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Alla Gam di Torino la Fondazione Veronesi con #FATTIVEDERE 2017. La prevenzione riguarda tutti.

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Alla Gam di Torino la Fondazione Veronesi con #FATTIVEDERE 2017. La prevenzione riguarda tutti.

#FATTIVEDERE 2017 WORKSHOP CINEMATOGRAFICO A TORINO Un progetto di Fondazione Umberto Veronesi, in collaborazione con SIAMO   Dopo il grande interesse riscosso lo scorso anno, sono stati predisposti 20 workshop cinematografici #fattivedere organizzati dalla Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con SIAMO (Società Italiana Adolescenti con Malattie Onco-Ematologiche) in altrettante città italiane, durante i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2017. A Torino l’incontro è previsto per venerdì 24 febbraio, grazie alla collaborazione della delegazione di Torino guidata da Adele Artom. Parteciperanno Donatella Barus, giornalista e direttore del sito di Fondazione Umberto Veronesi, l’oncologa pediatra dell’Ospedale Regina Margherita di Torino Dott.ssa Eleonora Biasin e la psico-oncologa dell’Ospedale stesso Dott.ssa Tiziana Geuna. L’incontro si terrà dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso la Sala Conferenze della GAM di Torino. I workshop saranno dedicati all’importante tema della prevenzione negli adolescenti. Dopo la proiezione del film “Quel fantastico peggior anno della mia vita” (Alfonso Gomez-Rejon, 2015), ci sarà un dibattito con gli studenti in cui verrà presentata la campagna di prevenzione #fattivedere, ideata da Fondazione Umberto Veronesi e dedicata ai ragazzi di età compresa fra i 14 e i 19 anni con lo scopo di incoraggiarli a rivolgersi a un medico qualora dovessero insorgere sintomi sospetti e ad adottare uno stile di vita sano per mantenersi in perfetta salute anche in futuro. Prenderanno parte ai workshop i divulgatori scientifici di Fondazione Umberto Veronesi e specialisti oncologi e psico-oncologi pediatrici. Ad alcuni incontri saranno presenti anche i campioni di pallavolo Lorenzo Bonetti e Giacomo Sintini, ex pazienti, che hanno deciso di aderire all’iniziativa per testimoniare l’importanza della prevenzione verso i più giovani.      ...

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A Miradolo un Castello sotto l’incanto dell’arte. Lo svela Paola Eynard mentre aspettiamo Tiepolo.

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A Miradolo un Castello sotto l’incanto dell’arte. Lo svela Paola Eynard mentre aspettiamo Tiepolo.

Ho incontrato Paola Eynard, Vice Presidente della Fondazione Cosso, al Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo. Se a qualcuno fosse sfuggito il Castello di Miradolo è la sede dove la Fondazione organizza principalmente mostre d’arte. Da qui son passate le tele di Caravaggio, di Mattia Preti, di Guido Reni senza dimenticare Tiziano e Lorenzo Lotto ed altri importanti nomi. Da quella che doveva essere un’intervista sull’imminente arrivo dell’esposizione dedicata a Tiepolo e al ‘700 veneto, mi sono ritrovato ad ascoltare una storia, densa di passione, di come questo luogo incastonato al centro di un parco meraviglioso, sia divenuto in pochi anni una sede privilegiata per osservare capolavori della pittura italiana. Nelle parole Paola Eynard emerge il desiderio di lavorare per un pubblico vasto, anche se non si è studiata storia dell’arte, non significa che non si possa entrare in una mostra con curiosità, piacere. Idea che condivide con la madre, la Presidente Maria Luisa Cosso.   Diceva un poeta riguardo alle mostre d’arte che si “finisce per languire all’ombra del monumentale”, ma in questo caso credo che le cose siano fatte per sortire tutt’altro effetto. Mi dice che entrambe non provenendo dal mondo dell’arte, ma da quello dell’industria, hanno sviluppato un approccio molto vicino all’occhio del visitatore, bisogna capire cosa si legge, mia mamma che è un meraviglioso imprenditore, è una maestra ma ha dovuto smettere per vicissitudini famigliari, lei passa in rassega tutti i testi dei curatori, le infografiche, e ribadisco che lavora ancora in azienda tutt’oggi, ma visto che questa cosa l’abbiamo creata insieme e la sua esperienza e preziosa per moltissime cose, prima che i testi vengano stampati e diffusi li rileggiamo insieme, con il suo fare garbato, li vira in una lingua meno specialistica, più comprensibile, assimilabile, chiara. Una mostra che racconta molte cose diverse, deve essere supportata da un linguaggio che non sia astruso, questa è una cosa forse piccola ma che rende l’idea dell’accuratezza con cui seguiamo tutto. Resta fondamentale che il visitatore si porti a casa qualcosa, senza sentirsi sminuito o estraneo. Non facciamo mostre facili, per esempio se proponessimo Mirò non aggiungeremmo nulla di più, mentre questa scelta di cercare delle mostre di ricerca, o portare sul territorio qualcosa che non c’è mai stato, o stanare un tema un artista poco conosciuto.  Il caso emblematico fu la prima ed unica mostra mai realizzata dedicata a Orsola Maddalena Caccia, contemporanea di Artemisia. Figlia del pittore Guglielmo Caccia e badessa del monastero di Moncalvo, piccola città del Monferrato, Orsola fu autrice di uno straordinario numero di opere a carattere religioso e significative nature morte, che di fatto inaugurano il genere in Piemonte. Chiusa tutta la vita in un convento, scoperta grazie ad una storica dell’arte, abbiamo fatto il primo catalogo su di lei, che ha avuto anche successo editoriale. Se qualcuno domani vorrà studiarla potrà partire da qui. E’ con questo spirito che ci muoviamo. Come nel caso delle donne del Risorgimento, un’idea di mia mamma, ed così che con una ricerca approfondita abbiamo raccontato le eroine di quella stagione storica. Un modo per partecipare alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia con una mostra ideata per ripensare al ruolo e alla presenza delle donne piemontesi nel percorso storico che ha portato all’unificazione. La mostra  ricostruiva e sintetizzava l’attività di donne protagoniste...

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“Con usura nessuno ha una solida casa”. Un manuale online per conoscere e difendersi.

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“Con usura nessuno ha una solida casa”. Un manuale online per conoscere e difendersi.

Il nuovo Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il Presidente de La Scialuppa CRT Onlus Ernesto Ramojno e il Sindaco di Torino Chiara Appendino hanno aperto il convegno della Fondazione CRT  “Sovraindebitamento e usura: responsabilità e prevenzione”. L’occasione è stata propizia per la presentazione del volume “Per un uso responsabile del denaro”,  liberamente consultabile on line sul sito www.lascialuppacrtonlus.org: un Manuale anti usura, curato da Rodolfo Bosio ed edito da La Scialuppa CRT Onlus – Fondazione Anti Usura, che sarà distribuito anche durante gli incontri con gli studenti da parte dei volontari de La Scialuppa CRT Onlus. Il volume, pensato per una gestione più consapevole delle risorse finanziarie ha l’obiettivo di contrastare il fenomeno del sovraindebitamento e dell’usura – un business da oltre 80 miliardi di euro l’anno, secondo i dati Eurispes. La giornata sembra l’occasione giusta per ricordare il poeta statunitense Ezra Pound che scrisse sull’usura; all’argomento dedicò, oltre al Canto XLV dei suoi Cantos, due libri: Abc dell’Economia e Lavoro e Usura.  Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia per istoriarne la facciata, con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso harpes et luz e l’Annunciazione dell’Angelo con le aureole sbalzate, con usura nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine non si dipinge per tenersi arte in casa ma per vendere e vendere presto e con profitto, peccato contro natura, il tuo pane sarà staccio vieto arido come carta, senza segala né farina di grano duro, usura appesantisce il tratto, falsa i confini, con usura nessuno trova residenza amena. Si priva lo scalpellino della pietra, il tessitore del telaio Nell’ultimo anno La Scialuppa CRT ha gestito 793 richieste d’aiuto, di cui l’80% provenienti da persone (637) e il 20% da imprese (156), in Piemonte e Valle d’Aosta. Il 61% delle persone in difficoltà ha tra i 36 e i 55 anni, il 29% oltre i 56 anni, e solo il 10% fino a 35 anni.  Crescono i finanziamenti bancari alle famiglie, cresce il credito al consumo, ma cresce anche il sovraindebitamento, spesso anticamera dell’usura. Troppi debiti, accumulati anche a causa di imprevisti, e l’impossibilità di far fronte a tutti gli impegni finanziari, comportano molti rischi: il blocco dell’accesso a nuovi crediti, pignoramenti, sequestri, tagli di luce e gas, chiusura del riscaldamento, perdita della casa, ecc. Costituita quasi vent’anni fa (nel 1998) dalla Fondazione CRT che la sostiene, finora La Scialuppa CRT ha fornito gratuitamente consulenza e assistenza a quasi 13.000 famiglie e stanziato 34 milioni di euro a garanzia di circa 2.000 finanziamenti bancari a soggetti che, altrimenti, avrebbero rischiato di cadere vittime di usura. “La Fondazione CRT ha costituito la Fondazione Antiusura La Scialuppa CRT, in linea con il proprio impegno a favore delle persone economicamente e socialmente più fragili – ha detto il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia in apertura del convegno –. Accanto a interventi concreti di contrasto e aiuto per far fronte alla piaga sociale dell’usura, abbiamo messo in campo strumenti per diffondere una cultura della prevenzione e una maggiore consapevolezza economico-finanziaria tra i cittadini, in sinergia con le istituzioni del territorio”. Al convegno sono intervenuti: Gabriele Molinari, co-presidente dell’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura; Daniele Ciravegna, professore emerito di Economia politica all’Università di Torino; Massimo Terzi, presidente del Tribunale di Torino; Luciana Malatesta, Consigliere delegato de La Scialuppa CRT Onlus; Giovanni Godino, socio AIDP Gruppo Regionale Piemonte – Associazione italiana per la direzione del personale.  ...

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Alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

Pubblicato da alle 11:04 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page, Notizie | 0 commenti

Alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo

Alla scoperta della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo – II parte  Il nostro viaggio all’interno della sede della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo prosegue con il racconto sui progetti scientifici e borse di studio, attraverso le parole della dottoressa Ballaira e della direttrice Cantaluppi La Fondazione promuove ricerche sull’età e la cultura del Barocco con diverse pubblicazioni: il recente convegno sulle mostre del novecento su questo tema in Italia (di cui Gazzetta ha parlato) ha riunito studiosi da tutto il mondo. Ce ne può parlare? (Dottoressa Ballaira) Il convegno ha avuto grande successo, specialmente tra i giovani studiosi che hanno potuto vedere filmati originali e immagini delle mostre del Novecento, in particolare quelle piemontesi del 1937 e 1963, e sentire le impressioni di prima mano di diversi curatori. I documenti video saranno pubblicati sul sito della Fondazione. Numerosi i volumi di prossima pubblicazione esito del progetto, curato dai professori Michela di Macco e Giuseppe Dardanello, che si inserisce in un programma operativo più ampio, risultato del lavoro di cinque gruppi seminariali in Università in Italia e all’estero sul tema sul rapporto Antico e Moderno nella cultura del Barocco. E’ di prossima pubblicazione un volume sui libri fondativi di questa materia nella critica del ‘900, testo che sarà uno strumento prezioso per gli studiosi. Dedicare un programma di studi in questo campo rappresenta non solo un contributo per valorizzare uno dei periodi più originali nella storia di Torino e del Piemonte ma anche una opportunità di ricerca qualificata per giovani studiosi nel campo delle discipline umanistiche Questo è uno degli obbiettivi principali della Fondazione, Dottoressa Cantaluppi? La Fondazione ha due compiti principali: il primo di valorizzare e gestire l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo e l’altro di promuovere la cultura e l’alta formazione umanistica con particolare riferimento alla cultura del Barocco, con cinque borse annuali per gli studi di alta specializzazione. I risultati sono pubblicati con ebook on line in modo integrale, e in una edizione collettanea dei Quaderni cartacei: il primo in uscita (borse 2013) è sull’Età di Juvarra. Ad oggi sono state elargite 18 borse di studio in 4 edizioni e ad aprile 2017 bandiremo la quinta edizione per cinque nuove borse: fino ad oggi sono stati erogati oltre € 700.000 euro per il sostegno alla ricerca nel campo delle humanities per ricercatori specializzandi sotto i 35 anni: puntiamo proprio ad una categoria specifica di sostegno là dove sono venuti meno i fondi universitari. A breve uscirà il nuovo bando? Si, tra qualche settimana pubblicheremo sul sito il nuovo bando – siamo giunti alla quinta edizione – per 5 nuove borse di studio per studiosi italiani e stranieri sotto i 35 anni: il tema riguarderà sempre un argomento del Barocco, l’anno scorso ad esempio era sugli aspetti decorativi. La borsa consiste il 23.000 euro più 1500 euro per viaggi di studio; avranno a disposizione un tutor che noi incarichiamo che affianca per tutto l’anno il borsista: si sono create delle belle squadre di studio, intergenerazionali, che hanno dato ottimi risultati. A conclusione i borsisti e i tutor si incontrano in una riunione plenaria per relazionare sul loro percorso e scambiarsi valutazioni e buone pratiche. Pubblicheremo on line sul nostro sito i risultati in versione integrale. Di cosa si occupa invece l’Ufficio Pio?  Nel 1595 il capitale rischiava...

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Riformare l’Unione Europea. Un appello e una marcia per l’Europa a 60 anni dai Trattati che la costituirono.

Pubblicato da alle 13:18 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Notizie | 0 commenti

Riformare l’Unione Europea. Un appello e una marcia per l’Europa a 60 anni dai Trattati che la costituirono.

“Ogni appello è una poesia ed ogni poesia è un appello”, la frase appartiene ad un scena del film The Dreamers di Bernardo Bertolucci costruito sulla vicenda di tre protagonisti all’interno di un appartamento parigino, mentre fuori, nelle strade si accendono le proteste del maggio 1968. Può darsi che non risenta di intenzioni poetiche ma un importante appello, che ad oggi ha già raccolto le firme di oltre trecento personalità e intellettuali europei è stato redatto per una mobilitazione collettiva. L’appello si rivolge alle istituzioni europee e agli Stati membri. Nel testo si chiede di rilanciare l’integrazione europea su basi più democratiche e con un governo comunitario capace di affrontare il difficile momento storico. La parte pratica è costituita da un invito a tutti i cittadini ad aderire alla marcia per l’Europa che si terrà a Roma il 25 marzo, in occasione della celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma. Il 14 febbraio 1984 il Parlamento Europeo adottò il Progetto di Trattato che istituisce l’Unione Europea, il cosiddetto progetto Spinelli.     Il testo completo dell’appello:   Una vera Unione Europea per garantire il benessere, la sicurezza e la democrazia Noi cittadini europei siamo preoccupati e spaventati. La crisi economica e finanziaria ha impoverito la maggior parte di noi. La disoccupazione giovanile rischia di creare una generazione perduta. La disuguaglianza cresce e la coesione sociale è in pericolo. L’UE è circondata da conflitti e instabilità, dall’Ucraina alla Turchia, dal Medio Oriente al Nord Africa. Il flusso di rifugiati e migranti è diventato una questione strutturale che dobbiamo affrontare insieme, in modo umano e lungimirante. In molti Stati membri si manifestano tendenze autoritarie e l’ascesa di forze nazionaliste e xenofobe. La democrazia e i valori fondanti della civiltà europea moderna sono sotto attacco. La stessa Unione Europea è messa in discussione, sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere per decenni. Noi cittadini europei non vogliamo che i politici nazionali si preoccupino solo delle successive elezioni nazionali o locali. Chiedono soluzioni europee a problemi europei, ma poi agiscono per rendere tali soluzioni impossibili o inefficaci. Ignorano le proposte della Commissione e non applicano le decisioni già prese, incluse quelle approvate all’unanimità. Chiediamo ai politici e ai media nazionali di smettere di presentare l’integrazione come un gioco a somma zero, mettendo così le nazioni l’una contro l’altra. In un mondo interdipendente nessuna nazione da sola può garantire le necessità basilari dei suoi cittadini e la giustizia sociale. In questo contesto l’integrazione e un governo sovranazionale europeo sono un gioco a somma positiva. Il nostro modello sociale europeo fondato sulla democrazia liberale e sull’economia sociale di mercato può sopravvivere solo in un quadro di governo multi-livello, sulla base del principio di sussidiarietà. Noi cittadini europei siamo consapevoli che la globalizzazione sta trasformando il mondo. Abbiamo bisogno di un governo europeo per promuovere i nostri valori e contribuire alla soluzione dei problemi globali che minacciano l’umanità. Il mondo ha bisogno di un’Europa cosmopolita e rivolta a contribuire alla costruzione di una governance globale più democratica ed efficiente, per affrontare le sfide più impellenti, dal cambiamento climatico, alla pace, dalla povertà globale, alla transizione verso un’economia sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale. Noi cittadini europei riconosciamo l’UE come una incompleta Res Publica. Ha un budget ridicolo (0,9% del PIL) e nessuna autonomia finanziaria, mentre le sue competenze e poteri sono...

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In Europa la riforma sul copyright. Appello ai parlamentari europei dall’Associazione Nazionale Stampa Online

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In Europa la riforma sul copyright. Appello ai parlamentari europei dall’Associazione Nazionale Stampa Online

Riceviamo e pubblichiamo. Testo in discussione in Europa, ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – lancia un appello agli europarlamentari italiani affinché si attivino a tutela delle realtà editoriali.   Proteggere i contenuti originali dagli habitués del copia-incolla con una tassa sui link. Sembra andare in questa direzione la riforma europea sul copyright. Una direzione che «molto piace ai grandi editori, ma che finirà per danneggiare la piccola editoria digitale», denuncia il vice presidente di ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online – Matteo Rainisio. «Facciamo quindi un appello ai nostri parlamentari europei affinché si impegnino a tutela delle migliaia di realtà presenti in Italia e che spesso rappresentano voci importanti dell’informazione locale e non solo». La questione è emersa nel recente appuntamento organizzato dallo European Internet Forum al quale Rainisio ha partecipato e che ha raccolto tutte le principali aziende IT, dal settore editoria (Sky, Guardian) a quello del commercio elettronico e non (ebay, Apple), dello streaming (Netflix, Amazon), oltre le principali compagnie telefoniche europee, la BEUC la principale associazione europea dei consumatori europei, decine di parlamentari e lobbysti (nel senso di americano del termine). All’ordine del giorno la riforma europea per il mondo del web. «Una risoluzione che dovrebbe essere approvata entro la fine del 2017 e che andrà a ridisegnare le regole del mercato europeo in materia di e-commerce, diritto d’autore e responsabilità di provider e gestori telefonici sulle azioni dei propri utenti/clienti», spiega il vicepresidente di ANSO. Dal punto di vista del mondo dell’editoria, l’articolo 11 della risoluzione, che una volta approvata dovrà essere applicata in tutti gli stati membri, ha il lodevole scopo di voler proteggere e valorizzare notizie e contenuti foto e video prodotte dalle testate presenti nel panorama europeo dal saccheggio che quotidianamente si verifica da parte di aggregatori e siti dediti al copia-incolla. «Per far questo però viene prevista l’introduzione dell’Ancillary Copyright o neighbouring rights che obbligherà chi condivide/linka/riproduce anche in forma parziale il contenuto a remunerare chi lo ha prodotto», precisa Rainisio. «L’introduzione di questi diritti piace molto ai grandi editori, ma finirà per danneggiare l’intero ecosistema della piccola editoria digitale in Italia e in Europa». Del resto, aggiunge, «dove una legge simile è in vigore – vedi Germania e Spagna -, i risultati hanno portato al fallimento di centinaia di start up editoriali. Addirittura, per com’è scritta oggi, la norma potrebbe imporre una vera e propria tassa sul link, anche a quelli condivisi su twitter. L’adozione di questo sistema obbligherebbe quindi i piccoli editori di tutta Europa a dover rinunciare al traffico proveniente da servizi come Google news o Facebook, aprendo così la strada ad una tassazione sui link presenti nei motori di ricerca. Ovviamente le aziende, come fatto in Spagna dove si è giunti alla chiusura del servizio di Google news, piuttosto che pagare vieteranno la condivisione di articoli danneggiando così i piccoli editori che perderanno un’autentica linfa vitale, mentre i grandi potranno da un lato guadagnare per i link, godere di una minore concorrenza e quindi di un aumento del traffico a discapito dei piccoli editori che invece, in molti casi, saranno costretti a spegnere i server». Di questo argomento, come spesso accade per tutto quello che riguarda l’iter legislativo del Parlamento Europeo, si parla poco. Il testo al momento è in Commissione e probabilmente approderà in Parlamento europeo solamente dopo l’estate...

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“Libera la parola”, il concorso giornalistico per le scuole sulla libertà d’espressione.

Pubblicato da alle 15:42 in DOXA segnalazioni, Notizie, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

“Libera la parola”, il concorso giornalistico per le scuole sulla libertà d’espressione.

  Apre la la sua seconda edizione, il Festival dei Diritti Umani e si arricchisce quest’anno del concorso giornalistico nazionale “Libera la parola”, indetto dal Festival insieme a FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), aperto a tutte le scuole superiori italiane di secondo grado.  Il tema da trattare è la libertà d’espressione. Per ispirarsi c’è l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che contiene tutti gli elementi di contesto e di attualità utili alla compilazione di un elaborato giornalistico: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere». La partecipazione al contest, che propone agli studenti di cimentarsi con un elaborato giornalistico scritto, radiofonico o televisivo, è gratis. Il miglior articolo per la carta stampata, per la radio e per la televisione sarà premiato con la pubblicazione sui media partner dell’iniziativa: Corriere della Sera, Radio Popolare, Rainews24. Gli elaborati dovranno pervenire entro il 15 marzo 2017 attraverso l’apposita sezione sul sito www.festivaldirittiumani.it dove sono pubblicate tutte le informazioni utili. La premiazione avverrà nel corso della seconda edizione del Festival dei Diritti Umani, che si terrà dal 2 al 7 maggio 2017 alla Triennale di Milano. Sono inoltre online sul sito e sul canale Youtube del Festival dei Diritti Umani, i primi video-consigli rivolti ai partecipanti al contest “Libera la parola”: alcune grandi firme del giornalismo forniscono le “dritte” a studenti e insegnanti per produrre un buon articolo, che è, tra l’altro, una delle prove previste all’esame di maturità. Studenti oggi, reporter domani. Info e iscrizioni: http://festivaldirittiumani.it/concorso-giornalistico-2017-festival-dei-diritti-umanie-organizzato-reset-diritti-umani/ Termine per partecipare: 15 marzo 2017 – Playlist Youtube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLg-5-Hg_sEUWFPgKsBMeKzPN–yOq_f3z “Libera la parola” è un’iniziativa di Reset-Diritti Umani. Reset-Diritti Umani è un’associazione non profit, nata a Milano nel 2015 per diffondere la conoscenza e la cultura dei diritti umani attraverso il Festival e altre...

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L’arte dell’attore . . . ci incanta perché non si fa notare, forse ci inganna.

Pubblicato da alle 11:06 in DOXA segnalazioni, Prima pagina, Spettacoli, talenTO | 0 commenti

L’arte dell’attore . . . ci incanta perché non si fa notare, forse ci inganna.

Quante volte ci è capitato di vedere un’opera lirica, o un balletto, o di assistere ad un concerto e di ammirare la tecnica e la precisione del gesto del danzatore o dell’esecutore? Profani o appassionati, capiamo subito che dietro quel passo di danza, o quel do di petto non c’è solo un indiscutibile talento, un dono della natura, ma anche e forse soprattutto anni di duro lavoro. La naturalezza con cui il concertista accorda il suo strumento non ci inganna; quella partitura è stata provata e riprovata decine di volte prima di essere pronta. Ci è facile immaginare le ore del pianista spese con passione a studiare il proprio strumento, o del danzatore ad apprendere fino a renderli apparentemente semplici, passi e gesti che per noi spettatori sarebbero impossibili.  Nessuno si stupisce se durante un’intervista sente una soprano o un tenore parlare delle ore esercizi tecnici sulla sua voce. In fondo, il compito di questi artisti passa attraverso un impegno che rende una cosa comune, muoversi, cantare, suonare, qualcosa di eccezionale, talmente eccezionale da essere incontestabilmente il prodotto di un duro lavoro. Tutti sappiamo canticchiare, muoverci più o meno a ritmo, tamburellare con le dita producendo ciò che ingenuamente chiamiamo “musica”, ma la distanza tra noi e un cantante lirico, un danzatore o un concertista è talmente grande da non lasciare ombra di dubbio: a un indubbio talento non può non aggiungersi una dedizione, un impegno, un lavoro tecnico altrettanto grande. Incredibilmente lo stesso non avviene con la recitazione.  L’arte dell’attore ci incanta perché non si fa notare, perché rende normale l’eccezionale e  in un certo senso ci inganna. E’ il paradosso della recitazione; la capacità di riprodurre la normalità a comando. I personaggi che ci appassionano vivono magari avventure straordinarie, ma le loro emozioni sono quelle di tutti noi: amano, odiano, hanno paura, si sfidano a superarla etc., ed in fondo è proprio per questo che ci coinvolgono; quando gli interpreti sono davvero bravi, ci fanno credere che le loro emozioni siano vere, pure se in situazioni estreme. E’ l’abilità di vivere onestamente all’interno di circostanze immaginare e questa abilità non è magia o un dono divino, ma il frutto di studio, dedizione verso una tecnica, un metodo che contrariamente a quanto si crede non frena la creatività, il genio, ma piuttosto amplifica il talento e impedisce che vada sprecato. La prossima volta che vedremo un’interpretazione cinematografica o teatrale che ci emoziona, fermiamoci a pensare che anche la recitazione, come tutte le arti, richiede un duro lavoro e tanto impegno impegno per far sembrare normale l’eccezionale. Giacomo Pace in collaborazione con Daimon Teatro www.daimonteatro.it...

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Al cinema Massimo il fascino di Brigitte Bardot sotto il sole di Capri. Era il 1963.

Pubblicato da alle 16:20 in DOXA segnalazioni, Notizie, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Al cinema Massimo il fascino di Brigitte Bardot sotto il sole di Capri. Era il 1963.

Queste le opportunità in Calendario: Martedì 7, 14 e 28 febbraio, ore 20.30/22.30 Mercoledì 8, 15 e 22 febbraio e lunedì 20 febbraio, ore 16.00 Martedì 21 febbraio, ore 15.00. Sarebbe disprezzabile non approfittarne di queste date; sedersi nel buio della sala del cinema Massimo e rivedere la luce del mediterraneo che accarezza la bellezza fulgente di Brigitte Bardot nel film “Le Mépris” girato dal grande padre della nouvelle vague Jean-Luc Godard. Il film è parte dell’iniziativa della Cineteca di Bologna “Il Cinema Ritrovato al cinema” che riporta sul grande schermo i grandi classici della storia. Scritto da Alberto Moravia nel 1954 il film rimane abbastanza fedele al testo, ma sono i luoghi, gli attori, le suggestioni, i colori, i dialoghi asciutti e l’accompagnamento melodico composto da Georges Delerue a portare questo strano film nel parnaso del grande cinema. Forse è Michel Piccoli che malgrado l’estate non si separa mai dal suo cappello, o il rosso fiammante dell’Alfa Romeo 2600 con cui viaggia il ricco produttore, la scalinata metafisica della villa di un altro grande scrittore, Curzio Malaparte, incastonata su un meraviglioso promontorio di Capri, il mare venerato come la statua greca che Fritz Lang osserva mentre interpreta se stesso.    Il film fu bistrattato e tagliuzzato da Carlo Ponti, sottraendo al pubblico italiano una scena, virata al magenta, di nudo dove la Bardot, sdraiata, chiede al suo uomo conferma della propria bellezza.      ...

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A presiedere la Fondazione CRT sarà Giovanni Quaglia. “Farsi storia per essere storia”.

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A presiedere la Fondazione CRT sarà Giovanni Quaglia. “Farsi storia per essere storia”.

In un incontro organizzato appositamente per la stampa il Presidente Quaglia ha dato le prime indicazioni sulle linee che intende perseguire nel suo mandato, ha detto: “Costruire una Fondazione che sia sempre più una comunità di persone impegnate per gli altri e per il territorio, La Fondazione CRT deve farsi storia essa stessa per essere parte della storia”, ricordando poi il primo quarto di secolo di attività della Fondazione – con gli oltre 37.000 interventi per il welfare, la salvaguardia del territorio, l’arte, la cultura, la ricerca, l’istruzione e l’innovazione – e sottolineando alcune scelte compiute negli anni: in particolare, la costituzione della Fondazione Sviluppo e Crescita-CRT, della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea-CRT, della Società consortile per azioni OGR-CRT, della Fondazione Antiusura La Scialuppa CRT Onlus, nonché il ruolo essenziale avuto nell’istituzione e nel rilancio di REAM SGR S.p.A. e nella creazione di fondi immobiliari sociali nell’ambito della nuova frontiera della venture philanthropy, oltre al recente ingresso nell’azionariato di Equiter. “Guardando al futuro dobbiamo avere presenti tre esigenze: collocare le scelte in una prospettiva sistemico-strategica, fare squadra per condividere strategie, analisi e decisioni, perché da soli si può correre, ma solo insieme si può andare lontano, e costruire una Fondazione che sia sempre più una comunità di persone. Una comunità che ha una propria identità, ma che non si isola, avendo un forte senso di appartenenza e impegnandosi a interagire con le comunità di riferimento, come la Città di Torino e le realtà territoriali del Piemonte e della Valle d’Aosta, ovviamente inserite nel sistema Italia”. “Da ultimo – ha concluso il Presidente Quaglia – assicuro il massimo di passione e impegno per un compito che ritengo essere il coronamento di una vita spesa per il bene comune, ha assicurato che combatterà, con l’arguzia della citazione “in senso paolino” naturalmente. “Esprimo le più sincere congratulazioni e un ‘in bocca al lupo’ di buon lavoro al nuovo Presidente Giovanni Quaglia – così il Segretario Generale Massimo Lapucci – che, ne sono certo, come già avvenuto in passato potrà continuare a mettere al servizio della Fondazione CRT e del territorio la propria fattiva esperienza pluriennale, acquisita in aziende e istituzioni del Paese”. Giovanni Quaglia ha ricoperto per 11 anni la carica di Sindaco di Genola (il più giovane Sindaco d’Italia, allora ventiduenne), è stato Consigliere regionale del Piemonte (1983-1988) con il ruolo di Vice Presidente della Commissione Programmazione, Bilancio-Finanze, Personale, e Presidente della Provincia di Cuneo (1988-2004). È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su temi economici e filantropici, ed è stato insignito di diversi titoli onorifici tra cui: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana dal 2002, dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi e Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, da San Giovanni Paolo II nel 2004. Ha ottenuto, inoltre, nel lontano 1995 dal Ministro Luigi Berlinguer, la Medaglia d’oro di prima classe per meriti particolari nel settore della cultura, dell’arte e dell’istruzione. Cuneese, classe 1947, laureato in Lettere, docente di Economia e Direzione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Management – Sezione di Economia e Direzione delle Imprese), Revisore Ufficiale dei Conti, giornalista pubblicista, il Presidente Giovanni Quaglia ha una consolidata esperienza al vertice di società anche quotate, enti, istituzioni, associazioni culturali e organizzazioni non profit.  Presidente delle società OGR-CRT, REAM SGR, Autostrada Torino-Savona, il Professor Quaglia è stato vice Presidente vicario sia della Fondazione CRT (1994-2000 e 2004-2012) sia della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT (2007-2012). È stato Consigliere di Amministrazione di Unicredit fino al 2015, con il ruolo di componente dei Comitati...

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