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Progetti: quaranta giorni su Eppela e a 50% dell’obiettivo raggiunto CRT raddoppia.

Pubblicato da alle 15:06 in Economia, Eventi, I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Progetti: quaranta giorni su Eppela e a 50% dell’obiettivo raggiunto CRT raddoppia.

  Dal 16 dicembre i vincitori del bando di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT ed Eppela lanciano la raccolta fondi online.   Dai laboratori di cucina africana sotto la guida di donne migranti in veste di chef, alla “sonorizzazione” di parchi e giardini metropolitani, con esibizioni dal vivo di musicisti e mini lezioni di arte; dall’apertura al pubblico dei soundcheck dei concerti più importanti della stagione artistica dello storico locale torinese CAP10100 in riva al Po, al Festival delle borgate alpine per il “risveglio” culturale di 20 luoghi montani con ospiti nazionali e internazionali.        “Con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT vogliamo incrementare ulteriormente il coinvolgimento dei cittadini tramite il web, affinché diventino co-protagonisti del sostegno diretto a progetti culturali e sociali rilevanti per il territorio – afferma il Segretario Generale della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Massimo Lapucci –. Saranno proprio gli utenti on line con le loro donazioni a determinare il successo delle campagne e le proposte più meritevoli: a noi il compito di raddoppiare le risorse raccolte, grazie al nostro contributo. Il crowdfunding, quindi, oltre a confermarsi come occasione di crescita anche per iniziative non profit, diventa anche una misura significativa e tangibile del valore di nuove iniziative attraverso un raddoppio del sostegno espresso con una modalità particolarmente ‘democratica’”.   Sono questi i primi quattro progetti di enti non profit culturali e sociali del Piemonte e Valle d’Aosta che hanno vinto il bando +Risorse di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT ed Eppela e sono pronti, da venerdì 16 dicembre, a raccogliere fondi on line sulla piattaforma eppela.com/sviluppoecrescitacrt: a fronte delle offerte effettuate, i sostenitori saranno i primi beneficiari dei progetti stessi.   Presentati oggi in anteprima dal Segretario Generale della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Massimo Lapucci e dall’Amministratore delegato di Eppela Nicola Lencioni, questi quattro progetti hanno l’opportunità di andare alla conquista del mercato italiano del crowdfunding, il cui valore potenziale è stimato in circa 60 milioni di euro.    Le campagne di crowdfunding che si apriranno il 16 dicembre dureranno 40 giorni. È previsto il cofinanziamento delle offerte raccolte secondo il meccanismo del matching grant, per cui, al raggiungimento del 50% dell’obiettivo fissato, le donazioni saranno raddoppiate da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: il tetto massimo di risorse disponibili per l’intero progetto ammonta a 80 mila euro.   “La collaborazione con le Fondazioni di origine bancaria, per la valorizzazione del tessuto regionale italiano, è tra gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nel prossimo biennio. Questa partnership con una realtà di prestigio come Fondazione Sviluppo e Crescita CRT segna un percorso importante su questa strada”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Eppela, Nicola...

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Porte aperte a Radio Agorà 21, per conoscere come funziona una webradio.

Pubblicato da alle 17:09 in I nuovi Shop, Innovazione, Musica, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Porte aperte a Radio Agorà 21, per conoscere come funziona una webradio.

Domenica, 4 dicembre la webradio Radio Agorà 21, la radio di Orbassano e dintorni, apre le porte ai fan, ai curiosi, a coloro che spesso si domandando cosa sia una webradio. Fare webradio significa solo essere ascoltati attraverso strumenti diversi: più digitali, più tecnologici. Il resto rimane uguale: abilità oratoria, capacità d’espressione e tanta voglia di comunicare.   Per ascoltarla basta andare su www.radioagora21.com e in un attimo ci si troverà immersi nella musica, o in uno dei programmi webradiofonici che compongono il palinsesto, promossi quotidianamente attraverso la pagina facebook dedicata. Radio Agorà 21 ha da poco compiuto 2 anni di attività dunque oggi è ascoltabile anche attraverso l’App scaricabile da tutti gli Store (iOs, Android, Windows Phone).   L’idea, nata per “gioco” è presto diventata una realtà che oggi conta 21 speaker oltre a 1 tecnico e lo Station Manager – Paolo Sottile -“sicuramente quando partimmo con il progetto della web radio non pensavo che saremmo riusciti ad ottenere risultati così importanti sotto il profilo professionale e radiofonico il merito, come spesso accade al Centro Sportivo Orbassano, e’ dei ragazzi/e che credono in questo  bellissimo progetto“   I programmi spaziano su tutti i generi: dalle notizie del territorio con Orbassano on the Road, alle interviste ai commercianti e/o associazioni con Voci del Territorio per valorizzare la Città di Orbassano, che ci ospita; ma anche programmi di musica come Back to the Music, Super Stereo, Lobujno Latino, Top Dance; di educazione digitale con Pensa Digitale; ma anche cultura come Pillole di Cultura e lavoro. Da poco è iniziato il secondo corso di conduzione webradiofonica, per avvicinare ed avviare nuovi speaker nel nostro staff. Radio Agorà 21 seppur amatoriale desidera aumentare sempre di più la qualità dei suoi programmi e dei suoi speaker. In un futuro molto prossimo Radio Agorà 21 si augura di poter essere anche live, ovvero di mostrare in diretta sul proprio sito l’operatività degli speaker all’interno degli studi.   Per conoscere lo staff e per scoprire come funziona “dal vivo” una webradio non resta che rinnovare l’invito all’OPEN DAY previsto per domenica 4 dicembre 2016, dalle 10 alle 20 in via Alfieri 21 – sede degli studi di Radio Agorà...

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Il Grande Silenzio di Allora & Calzadilla a Torino da QUARTZ Studio

Pubblicato da alle 09:47 in .Arte, galleria home page, I nuovi Shop, Mostre | 0 commenti

Il Grande Silenzio di Allora & Calzadilla a Torino da QUARTZ Studio

Quartz Studio è un project space di 18 metriquadri che apre a Torino, quartiere Vanchiglia, nel 2014 come vetrina sull’arte contemporanea di ricerca. Grazie all’esperienza curatoriale ed all’intraprendenza di Francesca Referza nasce un progetto creativo che – come afferma la fondatrice stessa – ha “l’intento di aiutare gli artisti invitati a visualizzare le proprie idee” attraverso una doppia modalità: da un lato sostenendoli nella produzione di lavori site-specific, dall’altro acquisendo l’opera in mostra per inserirla nella collezione di Quartz. In due anni lo spazio ha ospitato opere inedite di artisti internazionalmente riconosciuti, come Jonathan Monk, Liam Gillick, Maurizio Nannucci, Ryan Gander, tra gli altri. Dal 4 novembre scorso e fino al 7 gennaio, ad accogliere il visitatore da Quartz Studio è The Great Silence, la raffinata e intrigante video proiezione del duo artistico, di fama internazionale, Jennifer Allora (Philadelphia, USA, 1974) e Guillermo Calzadilla (Havana, Cuba, 1971).  Gli artisti, residenti a Porto Rico, presentano in esclusiva, per il project space torinese, l’edizione 2016, monocanale, della celebre video installazione a tre canali realizzata nel 2014 ed esposta, per la prima volta, presso il Philadelphia Museum of Art. The Great Silence nasce dalla collaborazione di Allora & Calzadilla con Ted Chiang, pluripremiato autore americano di testi fantascientifici, con l’intento di costruire un progetto artistico, dal forte impatto sinestetico, che associasse immagini e suoni ad un ritmo narrativo coinvolgente. In poco più di 16 minuti si alternano, in un dialogo incalzante, “visioni” tratte da due realtà completamente diverse: il radiotelescopio a singola apertura, più grande al mondo, che registra e trasmette onde radio nell’universo, situato nell’Osservatorio di Arecibo ad Esperanza, Porto Rico e la foresta circostante di Rio Abajo, habitat ideale del pappagallo portoricano Amazona vittata, oggi purtroppo in via d’estinzione. Il suono roboante della strumentazione in movimento e le delicate sonorità della natura fanno da sfondo alla storia, raccontata in chiave fiabesca da un pappagallo, nei sottotitoli del video. “Gli umani usano Arecibo per cercare forme d’intelligenza aliena. Il desiderio di contattarle è tale da averli spinti a creare un orecchio capace di sentire fin nell’universo. Eppure noi pappagalli siamo qui. Perché agli umani non interessa ascoltare la nostra voce? Siamo una specie non umana in grado di comunicare con loro. Non è proprio quello che cercano?” dice l’esemplare di Amazona vittata. E continua dimostrando l’intelligenza dei pappagalli e portando ad esempio lo studio trentennale (1977-2007) condotto realmente dalla ricercatrice americana Irene Pepperberg sul pappagallo cenerino Alex che, prima di morire, riuscì a domandarsi di che colore fosse il suo piumaggio e a rispondere correttamente, confermando così che i pappagalli possono comprendere nozioni complesse legate al colore ed alla forma. Nella storia riportata nel video il pappagallo racconta: “Alex è stato l’unico dei miei cugini a essere preso sul serio come interlocutore dagli umani. È morto all’improvviso quand’era ancora piuttosto giovane. La sera prima ha detto a Pepperberg: “Tu buona. Io voglio bene”.” Lo script induce a molteplici riflessioni non solo sul rapporto (di armonia e contrasto) tra specie umana ed animale a livello esistenziale e comportamentale, ma anche sullo studio del linguaggio e sulla relazione antropologica tra le diverse culture nel mondo. La poetica di Allora & Calzadilla affronta in maniera ricorrente tematiche sociali, naturalistiche e scientifiche attraverso la lente caleidoscopica dell’arte. Lo stesso titolo dell’opera The Great Silence si...

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La Taverna Clandestina: i cocktail di Affini a Eataly Lingotto

Pubblicato da alle 18:28 in I nuovi Shop, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

La Taverna Clandestina: i cocktail di Affini a Eataly Lingotto

  Novità per contrastare i grigi e freddi giovedì sera torinesi, da Eataly Torino Lingotto un nuovo ciclo di aperitivi realizzati con il celebre Tapas&Cocktail Bar di Torino Affini. Affini proporrà una selezione dei loro Cocktail perfetti, che saranno accompagnati da studiate proposte gastronomiche. Dai migliori formaggi e salumi della tradizione italiana alle specialità del forno a legna, passando per gli Sfizi e le Tapas. Gli Alti Cibi saranno protagonisti del giovedì sera, assieme ai drink dei maestri di Affini. Il tutto con l’accompagnamento musicale dei ragazzi di Adventures con dj James Falco (Giulio Cremieux), per una vera e propria selezione musicale clandestina. Appuntamento quindi giovedì sera dalle ore 19 a Eataly Lingotto nelle Cantine di Affinamento, al piano interrato, un luogo ricco di fascino, per immergersi negli odori e nei profumi tipici dei territori e dei luoghi dove si affinano queste eccellenze tutte italiane. La serata sarà anche l’occasione di scoprire l’evaporatore rotante dell’azienda Buchi, innovativo e davvero efficace, il Rotavapor®. Alcuni Drink saranno realizzati utilizzando proprio questo strumento, che permette una distillazione sottovuoto degli ingredienti, mantenendo gli aromi intatti e dando un risultato aromatico incredibilmente esplosivo! Ecco una selezione dei Drink di Affini: Lo sprizzato della Taverna Il vino strizza l’occhio all’Abruzzo, un liquorino dorato prodotto con gin ed il miglior zafferano di Navelli, qualche goccia di barbabietola, pecorino d’Abruzzo e Selz. Verace, elegante, rustico, come la terra a cui è ispirato. Torino Pechino La tradizione dell’aperitivo piemontese, con i suoi toni dolceamari, sfiorata da note orientali: è presente il Vermouth Anselmo Riserva, l’aperitivo Montanaro, qualche goccia di Yuzu Bitter, prelibato agrume orientale, succo di zenzero fresco. Il tutto affumicato con il pregiato Lapsang Tea. Negroni’s Ghost È semplicemente un Negroni di quelli bevuti dal Conte che ne ha originato il nome: Bitter, Vermouth e Gin. Immaginiamo però il Conte sia tornato per berne ancora uno, invisibile e limpido come lo spirito di un fantasma. Faber Mary Bloody Mary di Liguria. Il nettare di pomodoro di Niasca Portofino, insaporito da polvere di pesto, che accompagna le classiche spezie del celebre cocktail. Una goccia di aceto balsamico, vodka e limone. Per gli amanti del drink a base di vodka e pomodoro un’alternativa da “Crêuza de Mä”. Il Grecanico Un sour miscela i sentori di Calabria, spremuta di bergamotto, sciroppo di zucchero, pregiato liquore alle olive, completato da Bulldog London Dry Gin e bianco d’uovo, ingrediente storicamente usato nei drink di tipo sour per legare gli elementi. Sangiot L’omaggio al Trentino Alto Adige: un drink elegante ed aromatico che unisce il liquore ai fiori di sambuco, tipico della cultura alpina, acqua di miele, dell’azienda Thun della Val di Non, spremuta di limone, colmato con WeissBier del Trentino. Pirandello Punch La Sicilia, il suo calore e i suoi colori, in un punch di ispirazione caraibica e mediterranea. Una miscela di ron Brugal Anejo e di rhum agricole JM Eleveè Sous Bois, con note speziate di liquore al cumino, si fondono con la trinacria, succo fresco di fichi d’india, spremuta di limone e arancia rossa. Una carica di fresca energia! Gin Tonic Il celebre long drink proposto con: Hendrick’s – l’aromatico scozzese dalle note di cetriolo e rosa damascena; Martin Miller – elegante gin secco inglese diluito con acqua di ghiacciaio; Vallombrosa – lo storico gin italiano prodotto dai monaci benedettini Serviti con Tonica Fever...

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La caccia all’opera d’arte metà è nel quartiere Vanchiglia e metà su Facebook.

Pubblicato da alle 15:58 in I nuovi Shop, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

La caccia all’opera d’arte metà è nel quartiere Vanchiglia e metà su Facebook.

Dopo gli appuntamenti delle scorse settimana, ritorna, venerdì 18 , il “Cerca Tu’ in Vanchiglia”. Una vera propria caccia al tesoro nel cuore del quartiere. Ogni venerdì del mese di novembre con partenza dalla Chiesta di Piazza Santa Giulia si svolgerà il percorso che porterà i partecipanti a scovare in alcune attività commerciali della zona dipinti di Maria Grazia Solano, disseminati e rintracciabili tramite una serie di istruzioni che verranno fornite sulla pagina FB dell’evento. Dalle 17.30 alle 20.00 i partecipanti saranno invitati a scoprire i quadri e richiedere nei negozi una cartolina componibile; questa portata nell’ultimo luogo del percorso e vidimata darà origine a una serie di sconti di cui poter usufruire durante tutta la settimana a venire. Maria Grazia Solano Si diploma al Primo Liceo Artistico di Torino nel 1989, per poi frequentare la scuola di teatro del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler diplomata nel 1993. Dopo aver lavorato per anni in produzioni del Pic- colo Teatro con la regia di Giorgio Strehler sino al 2001, accumula esperienze al Burgteather di Vienna, successivamente con la Compagnia dell’Argine del Teatro ITC di San Lazzaro di Bo- logna con gli spettacoli Il Misantropo di Molière e con I Cavalieri Aristofane Cabaret. Debutta nei più im- portanti festival e teatri d’Italia sino al 2011 con A woman left lonely – omaggio a Janis Joplin, testo di Elena Pugliese da lei diretto e interpretato, dove è accompagnata dal gruppo Supershock. Da alcuni anni lavora come attrice ed insegnante presso il teatro e la scuola Baretti di Torino. Per la pittura (come ritrattista) riceve commissio- ni da personaggi noti e per le copertine dei DVD colle- zione “teatro in/civile” per il quotidiano de L’Unità. Nel 2014 la prima personale presso la Galleria D’Arte Raffaella De Chirico di Torino “Fatte ad arte” consta di 7 ritratti di donne ricorse alla chi- rurgia estetica. Maria Grazia Solano parte da un progetto che si è modi- ficato ed evoluto nel corso delle sedute e delle conversazioni con le sue modelle regi- strandone il cambia- mento che le si manifestava, ascoltando e dipingendo, realizzando cosa esso significasse per sé. http://www.- gazzettatorino.it/fatte-ad-arte-un- progetto-pittorico-di-maria-grazia-solano/ Galleria D’Arte Raffaella De Chirico-Torino...

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Quello strano connubio tra aziende e arte. Quindici giorni per scoprirlo.

Pubblicato da alle 12:35 in Economia, I nuovi Shop, Mostre, Notizie, Prima pagina, Università | 0 commenti

Quello strano connubio tra aziende e arte. Quindici giorni per scoprirlo.

Art for Excellence giunge alla sua seconda edizione, incentivando la collaborazione tra artisti e aziende del territorio attraverso le varie forme dell’arte contemporanea.   LE AZIENDE Le aziende, selezionate dalla Project Manager Sabrina Sottile, in collaborazione con Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino, sono la testimonianza tangibile del ricco patrimonio produttivo piemontese, connotato da un forte attaccamento alle tradizioni del territorio, una brand identity di successo; un elevato standard qualitativo dei prodotti e dei servizi offerti, tecnologia ed una propensione alla sostenibilità ambientale. Chi lavora con chi. ARTI GRAFICHE PARINI ANDREA PIOTTO (FOTOGRAFIA) AZIENDA AGRICOLA CHIALVA BIRRA MENABREA MAX PETRONE (PITTURA) BORBONESE – STJEPAN SANDRK (PITTURA) BOSCA LUISA VALENTINI (SCULTURA) CHIUSANO & C. IMMOBILIARE JONATHAN GUAITAMACCHI (PITTURA E FOTOGRAFIA) ESTETICA – MARK COOPER (PITTURA E FOTOGRAFIA) GALUP – MAX FERRIGNO (PITTURA) HARRIDGE DEIMILLE MATTIA LUPARIA (PITTURA) IPPOCAMPO – CARLA SECCO (PITTURA) LENTI SILVANO PUPELLA (FOTOGRAFIA) MAZZE XEL (SCULTURA) MONVISO LUCA SAINI (VIDEO) NOBIS COMPAGNIA DI ASSICURAZIONI MASSIMO SIRELLI (PITTURA) DOTT.SSA REYNALDI MARCO MULAS (VIDEO) SOMMO FRATELLI NAZARENO BIONDO (SCULTURA) Art for Excellence ha sede nelle Sale dell’Archivio Storico di Torino; palazzo realizzato da Filippo Juvarra tra il 1731 ed il 1733, custode di volumi e documenti di grande importanza storica. GLI ENTI SOSTENITORI Art for Excellence, che nel corso del 2016 ha ottenuto un importante riconoscimento Incubatore degli studi di Torino, come miglior progetto imprenditoriale in ambito culturale del 2016, vanta il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. GLI SPONSOR Due realtà imprenditoriali appartenenti a due differenti settori produttivi, ma entrambe dotate di valorizzazione di progetti con valore aggiunto: Ippocampo gioielli e Gruppo Ferrero. CHARITY PARTNER UFFICIALE DI ART FOR EXCELLENCE 2016 Art for Excellence si apre al sociale con CasaOz (www.casaoz.org), associazione Onlus nata a Torino nel 2007, spedale Infantile Regina Margherita. Luogo di accoglienza e sostegno per i bambini che incontrano la malattia e le loro famiglie, vera e propria casa dove ritrovare la dimensione domestica perduta e dove ambienti, arredamento, relazioni, attività sono pensati per recuperare quotidianità e...

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Tra disegno e fotografia allo Spazio Don Chisciotte una mostra svela connessioni e rapporti.

Pubblicato da alle 13:18 in Eventi, I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina | 0 commenti

Tra disegno e fotografia allo Spazio Don Chisciotte una mostra svela connessioni e rapporti.

Giovedì 17 novembre alle ore 18.00, presso lo Spazio Don Chisciotte di via della Rocca a Torino, si inaugurerà la mostra Là dove interviene il disegno a cura di Luca Panaro, organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes, in cui saranno esposti i lavori inediti di Mario Cresci, Bruno Di Bello, Franco Vaccari e Paolo Ventura. La mostra rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2017.   Si tratta di un’occasione unica per riflettere sul rapporto fra disegno e costruzione dell’opera d’arte nella ricerca di artisti che si esprimono attraverso la fotografia e le arti mediali. Come scrive il curatore Luca Panaro, è noto il passo in cui Giorgio Vasari vide il dodicenne Leonardo da Vinci nella bottega del Verrocchio «non solo a esercitare una professione, ma tutte quelle ove il disegno interveniva». Questa testimonianza è di grande rilievo per comprendere l’importanza che il disegno ebbe in tutta la variegata produzione del maestro fiorentino. Riportare ai giorni nostri questa riflessione consente di notare come il disegno sia ancora molto importante nella ricerca artistica contemporanea, in quanto studio propedeutico alla creazione dell’opera, ma anche parte integrante della stessa.  Fanno un uso sistematico del disegno non solo gli artisti che si esprimono tradizionalmente con pittura e scultura, si riscontra un ampio utilizzo di questa pratica anche tra coloro che si esprimono con la fotografia e le arti mediali in genere. L’esposizione, pensata per lo spazio espositivo torinese della Fondazione Bottari Lattes, verte in modo particolare sugli artisti che hanno scelto la fotografia come strumento espressivo preferenziale. In modo particolare sulle opere di Mario Cresci, Bruno Di Bello, Franco Vaccari e Paolo Ventura. Quattro celebri autori italiani noti al mondo dell’arte, presenti in mostra con opere inedite e solo in parte fotografiche, a testimonianza dell’importanza attribuita alla progettazione e alla relativa costruzione grafica della loro ricerca. La mostra si compone di una ventina di opere di varie dimensioni nelle quali si palesa il rapporto tra disegno e fotografia ed è accompagnata da una pubblicazione con un testo di Luca Panaro e la riproduzione di tutte le opere esposte.     Mario Cresci (Chiavari, 1942) ha applicato fin dagli esordi la cultura del progetto alla fotografia coniugandola alla sperimentazione del linguaggio visuale in ambito artistico. Negli anni Settanta la sua formazione e gli studi di design si confrontano nell’esperienza diretta con le culture etniche e antropologiche delle regioni del Mezzogiorno italiano, da cui deriva uno studio approfondito di oggetti e segni a testimonianza del rapporto uomo-territorio, come nelle opere presenti in mostra della serie Misurazioni (1977), dove la silhouette di Pinocchio è sviluppata in un foglio di lavoro e una dozzina di rayogrammi. Camera Torino gli ha di recente dedicato un’importante mostra personale, dal titolo Mario Cresci. Ri-creazioni.   Bruno Di Bello (Torre del Greco, Napoli, 1938) nel 1967 inizia a utilizzare nel suo lavoro la tela fotosensibile. L’anno seguente espone con il gruppo della Mec-Art, teorizzata da Pierre Restany. Dai primi anni Settanta nelle sue tele fotografiche compaiono parole e concetti che, scomponendosi e ricomponendosi, animano un gioco di perdita e di ritrovamento del significato. Altri lavori degli anni Settanta-Ottanta sono eseguiti disegnando sulla tela sensibile direttamente con il raggio di luce di una torcia elettrica, come il lavoro presentato in mostra, Segno di luce di quadro in quadro (1977).   Franco Vaccari (Modena, 1936) negli anni Sessanta utilizza la fotografia per presentare i graffiti come poesia...

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MEFinMarket. A Torino, per la prima volta, un “Museo va al mercato”.

Pubblicato da alle 13:33 in Eventi, I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

MEFinMarket. A Torino, per la prima volta, un “Museo va al mercato”.

MEFinMARKET.    Ieri mattina, nei locali di una ex-friggitoria di pesce in via Santhià 13/A ha inaugurato MEFinMarket, l’innovativo progetto culturale, che porta l’opera di Ettore Fico in uno spazio-vetrina, visibile 24 ore su 24, prospiciente il mercato di Piazza Foroni, cuore pulsante di Barriera di Milano, quartiere multiculturale in continua trasformazione. Si tratta di un’iniziativa di arte partecipata curata da Lorena Tadorni, responsabile del programma A.R.T. Attività e Relazioni con il Territorio del Museo Ettore Fico, in collaborazione con l’Associazione Commercianti la Piazza Foroni e realizzato grazie al sostegno economico di Compagnia di San Paolo, che nell’ambito dell’edizione del Bando OPEN 2015 ha messo a disposizione circa 30.000 euro, ed alla sponsorizzazione tecnica di Bricocenter. Sono intervenuti alla conferenza stampa-inaugurazione Andrea Busto, Direttore della Fondazione e Museo Ettore Fico, Lorena Tadorni, curatrice di MEFinMARKET, Francesca Leon, Assessora alla Cultura della Città di Torino, Matteo Bagnasco, responsabile dell’Area Innovazione e Cultura della Compagnia di San Paolo, Enzo Torraco, Presidente dell’Associazione Commercianti La Piazza Foroni e Alberto Sacco, Assessore al Commercio della Città di Torino. Come afferma Enzo Torraco: “Questa iniziativa nasce perché noi commercianti abbiamo voluto diversificare il concetto di vendita al mercato. L’arte trasferita in piazza diventa un modo nuovo di promuovere lo sviluppo delle aree mercatali e di far interagire pubblici diversi. L’associazione La Piazza Foroni è da sempre attenta al sociale e alle ibridazioni con i linguaggi creativi: è stata la prima ad attivare il progetto “fa bene” per recuperare le eccedenze alimentari invendute”. “Erano due anni che avevamo in mente questo progetto, dopo aver monitorato il quartiere e aver notato molte attività chiuse in quest’area. L’iniziativa ha preso avvio grazie alla lungimiranza di un partner come Compagnia di San Paolo” – afferma Andrea Busto, Direttore del MEF – “Ci auguriamo di poter avere nuove occasioni per continuare a far vivere questo spazio-vetrina in futuro, anche con progetti d’arte contemporanea site-specific.” Ettore Fico amava camminare per le vie dei mercati, fare la spesa, e interagire con i venditori. Oggi i commercianti hanno conosciuto e apprezzato l’arte di Ettore Fico, grazie ad un’attività formativa condotta in collaborazione con l’Area Educativa del MEF: hanno condiviso la storia dell’artista e del suo Museo, hanno visitato il suo studio, incontrato la moglie Ines ed hanno avuto accesso alla dimensione della sua pratica pittorica partecipando ad un workshop dedicato. Tale percorso di avvicinamento all’arte di Ettore Fico ha dato ai commercianti la possibilità di praticare anche un’attività curatoriale selezionando in prima persona le opere dei cinque cicli espositivi che, fino al 26 novembre prossimo, in un alternarsi di tematiche differenti, con appuntamento bisettimanale, presenteranno al pubblico il lavoro dell’artista in un processo narrativo dalle proposte inedite. Dal primo episodio “Ettore Fico racconta Fico Ettore”, in cui sono state esposte 5 opere che rivelano il mondo intimo e privato del maestro attraverso due autoritratti, un ritratto della giovane moglie Ines, lo studio e gli strumenti di lavoro, fino all’ultimo appuntamento dal titolo “Libere interpretazioni” in cui la rassegna si chiude con un’originale rappresentazione della piazza, si passerà per “Madre Natura”, “Barriera è una calla”e “Profumi e sapori del mercato”. Sotto allo spazio-vetrina sono state inoltre installate tre cassettine nelle quali il pubblico potrà inserire un piccolo talloncino ed esprimere così il proprio parere rispetto al progetto. MEFinMARKET è un suggestivo modello di...

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Cinquanta gallerie internazionali al Wopart di Lugano. Fiera tutta dedicata alle opere su carta.

Pubblicato da alle 15:19 in .Arte, galleria home page, I nuovi Shop, Mostre, Notizie, Spettacoli | 0 commenti

Cinquanta gallerie internazionali al Wopart di Lugano. Fiera tutta dedicata alle opere su carta.

Dal 2 al 5 settembre 2016, Lugano sarà teatro di una nuova fiera dedicata all’arte. Al Centro Esposizioni Lugano nasce WOPART – Work on Paper Fair, la prima edizione di una fiera internazionale interamente dedicata alle opere su carta. WOPART Fair propone un viaggio in tutte le epoche della storia dell’arte, approfondendo tecniche e linguaggi che caratterizzano i lavori esclusivamente realizzati su supporto cartaceo, dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello e dalle stampe orientali alle carte di artisti contemporanei, presentati da un campione di 50 gallerie internazionali. La selezione degli espositori è garantita da un comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio, giornalista, critico e curatore d’arte contemporanea e da Paolo Manazza, pittore e giornalista specializzato in economia dell’arte, che comprende anche storici e critici dell’arte e della fotografia, collezionisti, docenti universitari tra i più apprezzati, quali Michele Bonuomo, Marco Carminati, Gianluigi Colin, Massimo Di Carlo, Walter Guadagnini, Giuseppe Iannaccone, Piero Mascitti, Marco Meneguzzo, Anna Orlando, Elena Pontiggia, Massimo Pulini, Marco Riccòmini, Marco Vallora. WOPART offrirà un vasto programma di eventi collaterali che aiuterà il pubblico ad approfondire i temi di maggiore attualità proposti dalla fiera luganese. Tra questi si segnalano le Conversazioni d’Arte, che vedranno alternarsi le lectio magistralis di critici e storici dell’arte, consulenti, specialisti di investimenti in arte, o gli Artist talk, occasioni uniche per conoscere dalla viva voce dei protagonisti internazionali del mercato dell’arte, le loro esperienze e il loro percorso artistico e che saranno trasmesse in streaming sul sito della manifestazione. Integra il progetto espositivo della fiera un programma di quattro mostre, che indagano attraverso media e linguaggi diversi il tema del ritratto, dall’Ottocento ai giorni nostri. I ritratti di Palazzo Belgioioso – Quando gli artisti dipingono gli artisti, a cura di Massimo Pulini, accompagna il pubblico nella Milano risorgimentale, in uno dei salotti culturali più in voga del periodo: il cosiddetto “cenacolo” di Palazzo Belgioioso, sede della Società degli Artisti e Patriottica, punto di incontro e confronto per scrittori, intellettuali e naturalmente pittori e scultori; presenza notevole, in città, a partire dagli anni dell’Unità d’Italia e fino all’avvento del Fascismo. Un patrimonio ingente quello passato dalla Società alla Collezione Baratti: si parla di un corpus di almeno 150 ritratti dei diversi soci, tra cui Domenico Induno, Giuseppe Bertini, Eleuterio Pagliano, Sebastiano De Albertis, Federico Faruffini, Angelo Morbelli, Achille Beltrame. Proprio da quest’ultimo blocco di lavori proviene la selezione dei 34 disegni esposti, per la prima volta in Svizzera, nel contesto di WOPART, documento determinante per ricostruire l’ambiente e le figure di un salotto borghese che è stato palestra di talenti e eccellenze. Provengono ancora dalla Collezione Baratti le 40 carte presentate nella mostra Caricature a cavallo tra Otto e Novecento – La vena satirica e lo sberleffo tra maestri del disegno, a cura di Massimo Pulini. L’ambiente è il medesimo – siamo sempre nel contesto della Società degli Artisti e Patriottica – ma cambia in senso radicale lo spirito dei ritratti firmati dai vari Giuseppe Palanti o Mario Bettinelli, che svelando una inaspettata verve dimostrano, come osserva Pulini, “la grande modernità di questi autori, abili spadaccini della penna e impietosi pugili del carbone, ed è proprio il terreno disinibito dell’ironia a restituirci la temperie vivace e fertile che si doveva vivere in quel luogo, in quel cenacolo di ingegni”. Sono una ventina gli autografi presentati nella mostra I musicisti di...

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Heated by Art. Una mostra alla casa del Pingone sugli artisti emergenti torinesi.

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Heated by Art. Una mostra alla casa del Pingone sugli artisti emergenti torinesi.

Dopo il ciclo di conferenze sulla Torino sperimentale degli anni ’50 e le serate a tema musicale ed enogastronomico, dalla classica all’elettronica,  alla letteratura l’iQOS Embassy di Torino, ospitata negli spazi della cinquecentesca Casa del Pingone in via delle Porte Palatine, conferma l’attenzione alla sperimentazione e all’innovazione con nuovi progetti di ricerca che coinvolgano anche la creatività contemporanea.  Sabato 16 e 23 luglio 2016, dalle ore 14:00 alle 19:00, e in settimana su appuntamento, sarà possibile visitare la mostra Heated by Art curata da Caterina Persano: protagonisti quattro tra gli artisti emergenti più interessanti del panorama torinese, Guglielmo Castelli, Stefania Fersini, Edoardo Piermattei e Erik Saglia. Il titolo del progetto Heated by Art (“Riscaldati” dall’arte) è un richiamo all’innovazione tecnologica che caratterizza il dispositivo elettronico iQOS, un sistema innovativo che rilascia un vapore di tabacco senza bruciarlo, frutto di 15 anni di ricerca e sviluppo del gruppo Philip Morris International. Le opere sono state distribuite nella varie sale della Casa già di Emanuele Filiberto Pingone, storico di corte di Emanuele Filiberto di Savoia, edificio medioevale che ha mantenuto intatte, grazie ad un attento restauro, le proprie caratteristiche, stanze di dimensione irregolare distribuite su 4 piani intorno ad un piccolo cortile centrale, inclusa la cantina con la volta a botte e lo splendido loggiato che si affaccia sulle Porte Palatine e la facciata laterale di Palazzo Reale. Gli arredi, mobili vintage e di design, diventano inconsueto e pur armonico contesto sia della struttura medioevale come per le opere contemporanee. Guglielmo Castelli (1987, Torino) presenta la scultura Calmierando il dolore con la speranza si evince che il primo è sopportabile la seconda no (2015, tecnica mista, dimensioni variabili) e Tiptoe (2015, olio su tela 25 x 20 cm). La sua ricerca si concentra principalmente sulla costruzione dei rapporti tra figura e sfondo: nelle sue tele dai toni fiabeschi, infatti, sfondi monocromi dai colori tenui divengono il paesaggio di personaggi bidimensionali dall’equilibrio instabile, i quali, pur evocando un immaginario legato all’infanzia, tradiscono qualsiasi forma di rassicurazione. Ponystep n°4 pag 85, 86 (2013, dittico, olio su tela, 44 x 34 cm ciascuno) è l’opera presentata da Stefania Fersini (1982, Aosta). I suoi lavori sono caratterizzati da continui rimandi che provocano un’oscillazione percettiva che rimane sempre aperta. Ponystep n°4 pag 85, 86 è infatti una riproduzione iperrealista su tela di una pagina cartacea: un mondo di carta, ma stropicciato, in cui figure femminili ideali vengono deformate in una rappresentazione surreale dell’apparenza. Erik Saglia (1989, Torino) presenta un suo nuovo lavoro nella sala delle feste, dominato dallo splendido tavolo di Martino Gamper con cui l’opera è posta in intelligente dialogo cromatico: Senza titolo (2016, vernice spray, scotch di carta, pastelli a cera e resina epossidica su tavola di legno, 200 x 150 x 6 cm).  Serialità e rigore caratterizzano la ricerca dell’artista, nelle cui opere emerge un’attenta costruzione delle superfici, a cui fa da contraltare la pittura sottostante, leggera, realizzata con vernici spray. Edoardo Piermattei (1992, Ancona) presenta in anteprima assoluta l’opera Senza Titolo (2016, cemento con pigmento su cartongesso e su legno, 270 x 100 x 90 cm), vera e propria installazione architettonica che grazie ad un sapiente uso delle luci ammanta di suggestione le cantine della Casa. La sua ricerca pittorica assume una dimensione quasi architettonica: cemento, cartongesso e legno sono infatti i...

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