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Leggere, leggere, leggere e poi leggere. Salone Internazionale del Libro di Torino.

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Leggere, leggere, leggere e poi leggere. Salone Internazionale del Libro di Torino.

Salone Internazionale del Libro di Torino Il tempo della lettura: un tempo per la vita. Regolare il tempo o renderlo eterno. Immergersi per sfuggirne o lasciarsi rapire dalla potenza evocativa della parola scritta. Formare la propria identità, la propria costruzione morale o ideologica. Leggere, leggere, leggere e poi leggere. Leggere per sognare, attraversare miriadi di mondi fantastici che pesano sul cuore come palle infuocate di gioia e dolore, di speranza e rassegnazione, di paura e di angoscia. Non posso vivere senza libri, dirà Thomas Jefferson, perché la lettura aiuta a vivere, respirare, viaggiare, amare, ritrovare se stessi. Un libro, qualsiasi libro o quel libro è sempre una realtà molto attraente, alquanto stuzzichevole che intrica il lettore in ogni singola sequenza narrativa per poi perderlo tra le parole e le immagini di un senso o non-senso. Non ha importanza. L’importante è leggere. Talvolta, come afferma Virginia Woolf, il paradiso è questo: leggere continuamente, senza fine. Il corpo ne ha bisogno, come l’anima, lo spirito, la mente, il cuore.  Il Salone Internazionale del Libro di Torino anche quest’anno è diventato una vera e propria fucina di idee. E non c’è stato momento migliore per chiudere gli occhi e immergersi nei meandri delle leggi delle parole e dei suoni, per ascoltare pensatori e scrittori che si sono confrontati con il pubblico, in un crescendo di domande e curiosità, di bisogni condivisi, di emozioni rivelate, di passioni raccontate. Un sogno ininterrotto, un momento magico, un viaggio strepitante attraverso la buona editoria, un incontro etereo ed eterno con molti autori italiani e stranieri, quelli che contano e quelli in erba, tutti accomunati dal gusto della scrittura e dalla passione per la lettura. 144 mila visitatori! Un bilancio sorprendente che descrive la crescente e spettacolare informazione della kermesse torinese. Disaffezione per la lettura? Dai risultati raggiunti non sembra. Molti i giovani presenti e interessati a scoprire il potenziale divulgativo, incommensurabile della comunicazione editoriale. Tanti, troppi forse gli incontri a tema, tutti invitanti e coinvolgenti. Pezzi unici e singolari, così come il pubblico e le forti emozioni provate. Un modo per valorizzare il patrimonio del sapere, della conoscenza, delle diverse identità culturali, dei tanti valori universali. Un elogio, quello del Salone Internazionale del Libro, al libro stesso. Quel compagno di vita, quell’amico che ci segue da sempre, ovunque andiamo, che dà senso allo scorrere del tempo o al valore della storia. Ogni libro è un regalo, frutto di una riflessione, di un’emozione, di un crescere insieme. Sprigiona odori,colori, ricordi, personalizza esperienze sensoriali, immagini, sofferenze, consolazioni. Un omaggio alla lettura, dunque, la grande iniziativa torinese, un omaggio che custodisce le memorie degli uomini e accresce il valore della conoscenza e del cambiamento. Perché ogni libro possiede una qualità intrinseca, inimitabile: dà valore a chi lo legge… Maria Giovanna...

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[ Non ] Capire il Paesaggio. Un convegno tra Università di Torino e l’Industrial Landscape Biella

Pubblicato da alle 14:01 in DOXA segnalazioni, Economia, Eventi, galleria home page | 0 commenti

[ Non ] Capire il Paesaggio. Un convegno tra Università di Torino e l’Industrial Landscape Biella

La Compagnia di San Paolo ha lanciato una linea di finanziamento per progetti proposti da gruppi di studio delle Università piemontesi che abbiano potenziali ricadute di interesse sul territorio piemontese o sue parti. Una valente opportunità per le unità di ricerca dell’università, in perenne fame di risorse ; e forse anche un’occasione di riscatto per i frequentatori di materie considerate normalmente troppo astratte e distanti dalle esigenze che animano la società fuori dalle mura dell’accademia. E’ così che un gruppo di filosofi estetici e teorici dei media, capeggiato dal professor Federico Vercellone, ha elaborato  « ILaB – Industrial Landscape Biella ».   Trattasi di un progetto interdisciplinare che ha come obiettivo di studiare i processi di identità e di reciproco riconoscimento alla luce delle loro tracce sul paesaggio. Già la filosofia politica si occupa di identità e di riconoscimento, in termini di conflitto tra forze sociali, di riconoscimento dei diritti e di istituzioni, etc. La novità del progetto ILaB è doppia. Da una parte, esso si propone, sotto il profilo teorico, di legare il dibattito sul riconoscimento (i cui riferimenti sono Habermas, Honneth, Ricœœur) allo stato sesibile dei luoghi. Profondi cambiamenti economici, sconvolgimenti occupazionali, ma anche evoluzioni demografiche, religiose e culturali possono mettere in crisi i rapporti di reciproco riconoscimento interni a una comunità, nonché la percezione di sé e del proprio luogo di appartenenza nel contesto di un mondo che cambia troppo rapidamente. Lo studio estetico interviene a questo punto, nella misura in cui è in grado di cogliere, nelle trasformazioni sensibili del paesaggio, nelle sue ferite e cicatrici, nelle tracce di ciò che c’era e non è più e nei segnali di ciò che potrebbe essere, ma non è ancora, lo stato di un’identità culturale e i suoi orizzonti di possibilità. La seconda novità è rappresentata dal fatto che questo studio teorico viene svolto in concomitanza con un lavoro di campo, svolto da un assegnista di ricerca. L’obiettivo è quello di comprendere le trasformazioni del paesaggio attraverso le interpretazioni che ne danno gli attori che ogni giorno hanno a che fare con esse. Sono stati intervistati per ora una quindicina tra istituzioni pubbliche, rappresentanze sindacali e datoriali, fondazioni culturali e associazioni informali. La prima restituzione del lavoro svolto finora si terrà durante il convegno « (NON) capire il paesaggio », che si terrà il 25-26 maggio presso la sede di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, nell’ambito della manifestazione artistica da quest’ultima organizzata: « Arte al Centro ». Il convegno presenta un parterre di relatori di primo livello, dal notissimo antropologo Marc Augé al celebre studioso dei media Peppino Ortoleva, dallo studioso di public management alla Bicocca Giorgio Bigatti al professore di meccanica applicata dell’Istituto Superiore Sant’Anna Massimo Bergamasco, dallo stesso Federico Vercellone alla docente di storia del cinema Chiara Simonigh, i quali si alterneranno tra la mattina del 25 e la mattina del 26. Il pomeriggio del 25, invece, sarà svolto nella forma di tavoli di lavoro, aperti a tutti, in cui in particolare gli attori e stakeholders locali saranno invitati a ragionare insieme su un obiettivo pratico comune : la realizzazione di un itinerario turistico di patrimonio industriale, la messa in rete degli archivi tessili, la demolizione intelligente di capannoni abbandonati inutilizzabili sono solo alcuni esempi che saranno sottoposti alla pubblica discussione. Il convegno, aperto al pubblico, rappresenta una sfida per pensare in modo proattivo il cambiamento...

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Quale ruolo hanno i Festival di Fotografia? Se ne discute da Spacenomore, organizza ArtPhotò.

Pubblicato da alle 12:35 in DOXA segnalazioni, Eventi, Fashion, Prima pagina | 0 commenti

Quale ruolo hanno i Festival di Fotografia? Se ne discute da Spacenomore, organizza ArtPhotò.

“Festival di Fotografia” Persuasivi esempi italiani Mercoledì 16  maggio  intorno alle 18.30 nella sede di Spazio Spacenomore, nella corte interna di Palazzo Graneri della Roccia -Via bogino 9 si terrà un incontro organizzato da ArtPhotò sul ruolo che hanno oggi i festival nella valorizzazione della fotografia. Due relatori d’eccezione affronteranno il tema. Alberto Prina, in qualità di coordinatore del Festival della Fotografia Etica di Lodi e Lorenza Bravetta , consigliere del Ministro Franceschini, per affrontare il tema del ruolo e del contributo che hanno oggi i festival nella valorizzazione della fotografia. Il festival di  Lodi, ormai riconosciuto a livello internazionale, si contraddistingue dagli altri festival per mettere in evidenza la fotografia come strumento di sensibilizzazione su tematiche sociali, antropologiche e ambientali, in grado di parlare alla gente proprio con l’immediatezza tipica del linguaggio fotografico. Altrettanto significativa l’esperienza di Lorenza Bravetta come portatrice di suggestioni provenienti da alcune delle più interessanti realtà nazionali e internazionali per mettere a fuoco la vera identità di un festival. Tra le domande che a cui si cercherà di rispondere c’è sicuramente, quali requisiti deve avere un festival per essere considerato tale? Quale capacità può avere un festival nel saper far rete con il sistema della fotografia e della cultura? Come trovare occasioni per integrare sempre di più il nostro Paese, proprio sotto il profilo culturale, con il sistema Europa, attirando competenze ed energie presenti in altri paesi e favorendo così una più larga circolazione delle idee e della crescita della fotografia?    L’ingresso è libero e aperto a tutti. Ancora. Per gli appassionati, ci sarà un corso per conoscere una delle antiche tecniche fotografiche di stampa: la cianotipia. A partire da un negativo digitale, realizzato dagli studenti dell’Istituto Bodoni Paravia, si realizzeranno cianotipi seguendo il processo della stampa a contatto. Il laboratorio è realizzato dall’Istituto Bodoni Paravia e da Giorgio Stella del Gruppo Rodolfo Namias. Il workshop si replica alle 16.00 e ogni ora successiva fino alle 19.00 – ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ON LINE A QUESTO LINK ...

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Gli Stati Generali della Fotografia ottengono una Direttiva Ministeriale grazie a Franceschini.

Pubblicato da alle 16:01 in .Arte, DOXA segnalazioni, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Gli Stati Generali della Fotografia ottengono una Direttiva Ministeriale grazie a Franceschini.

Stati generali della fotografia. Era la primavera del 2017, quando il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per tutti “MiBACT”, Dario Franceschini, ha decretato la costituzione di una Cabina di regia per la fotografia, al fine di conservare, valorizzare e diffondere la fotografia in Italia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo, strumento di memoria, di espressione e comprensione del reale, utile all’inclusione e all’accrescimento di una sensibilità critica autonoma da parte dei cittadini.   Con l’obiettivo di definire un Piano strategico volto ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale, il Ministero ha indetto gli Stati generali della fotografia.   A distanza di quasi un anno il 24 aprile 2018 è stata registrata la Direttiva del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per lo sviluppo della fotografia in Italia. La Direttiva indirizza gli organi del Ministero per l’attuazione degli obiettivi individuati dal ‘Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia’, consultabile per esteso a questo link. Consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale c’è la torinese Lorenza Bravetta, l’abbiamo interpellata sul felice esito della Direttiva ministeriale.  “E’ stato un lavoro intenso e partecipato, i lunghi mesi dedicati a raccogliere esperienze sono serviti a tracciare un quadro di riferimento del settore, di cui si aveva un impellente necessità. E’ ovviamente solo un inizio, per fare un lavoro completo, occorrono una riforma normativa e fiscale. Spero vivamente nel proseguo di questa iniziativa.  I punti che mi stanno più a cuore sono tre, l’attenzione al mondo la conservazione e della memoria, gli archivi, ed un censimento dei materiali. Per il  presente è fondamentale l’importanza della divulgazione della produzione e internazionalizzazione della fotografia italiana. Unita alla didattica, all’educazione all’immagine, alla conoscenza  del linguaggio delle immagini per i più giovani, ricordando che non c’è una vera laurea dedicata a questa disciplina”. L’Italia è tra i primi paesi a dotarsi di una Direttiva siffatta, suscitando particolare attenzione, al punto che la Francia ha chiesto di poter visionare il documento per poterne trarne utili indicazioni.       La Corte dei Conti registrando la direttiva avvia di fatto il Piano Strategico di Sviluppo che avrà una durata quinquennale, dal 2018 al 20122, determinando così nuove prospettive per la fotografia sia per il nostro paese sia a livello internazionale restituendo importanza al grande patrimonio fotografico italiano che necessita di essere conservato, tutelato e reso fruibile al pubblico.  ...

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Il 9 maggio è la Festa dell’Europa. Dodici Comuni metropolitani siglano un protoccollo.

Pubblicato da alle 10:18 in DOXA segnalazioni, Economia, galleria home page, Innovazione | 0 commenti

Il 9 maggio è la Festa dell’Europa. Dodici Comuni metropolitani siglano un protoccollo.

Unione Europea. Far conoscere l’Europa e facilitare l’accesso alle informazioni sull’Unione Europea è l’obiettivo del protocollo che 12 comuni firmeranno il 9 maggio, in occasione della Festa dell’Europa, con la Città metropolitana. La festa dell’Europa del 9 maggio celebra la pace e l’unità in Europa. La data è stata scelta per ricordare la storica dichiarazione  resa proprio il 9 maggio del 1950  dall’allora ministro degli esteri francese Robert Schuman, in cui proponeva la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. Nel 1950, le nazioni europee cercavano ancora di risollevarsi dalle conseguenze devastanti della Seconda guerra mondiale, conclusasi cinque anni prima. Determinati ad impedire il ripetersi di un simile terribile conflitto, i governi europei giunsero alla conclusione che la fusione delle produzioni di carbone e acciaio avrebbe fatto sì che una guerra tra Francia e Germania, storicamente rivali, diventasse – per citare Robert Schuman – “non solo impensabile, ma materialmente impossibile“. Si pensava, giustamente, che mettere in comune gli interessi economici avrebbe contribuito ad innalzare i livelli di vita e sarebbe stato il primo passo verso un’Europa più unita. L’adesione alla CECA era aperta ad altri paesi. Con queste parole apre la dichiarazione il ministro Shuman: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. La Francia, facendosi da oltre vent’anni antesignana di un’Europa unita, ha sempre avuto per obiettivo essenziale di servire la pace. L’Europa non è stata fatta : abbiamo avuto la guerra. L’Europa non potrà farsi un una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. L’unione delle nazioni esige l’eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l’azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania. A tal fine, il governo francese propone di concentrare immediatamente l’azione su un punto limitato ma decisivo. Il governo francese propone di mettere l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei”. Con lo stesso intento mercoledì 9 maggio alle 11 nello spazio dello Europe Direct Torino in corso Inghilterra 7, sede della Città metropolitana, i sindaci dei Comuni di Alpignano, Balangero, Carmagnola, Condove, Moncalieri, Pomaretto, Rivalta, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Vidracco e Villarfocchardo sottoscriveranno con la Città metropolitana un protocollo di intesa che rafforza il loro impegno nella promozione e condivisione di azioni di informazione e comunicazione sull’Europa e sull’Unione europea, e promuove la dimensione europea per lo sviluppo economico e sociale del territorio attraverso al gestione di sportelli informativi denominati Antenna Europa. La giornata della Festa dell’Europa del 9 maggio 2018 sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente il nuovo spazio dedicato allo sportello Europe Direct Torino nella sede della Città metropolitana di corso Inghilterra 7 a Torino. All’inaugurazione, alle 10,  prenderanno parte il vicesindaco e la consigliera delegata alle politiche europee della Città metropolitana. Dalle 9 alle 16 verranno distribuite pubblicazioni gratuite e verrà svolto un servizio di informazione e consulenza per vivere, studiare formarsi e lavorare in Europa. Dal 10 al 14 maggio lo Europe...

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Il futuro dell’Europa ? Se ne discute dal 9 maggio al Polo del ‘900.

Pubblicato da alle 17:37 in DOXA segnalazioni, Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il futuro dell’Europa ? Se ne discute dal 9 maggio al Polo del ‘900.

Comincia mercoledì 9 maggio nella Sala Novecento, alle ore 17, con ingresso libero, al Polo del ‘900 il ciclo “Europa” organizzato dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin per Polo Presente, dal titolo “Europa: la difficile strada verso l’Unità e l’apporto dell’idea federalista”   Nel tempo dei populismi e delle prospettive nazionaliste e sovraniste l’Europa sembra perdere la sua centralità politica. Ma il processo di integrazione economica, culturale e sociale e in futuro politica resta irreversibile nel mondo globale e interdipendente nel quale siamo tutti immersi. La riflessione singolare e autorevole del federalismo europeo cosa può ancora insegnare e dare alla elaborazione di una nuova stagione europeista. L’incontro sarà condotto da un’attenta lecture di Giorgio Grimaldi. Grimaldi insegna Storia delle relazioni internazionali alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed è redattore del Bibliographical Bulletin on Federalism. A questo seguiranno tre incontri di approfondimento: lunedì 28 maggio, 4 e 11 giugno ore 18 presso la Sala Didattica del Polo del ‘900. Lunedì 28 maggio 2018 ore 18 I padri dell’Europa e il difficile processo di integrazione A cura di Gianfranco Morgando Lunedì 4 giugno 2018 ore 18 Quale Europa, il secolo breve e la parabola politica del continente A cura di Luca Rolandi Lunedì 11 giugno 2018 ore 18 Cittadinanza europea e globalizzazione A cura di Giorgio Aimetti     Il primo giugno alle 18 e 30, stessa sede, nell’ambito del progetto “Il futuro dell’Europa” la Fondazione Donat-Cattin – Polo del ’900 organizza una conferenza intitolata “Il futuro dell’Europa. Radici, crisi e nuova cittadinanza”. Tra i partecipanti Bernard Guetta, giornalista esperto di geopolitica, autore di Intima convinzione. Come sono diventato europeo (add editore), Lucio Caracciolo, direttore del mensile “Limes”, Franco Chittolina, già funzionario europeo presidente di Apice, Maurizio Cotta, docente di scienza politica all’Università degli Studi di Siena. Il convegno verrà moderato dal giornalista Luca Rolandi.   Pier Sorel       www.fondazionedonatcattin.it...

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Oltre cinquemila persone senza paura. Si è chiusa la IV edizione del Festival di Psicologia.

Pubblicato da alle 12:55 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Medicina, Spettacoli | 0 commenti

Oltre cinquemila persone senza paura. Si è chiusa la IV edizione del Festival di Psicologia.

  Niente paura al Festival di Psicologia. Niente paura, niente paura Niente paura, ci pensa la vita, mi han detto così Niente paura, niente paura Niente paura, si vede la luna perfino da qui Così cantava Ligabue qualche anno fa e, forse a questo appello o esortazione si è ispirato il Festival della Psicologia che si è concluso ieri a Torino con oltre cinquemila presenze dal titolo: Io non ho paura, con la direzione di Massimo Recalcati. Io non ho paura, era anche il titolo di un bellissimo film di Salvatores e probabilmente per psicologi, psicoanalisti, scrittori, giornalisti e filosofi l’interrogarsi sul tema della paura era captare qualcosa di importante legato all’attualità.   Nei 12 incontri in calendario, completamente gratuiti, alla Cavallerizza Reale si è radunato un pubblico numeroso, attento e interessato ad approfondire problematiche di grande attualità come paura, violenza e terrorismo, fenomeni ormai parte integrante della nostra vita che oggi è necessario comprendere per non rimanerne schiacciati.  In programma momenti di riflessione: 3 lectio magistralis che hanno affrontato Chi sono e cosa vogliono i terroristi, Violenza e terrore e Donne Islam e violenza; 2 conversazioni a tre voci che hanno esaminato il rapporto tra trauma e perdono e la possibilità di prevenire la violenza; 6 dialoghi che hanno visto confrontarsi diversi saperi, mondi e religioni e lo spettacolo teatrale Edipo Re. Grande successo dell’edizione 2018 del Festival della Psicologia anche nell’universo social: oltre 9.000 follower su Facebook e un seguito su LinkedIn più che raddoppiato nei giorni del festival. Gli organizzatori si sono dichiarati molto soddisfatti per l’ottima riuscita della manifestazione e per il largo consenso di pubblico intorno a temi di cruciale attualità. «L’ambizione del festival» spiega Alessandro Lombardo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e direttore organizzativo della manifestazione «è di portare la psicologia, gli psicologi sempre più vicino alla vita delle persone, trovando una strada che ci permetta di affrontare le paure che il vivere può metterci di...

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Piemonte: Due mesi di Start Up ferme ai blocchi di partenza.

Pubblicato da alle 12:14 in DOXA segnalazioni, Economia, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Piemonte: Due mesi di Start Up ferme ai blocchi di partenza.

Start Up. Piemonte culla di imprese innovative, incubatore di giovani con grande spirito d’iniziativa? Mah. Negli ultimi due mesi la regione subalpina non ha registrato la nascita di neppure una startup: al 5 febbraio scorso, le startup censite erano 472 e 472 risultano al 2 aprile; mentre nello stesso periodo, persino la piccola Valle d’Aosta ha avuto un fiocco rosa e la Liguria è passata da 159 a 165. In tutta l’Italia, le startup iscritte allo specifico registro nazionale sono salite a 8.895 dalle 8.330 del 5 febbraio, facendo segnare così un incremento del 4,3%. Le 655 startup attive nelle tre regioni del Nord Ovest rappresentano meno del 7,4% del totale del Paese, che vede sul podio la Lombardia con 2.132 iscritte al relativo registro camerale, al secondo posto il Lazio con 911 e al terzo l’Emilia-Romagna con 884. Il Piemonte è sesto, preceduto anche dal Veneto (822) e dalla Campania (657). La top ten delle startup è chiusa dal Trentino-Alto-Adige (230), che segue, nell’ordine, Sicilia (460), Toscana (392) e Puglia (337). Rodolfo Bosio...

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Torinesi a New York. Al Graduate Center si parla di Antropo-Scenari.

Pubblicato da alle 12:13 in DOXA segnalazioni, galleria home page, Pagine svelate, Università | 0 commenti

Torinesi a New York. Al Graduate Center si parla di Antropo-Scenari.

Nel cuore di Manhattan, all’angolo con l’Empire State Building, sulla 365 Fifth Avenue, si trova il Graduate Center, City University of New York, in questa importante sede è stato presentato un libro scritto da due docenti torinesi: Daniela Fargione e Carmen Concilio. Entrambe appartenenti all’Università di Torino, hanno curato un testo a più voci dall’impegnativo titolo «Antroposcenari. Storie, paesaggi, ecologie», edito per i tipi del Mulino. L’antropocene, parola a cui hanno aggiunto scenari è, secondo la Treccani “L’epoca geologica attuale, ossia l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche“. Il termine  antropocene fu coniato nel 2000 dal chimico olandese premio Nobel Paul Crutzen.   «Antroposcenari. Storie, paesaggi, ecologie» è il risultato del confronto e del dibattito aperto di vari studiosi di scienze umane ambientali (o «environmental humanities») su aspetti cruciali dell’Antropocene, l’era geologica in cui all’attività di un’unica specie – quella umana, appunto – si è attribuita la causa principale delle alterazioni sulla Terra. I saggi raccolti nel libro riflettono un ampio ventaglio di discorsi articolati con un preciso approccio critico interdisciplinare – dalla filosofia alla meteorologia, dalla letteratura alla sociologia, dalla linguistica alla cinematografia. L’obiettivo è far luce sull’antropizzazione che si ripercuote su clima, territori, paesaggi, sul sistema delle acque, su cibi e migrazioni, offrendo una visione panoramica – locale e globale – dei problemi ambientali in tutte le loro sfaccettature. Senza voler offrire soluzioni consolatorie, il volume intende rinnovare la nostra episteme, erroneamente radicata nella profonda e netta frattura tra natura e cultura. Come scrive Serenella Iovino nella prefazione, gli scenari dell’Antropocene pongono sfide che anche gli umanisti sono pronti ad accogliere, integrando i discorsi di tecnici e scienziati.  Ed è proprio la visualizzazione di questa condizione ibrida che occorre amplificare attraverso un discorso transdisciplinare. La complessità culturale e scientifica posta da fenomeni quali il riscaldamento globale, la perdita della biodiversità, l’insostenibile crescita della popolazione, la deforestazione, l’aumento della salinità dei mari, la desertificazione, le migrazioni, tanto per citarne alcuni, richiede una narrazione altrettanto complessa. Come scrive nell’introduzione al testo Daniela Fargione, le produzioni artistiche e letterarie – dai romanzi ai film, dalle fotografie alle poesie – descrivono le metamorfosi dell’Antropocene come fenomeni controversi, globali e correlati in un fitto intreccio di interconnessioni umane e non umane – una dimensione naturalculturale, per dirla con la teorica americana Donna Haraway – sicché l’ambiente non costituisce più un semplice sfondo per le storie narrate, bensì influisce sulle trame e sui personaggi generando traiettorie narrative del tutto nuove, dando spazio a prospettive multiple che includono il non umano e contribuiscono a «trovare una via d’uscita dall’immaginario individualizzante in cui siamo intrappolati». Le tremende verità su Katrina, tato per citare un esempio, sono affiorate attraverso un libro e un film, che hanno ben spiegato la catastrofe come un intreccio di politica, capitalismo, nuova guerra al terrorismo, a sua volta genitrice di nuove forme di nazionalismo, iper-patriottismo, cinismo… Come auspica Amitav Ghosh mentre si interroga sulle molteplici rotture che hanno sconvolto le nostre esistenze e che ora richiedono abitudini nuove (a partire proprio dalle nostre modalità narrative), non possiamo che augurarci una nuova messe di opere che trovino ispirazione da ciò che ci circonda. «Antroposcenari. Storie, paesaggi, ecologie» si propone questo esatto obiettivo: conciliare rigore scientifico ed estro creativo nell’intento di risanare le numerose storie monche che abbiamo letto finora sulle...

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“Donna, se’ tanto grande e tanto vali …” Il genio femminile nel tempo.

Pubblicato da alle 11:52 in DOXA segnalazioni, Eventi, Prima pagina | 0 commenti

“Donna, se’ tanto grande e tanto vali …” Il genio femminile nel tempo.

Festa della donna. “Donna, se’ tanto grande e tanto vali …” Una potenza ontologica che spiazza tutti ? La donna! Poeti, filosofi, teologi, pittori, artisti.  Parlarne in vista della giornata mondiale della donna, che ricorre l’8 marzo è un dovere lecito e voluto. Mi farò aiutare da due libri: Ogni storia è una storia d’amore di Alessandro D’Avenia e Generare Dio di Massimo Cacciari.   Due libri apparentemente contrapposti, due scrittori completamente diversi: filosofo veneziano il primo, letterato siciliano il secondo. In comune un argomento alquanto dibattuto e fortemente controverso: il genio femminile nel tempo e la potenza di Dio attraverso una donna. Il confronto è volutamente forzato per ribadire il grande dono della femminilità dentro la storia.   Le annunciazioni di Massimo Cacciari e le devozioni di Alessandro D’avenia  si incontrano nello splendore dell’arte e nella passione mitologica, che interroga e si interroga sul ruolo della donna, sia essa Euridice, la Vergine col Bambino, una caparbia e devota compagna o una cinica avversaria di vita. Ambedue gli scrittori tessono una lunga storia d’amore, ambedue parlano di riso, pianto, odio, perdono, di rabbia, pace, sofferenza o gioia.Il cammino intellettuale tracciato da Massimo Cacciari conduce il lettore alla scoperta del mistero dell’incarnazione, a meditare su Colei che medita e che nell’ombra genera la luce.   Attraverso gli eterni dipinti di Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Simone Martini, Lippo Lemmi, Piero della Francesca e il Beato Angelico, Massimo Cacciari quasi con timorosa meraviglia cerca di raccontare, per immagini, l’enigmaticità della storia di Maria. Una storia senza tempo, una storia generata nel tempo che sovrasta l’impossibilità di un “sì”. E’ difficile pensare ad una donna che sceglie di concepire perché prima è scelta, che genera senza conoscere di generare, che non smette di chiedere, di domandare, di penetrare il Mistero. Massimo Cacciari, attraverso queste icone mariane decanta una donna che ha saputo osare, che ha voluto vivere la vita di una scelta nella scelta di una Vita, attraverso la prova del turbamento, della paura, dell’angoscia, della rivelazione. La donna, per eccellenza: Maria! Colei che insegna ad interpretare il signum e ad accoglierlo, declinando un cammino in salita mai facile, ma felice. Le donne di Alessandro d’Avenia, invece, sono le donne di sempre, le donne che hanno reso grandi gli uomini “grandi” nel silenzio della solitudine o dell’abbandono, delle privazioni e delle rinunce. Muse ispiratrici tanto amate quanto odiate a volte, muse perseguitate, svuotate o esaltate. I destini di trentasei donne, che diventano custodi dei destini degli altri si dipanano lentamente sulla scia del sentimento amoroso e diventano donazione, abnegazione, tensione, follia, morte. Alessandro D’Avenia chiosa Ovidio più volte attraverso il mito di Orfeo ed Euridice, per liberare l’amore, per narrare attraverso i nomi delle donne presentate nel libro, la passione di anime inquiete, che vivono le follie dell’altro e per l’altro, incondizionatamente. Cacciari e D’Avenia, nella loro tensione ad infinitum suggellano una semplice verità: ogni donna è una presenza ontologica importante in ogni singola storia umana.   Figlia, madre, sposa, amante, educatrice, lavoratrice, la donna nella sua continua ricerca espressiva celebra se stessa in quanto dono. Festeggiare l’8 marzo allora significa festeggiare sempre, festeggiare il senso della forza e del coraggio di migliaia di donne, che ogni giorno nel proprio silenzio e con estrema discrezione sorridono alla vita e lottano per difenderla fino alla fine. Ricordare l’8 marzo significa richiamare...

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