piccolo protagonista che scappa dal riformatorio fino ad arrivare al mare, mai visto prima e metafora di tutto; del domani, del futuro, della libertà come dell’impossibilità. Nell’ultimo fotogramma, il ragazzo si gira, ci guarda serio e immobile per scoprire se qualcosa di quando eravamo piccoli è ancora vivo in noi: un piccolo me a cui fare appello. Nell’immagine di Guglielmo Castelli che Torino Spiritualità ha scelto, c’è qualcosa di quel film, un’amarezza di fondo, una solitudine estenuata di fronte a delle dune o ad un mare grigio, gli stessi pantaloni corti e incuranti delle stagioni e una lontananza da affrontare, in piedi, senza troppa paura.   Qui tutto il programma:...

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Dai Rinascimenti Sociali ai Rinascimenti culturali. Il Polo Artigianelli si apre alla città.

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Dai Rinascimenti Sociali ai Rinascimenti culturali. Il Polo Artigianelli si apre alla città.

  La grande tradizione torinese dei santi sociali, che ha segnato tra Ottocento e Novecento la storia economica e sociale della nostra città con un modello di welfare pubblico-privato alternativo e in anticipo sui tempi, continua e si fa sentire, oggi come allora, come risposta urgente e autonoma ai momenti di crisi.  Lo fa attualizzandosi ai tempi delle start up e ampliando al contempo l’offerta culturale: è stato presentato il progetto Rinascimenti Culturali, un nuovo polo che trova spazio all’interno del Collegio Artigianelli, casa madre della congregazione dei Giuseppini del Murialdo (fondata da San Leonardo Murialdo, Torino 1828-1900) sita tra corso Palestro, via Juvarra e via Manzoni, oggetto negli ultimi anni di un’importante azione di rigenerazione architettonica. Il Collegio Artigianelli è da 150 anni un centro di aggregazione, progettazione e implementazione di servizi a sostegno dell’infanzia, dei giovani, della famiglia e del lavoro. Rinascimenti Culturali si sviluppa a ideale completamento di Rinascimenti Sociali, il primo programma di accelerazione a impatto sociale nato a Torino nel 2015, sempre ad opera dei Giuseppini, per selezionare soluzioni innovative alle più pressanti sfide sociali, accompagnarle nel processo di strutturazione, generando nuova economia e impatto sociale. Con il completamento progressivo degli interventi di ristrutturazione nel 2017 prende forma il nuovo polo, un luogo che sarà dedicato alla cultura del cibo, alle arti performative, teatrali e alle arti visive. La Congregazione dei Giuseppini, attraverso EtikØ, l’impresa sociale culturale ART 9 – Arte Brachetti, il Teatro della Caduta e la Fondazione Museo Ettore Fico sono parti attive nella progettazione delle attività artistiche ed enogastronomiche, fruibili da tutta la cittadinanza. Nell’autunno al Teatro Artigianelli prenderà avvio la programmazione di Music-Hall, questo il nuovo nome della struttura, con la direzione artistica di Arturo Brachetti e del Teatro della Caduta. A questo si affianca il recupero del Café Artigianelli, molto conosciuto in città negli anni ’90 come locale alternativo ed eclettico, aperto a mostre, artisti emergenti, musica, reading, tango. Oggi questo spazio sarà gestito dalla Fondazione Museo Ettore Fico e diventa MEF Outside, sede espositiva in continuità progettuale con il MEF; al momento sono in programma due mostre, una antologica dedicata a Niki de Saint Phalle a partire da mese di ottobre e l’esposizione Tarocchi. Dai Visconti ai Social Media. Incontriamo Don Danilo Magni dei Padri Giuseppini per parlarci di queste iniziative e illustrarci le attività del Polo Artigianelli, che, come evocato dal diminutivo, suggerisce atmosfere vagamente dickensiane, ma in realtà prepara giovani capaci di affrontare il mondo del lavoro con un mestiere concreto, sostenuti da una rete di formazione pienamente inserita nel contesto contemporaneo. Come arrivano qui i ragazzi oggi, da quali situazioni provengono? Ci sono diversi canali: la rete legata ai servizi sociali, al Tribunale dei Minori e al carcere minorile; il pensionato per gli studenti, le famiglie che debbono far seguire l’obbligo formativo ai ragazzi, i portatori di handicap. Infine c’è un canale per cui i ragazzi arrivano direttamente a noi attraverso l’attività aggregativa e pastorale. Per i ragazzi dai 14 ai 18 anni sono attivi i corsi professionali, poi ci sono tipologie di corsi anche per persone più grandi con disabilità fisiche e cognitive. Sulla formazione professionale seguiamo circa 2000 ragazzi, con sede qui in corso Palestro, una a Mirafiori, una a Nichelino, una a Pinerolo e una più piccola a Chieri. Come è organizzata la comunità dei Giuseppini? Qui a Torino siamo 9 religiosi, in tutta Italia siamo una quarantina di comunità e in...

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Al “cartello” dei costruttori di autocarri una sanzione dall’Europa. Il Piemonte sa dei risarcimenti ?

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Al “cartello” dei costruttori di autocarri una sanzione dall’Europa. Il Piemonte sa dei risarcimenti ?

    E’ trascorso quasi un anno da quando la Commissione Europea con un comunicato stampa – 19 luglio 2016 –  ha pubblicato la notizia di uno storico provvedimento sanzionatorio contro le case costruttrici MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF che hanno violato la normativa comunitaria in materia di Antitrust. Nello specifico, è stata riscontrata la sussistenza di un “cartello” per tutto lo spazio economico europeo, che ha gravemente falsato il mercato e la concorrenza. La danese Margrethe Vestager, commissaria responsabile della politica della concorrenza, dichiarò: “Oggi abbiamo inviato un messaggio chiarissimo, comminando ammende record a seguito di gravi infrazioni. Sulle strade europee circolano in tutto più di 30 milioni di autocarri, che effettuano circa i tre quarti del trasporto di merci su gomma in Europa e svolgono un ruolo vitale per l’economia europea. È inaccettabile che i costruttori MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF, che insieme producono i nove decimi degli autocarri medi e pesanti costruiti in Europa, facessero parte di un cartello anziché essere in concorrenza tra di loro. Per 14 anni hanno stretto accordi collusivi in materia di prezzi e di trasferimento ai clienti dei costi per adeguarsi alla normativa ambientale. In questo modo inviamo un chiaro messaggio alle imprese: i cartelli sono inaccettabili.” In pratica la Commissione europea ha accertato che i costruttori MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF hanno violato la normativa antitrust dell’UE.  Per 14 anni i citati costruttori di autocarri hanno stretto accordi collusivi in materia di prezzi degli autocarri e sul trasferimento ai clienti dei costi per conformarsi a norme più rigorose in materia di emissioni. La Commissione ha comminato un’ammenda record di 2,93 miliardi di euro. All’impresa MAN non è stata comminata un’ammenda in quanto ha rivelato alla Commissione l’esistenza del cartello. Tutti i costruttori citati hanno riconosciuto gli addebiti e hanno convenuto di regolare la controversia. Ora un decreto legislativo datato gennaio 2017, inerente a chi opera in regime di cartello, sostiene che si debbano pagare i danni ai soggetti danneggiati per violazione delle norme europee ed italiane in materia di concorrenza. Le violazioni, che hanno interessato tutto lo Spazio economico europeo, sono durate 14 anni, dal 1997 al 2011, anno in cui la Commissione ha effettuato ispezioni senza preavviso presso le imprese. A partire dal 2004 il cartello si è organizzato attorno alle affiliate tedesche dei costruttori di autocarri e i contatti sono avvenuti per lo più per via elettronica. Per 14 anni le discussioni tra le imprese hanno avuto per oggetto le stesse tematiche, ovvero gli aumenti di prezzo dei rispettivi “listini all’ingrosso”, la tempistica di introduzione delle nuove tecnologie di riduzione delle emissioni e il trasferimento ai clienti dei costi delle tecnologie di riduzione delle emissioni. E questi sono gli incresciosi fatti che la Commissione Europea ha rilevato e giustamente sanzionato. Ma scendendo a livello regionale, il Piemonte, ha fatto qualcosa per informare o aiutare coloro che in passato hanno acquistato autoveicoli dalle 6 alle 16 tonnellate, nel periodo compreso dal 1997 al 2011 ? La possibilità di un risarcimento dovrebbe aggirarsi, detto con la dovuta prudenza, intorno al 10% sul volume complessivo, sia per gli Enti pubblici che per i privati. Per esempio in Veneto La Confartigianato Trasporti ha già predisposto una “class action” contro le case costruttrici. Qui, invece, per ora, tutto tace.  L’Europarlamentare Daniele Viotti,...

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Un Convegno sul lavoro e le professioni nel mondo musicale. Fare il musicista è possibile ?

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Un Convegno sul lavoro e le professioni nel mondo musicale.  Fare il musicista è possibile ?

  Il Conservatorio statale di musica “G. Verdi” di Torino, il 18 e 19 Marzo propone una riflessione sulle professioni artistiche e dello spettacolo, attraverso il confronto tra rappresentanti delle istituzioni musicali di tradizione e quelli appartenenti a nuove realtà culturali dotate di un forte carattere innovativo: –  Cosa vuol dire oggi fare della musica e dello spettacolo una professione? Quale ruolo potrebbe avere l’Alta Formazione Musicale nell’orientare e formare gli studenti verso i diversi ambiti delle nuove professioni musicali? –  Come si pone il dibattito sull’utilizzo delle risorse pubbliche rispetto alla sperimentazione e alla produzione del ‘nuovo’ rispetto alla conservazione della tradizione? Quanto le strategie politiche possono incidere sul mondo del lavoro in campo artistico? –  È possibile trasformare la ‘passione’ da vuoto stereotipo a preziosa risorsa da ‘scambiare sul mercato’, aiutando i giovani musicisti a sostenersi economicamente? Le tematiche proposte allo studio ed alla riflessione condivisa dei relatori e del pubblico coinvolgono in modo particolare: amministratori pubblici, operatori culturali, musicisti professionisti, studenti delle Università e delle Istituzioni di Alta Formazione Artistico-Musicale. L’attività convegnistica – a partecipazione gratuita e integralmente aperta al pubblico – si articolerà su due giornate. È prevista una sessione mattutina con due incontri/discussione, sulle tematiche individuate e aperte al pubblico. Ogni incontro, della durata di 1 ora e 30′ ciascuno, prevede la presenza di un moderatore e di vari relatori (rappresentanti di organizzazioni, ambiti progettuali e formazioni molto differenziate). Nella sessione pomeridiana saranno poi creati alcuni tavoli di lavoro e discussione con la presenza di un moderatore e degli ospiti (musicisti, docenti e professionisti dei vari settori) che avranno il compito di animare la discussione portando diverse esperienze e punti di vista. I partecipanti potranno pertanto approfondire le seguenti tematiche: 1. CHE COSA FARÒ DA GRANDE… Aspettative e reali opportunità lavorative in ambito musicale Cosa vuol dire oggi essere un professionista della musica? È possibile immaginare il conservatorio come un’agenzia formativa in grado di offrire una preparazione ottimale che consenta un reale ingresso nel mondo musicale professionale? Come valorizzare le competenze dei docenti rispetto a questo aspetto della formazione del giovane musicista? 2. SIAMO NANI SULLE SPALLE DEI GIGANTI… Le risorse Il ruolo delle politiche culturali rispetto al dilemma tra conservazione del patrimonio e della tradizione e investimento nella produzione del nuovo pone il problema della destinazione delle risorse. Comprendere quali siano e come si realizzino le politiche per la cultura e in particolare per la musica per i prossimi anni è tema assolutamente da non trascurare, se vogliamo mantenere un’identità culturale e creare le condizioni per far crescere artisti innovativi, creatività, quindi occupazione per tutto l’indotto. 3. CHI SIAMO, COSA FACCIAMO .. MA PER CHI? Il pubblico L’audience development, ovvero l’ingaggio e la partecipazione del pubblico come leva per crescita di nuovi progetti e di nuove professioni musicali. Ormai non ci sono più dubbi: saranno gli spettatori i nuovi protagonisti dei progetti culturali e di spettacolo. Confronteremo significativi esempi di festival e alcuni progetti innovativi che prevedono il coinvolgimento attivo del pubblico e discuteremo insieme sul ruolo delle future politiche culturali italiane ed europee. 4. INVESTIRE LA PROPRIA CREATIVITÀ INNOVANDO Nuovi progetti a confronto Negli ultimi anni accanto all’offerta di spettacolo tradizionale sono nati e cresciuti centinaia di nuovi progetti sfruttando i numerosi bandi dedicati all’innovazione culturale, rivolti a piccole organizzazioni formate da...

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