ONG Piemontesi

Il coordinamento delle organizzazioni piemontesi per la cooperazione internazionale e l’educazione alla cittadinanza mondiale www.ongpiemonte.it

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Parte da Torino il progetto “Dedicati” dell’associazione ACTO. Incontri di bellezza per prendersi cura di sé

Pubblicato da alle 12:43 in galleria home page, Innovazione, Medicina, ONG piemontesi | 0 commenti

Parte da Torino il progetto “Dedicati” dell’associazione ACTO. Incontri di bellezza per prendersi cura di sé

E’ stata presentata a Torino la prima tappa della campagna “Dedicati, Incontri di bellezza per prendersi cura di sé”, all’Ospedale Sant’Anna, Città della Salute e della Scienza di Torino.   La scelta del nome rappresenta al meglio la sensibilità di un progetto che come la lingua italiana, cambiando l’accento su una vocale, muta il senso di un vocabolo. Dedicati va pronunciato e inteso come verbo riflessivo, invita ad occuparsi di se stessi. Con diversa sfumatura d’accezione e di pronuncia Dedicati sono i promotori di questa iniziativa che riguarda un tema delicato e importante, ossia le donne affette da tumore ovarico. A muoversi in questa direzione è l’associazione nazionale ACTO, Alleanza contro il Tumore Ovarico – prima rete nazionale di associazioni pazienti impegnata nella lotta contro il carcinoma ovarico. Fondata nel 2010 da un gruppo di pazienti e di ginecologi oncologi e attualmente presieduta da Nicoletta Cerana. Acto  è  presente a Milano, Torino, Monza, Roma, Napoli e Bari e promuove iniziative volte a migliorare la conoscenza della malattia. Obiettivo dell’iniziativa torinese è offrire la possibilità di ritrovare, grazie all’aiuto degli esperti, un po’ di serenità. Dal 26 al 30 novembre all’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna, verranno proposti a tutte le pazienti trattamenti estetici, completamente gratuiti, per la cura dell’immagine. La campagna è realizzato con il supporto non condizionato di TESARO, un’azienda biofarmaceutica focalizzata in oncologia e dedicata ad offrire terapie innovative a persone che coraggiosamente affrontano il cancro e in partnership con APEO (Associazione Professionale di Estetica Oncologica), La Volpe Scalza e Francesca Ragone. In apposite sale messe a disposizione dall’ospedale, durante la settimana e previo appuntamento, le estetiste oncologiche di APEO offriranno alle pazienti trattamenti a scelta tra manicure, pedicure, trattamento viso, massaggio linfodrenante personalizzato della durata di un’ora mentre l’esperta d’immagine Francesca Ragone e gli esperti di parrucche dello staff di La Volpe Scalza dispenseranno consigli di stile individuali e di gruppo. In Italia 50.000 donne convivono con un tumore ovarico mentre sono 5.200 i nuovi casi ogni anno, di cui 420 in Piemonte. Il tumore ovarico è purtroppo una patologia grave, con percorsi di cura che influiscono pesantemente sul corpo e sulla psiche delle pazienti, arrivando a influenzare persino la risposta alle stesse terapie. In questo quadro, prendersi cura di sé, del proprio corpo e della propria bellezza aiuta ad affrontare meglio le cure. “Sostenere le pazienti e offrire loro opportunità terapeutiche innovative fa parte dell’impegno di TESARO nella lotta al tumore ovarico. Per questo motivo abbiamo voluto supportare questa bellissima iniziativa promossa da ACTO e siamo orgogliosi di poter essere al loro fianco, innanzitutto nel sostenere una sempre più capillare informazione su un tumore femminile così insidioso e subdolo, – ha affermato Roberto Florenzano, Vicepresidente e Amministratore Delegato di TESARO Bio Italy.   L’impegno di ACTO è rivolto anche a favorire la diagnosi tempestiva e  l’accesso a cure di qualità, stimolare e sostenere la ricerca scientifica, offrire servizi ai propri associati e promuovere campagne educative su tutte le forme di prevenzione. Ulteriori informazioni sono rintracciabili sul sito dell’associazione a questo link:  http://www.actoonlus.com/it   Riprese video di Andrea...

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Voliamo alto è un film d’avventura. Perchè ci riguarda ed è parte della nostra storia.

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Voliamo alto è un film d’avventura. Perchè ci riguarda ed è parte della nostra storia.

Voliamo Alto è il titolo del film documentario del regista Andrea Tomasetto che verrà proiettato venerdì 9 novembre al centro Paideia in via Moncalvo 1 alle ore 20 e 30 a Torino. Le riprese sono di Antonio Venere e Tomasetto, le musiche originali sino state composte da Giancarlo T. Marangoni e ha il patrocinio della Film Commission. Marisa e Giancarlo sono marito e moglie. Problemi durante il parto hanno causato danni molto grandi al loro corpo, ma non alle loro vite. Con tenacia, dall’infanzia, hanno lottato per portare avanti una vita piena. Il film è il racconto di come hanno fatto.   Il film segue una giornata di Marisa e Giancarlo nella loro casa di Rocca Canavese (piccolo paese a 30 km da Torino): il risveglio, la colazione, il lavoro, pranzo e cena, visite a e di amici, sino alla messa a letto. “Io riesco a fare le cose, perché c’è qualcuno che mi dà le mani e le gambe!” dice Marisa. E infatti conosciamo Daniela e Teo, che aiutano Marisa e Giancarlo al mattino e al pomeriggio… “Ma – sottolinea Teo – noi facciamo le cose per loro, ma i protagonisti della loro vita, rimangono loro”. Il secondo “filo” dl film è quello della vita di Marisa e Giancarlo (raccontata da loro stessi): dalla “crisi adolescenziale” (“a 14 anni volevo buttarmi da quel balcone lassù” racconta Marisa), alla scelta-conquista di studiare in una scuola superiore, sino alla laurea (Psicologia per entrambi)… poi le amicizie, la conoscenza, l’amore ed il matrimonio… il lavoro, i progetti per il futuro… Il terzo filo è Volare Alto: l’associazione fondata 20 anni fa da Marisa e Giancarlo, per aiutare famiglie con figli disabili a trovare strade di autonomia per i ragazzi. Negli anni Volare Alto è diventata una rete di circa 40 famiglie, dove ci si aiuta a vicenda e si cerca di “vivere normalmente”. Il film fa vedere come anche sulla sedia a rotelle si possa andare a sciare, ballare, fare arte, escursionismo… insomma, essere felici e trovare un senso per la propria vita. “Handicap è normale – dice Giancarlo – perché si tratta solo di considerare una differenza e io credo che le differenze arricchiscono l’uomo, arricchiscono il...

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Reportage dal Libano. Beyrut, i grattacieli, Heliopolis, i Fori di Tiro e i campi profughi.

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Reportage dal Libano. Beyrut, i grattacieli, Heliopolis, i Fori di Tiro e i campi profughi.

Cos’è il Libano per me? Il Libano è il tassista che, 15 minuti dopo che sei atterrato, ti saluta con un “Italiani? Roberto Baggio”! Il Libano è abbracciare in un solo sguardo decine di grattacieli di cristallo e acciaio nuovi di zecca e centinaia di condomini diroccati. Il Libano è la piazza principale di Beyrut con la moschea e la chiesa maronita fianco a fianco (e dietro, le rovine romane!). Il Libano è scoprire e ammirare siti di archeologia e architettura Romana che fanno invidia ai Fori Imperiali, l’Heliopolis di Baalbek, i fori di Tiro, le rovine di Beyrut . .  . Il Libano è al mattino temere di essere scippati in Shatila (ed invece per 3 volte mi sono aggirato tranquillo, con la mia attrezzatura fotografica da alcune migliaia di euro, in mezzo alla gente poverissima del Campo Profughi senza essere mai disturbato) ed alla sera rischiare di essere investiti da una Chevrolet dorata (giuro! mi ha salvato il mio collega Luca tirandomi per lo zaino) camminando per le vie del centro… In Libano ho sentito di trovarmi in un Paese molto “affine” all’Italia, al di là delle ovvie differenze. Un popolo cordiale ed accogliente, un territorio potenzialmente stupendo ma un po’ trascurato e non valorizzato. Anche come tenore di vita mediamente il Libano è molto simile a noi, ma è come se uno scienziato, in laboratorio, avesse preso la società italiana, arricchendo enormemente la piccola parte di ricchi, ed espandendo a dismisura la già grande porzione di poveri. Una “polarizzazione” che non giova affatto al ceto medio, che anzi per questo contesto (ed anche ovviamente per la guerra civile che ha insanguinato il Libano dal 1972 al 1990!) patisce e si assottiglia sia come numero di persone che come ricchezza media. Questa situazione danneggia ovviamente tutte le strutture pubbliche e statali; in Libano ci sono grandi problemi nella raccolta rifiuti, nel trasporto pubblico (praticamente inesistente: nessuna ferrovia, quasi nessun autobus pubblico, tutta la mobilità è rimessa ai taxi e a incerti pulmini improvvisati), nella fornitura di energia elettrica (anche nella capitale, in una settimana ci è capitato un paio di volte di restare senza elettricità) e di reti di comunicazione. La conseguenza è che anche i ricchi, quando escono dai loro grattacieli sul lungomare di Beyrut, si trovano a fare jogging davanti al bellissimo mare libanese, ma in mezzo a bottiglie di plastica, spazzatura, e sempre contornati da un traffico invadente e fastidioso, ebbene sì, anche a Beyrut, come a Palermo, direbbe Jonny Stecchino, c’è una piaga terribile: “il traffico!”. In questo contesto “difficile”, la vita va comunque avanti: le persone conducono le proprie esistenze con normalità, con dignità. La gente va a lavorare o a fare acquisti, i giovani riempiono le strade delle città, vanno nei bar alla sera, le famiglie (moltissime famiglie giovani: ho visto tante coppie di venti-venticinque anni con uno se non due figli) escono a divertirsi… C’è chi veste all’occidentale ma anche molti con abiti arabi-musulmani: ragazze e donne velate a fianco di donne a capo scoperto, molte donne fumano (anche quelle con il velo), moltissimi fumano l’Arghillè (soprattutto nei bar-ristoranti); gli uomini, da buoni musulmani, portano la barba, ma curata, quasi alla “hipster”. È all’interno di questa cornice che poi si inserisce il discorso dei profughi: uno Stato già in difficoltà,...

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Due giornalisti torinesi in Libano. Per vedere e documentare cosa succede nella terra dei cedri.

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Due giornalisti torinesi in Libano. Per vedere e documentare cosa succede nella terra dei cedri.

Libano. Medio-Oriente. Cosa sappiamo (veramente) del Libano e del Medio-Oriente? Quale immagine ne abbiamo? Quanto dei nostri preconcetti corrisponde a verità e realtà, e quanto invece è falso? Sono alcune delle domande e degli stimoli che guideranno i due giornalisti-reporter torinesi Luca Rolandi e Andrea Tomasetto, nel viaggio che faranno nella “Terra dei Cedri” dal 29 settembre al 7 ottobre. “Un viaggio per scoprire, per vedere, per imparare” – spiega Luca Rolandi, giornalista, specializzato nei temi della cultura, della società e della religione, è stato tra gli iniziatori di Vatican Insider, il portale de La Stampa dedicato a Chiesa e attualità – “noi per primi ci mettiamo all’ascolto, con curiosità: primo obiettivo, osservare e conoscere. Conoscere come si vive oggi in Libano; conoscere la realtà dei campi profughi; conoscere le attività della ONG Assomoud, ONG che nei campi ha messo in piedi una forma di welfare parallelo”. “Soprattutto – continua Andrea Tomasetto, regista di documentari, che da 15 anni lavora nel campo della comunicazione sociale multimediale – siamo curiosi di incontrare e conoscere le storie delle persone che nei campi ci vivono… uomini, donne, bambini, famiglie. Seguiremo (con telecamera e macchina foto) le loro giornate, ascolteremo le loro voci, i loro racconti, chiederemo di entrare nelle loro case… di certo li vedremo nei Centri Sociali animati da Assomoud”. “Una cosa mi ha colpito – commenta ancora Tomasetto – quando in questi giorni ho detto ad amici e parenti ‘vado in Libano per un reportage sulle attività nei campi profughi’, ho incontrato le reazioni più diverse. Dal ‘che bello, interessantissimo’, al ‘ma è pericoloso!’… Sintomo, come si diceva prima, che in Italia (e generalmente in tutto l’occidente) di tutta questa parte del Mondo in via di sviluppo, abbiamo una conoscenza molto scarsa, fatta più di stereotipi che di dati e fatti effettivi”. “Il nostro scopo è proprio quello – dice Rolandi – di fare da ‘occhi e orecchie’ per raccogliere questi dati, queste storie e poi raccontarle, inquadrandole nella giusta prospettiva di realtà”. Il reportage entra infatti all’interno del progetto “Frame, Voice, Report!”, un bando dell’Unione Europea con l’obiettivo di rafforzare e migliorare la consapevolezza e l’impegno dei cittadini europei riguardo ai temi dello Sviluppo e della Cooperazione, attraverso il finanziamento di “azioni di comunicazione/informazione” delle buone pratiche che sono già in atto nei Paesi in via di sviluppo. “Da una ricerca recente – spiega Rolandi – è emerso che in tutti i nostri telegiornali, a questi Paesi viene dedicato meno del 10 per cento delle notizie; si parla del Sud del Mondo, inoltre, sempre solo quando succede qualcosa di negativo. Naturale che noi occidentali abbiamo l’idea, falsa, che l’Africa, il Medio-Oriente, il Sud-America, siano posti dove ci sono solo problemi, che loro non fanno nulla per risolverli e che siamo sempre noi occidentali a salvare la situazione”. L’obiettivo del bando finanziato dall’Unione Europea (attraverso il COP, Consorzio delle ONG Piemontesi, arriveranno per le associazioni subalpine 300.000 euro, a copertura di spese fino a 20.000 euro per progetto) è quindi quello di “scardinare” questa prospettiva, favorendo il racconto degli elementi positivi dei Paesi in via di sviluppo e delle azioni di crescita che loro stessi sanno mettere in atto. In particolare, il progetto di cooperazione con l’Assomoud ed i campi profughi palestinesi in Libano è portato avanti, da oltre 15...

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Gli studenti dell’Istituto Ettore Majorana di Moncalieri incontrano il Congo e la sua economia.

Pubblicato da alle 18:02 in Economia, ONG piemontesi, Prima pagina | 0 commenti

Gli studenti dell’Istituto Ettore Majorana di Moncalieri incontrano il Congo e la sua economia.

  Perché un uomo decide di spendere la propria esistenza per realizzare un sogno? Perché marciare senza mai arrivare e arrivare per poi ripartire? Perché parlare di un paese ricco – anzi tanto ricco! –  annientato dalla ingordigia delle società multinazionali e dalle guerriglie locali?    Perché John  Mpaliza non poteva più stare zitto e perché è un uomo che crede nel valore della pace. Si può sperare in un cambiamento? Si può migliorare uno status quo che impoverisce civilmente l’uomo e la società? Sì può dare un futuro ad un paese– il Congo – dilaniato da una guerra senza fine, inumana e silenziosa? John Mpaliza è fiducioso e non demorde. Un passo guadagnato è una piccola vittoria e ogni singola voce può essere importante per arrivare lontano.  Una marcia per la rinascita, dunque, di tutti i popoli oppressi dai sistemi politici ed economici, che annientano le civiltà e le dignità dell’essere umano. John Mpaliza ci crede e percorre le strade di tutta Europa per incontrare giovani e adulti, per risvegliare quella coscienza sopita di giustizia sociale, doverosa e necessaria per proteggere il bene dell’uomo. Gli studenti dell’I.I.S. Ettore Majorana di Moncalieri, sezione Tecnico-Economica lo hanno incontrato. E non è stato un incontro che passa in sordina. Attenti ed interessati hanno ascoltato la sua storia, conosciuto le sue battaglie, condiviso le sue paure e le sue speranze. Ingegnere informatico di 49 anni John  Mpaliza è nato a Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo. Cittadino italiano a tutti gli effetti ha lavorato come programmatore informatico presso il Comune di Reggio Emilia. Circa sette anni fa ha deciso di lasciare tutto e di dedicarsi pienamente alla causa del suo popolo. Gira a piedi per l’Europa per parlare dell’oppressione della sue gente. Il suo intento? Sensibilizzare persone ed istituzioni sulla reale situazione di sfruttamento del popolo congolese, promuovere una’economica più responsabile e presentare una petizione al Parlamento Europeo di Bruxelles sulla tracciabilità del cobalto e del coltan e sulla necessità impellente di far cessare un genocidio che sta distruggendo un’intera nazione. Perché? Perché il Congo è un paese ricco di risorse minerarie e soprattutto di coltan, un materiale strategico per l’economia mondiale. Il coltan ottimizza le prestazioni dei circuiti elettrici presenti nei chip di cellulari, tablet, pc, consolle, airbag, fibre ottiche, attrezzature chirurgiche, macchine fotografiche, laptop. Tutti i moderni apparecchi dell’hi-tech. Ma per estrarlo vengono schiavizzati – anche da  gruppi mercenari locali – civili innocenti, soprattutto donne e bambini. Scavano a mani nude, per ore ed ore, alla  ricerca di questo materiale fortemente radioattivo che a lungo andare provoca la morte. Il Congo possiede circa l’80% delle riserve mondiali di coltan e tutte le grandi multinazionali sono interessate ad estrarlo, a qualunque costo. A discapito del popolo congolese, sfruttato e condannato anche dall’inerzia del governo locale. John Mpaliza marcia anche per informare soprattutto i giovani sull’utilizzo improprio dei mezzi elettronici. Agli studenti ha ribadito l’importanza della riparabilità e del riciclo, della spesa intelligente, del giusto valore da dare alle cose materiali. E’ bene pensare alle persone che partecipano per costruire il nostro benessere. Un piccolo passo, quello di ognuno, che se ben fatto può salvare molte vite umane. Maria Giovanna...

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Investimenti sostenibili e virtuosi tra AZIMUT Wealth Management e ONLUS H4O.

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Investimenti sostenibili e virtuosi tra AZIMUT Wealth Management e ONLUS H4O.

Si è svolta lo scorso gennaio nei locali Azimut Wealth Management di Via Cernaia, divisione di Azimut Capital Management dedicata ai patrimoni più importanti per dimensioni e complessità, la presentazione del comparto AZ Fund Multiasset Sustainable Equity Trend e della collaborazione con la Onlus H4O, Help for Optimism, fondata a Torino nel 2014 per iniziativa del giovane ingegnere torinese Edoardo Bono. Nel corso della serata, in cui i visitatori sono stati accolti dal catering di Pepino e La Drogheria, che hanno sostenuto l’iniziativa, abbiamo incontrato Paola Bifulco, wealth manager di Azimut e Edoardo Bono, che ci hanno illustrato come è nata questa collaborazione. In primo luogo Paola Bifulco ha presentato il fondo di investimenti e come questo possa impattare positivamente anche su progetti di beneficenza opportunamente selezionati Paola Bifulco: Per rispondere all’attenzione crescente che si sta generando sulla tutela dell’ambiente e la responsabilità sociale, il Gruppo Azimut ha lanciato AZ Fund Multiasset  Sustainable Equity Trend, un comparto azionario globale che coniuga sostenibilità e rendimento unendo alla selezione dei titoli l’analisi basata sui criteri di sostenibilità ESG (Environmental Social Governance). Criteri questi ultimi che includono la promozione di uno sviluppo sostenibile sia dell’ambiente sia delle norme sociali e in cui gli emittenti sostenibili si impegnano tipicamente a minimizzare la loro impronta ecologica e considerano la corporate governance e i criteri sociali. L’investimento sostenibile, tenendo conto di tutti questi fattori, genera “un circolo virtuoso” in grado di cambiare l’economia mondiale.  Come è strutturato questo comparto? P.B. Questo nuovo prodotto è gestito in modo attivo da AZ Fund Management che si occupa della costruzione e della gestione del portafoglio di investimento. L’universo dei titoli azionari investibili è costituito da oltre 4.500 società appartenenti all’indice Msci World, da cui vengono selezionati solamente quelli che rispondono ai criteri ESG. Su questo universo, composto da circa 1.400 titoli, viene successivamente condotta una valutazione quantitativa per individuare le società che soddisfano criteri minimi di redditività (quasi 500 titoli). Infine, la costruzione e la gestione del portafoglio viene eseguita dal team di gestione che seleziona circa 70-100 titoli di qualità. I sottoscrittori del comparto potranno infine decidere di donare, tutta o in parte ( 100% o 50%) la cedola trimestrale ad una Onlus tra quelle che possiedono i requisiti necessari per beneficiare del servizio di solidarietà, ovvero essere iscritte all’anagrafe Onlus dell’Agenzia delle Entrate ed esistere da almeno 2 anni.Tra queste abbiamo selezionato H4O che oggi abbiamo il piacere di presentare ai nostri investitori e che è stata fondata da un giovane ingegnere di Torino. H4O sviluppa progetti di sostenibilità in Madagascar: il progetto, selezionato tra più di 2000 concorrenti, ha vinto il premio come Project of the Year Award 2016 dell’Università di Leeds. Edoardo, come è nato il tuo interesse per il Madagascar e il desiderio di contribuire ad uno sviluppo concreto in aiuto della popolazione locale? Ho approcciato il Madagascar come turista e sono tornato più volte negli anni per la bellezza del luogo, rendendomi però conto che c’erano situazioni che non venivano mostrate ai visitatori, ma che rappresentavano gravi criticità per gli abitanti: in Madagascar il 92% della popolazione vive infatti con meno di due dollari al giorno, sotto alla soglia di povertà. Come ingegnere ho pensato a qualcosa di estremamente pratico che intervenisse su uno dei problemi più seri, ossia l’assenza di servizi igienici, che comporta drammatiche conseguenze...

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Con il progetto – Le Parole di Lulu’- Niccolò Fabi raccoglie fondi per l’infanzia. Concerto a Poirino.

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Con il progetto – Le Parole di Lulu’- Niccolò Fabi raccoglie fondi per l’infanzia. Concerto a Poirino.

Sabato 2 settembre 2017 presso la Agrigelateria San Pe’, a Poirino, in provincia di Torino, si svolgerà una giornata ricca di spettacoli e laboratori dedicati a grandi e piccini. A partire dalle ore 10.30 avranno inizio le attività per bambini, al pomeriggio teatro e musica, concludendo la giornata al tramonto con un piccolo concerto di Niccolo’ Fabi, partecipare ne vale la pena per molti versi. Per divertirsi, per i gelati per la musica e l’intrattenimento ma soprattutto per un altro motivo.  Il ricavato dell’evento sarà devoluto interamente a UGI ONLUS, per l’adozione di un alloggio di Casa UGI, inaugurata nel 2006 allo scopo di ospitare i bambini e ragazzi che, provenendo da fuori Torino, sono sottoposti a terapia presso il Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. PROGRAMMA PAROLE DI LULU’ 2017 ore 10.30 – 12.30 LABORATORI PER BAMBINI E GENITORI: PROPEDEUTICA MUSICA condotto da Nati per La musica (destinato a genitori e bimbi insieme nella fascia 0-3 anni) RICICLO CREATIVO condotto da Associazione In sospeso – costruzione bastone della pioggia – costruzione figure varie con materiale di riciclo DANZA AFRICANA condotto da Federica Caprioglio (destinato a bambini a partire dai 3 anni) ARTE E LETTURA condotto da NATI PER LEGGERE GRUPPO AD ALTA VOCE – laboratorio collage e lettura – laboratorio di pittura con i colori della terra PAROLE DI LULU’ condotto da i volontari de La casa dei Bimbi (ROMA) – costruzione burattini BATTERIA E CANTO PER BAMBINI ROCK con Max e Cecilia COSTRUZIONE DI ALI condotto da Borgate dal Vivo (destinato a bambini a partire dai 3 anni) A partire dalle 11:30 fino alle 17.30 sarà presente in area PIEMONTE CUORE ONLUS per insegnarci a riconoscere e utilizzare un defibrillatore. SPETTACOLI: ore 14.15 SPETTACOLO DI TEATRO: “Favola” – Les Puzzetas ore 14.45 SPETTACOLO CLOWN GIOCOLERIA MICROMAGIA: “Magia in sogno” – Sosolmimoclown ore 15.00 / 16.15 / 17.00 / 17.45 SPETTACOLO DI OMBRE: “Il goleador” – Merceria Barbagli ore 15.30 LETTURE: “Nel paese delle fiabe” – Carla Carucci ore 16.15 SPETTACOLO DI STRADA MUSICALE: “Emigranti” – Faber Teater ore 17.00 NARRAZIONE PER BAMBINI: “Storie tzigane” – Daria Paoletta – Compagnia Burambò ore 17.45 SPETTACOLO MIMO E POESIA: “Mr. Bloom” – Antonio Brugnano ore 18.20 Concertino (per) piccolini con Bianco & Cecilia ” – Radio Ohm ore 19.00 Niccolò...

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Il Mali oggi: la crisi e la speranza di un futuro migliore. RE.TE Ong piemontese se ne occupa da 20 anni.

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Il Mali oggi: la crisi e la speranza di un futuro migliore. RE.TE Ong piemontese se ne occupa da 20 anni.

Il Mali sta attraversando dal 2012, anno in cui è iniziato il conflitto nelle regioni del Nord, una profonda crisi, sia politica che umanitaria. La situazione, già precaria in precedenza, ha provocato sia la distruzione ed il deterioramento di infrastrutture (scuole, centri sanitari, strutture pubbliche) e lo spostamento di persone dalle aree coinvolte dal conflitto verso il sud e verso i paesi limitrofi (Burkina, Niger e Mauritania). Ciò ha portato le comunità di accoglienza a dover ripensare ad una nuova organizzazione della propria vita. Altro elemento di destabilizzazione del Paese sono gli eventi climatici che in questi anni hanno colpito duramente il Paese, dalle siccità alle inondazioni che hanno contribuito ad aumentare l’indice di malnutrizione e di insicurezza alimentare in tutta l’area, mentre le condizioni generali per l’allevamento si stanno deteriorando proprio a causa di questa irregolarità delle piogge Nonostante la firma degli accordi di pace a giugno 2015, i conflitti tra gruppi armati continuano e la sicurezza delle persone e delle comunità resta un elemento ad alto tasso di vulnerabilità.   RE.TE., Ong piemontese, da circa 20 anni opera in Mali, soprattutto nella Regione di Mopti, realizzando interventi rivolti alle comunità, alle cooperative e organizzazioni di base nell’ambito dell’agricoltura, della sicurezza alimentare e dell’ educazione. Ha contribuito a migliorare, seppur in piccola scala le condizioni socio-economiche della popolazione, contribuendo altresì a rafforzare percorsi democratici di partecipazione e stabilità.  Oggi, grazie al finanziamento del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, RE.TE. continua a essere presente nell’area con azioni di emergenza, mirate al sostegno in generi alimentari e supporto sanitario alle popolazioni autoctone e ai rifugiati interni che sono arrivati negli ultimi due anni e che cercano, con fatica, di ricostruirsi una vita lontano da violenze e conflitti e di vivere in pace.   RE.TE. Ong in via Norberto Rosa 13/A a Torino, tel. 011.7707388 e www.reteong.org, per approfondimenti: Consorzio ONG Piemontesi, www.ongpiemonte.it, progetto Comunicare in rete per lo sviluppo...

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Il progetto “Tutto è possibile” nel villaggio di Pomerini in Tanzania. Lo realizza la onlus Tulime

Pubblicato da alle 11:34 in Economia, Medicina, ONG piemontesi, Prima pagina | 0 commenti

Il progetto “Tutto è possibile” nel villaggio di Pomerini in Tanzania. Lo realizza la onlus Tulime

Tutto è possibile ? Ma cosa vuol dire essere – avere una disabilità mentale in una zona rurale della Tanzania? Può un NGO, come Tulime, aiutare le persone con tale disabilità a migliorare la loro condizione sociale ed economica? E, conseguentemente, può questa organizzazione non-governativa italiana, attraverso le sue pratiche,  sensibilizzare la popolazione locale verso una totale inclusione di questi individui? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui i volontari di Tulime Onlus hanno deciso di rispondere quando hanno intrapreso  il progetto “Tutto è possibile” nel villaggio di Pomerini. Prima che iniziasse tale progetto non c’era alcuna associazione che specificatamente si occupasse di disabilità mentale. I volontari di Tulime avevano già maturato esperienza nel campo della disabilità grazie al progetto, “No More Discrimination Against People with Albinism”, sulle persone con albinismo nel distretto di Kilolo, avviato nel 2012. Alla luce di tutto questo, “Tutto è possibile”, iniziato nel 2014, è diventato pian piano una realtà stabile e riconosciuta all’interno del villaggio di Pomerini. Le ragazze/donne coinvolte hanno un’età variabile tra i 20 e i 35 anni, vivono tutte nel villaggio e giornalmente si recano nella loro classe all’interno del complesso del tabasamu (sorriso in kiswahili) per svolgere le loro attività quotidiane. Si inizia con la colazione e il lavaggio di tutte le stoviglie. Gli insegnamenti sono dei più vari: i giorni della settimana, le date, i nomi degli studenti e degli insegnanti, il tempo, i numeri, i colori e le forme geometriche. Tra le più importanti attività del progetto ci sono la cura dell’orto, la cucina di alcune pietanze quali come maandazi (frittelle di farina), pane, chapati e chipsi (patate fritte) e laboratori. Le ragazze sono inoltre dotate di divise in modo da avere almeno un cambio alla settimana. I volontari di Tulime si occupano anche dell’intero aspetto sociale del progetto. E’ importante, infatti, colloquiare non soltanto con le famiglie delle cinque donne/ragazze con disabilità mentale, ma anche con gli altri membri della comunità di Pomerini in modo da raggiungere quello spazio neutro di negoziazione, fulcro etico e morale dell’organizzazione. A tal fine, sono previsti aggiornamenti giornalieri con le famiglie delle ragazze e discussioni tra i volontari e i genitori. Questo modo di interazione serve per ridurre la “distanza” tra i volontari di Tulime e la popolazione locale. Lo spazio della comunicazione tra volontari e famiglie serve anche per comprendere quali sono gli aspetti più importanti su cui lavorare per una piena inclusione delle donne con disabilità mentale all’interno della comunità del villaggio. Da tale progetto, comunque, non ne traggono giovamento solo la comunità locale e le utenti. Ogni volontario, infatti, che contribuisce al progetto, ha la possibilità di vivere una esperienza appagante dal punto di vista etico e di entrare in contatto con una realtà difficile come lo è la disabilità in Tanzania. Un progetto come Tutto è possibile non sarebbe stato concepito senza l’aiuto e la collaborazione con l’Istituto Tecnico di Avigliana con cui Tulime collabora da molto tempo e su molti fronti. Tulime Onlus – Associazione di Cooperanti Coordinamento Nazionale Francesca Maria Pozzi – Responsabile Settore Comunicazione Cell. 3285650866 comunicazione@tulime.org Giuseppe Di Giorgio – Referente COP Cell. 3282816254 gdigiorgio76@gmail.com ...

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COME PREVENIRE CHE I GIOVANI HONDUREGNI ENTRINO NELLE MAFIE CRIMINALI

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COME PREVENIRE CHE I GIOVANI HONDUREGNI ENTRINO NELLE MAFIE CRIMINALI

Formazione per la vita e il lavoro e misure alternative al carcere per i minori L’Honduras, piccolo stato dell’America centrale, è afflitto dal potere e dalla violenza delle mafie criminali legate al narcotraffico, dette maras o pandillas, e da un tasso di omicidi tra i più alti al mondo. Moltissimi adolescenti e giovani, in assenza di opportunità sociali e lavorative, entrano a far parte dei circuiti criminali, o ne diventano vittime. Molti tra loro vivono in quartieri di forte emarginazione nelle principali città del paese, come la capitale Tegucigalpa o San Pedro Sula. Alla prima infrazione, i minorenni entrano in carceri che rappresentano vere e proprie “scuole di mafia”, dove ne interiorizzano i codici e le gerarchie. Per promuovere opportunità alternative e tutelarne la crescita come persone e componenti della comunità, RE.TE., insieme alla Onlus Dokita e all’Istituto Italo-Latinoamericano, ha realizzato in questi mesi in Honduras due azioni complementari. Da un lato ha elaborato una mappatura nazionale dei programmi di reinserimento sociale dei minori in conflitto con la legge, promuovendo le misure alternative al carcere, identificando 89 organizzazioni e 157 programmi di  integrazione sociale. Dall’altro, ha fornito a 200 giovani (metà ragazzi e metà ragazze) borse di studio per laboratori di formazione professionale nei quartieri più difficili di Tegucigalpa. Le formazioni sono state focalizzate sulla trasmissione di competenze tecniche e lavorative, per rispondere alla domanda di servizi a livello comunitario promuovendo il lavoro degno, e contribuire ai redditi individuali e familiari in quartieri ad alto tasso di criminalità, dei giovani e adolescenti a rischio sociale che non studiano e non lavorano, e che si trovano con alte possibilità di coinvolgersi in maras y pandillas. Al termine degli studi, i giovani hanno avuto l’opportunità di accedere a tirocini lavorativi. Tuttavia, in Honduras la maggior parte delle imprese mantengono una politica di impiego basata su una mappa delle “zone rosse” ad alto rischio, partendo dal presupposto che i giovani che vivono in questi quartieri fanno parte di maras y pandillas e non sono da assumere. Di conseguenza, si è valorizzata maggiormente l’opportunità di avviare piccole imprese nelle comunità. Un grande supporto è venuto dai comitati dei genitori, dalle associazioni giovanili locali, dalle scuole e dagli spazi comunitari.   RE.TE è un’ong di cooperazione internazionale che opera nei Balcani (Bosnia Erzegovina), Africa (Marocco, Senegal, Mali, Mozambico), America (El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Brasile) ed è impegnata in campagne di informazione e sensibilizzazione in Europa.   Per saperne di più: RE.TE Ong – Associazione di tecnici per la solidarietà e la cooperazione internazionale via Norberto Rosa 13/a 10154 Torino tel ++39 011 7707388 www.reteong.org   Per approfondimenti: Consorzio ONG Piemontesi www.ongpiemonte.it  – progetto Comunicare in rete per lo sviluppo www.piemontedevreporter.wordpress.com...

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