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A Fossano la mostra di Leonardo Opera Omnia. Peccato le opere non ci siano, nemmeno una.

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A Fossano la mostra di Leonardo Opera Omnia. Peccato le opere non ci siano, nemmeno una.

Il titolo è grandioso quanto il nome dell’artista: Leonardo. Opera Omnia. Solo a sentirlo il piacere scatta sull’attenti, la curiosità, la gioia, la commozione di vedere le opere tutte, Omnia, del grande maestro raccolte tutte insieme in Italia. Come magnetizzate in un son punto e tra queste l’ineffabile Gioconda. Invece. Invece niente. Di opere nemmeno l’ombra. Eppure dietro a questa fakenews artistica c’è la Rai, Rai Com, Comune di Fossano, Diocesi di Fossano e Progettomondo.mlal, in collaborazione con Fondazione Artea e Regione Piemonte. Ma soprattutto c’è il nome di Antonio Paolucci come curatore. La mostra che non c’è, 21 settembre 2018 – 13 gennaio 2019, è stata collocata presso il Castello degli Acaja (piazza Castello), il Museo Diocesano (via Vescovado, 8) e la Chiesa della Santissima Trinità (via dell’Ospedale, 2). Cosa significa che la mostra non c’è. Semplice, le opere non ci sono. In loro vece si potranno vedere delle immagini.  Così recita la comunicazione della mostra: Grazie all’utilizzo di sofisticate tecniche digitali ed a un sapiente uso delle luci, il visitatore viene virtualmente collocato di fronte all’opera originale, – no non è l’originale dipinto da Leonardo,  arrivando a vivere l’esperienza emozionale che la fruizione dei grandi capolavori suscita. L’esperienza emozionale di un pixel, nemmeno di un falso ben dipinto. Ma se è un alias, una riproduzione virtuale, virtuale allo stesso modo sarà l’emozione. Anche questa un falso. Un’impostura del cuore attraverso gli occhi ed un biglietto a pagamento. Acquisite con il contributo di numerosi fotografi professionisti e successivamente sottoposte a controllo e restyling, le riproduzioni sono conformi agli originali e in altissima risoluzione. Sono inoltre dotate di un sistema di retroilluminazione sofisticato che, permettendo di regolare l’intensità luminosa e la temperatura di colore, garantisce una resa ottimale nei diversi ambienti.  Parallelamente alle fotine delle opere di Leonardo saranno organizzati numerosi eventi collaterali. Questi per fortuna sono veri e meritano la gita. Tra queste una lectio magistralis della professoressa Paola Salvi, docente dell’Accademia di Brera. Il Cenacolo di Leonardo: istantanea di un evento. Un incontro a cura di Mons. Pierangelo Chiaramello con la partecipazione di “Voci fuori dal coro” del M° Beccaria, giovedì 25 ottobre, alle ore 20.00, presso la Chiesa della SS. Trinità. Attraverso Leonardo… arte, fede e musica. Un percorso alla scoperta di tre dipinti dell’artista in compagnia del quartetto d’archi della Fondazione Fossano Musica, del diacono Paolo Tassinari e della prof.ssa Barbara Villosio. Gli appuntamenti: domenica 4 novembre, l’“Adorazione dei Magi”; domenica 11 novembre, “San Giovanni Battista”; domenica 18 novembre, “La Vergine delle Rocce”. Tutti gli incontri si terranno presso la Chiesa dei Battuti Bianchi (largo Camilla Bonardi, Fossano), alle ore 20.45. L’ipotesi più felice su questo moda di mettere in scena un castello di specchi virtuali risiede forse nella nostalgia. La nostalgia dell’originale, del vero, del quadro fatto di colore, tela e tempo. Un sentimento che scateni il desiderio di mettersi in viaggio per raggiungere un museo, cercare la sala dove l’opera è alloggiata e lì di fronte, in piedi, poter distinguere il vero dal virtuale. Buon viaggio.      ...

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Perché le famiglie con neonati dovrebbero visitare un museo?

Pubblicato da alle 13:24 in DOXA segnalazioni, galleria home page, Mostre, Spettacoli | 0 commenti

Perché le famiglie con neonati dovrebbero visitare un museo?

Prima era toccato ai cani, adesso anche ai neonati. Inclusi e attesi senza più barriere nei musei cittadini. Infatti a partire dal 14 settembre, l’Anagrafe Centrale di Torino distribuirà all’atto dell’iscrizione delle nascite, il “Passaporto Culturale” che, grazie alla partnership con  Abbonamento Musei, consentirà a  tutte le famiglie per il primo anno di vita del bambini il libero accesso a 32 musei del Piemonte accreditati “Family and Kids friendly”. Che l’anagrafe a stento riesca a rinnovare una carta d’identità, se non dopo tempi infiniti, è una pura formalità, niente può fermare la corsa dentro ai corridoi museali di novelli genitori e dei loro infanti come fossero i protagonisti di Band à part. Il film di Godard dove il Louvre viene attraversato di corsa dai protagonisti in 9 minuti a 45 secondi. Probabilmente lo stesso tempo che si impiega oggi per cambiare un neonato.   Quindi bambini e cani, tutti insieme per una vera esperienza culturale. Questo il trend. Cosa poi si vada a vedere diviene in fondo relativo; i cani possiedono un’innata tolleranza all’uomo e di conseguenza ai suoi manufatti, i nuovi nati tra una poppata e un sonnellino affidano a qualche vagito il senso critico, anche se qualcuno sostiene che: Oggi sono scientificamente provati gli effetti di diversi stimoli sensoriali su specifiche aree del cervello e sui meccanismi psiconeuroendocrini che influenzano la capacità di relazionarci con noi stessi e l’ambiente che ci circonda. La partecipazione culturale attiva e la qualità dell’ambiente sono risorse che contribuiscono al ben-essere, alla rigenerazione, allo sviluppo e al potenziamento creativo partendo dai primi 1000 giorni, che sono così determinanti per la crescita bio-psico-sociale”, a sottolineare il concetto  è la dottoressa Chiara Benedetto, Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna. Se l’accessibilità è un concetto primario certamente importante resta il dubbio di come la cultura sia invece trattato, dalla politica, da tema sempre secondario o, capovolto fino a divenire vassallo ad una prassi, invece che di una proposta di ampio respiro. Perché se sull’accessibilità si è ben lavorato sulla prospettiva di cosa proporre al pubblico la sensazione è che sia lasciato molto al caso e il più delle volte le scelte siano compiute a caso o per puro caso. Insomma un casus fortunatamente senza belli su cui combattere. E’ probabile che si ritenga un segnale di innovazione lasciare anni indietro il Louvre di Parigi e il Moma di New York che non permettono l’ingresso ai quadrupedi, forse che  la contemplazione delle opere è considerata qualcosa di diverso da una gita al parco con il guinzaglio in mano. Il bello. Nel rilascio dei conteggi dei visitatori potremo così leggere con intimo piacere: tot visitatori per la mostra x, di questi 18 cani di piccola taglia, un alano, un dobermann e ben 12 neonati.  Perché, quindi, le famiglie con neonati dovrebbero visitare un...

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Il diritto d’autore dopo il voto del Parlamento Europeo. Il copyright Gattopardo.

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Il diritto d’autore dopo il voto del Parlamento Europeo. Il copyright Gattopardo.

Il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione sulla riforma del diritto d’autore, che include norme specifiche per proteggere le piccole imprese e la libertà di espressione. Il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con i Ministri UE al fine di giungere ad un testo definitivo è stata approvato con 438 voti a 226, con 39 astensioni. Il testo apporta alcune modifiche importanti alla proposta della commissione affari giuridici di giugno. Le grandi compagnie web dovrebbero condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti Molte delle modifiche apportate dal Parlamento alla proposta originaria della Commissione europea mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News. Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (PPE, DE) ha dichiarato: “Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei. Il dibattito su questa direttiva è stato molto acceso e credo che il Parlamento abbia ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse. Abbiamo quindi affrontato le preoccupazioni sollevate in merito all’innovazione escludendo dal campo di applicazione i piccoli e micro aggregatori o piattaforme. Sono convinto che, una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore“. Pagamento equo per gli artisti e i giornalisti, incoraggiando al tempo stesso le nuove imprese La posizione del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d’autore. Questo vale anche per i cosiddetti snippet, dove viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie. In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità. Allo stesso tempo, nel tentativo di incoraggiare le start-up e l’innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web. Tutela della libertà di espressione I deputati hanno introdotto nuove disposizioni che hanno lo scopo di non ostacolare ingiustamente la libertà di espressione che caratterizza Internet. Pertanto, la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a “parole individuali” come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright. Qualsiasi misura adottata dalle piattaforme per verificare che i contenuti caricati non violino le norme sul diritto d’autore dovrebbe essere concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto. Wikipedia e software open source esclusi Il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione...

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La tragedia aerea di Miss Charlotte verrà celebrata a 2800m. Una storia di guerra da ricordare.

Pubblicato da alle 12:39 in D'Uomo, DOXA segnalazioni, Prima pagina | 0 commenti

La tragedia aerea di Miss Charlotte verrà celebrata a 2800m. Una storia di guerra da ricordare.

  Domenica 16 settembre si terrà la giornata di ricordo della tragedia aerea di Miss Charlotte: nove uomini del B17 dell’855 gruppo bombardieri dell’USAAF che nella notte del 10 settembre 1944 si schiantarono sulla cresta del Gran Miol in Valle Argentera mentre trasportavano armi, munizioni e viveri da paracadutare alle formazioni partigiane della Valle Pesio. Una giornata pensata non solo per commemorare il fatto storico, ma soprattutto per tenere vive, attraverso il ricordo, le personalità e le vicende di coloro che, giovani e giovanissimi, morirono in questa azione. Le loro vite rimaste come sospese, sono ferme a quella notte del 1944 e oggi diventano un’occasione per ricordare il dramma della guerra e la sua attualità La storia di Miss Charlotte “……Il 10 settembre del 1944 volava un B17 dell’855 gruppo bombardieri dell’USAF – Miss Charlotte- con 9 uomini di equipaggio- proveniente da Algeri e destinato a paracadutare viveri, armi e munizioni alle formazioni partigiane cuneesi. Miss Charlotte a causa di una tempesta di neve aveva perso la rotta spostandosi troppo verso nord rispetto alle valli di Cuneo. Era riuscito a infilarsi nella valle Argentera attraverso il Passo di Frappier (2891 mt.) e, soprattutto, a evitare miracolosamente il Gran Queyron (3060 mt.) a sinistra e la cima Frappier (3030 mt.) e arrivare sopra Sestriere. Li il comandante si era reso conto di aver sbagliato rotta e presumibilmente decise di tornare ad Algeri facendo rotta a sud/sud ovest. Pensando di essere a una altezza sufficiente per superare lo spartiacque della valle Argentera si andò a schiantare sulla cresta che porta al Gran Miol (2995 mt) esplodendo, tra le rocce che dividono le due biforcazioni della valle Argentera – la Valle del Gran Miol e la Valle Lunga. Per i nove uomini dell’equipaggio (il pilota John R. Meyers, il Copilota Darl J. Heffelbower, il navigatore Ian S. Raeburn, Bombardiere Raymond L. Wilson, l’operatore Radio Ernest G. Kolln, e gli addetti alle mitragliere Donald C. Pullis, Robert B.Lloyd, Louis H.Simpson e Walter H.Bildstein) non ci fu scampo. Il primo ad accorgersi di quello che era successo fu il capitano della milizia Vittorio Bianco stanziato a Sestriere che in quella notte di neve e nebbia sentì dapprima il rombo dell’aereo che sorvolava Sestriere, che riprendeva la rotta verso sud e poi l’esplosione. I resti dei piloti vennero prima tumulati a Sauze di Cesana e poi, a guerra finita, raccolti da due ufficiali americani e sepolti prima in un cimitero militare americano presso Pisa e dopo due anni trasferiti negli Stati Uniti….”. Il programma della giornata ~ Pian della Milizia – quota 2104 mt. (Valle Argentera)   Ore 11,00 – Alzabandiera Italiano e Americano   Ore 11,15 Saluto Autorità: Consiglio Regionale del Piemonte, Sindaco Sauze di Cesana, Brigata AlpinaTaurinense, saluto del rappresentante dell’Associazione Aero-Re.L.I.C. (Research, Locate and Identify Crashes) che nel 1992 ritrovò e mappò i resti del B17   Ore 11,30 Santa Messa celebrata dal Parroco di Sauze di Cesana Don Paolo Molteni in suffragio dei 9militari americani caduti   Al termine della cerimonia l’A.N.A. – Associazione Nazionale Alpini di Pianezza preparerà il pranzo alcampo con polenta, salsiccia e formaggio   Ore 14,30 Salita con i mezzi alla Bergeria del Gran Miol (2410 mt.) e, a piedi, al monumentocommemorativo (2800 mt). Il tratto di strada da ponte Montenero al pian della Milizia ancorché in...

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Eurolab: 50 artisti ridisegnano l’Europa. A Strasburgo si esplorano nuove idee per la Ue.

Pubblicato da alle 19:05 in .Arte, DOXA segnalazioni, Innovazione, Prima pagina | 0 commenti

Eurolab: 50 artisti  ridisegnano l’Europa. A Strasburgo si esplorano nuove idee per la Ue.

A Strasburgo si preparano una serie di workshop per esplorare nuove idee con cui comunicare l’Unione Europea in vista delle prossime elezioni europee del maggio 2019. L’architetto olandese Stephan Petermann ha presentato al Parlamento europeo Eurolab: il progetto realizzato da 50 tra artisti, creativi ed esperti di comunicazione provenienti da tutta Europa. Eurolab ha l’obiettivo di esplorare nuove forme di comunicazione per rappresentare e comunicare l’Unione europea in vista delle prossime elezioni europee del 23-26 maggio 2019. I promotori del progetto sono Rem Koolhaas, artista tedesco fondatore di OMA, Wolfgang Tillmans e Petermann stesso. Petermann ha partecipato a diversi workshop negli edifici del Parlamento europeo, in cui sono state raccolte oltre 400 proposte, provenienti da 43 paesi. Secondo Rem Koolhaas, Wolfgang Tillmans e Stephan Petermann: “Nonostante tutte le sue carenze e tutte le difficoltà di un processo politico così complesso, l’UE svolge il suo ruolo e produce risultati. L’Unione europea non ha bisogno di una riprogettazione, ma ha di un aiuto per ben calibrare le sue qualità. Queste difficoltà non possono essere identificate come colpe o errori ma rimangono un nostro problema comune. Nello spirito di portare i cittadini al voto, questo sforzo avrà il merito di rendere visibile ad un vasto pubblico il successo della collaborazione europea”. L’Office for Metropolitan Architecture (OMA) è uno studio di architettura olandese con sede a Rotterdam, fondato nel 1975 tra gli altri dall’architetto olandese Rem Koolhaas. OMA ha uffici a Rotterdam, New York, Pechino, Hong Kong e Doha. Lo studio fa anche parte di AMO, un “think tank”, anch’esso fondato da Koolhaas, dedicato alla produzione di opere non architettoniche, come mostre, campagne di branding, editoria o pianificazione energetica. Questo studio di ricerca e idee opera al di là dell’architettura e dell’urbanistica, in settori come la sociologia, la tecnologia, i mezzi di comunicazione e la politica. Stephan Petermann è stato coordinatore del progetto presso il padiglione centrale “Elements of Architecture” alla biennale di architettura di Venezia e Curatore di OMA “Book Machine” presso la galleria AA di Londra. Le sue passioni sono la storia dell’architettura, l’urbanistica e la ricerca.  ...

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Torino Spiritualità dice: «I would prefer not to». Un Preferirei di No, che aiuta a crescere.

Pubblicato da alle 18:29 in DOXA segnalazioni, galleria home page, Spettacoli | 0 commenti

Torino Spiritualità dice: «I would prefer not to». Un Preferirei di No, che aiuta a crescere.

Una vecchia e amata canzone di Vasco Rossi si intitolava “C’è chi dice no”. Non sarà certamente stato il rocker di Zocca ad influenzare i curatori della rassegna spirituale torinese, ma certo fa un certo effetto partire da una negazione. Qualcosa di incalpestabile esiste e bisogna sottrarlo alla morsa del mondo. Si tratta della provocazione della negazione, il non ci sto. Eppure viviamo nel mondo del no presunto, forse meglio nel mondo dell’indifferenziato e indistinto si & no a tutto ciò che si presenta difficile da raggiungere, o semplicemente frutto di una scelta.  “Preferisco di no” è dunque  Torino Spiritualità 2018, in programma dal 26 al 30 settembre in città, concentra la sua riflessione, aperta e dialogante come sempre con centinaia di dibattiti, animati da relatori e uditori , con camminate, meditazioni e  incontri i in cui i  i protagonisti sono tutti pubblico e oratori.  “Preferisco di no” dice il curatore Armando Buoinauto, come “soprassalto di consapevolezza che pressioni, recinti e conformismo non riescono a contenere, che mentre nega allo stesso tempo afferma. Preferisco di no, risposta, breve, gentile ma irriducibile, per esprimere il proprio dissenso contro l’opacità dei tempi”, titolo ispirato alla frase di un personaggio letterario che è parsa di grande attualità. Davanti alla constatazione di un mondo dove si è sempre più connessi ma allo stesso tempo più soli, e alla necessità di guardare dentro noi stessi per porci domande senza mai scegliere la soluzione più semplice. Pertanto siamo in presenza di un “no gentile”, non emblema di rassegnazione bensì azione coraggiosa di opposizione al male, alla deriva di senso, per dare una anima e un cuore all’argomento ostico su cui si concentra la 14/a edizione della rassegna. La preferenza del “no” in una società in cui tutto si sperimenta e si ostenta è una prova etica e spirituale per orientarsi in modo diverso con la realtà. Tema scelto in omaggio allo scrivano Bartleby del racconto di Herman Melville, si ritrova ora a “calzare a pennello l’attualità” che guarda con attenzione alla situazione politica del paese e a diversi atteggiamenti della contemporaneità, tra no alla paura, all’oblio, all’individualismo e alla cancellazione della verità.      Nel programma sono presenti questi filoni: i no della religione, cominciando dalla religione cristiana e dalla figura di Gesù che il Vangelo presenta da subito come ‘segno di contraddizione’. Moltissime le proposte e articolate su temi di frontiera e sul mistero della realtà spirituale. L’ingresso agli incontri è gratuito, salvo dove diversamente indicato. Per gli appuntamenti a pagamento, la biglietteria al Circolo dei lettori è aperta da martedì 4 settembre, dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 21.30 e domenica 30 settembre dalle ore 9.30 alle ore 21. Informazioni sui biglietti per gli spettacoli e appuntamenti a pagamento e il programma completo di Torino Spiritualità sul sito della rassegna. http://www.torinospiritualita.org Luca...

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Paziente, pieno di riguardi, svelava le verità più ciniche e fredde nascoste dentro i cliché.

Pubblicato da alle 18:14 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Pagine svelate, Spettacoli | 0 commenti

Paziente, pieno di riguardi, svelava le verità più ciniche e fredde nascoste dentro i cliché.

Circolo dei Lettori di Torino Al sostantivo experience, legato al proprio nome, chissà quali elucubrazioni impervie e dissennate avrebbe dato fiato David Foster Wallace. Lo scrittore morto suicida dieci anni fa, che oggi, forse a sua insaputa, raccoglie un foltissimo numero di devoti ai suoi incredibili e bellissimi libri. Il Circolo dei Lettori, oltremodo impavido, ha organizzato il Wallace Experience, una serata in sua memoria. Per rimanere fedeli al titolo: “A special Indie Night” per ricordare, rileggere e, qui senza più barriere, amare David Foster Wallace addirittura per sempre. Giuro hanno davvero così scritto. Traduzione: il sopraffino, grandioso David Foster, colmo di gusto della parola, è già stato tradito da questo tipo di presentazione, più del marito di Emma Bovary. Il 12 settembre dalle 18 in comincerà il bello di pensare ad un tributo, per avventurarsi nelle sue fissazioni, come il tennis, la matematica e la politica; per conoscerlo e riscoprirlo – triste, comico, commovente. Per l’occasione, si alterneranno gli interventi del giornalista RAI Antonio Sgobba, collaboratore di Wired e La Lettura, Contro il fatalismo; di Maurizio Codogno, su Una cultura è meglio che due. DFW e la matematica: una relazione particolare; Martino Gozzi, della Scuola Holden Storytelling. Hamilton Santià, con Di cosa ridiamo quando non c’è più niente da ridere indaga il rapporto tra lo scrittore e la politica, a partire da quando Rolling Stone affidò proprio a Wallace un reportage sulla campagna elettorale di John McCain, all’epoca candidato alle primarie repubblicane. Dalle ore 21.30 al via la Special Indie Night, racconto curato da Davide Ferraris, Sara Lanfranco e Francesca Marson, mix di linguaggi, video, musica e oralità, che vede tra i protagonisti Marco Cassini, editore di SUR e già fondatore di minimum fax, casa editrice che ha portato in Italia le opere di Wallace,  Marta Ciccolari Micaldi La McMusa,blogger esperta di americanistica Giulia Muscatelli, curatrice di Brave con la lingua (Editori Riuniti) che racconta Questa è l’acqua attraverso delle speciali Instagram Stories. La storiella, strepitosa per semplicità e profondità, legata all’acqua che Wallace narrò al Kenyon college, il 21 maggio 2005, è questa;   Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?” Forse è sufficiente questo piccolo apologo per adorarlo o come scrivono quelli del Circolo: Perché ci ha spezzato il cuore con affermazioni come questa: «A me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata. E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant’anni, non ci sarà nessuno. (…) E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti. E anche alla nostra smania di sperperare le cose». Perché, dopo aver letto Infinite Jest, abbiamo sentito il bisogno di telefonare a qualcuno, troppa era la solitudine che scaturiva da quelle pagine. Perché poteva scrivere di qualsiasi cosa – tennis, dipendenze, medicina, vita di tutti i giorni – e insegnava comunque come l’ironia, che utilizziamo spesso a sproposito, maschera i nostri veri sentimenti. Perché, anche se la parola “genio” è abusata, a lui si addice...

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Maria Montessori e la pedagogia del fare, con tenerezza.

Pubblicato da alle 16:47 in DOXA segnalazioni, galleria home page, talenTO | 0 commenti

Maria Montessori e la pedagogia del fare, con tenerezza.

Che cos’è l’apprendimento individualizzato? E’ un metodo per formare individui competitivi o persone libere e felici? Che cos’ è diventata oggi la scuola? Che cosa dovrebbe essere? Quale valore dovrebbe avere oggi l’educazione? Ma è davvero un valore? Sta per iniziare la scuola e molti genitori si sono posti questi quesiti ed altri ancora. Ma quello che sicuramente in parte può risolvere il grande enigma della formazione è uno solo: sono disposto a mettermi in gioco per il bene di mio figlio? Perché dalla risposta che ogni genitore si dà, si deduce la disponibilità ad educare ed essere educato: a collaborare.  La formazione di un individuo è la base di ogni missione umana, di ogni scelta, di ogni opportunità.   Non è cosa di poco conto. Puntare sulla formazione vuol dire valorizzare la competenza e non la competizione, la conoscenza e non l’inutile divulgazione, la sostanza e non la forma: la motivazione individuale e collettiva. Ultimamente si sta riproponendo in molte scuole italiane il metodo Montessori, un percorso educativo che aiuta il bambino ad esprimere se stesso nel rispetto dei suoi tempi, modi e libertà espressive. Innovativo rispetto al metodo tradizionale, il metodo Montessori considera e accompagna l’intero sviluppo dell’essere umano: dalla nascita alla maturità. L’approccio olistico montessoriano esamina il lavoro di costruzione e di trasformazione dell’individuo nelle diverse fasi della crescita e attraverso tutti i suoi periodi formativi, sensitivi e creativi. L’educazione – come affermava Maria Montessori, medico, pedagogista e scienziato – non è un solo episodio della vita, ma una forma intrinseca che aiuta l’individuo a crescere e maturare, a scegliere e ragionare, ad esprimere in maniera assertiva la propria personalità. Il termine educare deriva dal latino educĕre, ex-ducere, portare, condurre fuori. In poche parole: far vedere che cosa l’individuo possiede dentro di sé, esternare i suoi saperi e le sue potenzialità, le sue passioni, desideri, affetti. Sogni. Senza aver paura di sbagliare.  Famoso in tutto il mondo, molto utilizzato in America e Regno Unito, il metodo Montessori è poco valorizzato in Italia. Perché? Se è un ottimo metodo educativo? Non ci sono gli spazi, i materiali e il personale docente non è preparato a questo genere di approccio didattico? In parte è vero. Oppure: le caratteristiche strutturali del sistema nazionale di formazione e istruzione non contemplano l’investimento in competenze-chiavi quali la creatività, l’esercizio del senso critico, l’autovalutazione, l’autodeterminazione? La scuola italiana utilizza un metodo lineare d’insegnamento, molto nozionistico e poco attento allo sviluppo affettivo dell’individuo. Ultimamente alcuni pedagogisti hanno capito quanto sia importante la sfera emotiva nella costruzione del sapere e della personalità dell’individuo. Si è fatto tanto, ma ancora molto deve essere fatto per migliorare quest’ambito costruttivo della conoscenza, soprattutto nell’adolescente. Come il bambino anche l’adolescente deve essere educato a lavorare con ordine, precisione, indipendenza. Per diventare ed essere un individuo consapevole, con una forte personalità e un deciso pensiero critico, non collerico o competitivo, socievole e sicuro di sé. Maria Montessori l’aveva capito più di un secolo fa: “l’educazione comincia dalla nascita“. Il percorso formativo dura per tutta la vita. Capirlo e incentivarlo nella scuola vuol dire migliorare l’interazione sociale, lo stile comportamentale e relazionale, la proattività, la responsabilità, la comprensione e la fiducia in se stessi. E questo dovrebbe essere l’obiettivo finale di ogni percorso formativo. La fiducia in se stessi è un fondamentale...

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Aumentate di oltre il 71% le denunce di estorsione. Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata.,

Pubblicato da alle 19:50 in DOXA segnalazioni, Economia, Prima pagina | 0 commenti

Aumentate di oltre il 71%  le denunce di estorsione. Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata.,

Quasi mille le denunce di estorsione fatte nelle tre regioni del Nord Ovest, nel 2016 (ultimi dati disponibili). Nel 2010 erano state 566. Da allora sono aumentate di oltre il 71% (due anni fa, per la precisione, sono state 970). Un tasso superiore al 59,7% medio nazionale.  L’aumento appare ancora più significativo se si considera che le estorsioni e, soprattutto l’usura, sono reati che le vittime tendono a non denunciare, per paura di gravi e pericolose ritorsioni anche sulla propria persona e sui propri familiari. D’altra parte, le estorsioni e l’usura sono prevalentemente praticate dalle organizzazioni di stampa mafioso che, notoriamente, usano metodi molto “convincenti” per ottenere quello che vogliono e per dimostrare la loro forza. Non per nulla, le denunce per usura restano limitatissime (mediamente circa 400 all’anno, in tutta l’Italia e una trentina nel Nord Ovest), nonostante la legge che mira ad aiutare le vittime, le quali, però, per ottenere i benifici previstati dalle norme, devono innanzi tutto presentare la denuncia alle forze dell’ordine. Un atto che richiede coraggio. L’usura è una piaga in fortissima espansione, un po’ in tutto il Paese, a prescindere da quello che dicono le statitistiche, le quali, in questo caso non rispecchiano la situazione reale. L”usurato si vergogna della sua situazione, tende a nascondere il problema persino ai familiari, teme per l’incolumità sua e dei suoi cari e, fra l’altro, spesso è convinto che il suo strozzino sia l’unico in grado di aiutarlo concretamente, dandogli ulteriori soldi, che, comunque, porteranno la vittima alla rovina economica definitiva e, in qualche caso, al peggio. L’usura è lo stadio finale del sovraindebitamento, cioè della condizione generata dai troppi debiti, diventati perciò insostenibili. Il sovraindebitamento, a volte involontario (per esempio, quando è provocato da forti spese impreviste o dalla perdita del lavoro piuttosto che da costose separazioni), però, è un problema ancora risolvibile, pur comportando l’inaccessibilità a ulteriori prestiti da parte del sistema bancario e finanziario. Il sovraindebitato, infatti, può essere aiutato dalle fondazioni antiusura, le quali hanno i mezzi e le capacità per evitare alle famiglie di finire nelle grinfie dei “cravattari”, ristrutturando i loro debiti, garantendo un nuovo finanziamento bancario e insegnando l’uso responsabile del denaro. Tornando ai dati, rielaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, le denunce di usura nel 2016 sono risultate 21 in Piemonte, sei in Liguria e una in Valle d’Aosta. Invece, le denunce per estorsione sono state 646 in Piemonte (+ 57,9% rispetto al 2010), 305 in Liguria (+98,1%) e 19 in Valle d’Aosta (+533,3%). Infatti, nel 2010, la regione alpina ne aveva registrate 3, il Piemonte 409 e la Liguria 154. A livello nazionale, le denunce per estorsione sono passate dalle 5.992 del 2010 (nel Nord Ovest 566) alle 9.568, con un incremento del 59,7%, equivalente a 3.576 unità. Come sottolineato dalla Cgia, associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, secondo i dati di Transcrime, centro di ricerca dell’Università Cattolica di Milano, il fatturato complessivo dell’estorsione organizzata oscilla, in Italia, tra i 2,7 e i 7,7 miliardi di euro all’anno. Courtesy Enordovest. http://www.enordovest.com/2018/08/quasi-mille-denunce-locali-di.html Rodolfo...

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Regione Piemonte. 48 leggi nel nuovo testo unico per la cultura.

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Regione Piemonte. 48 leggi nel nuovo testo unico per la cultura.

Dal 1° gennaio 2019 la cultura piemontese sarà regolamentata da un testo unico che dovrebbe portare il settore in sintonia con lo scenario attuale e costituire la base per sviluppare politiche articolate in una dimensione di unitarietà e trasversalità. Disposto con un progetto di legge approvato dal Consiglio regionale, e fortemente voluto dalla Giunta. “Un traguardo importante – dice l’assessore Antonella Parigi – che conclude un percorso partecipato inaugurato con gli Stati generali”. Tra i temi principali figurano la definizione della cultura quale generatrice di un significativo valore economico, una programmazione triennale del settore e delle risorse, il ruolo della Regione in materia. Queste le premesse per la legge che dal 2019 in poi vedremo attuarsi e provare a rispondere ad un sistema divenuto nel tempo sempre più grande, diversificato e ricco di proposte. “Il significativo valore economico” meriterebbe un’ermeneutica a sé, anche solo per capire se fare programmazione culturale sia una nuova declinazione del fare finanza. Le associazioni culturali che si confronteranno con le nuove disposizioni ad oggi hanno dato solo deboli segnali, attendono il testo completo anche se qualcuno teme che la programmazione triennale invogli e privilegi quelle maggiormente strutturate rispetto a quelle minori o prive di un esperto economista all’interno. Per saperne di più abbiamo interpellato il Consigliere Daniele Valle, presidente della Commissione cultura e relatore di maggioranza del testo approvato. A GazzettaTorino ha detto: “Abbiamo approvato un’ottima legge di sistema, che semplifica l’intero settore della cultura e garantisce trasparenza e continuità nella programmazione.  La legge, abrogherà trentadue leggi esistenti e le racchiuderà in un solo testo, in modo che tutti gli operatori del settore possano riferirsi ad uno strumento unico per sviluppare le proprie attività con le necessarie sicurezze per la programmazione. E’ importante ricordare – prosegue – che si è arrivati al testo definitivo attraverso il grande percorso partecipato degli Stati Generali della Cultura che ha coinvolto operatori ed associazioni di categoria di tutto il Piemonte.  Ammodernare, abrogare e semplificare vuol dire anche rendere più accessibili e comprensibili le nostre leggi per i cittadini, aumentarne il tasso di democraticità. Non abbiamo solo stabilito indirizzi per i singoli settori, quali spettacolo dal vivo, cinema, biblioteche, archivi, istituti storici, minoranze linguistiche, musei ma abbiamo lavorato molto su interventi trasversali quali l’accessibilità per i diversamente abili di produzioni e beni culturali, l’attenzione al paesaggio e agli itinerari storici e artistici, il coinvolgimento di imprese e cooperative culturali, la tutela dei lavoratori e la valorizzazione del volontariato, le nuove tecnologie, la sperimentazione e la commistione di generi e strumenti. Il tutto senza dimenticare le risorse, che ci impegniamo ad aumentare di anno in anno e che vogliamo offrire anche con strumenti diversi dal semplice contributo: convenzioni e bandi triennali, fideiussioni, contributi per investimenti in conto capitale e in conto corrente. Questa legge parte dall’idea per noi fondamentale che la cultura sia un enorme valore per il Piemonte, non solo in senso storico e artistico ma anche in chiave di sviluppo e di rilancio produttivo”. La dichiarazione rappresenta il lungo lavoro fatto per giungere ad un testo che possa essere realmente utile per coloro che lavorano nel settore. La speranza è che alle dichiarazioni seguano poi fatti concreti. Resta per esempio scoperto il cruciale nodo dell’erogazione dei fondi in tempi certi. Un tema sollevato in tutti i modi durante gli “Stati...

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