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La Tavola di Leonardo. Una cena esclusiva ne ripropone invenzioni e gusti all’Esperia.

Pubblicato da alle 16:35 in I nuovi Shop, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

La Tavola di Leonardo. Una cena esclusiva ne ripropone invenzioni e gusti all’Esperia.

Una serata unica tra menù d’epoca rivisitati, storytelling per calarsi nella vita di Leonardo e la sua cucina con numerose sorprese che rendono questo appuntamento speciale Leonardo, inventore, artista e scienziato italiano ha espresso il suo talento anche in ambito gastronomico come, ad esempio, autore di ricette ed inventore di macchine da cucina. In occasione del 500° anniversario della sua morte, il 22 febbraio presso il  prestigioso ristorante Esperia di Torino, in corso Moncalieri 1, si terrà una cena esclusiva dal nome “La Tavola di Leonardo”, ideato dalla giornalista ed esperta di Galateo Barbara Ronchi della Rocca in collaborazione con il giornalista enogastronomo Claudio Porchia. Grazie alla sua particolarità e importanza, l’evento è stato selezionato dal Festival del Giornalismo Alimentare di Torino ed inserito nel programma della manifestazione. Ecco il menù previsto ricavato direttamente da appunti e libri d’epoca: – Primo servizio di credenza: Pane con le noci e panini aromatizzati con petto d’anatra a fettine; salame a fettine con prugne secche e pomarance. – Primo servizio di cucina: Riso alla Sforza con zafferano e speck di anatra affumicata alla moda di Cristoforo da Messisbugo. – Secondo servizio di cucina: Frictini caldi di pasta di pane con verdure alla moda di Bartolomeo Scappi. – Terzo servizio di cucina: Arrosto di maialino con piselli alla moda di Mastro Stefano de Rossi. Secondo servizio di credenza: cacio stracchino di Gorgonzola, pere, castagne secche e pastigliaggi di varie sorte. Vini Selezione per accompagnamento. La serata sarà inoltre caratterizzata da storytelling, ovvero narrazioni da parte di autori ed esperti “leonardiani” e numerose sorprese avvincenti. Orario previsto è per le ore 20.30. Si tratterà di una serata esclusiva con ingredienti principali una speciale cucina,  cultura ed innovazione: una cui non potrete mancare! Il prezzo è pari ad euro 49 per la prenotazione singola mentre euro 90 per la coppia; le prenotazioni sono possibili sino al 19 febbraio. Le prenotazioni potranno essere inviate su mail all’indirizzo eventi@morenews.it  indicando nome, cognome, numero dei commensali ed un recapito telefonico oppure contattatando il numero...

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Ducento anni di acquarello in un libro alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.

Pubblicato da alle 12:39 in .Arte, I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina | 0 commenti

Ducento anni di acquarello in un libro alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli ha organizzato la presentazione del libro “L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento a oggi” edito da Daniela Piazza, scritto da Marcella Pralormo e Monica Tomiato, presso il Bookshop Corraini Lingotto  Le due autrici hanno dialogato con il pubblico e al  termine della presentazione, gli artisti Paolo Galetto e Cristina Girard hanno dato una prova pratica, effettuando una dimostrazione delle tecniche dell’acquerello per diffondere e approfondire la conoscenza di questo linguaggio pittorico. Per la prima volta, con il volume L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento a oggi si ripercorre l’evoluzione della pittura ad acquerello attraverso le storie e le opere dei pittori piemontesi più rappresentativi di questa tecnica. La pittura ad acquerello si è affermata in Italia come modalità pittorica a partire dall’Ottocento e il Piemonte ha rappresentato, fin dagli inizi e prima che altrove in Italia, un polo di fondamentale importanza per l’affermazione di questo genere che in breve tempo è riuscito a raggiungere livelli qualitativi di notevole valore. Marcella Pralormo oltre a dirige la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli è un’appassionata e profonda conoscitrice di questa tecnica, purtroppo un pò sottovalutata. A GazzettaTorino dice: “Con il volume “L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento a oggi”, Monica Tomiato e io abbiamo voluto trasmettere l’urgenza di rivalutare la tecnica ad acquerello, a lungo considerata “minore” rispetto alla pittura ad olio. Inoltre, abbiamo voluto portare all’attenzione dei lettori la grande ricchezza della tradizione piemontese nella produzione di opere ad acquerello.  L’acquerello, poi, non è solo una tecnica di tradizione, ma al contrario è estremamente contemporanea, basti pensare ai lavori di Carol Rama, di Giacomo Balla, agli artisti che negli anni ’60 sono cresciuti nell’ambito dell’Accademia Albertina, dove tutt’oggi continua a essere insegnata, con grande seguito da parte degli studenti. Personalmente, è una tecnica che amo moltissimo perché, asciugando subito sul foglio, rappresenta l’espressione autentica del primo pensiero dell’artista. L’olio, al contrario, è un lavoro più meditativo e riflessivo, che si presta a correzioni e rielaborazioni.  Con questo libro vorremo che i lettori fossero consapevoli che si tratta di una tradizione importante, ancora oggi estremamente vivace e che, nelle sue moltissime tipologie di realizzazione, continua a essere apprezzata per al sua eccezionale immediatezza. Ci piacerebbe inoltre che i giovani artisti si facessero forza a vicenda, sulla scia dei grandi del passato che sono riusciti a fare gruppo. Potrebbe infatti essere una grande occasione per fare conoscere a un pubblico ancora più ampio questa raffinata tecnica”. L’encomiabile scopo del volume è offrire al lettore una mappa per comprendere la vitalità e l’attualità di una forma d’espressione pittorica spesso considerata “minore” che lo accompagnano nella scoperta del suo sviluppo e della sua fortuna in Piemonte: dai paesaggi di Giuseppe Pietro Bagetti per proseguire poi, nel Novecento, con grandi autori contemporanei come Giacomo Balla e Carol Rama, fino ad approdare nelle aule dell’Accademia Albertina dove, ancora oggi, la tecnica dell’acquerello gode di una notevole vitalità, nel solco della tradizione, ma anche attraverso manifestazioni sperimentali e innovative. Legata al libro e alla tecnica dell’acquarello è la mostra Ad Acqua, esposta nella Pinacoteca dell’Accademia Albertina, rimangono pochi giorni per visitarla, chiuderà infatti il 27 gennaio, l’esposizione è un’occasione rara che permette di osservare i lavori di grandi artisti che hanno, in epoche diverse, utilizzato l’acquarello.  ...

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587 chateaux turchi. Tutti finti, tutti vuoti, tutti identici.

Pubblicato da alle 11:44 in DOXA segnalazioni, Economia, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

587 chateaux turchi. Tutti finti, tutti vuoti, tutti identici.

È noto che l’unica soluzione per certi errori degli architetti – e ancora di più per gli sviluppatori immobiliari che li assoldano – sia quella di “piantare edera” per mascherare il misfatto edilizio. A volte però le dimensioni del disastro vanno oltre i limiti della risoluzione vegetativa.  È il caso del gigantesco progetto di cui si raffigura un piccolo squarcio – ancora umanamente comprensibile – nell’immagine che appare qui sopra. Volendo sorbire appieno il terribile aspetto spettrale del posto, si consiglia la più ampia visione da drone, visibile qui. I finti chateaux francesi – tutti vuoti, tutti identici, ognuno sul proprio francobollo di terreno da 324 mq – che costituiscono il desolato villaggio residenziale di Burj Al Babas Villa sono per il momento 587. Il progetto si trova vicino al paese di Mudurnu, a circa metà strada tra Istanbul e Ankara nella Turchia settentrionale. Le unità immobiliari – tutte con la stessa torretta tonda all’angolo e un’altra torretta quadrata sopra la porta principale – a progetto completato dovrebbero essere 732, ma l’esito è improbabile, vista la bancarotta del costruttore, il Gruppo Sarot, una delle più catastrofiche che il Paese ricordi. Le unità sono tutte indipendenti e realizzate in una sorta di neogotico francese da fumetto, in teoria ispirato al Castello di Chenonceau nella Loira, una volta residenza di Caterina de’ Medici, la regina consorte di Francia nella seconda metà del 16° secolo. Come in ogni grande bancarotta che si rispetti, le cause della catastrofe – oltre all’aspetto tremendo del progetto – sono controverse. In un’intervista all’Agenzia Bloomberg, qui, il Presidente del Gruppo Sarot, Mehmet Emin Yerdelen, ha dato la colpa agli acquirenti, perlopiù arabi dei Golfo, che al momento di pagare la nuova proprietà non volevano più saldare il conto… Yerdelen non dispera però: “Dobbiamo vendere solo altre cento ville per coprire i debiti. Credo possiamo superare la crisi in quattro o cinque mesi, per inaugurare parzialmente il progetto entro il 2019”. Courtesy James Hansen Nota...

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Raccogliere energia per donare energia. Roadshow di EnerCasa Coop al Superstore Botticelli.

Pubblicato da alle 08:58 in Economia, galleria home page, I nuovi Shop, ONG piemontesi | 0 commenti

Raccogliere energia per donare energia. Roadshow di EnerCasa Coop al Superstore Botticelli.

 Il roadshow al Superstore Botticelli a Torino – Energia per fare il bene. EnerCasa Coop per i Centri Antiviolenza EMMA Onlus Donne e futuro Non si tratta solo di vendere energia ma di farlo anche in favore di realtà di volontariato. Di questo si è parlato oggi nel nuovo Superstore Botticelli a Torino. Raccogliere energia per donare energia alle onlus, alle associazioni e agli enti benefici del territorio è infatti l’obiettivo del  roadshow di EnerCasa Coop da oggi a domenica nel nuovo Superstore di via Botticelli, 85 a Torino. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto al sostegno dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus “Donne e Futuro” Torino che si impegna nel contrasto alla violenza contro le donne. Da martedì 4 a Domenica 9 dicembre (da martedì a sabato dalle 8.00 alle 21.00 e domenica dalle 9.00 alle 20.00), presso il corner allestito all’interno del Superstore sarà possibile aderire liberamente alla campagna, partecipando a una “staffetta della solidarietà” per creare energia pedalando su due bicigeneratori, in grado di convertire la potenza cinetica sprigionata in energia elettrica. I kilowattora prodotti nel corso di questi giorni da tutti i “ciclisti solidali” verranno moltiplicati per 2500 da EnerCasa Coop e devoluti ai Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus “Donne e Futuro” di Torino, per sostenere il suo fabbisogno energetico annuale. EnerCasa Coop è il nuovo marchio di NOVA AEG Spa, società che opera nel mercato dell’energia per la fornitura di luce e gas, pensato per l’utenza domestica. Chiarezza, trasparenza e convenienza sono le caratteristiche di questo brand che, in vista della fine del mercato di maggior tutela dell’energia, si ispira ai valori cooperativi della controllante Nova Coop e alla garanzia di qualità per i consumatori di cui è sinonimo il Prodotto a Marchio Coop.   Tutta l’energia di EnerCasa Coop è ottenuta da fonti rinnovabili e certificata dall’opzione Viviverde! I nuovi clienti che aderiranno al contratto EnerCasa Coop entro il 31 dicembre 2018 avranno in omaggio l’opzione Viviverde! per dodici mesi. Massimo Candellone, Direttore commerciale NOVA AEG – EnerCasa Coop ha dichiarato «Ogni giorno onlus, associazioni e realtà benefiche del privato sociale accendono la speranza delle persone in difficoltà, in particolare in questa tappa sosteniamo i Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus Donne e futuro di Torino, aiutando le persone che si rivolgono a loro nei propri percorsi di vita e nei bisogni quotidiani. Come EnerCasa Coop siamo una società dell’energia che si ispira ai valori cooperativi e vogliamo sottolineare la specificità che ci distingue sul mercato dando energia e valore aggiunto a queste realtà, esattamente come facciamo con i nostri clienti e i Soci Coop, ai quali ci rivolgiamo con la distintività e la qualità del nostro prodotto a marchio». Anna Maria Zucca, presidente Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus ha detto «Abbiamo accolto con entusiasmo l’iniziativa propostaci da EnerCasa Coop, non solo per l’entità del sostegno di cui l’associazione potrà beneficiare a seguito dell’evento, conseguente all’abbattimento dei costi di gestione dei Centri Antiviolenza E.M.M.A Onlus Donne e Futuro, ma anche perché in tal modo si potrà richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno della violenza contro le donne, che purtroppo  è tema di stretta attualità dei giorni nostri. La sensibilizzazione della popolazione, attraverso il coinvolgimento con una modalità ludica e di più agevole richiamo, potrà offrire l’opportunità di far riflettere sul tema e consentirà di porre in essere un’efficace comunicazione in merito...

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Arte in asta benefica. Opere per i bambini del Mozambico da Febo e Dafne.

Pubblicato da alle 12:21 in .Arte, Economia, I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina | 0 commenti

Arte in asta benefica. Opere per i bambini del Mozambico da Febo e Dafne.

Asta benefica. Inaugurerà giovedì 6 dicembre la mostra collettiva a scopo benefico Un’opera d’arte per Voi e un aiuto per Loro. L’iniziativa è stata organizzata dalla galleria Febo e Dafne in collaborazione con l’associazione Abbecedario, le opere sono messe a disposizione da collezione privata ed il ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza a favore dei bambini del Monzambico. L’ABBECEDARIO o.n.l.u.s. Associazione di volontariato nata nel 2007, ha il piacere di presentare una nuova iniziativa benefica resa possibile dalla collaborazione del socio Roberto Rey e della galleria Febo e Dafne. Dal 6 al 22 dicembre in via della Rocca 17 saranno esposte opere su carta di autori del novecento, tra gli altri: Mario Schifano, Mimmo Rotella, Man Ray, Hans Richter, Aldo Mondino, Giacomo Soffiantino. Il ricavato dalle vendite sarà devoluto in beneficenza ai bambini del Mozambico che da anni l’ABBECEDARIO aiuta offrendo loro la refezione scolastica. Trovare tutti i giorni il pranzo pronto e gratuito rappresenta per loro un sostanziale incentivo a frequentare la scuola. In occasione dell’inaugurazione il presidente dell’associazione Fabrizio Daniele introdurrà al pubblico gli scopi benefici dell’iniziativa e le attività svolte dall’associazione Abbecedario. Durante le festività natalizie la mostra sarà visitabile previo appuntamento da concordare al numero 331 3962965 Inaugurazione giovedì 6 dicembre – dalle ore 18.00 alle 22.00 Via della Rocca 17, Torino dal martedì al venerdì 14.30 – 19.30 / sabato 11 – 19...

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Vendemmia a Torino torna a riempire i palazzi storici e le strade come calici.

Pubblicato da alle 11:58 in EATpiemonte, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

Vendemmia a Torino torna a riempire i palazzi storici e le strade come calici.

Torna Vendemmia a Torino, l’evento che porta le eccellenze vitivinicole del Piemonte nei palazzi storici, nelle residenze reali e nei musei della città. E’ iniziata ufficialmente ieri sera in Via Gramsci la seconda edizione di Vendemmia a Torino –  Grapes in Town che torna in città dal 19 al 21 ottobre portando il meglio dell’eccellenza vitivinicola piemontese nel cuore storico e culturale di Torino con degustazioni e masterclass di grandi vini curate da Piemonte Land of Perfection e dai Consorzi di tutela soci. La manifestazione è promossa dall’assessorato alla cultura e al turismo della Regione Piemonte e  patrocinato dalla Città di Torino. Per l’inaugurazione di ieri sera è stata chiusa tutta via Gramsci ornata di tappeti rossi. Degustazioni di vini e buffet ad ogni angolo hanno raccolto la crème torinese che, in un evento per soli accreditati, ha dato il via a una manifestazione che vuole porsi tra le più rinomate di Torino. La mappa degli eventi si snoda tra i Musei Reali, il  Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Palazzo Birago, Palazzo Carignano, Villa della Regina, CAMERA, il MIAAO, l’Archivio di Stato, il Circolo dei Lettori, passando attraverso le principali vie del centro grazie alla collaborazione con Portici Divini.  Anche quest’anno, infatti, il programma di Vendemmia a Torino – Grapes in Town incrocia l’evento organizzato dalla Fondazione Contrada Torino Onlus, sostenuto dalla Camera di Commercio di Torino e promosso dalla Città, in cui le eccellenze dell’offerta enologica torinese saranno a disposizione di visitatori e appassionati nei locali lungo i portici del centro. Per quanto riguarda il percorso storico culturale, da segnalare in particolare le visite alle cucine e alle cantine seicentesche di Palazzo Carignano, ricordando la passione per il vino di Camillo Benso Conte di Cavour, e i percorsi a tema nelle altre sedi, dai Musei Reali a Villa della Regina. Tra gli altri eventi in programma “In vino musica”, performance per pianoforte e voce al Circolo dei Lettori con degustazione dei vini della Cantina Damilano, la presentazione della nuova guida di Slow Wine , il workshop sulla comunicazione del vino a cura di Eat Piemonte. Uno riguarderà l’approfondimento su Enoturismo e comunicazione digital, mentre il secondo sarà una scoperta di due “gioielli” del Canavese. Saranno presenti oltre 200 produttori, il meglio della produzione piemontese ed ospiti nazionali ed internazionali. E da quest’anno anche appuntamenti premium denominati “Exclusive” per attirare un target alto spendente. Infatti sono stati coinvolti alcuni rinomati ristoranti e chef di alto profilo, che proporranno menù speciali abbinati ovviamente ai vini del territorio. Ad arricchire l’offerta “Exclusive” anche un programma di visite guidate nel centro di Torino personalizzate e una wine-lounge presso il Golden Palace. Per facilitare lo spostamento tra le varie location, verrà messo a disposizione dei visitatori il Degustibus, navetta gratuita che collegherà Piazza Castello a Villa della Regina per tutta la durata della manifestazione. Un altro appuntamento importante sarà  dedicato ai vigneti urbani italiani. Si tratta di un’occasione inedita per condividere esperienze e fare il punto sullo sviluppo di queste importanti realtà e sul loro impatto sul piano culturale e turistico. Saranno presenti i vigneti di Torino, Venezia, Napoli, Siena e Brescia. Ospite internazionale sarà Clos Montmartre, la celebre vigna urbana di Parigi, rappresentata da Éric Sureau, Presidente del Comité des Fetes et d’Actions Sociales, associazione che gestisce il sito. Una tre giorni piena di eventi, compresi quelli OFF, come...

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Le notti torinesi “over” dondolano nell’amarcord musicale ’80 ’90.

Pubblicato da alle 15:54 in Fashion, I nuovi Shop, Musica, Prima pagina | 0 commenti

Le notti torinesi “over” dondolano nell’amarcord musicale ’80 ’90.

Esiste un universo notturno che sa ancora essere galante. Dove la donna non paga dopo le 23 o le vengono riservati sconti e agevolazioni se vuole gustare apericena e drink. E dove, soprattutto, alla porta d’ingresso i body guard sanno essere dei veri cavalieri. E’ l’universo della “generazione over” (trenta) di Torino nel Mondo, fondata da Roberto Di Crescenzo, che sta per ripartire con un lungo calendario invernale. Abbandonate le piste a cielo aperto del Whitemoon o del Patio, il primo appuntamento con le serate “adulte” di Tnm è per venerdì 5 ottobre quando riaprirà i battenti una delle discoteche più grandi di Torino, il Bamboo, immerso nel verde ai piedi della collina, in corso Moncalieri 145. L’ambient perfetto per tornare al passato, a quegli anni ’80 e ’90 quando nelle piste da ballo nascevano amori, si vivevano esperienze sulla scia di una colonna sonora che le avrebbe rese indelebili. E quella colonna sonora sarà ogni volta riproposta da Roberto Di Crescenzo attraverso i live di cover band quali gli Explosion o i Disco Inferno. O attraverso i suoi tanti dj set con gli artisti migliori del panorama musicale. Ma, per gli over trenta più “giovani” a disposizione c’è anche una pista dedicata all’house e per i più ballerini, una dedicata alla musica latino americana. La notte della “generazione over” inizia alle 21 con l’apericena (12 euro gli uomini, 10 le donne) per poi continuare fino a notte fonda. “La generazione adulta è quella che ha voglia di divertirsi nel massimo confort e relax – spiega Roberto Di Crescenzo – per questa ragione le nostre serate non possono trascurare i particolari, come la galanteria verso le donne, il buon cibo, la location e la buona musica”. Dal venerdì al mercoledì il passo è breve, e dalla prossima settimana, infatti, ecco Tnm approdare sulle splendide terrazze del Turet, proprio in piazza Solferino. Anche qui si comincia con un ricco aperitivo (13 e 10 euro) e la possibilità di cenare al tavolo. Sabato 13 ottobre, infine, la “generazione over” avrà la possibilità di partecipare all’apertura del nuovissimo locale torinese il Different, in corso Vittorio 21, un luogo nuovo, disposto su due piani, unico in città, un po’ discoteca, un po’ ristorante, che sarà in grado di stupire i propri clienti. Si comincia anche qui dall’aperitivo (13 e 10 euro), per continuare con la musica anni ’80 e ’90, l’house e il latino americano. info. e prenotazioni...

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Caserta e Stupinigi, unite da “La Pizza delle Dure Regge”. Ricerca, sperimentazione e innovazione.

Pubblicato da alle 13:05 in EATpiemonte, Economia, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

Caserta e Stupinigi, unite da “La Pizza delle Dure Regge”. Ricerca, sperimentazione e innovazione.

La Pizza delle Due Regge è la prima manifestazione che vuole unire due luoghi Patrimoni Mondiali riconosciuti dall’Unesco come la Reggia di Caserta e la Palazzina di Caccia di Stupinigi. E lo vuole fare attraverso l’arte del pizzaiolo, creando pizze gourmet con gli ingredienti di questi due territori. A rendere reale questo progetto, due pilastri della pizza italiana: da Caserta arriverà Franco Pepe, pizzaiolo noto in tutto il mondo, punto di riferimento internazionale per gli amanti della vera pizza italiana e per il secondo anno consecutivo miglior pizzaiolo al mondo secondo Top Pizza. Sarà inoltre protagonista con i suoi prodotti il Consorzio tutela mozzarella di Bufala Campana con altri produttori selezionati.   Mentre Stupinigi e il suo territorio saranno rappresentati dai pizzaioli piemontesi guidati da Luigi Acciaio, maestro specializzato in impasti, i Consorzi D.O.P. e i Maestri del Gusto della Provincia di Torino e del Piemonte, i produttori  dell’Associazione Stupinigi è…, la filiera della Farina di Stupinigi, il Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese, il Presidio del Sedano Rosso di Orbassano e altri presidi Slow Food. Cosa significa Pizza Gourmet? non si tratta di una pizza “creativa” ma è il risultato di un processo di ricerca, sperimentazione e innovazione che coniuga perfettamente l’amore per i prodotti tipici, in questo caso, di Piemonte e Campania e la passione per il sapere enogastronomico. Senza dimenticare che anche l’arte del pizzaiolo è patrimonio culturale Unesco dell’Umanità. L’evento si aprirà il 12 Ottobre con un confronto istituzionale tra Caserta e Stupinigi. La giornata proseguirà poi con il Gran Galà della Pizza dove, la Citroniera della Palazzina di Caccia di Stupinigi farà da cornice a questa serata inaugurale che permetterà ai partecipanti di gustare in esclusiva la Pizza delle due Regge, realizzata dai pizzaioli campani e piemontesi utilizzando gli ingredienti d’eccellenza dei due rispettivi territori. I tavoli della Pizzeria Reale, 300 posti in totale distribuiti su 30 tavoli da 10 posti, saranno riservati su prenotazione a chiunque decida di regalarsi questa esperienza unica e irripetibile. Le giornate del 13 e del 14 Ottobre vedranno la Pizzeria Reale e la Citroniera di Levante aperte al pubblico. Saranno organizzate degustazioni, laboratori didattici, show coking e master class. Durante la giornata di Domenica 14 Ottobre l’evento farà sinergia con la “457 Stupinigi experience by Ruzza Torino”, kermesse internazionale dedicata alla vera sede natia della FIAT 500, presentata nel 1955 proprio a Stupinigi. Per onorare con la dovuta solennità questo appuntamento delle FIAT 500, i Maestri Pizzaioli le dedicheranno la “Pizza 457” che suggellerà la collaborazione tra Ruzza Torino e l’associazione “Stupinigi è…”, e sarà veicolo di diffusione del rapporto nativo fra la FIAT 500 e Stupinigi. Nel giardino Reale sarà esposta la FIAT 500 con immatricolazione più vecchia al mondo. Insomma una tre giorni ricca di appuntamenti ma anche di collaborazioni istituzionali e non. Un bell’esempio di sinergia e di unione il tutto accompagnato dalla pizza, uno dei cibi più amati e consumati, simbolo di unità, amicizia e allegria. La Pizza delle Due Regge, organizzata e ideata dall’associazione “Stupinigi è…” e promossa dai comuni di Nichelino, Candiolo, Orbassano, None, Vinovo, Beinasco, si terrà presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi il 12,13 e 14 Ottobre. Per consultare il programma dettagliato e per prenotazioni potete consultare il sito www.lapizzadelledueregge.it Elena...

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Prospettive americane. Seminario sul lavoro fotografico di Joel Sternfeld.

Pubblicato da alle 18:14 in I nuovi Shop, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Prospettive americane. Seminario sul lavoro fotografico di Joel Sternfeld.

Inizia la nuova stagione dei seminari tenuti da Fulvio Bortolozzo con cadenza mensile e dedicati alla fotografia d’autore. Il primo appuntamento è per sabato 29 settembre prossimo alle ore 10 da Studiobild, in via Cesare Lombroso 20/a. Sarà Joel Sternfeld ad essere presentato ai partecipanti. Un fotografo che con la pubblicazione nel 1987 del fotolibro American Prospects diede dimostrazione di aver saputo assimilare e rinnovare la grande tradizione statunitense dell’osservazione fotografica nei luoghi antropizzati. Le lunghe radici di questa tradizione partono dai primi fotografi del West, come Timothy O’Sullivan ed Henry William Jackson, per raggiungere prima Walker Evans negli anni Trenta, con il suo fotolibro germinale American Photographs e poi la generazione degli Anni Settanta dei New Topographers, tra gli altri Robert Adams e Stephen Shore.   Da essi Sternfeld negli anni Ottanta partì per raggiungere nuovi esiti, portando la sua fotocamera di grande formato attraverso gli States alla ricerca di simboli, concetti e domande talmente forti da rimanere di assoluto interesse ancora oggi. Proprio per questo, il seminario prenderà in esame, con l’ormai consueto approccio iconografico e multidisciplinare, l’edizione del fotolibro riveduta dall’autore nel...

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Trattorie gourmet: a Torino l’innovazione gastronomica affonda le radici nelle tradizioni.

Pubblicato da alle 22:45 in EATpiemonte, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

Trattorie gourmet: a Torino l’innovazione gastronomica affonda le radici nelle tradizioni.

Amata, invidiata e copiata in ogni angolo del pianeta, la cucina regionale italiana è, senza ombra di dubbio, uno dei grandi vanti del nostro paese. Da secoli ogni città e sobborgo del bel paese ha costruito le proprie tradizioni gastronomiche, potendo attingere ad un enorme bacino di prodotti unici ed eccellenze locali. Tra tutte, il Piemonte vanta una cucina regionale unica al mondo, fondata su grandi prodotti derivanti da agricolture e allevamenti di primissimo piano, con radici tanto nella storia contadina quanto in quella della corte sabauda. A Torino la cucina regionale la fa naturalmente da padrona, vero cavallo di battaglia delle tantissime trattorie tradizionali che da decenni, se non da secoli, deliziano i palati dei cittadini con la grande gastronomia piemontese. E non mancano certo i casi di sperimentazione. E così, come si usa dire oggi, le trattorie piemontesi diventano gourmet.   La rivoluzione gastronomica piemontese e della città di Torino parte, come spesso accade, dall’iniziativa di imprenditori illuminati e aziende decise a rilanciare territori e tradizioni. Primo tra tutti Oscar Farinetti, celebre imprenditore di Alba, che proprio nelle Langhe ha dato vita alla nota azienda alimentare Eataly, specializzata nella distribuzione di prodotti italiani di alta qualità. Nella città di Torino non passa poi inosservato il rilancio del famosissimo Ristorante Del Cambio, vera casa della cucina tradizionale piemontese, ripensato dall’imprenditore Gustavo Denegri e dal nuovo chef Matteo Baronetto, ex vice di Cracco, come centro di sperimentazione per la cucina locale. Sul filone di questa tendenza sono moltissime le trattorie del capoluogo piemontese che cambiano rotta, concentrando la propria attenzione sulla sperimentazione e innovazione, sempre nel rispetto delle tradizioni. Prodotti locali dunque, come la celebre fassona piemontese, razza bovina eccellenza per le carni locali, i peperoni di Carmagnola, la nocciola tonda gentile, a rivisitare piatti della tradizione locale. Piatti più leggeri ed equilibrati di quelli preparati secondo le ricette tradizionali, rivisitati con fantasia e creatività, per portare nell’epoca contemporanea piatti che da secoli vengono preparati nelle case e nei ristoranti della regione e della città. Una filosofia, quella delle trattorie gourmet, volta tanto a sperimentare quanto a riadattare piatti pensati secoli fa per stili di vita certamente lontani da quelli dei giorni nostri, dove l’attività fisica occupava buona parte della giornata della maggior parte delle persone, alle più sedentarie giornate odierne. Che un’alimentazione studiata in base al proprio stile di vita e alle proprie esigenze faccia la differenza non è certo una novità. Tantissime le personalità dei giorni nostri diventate portavoce della sana alimentazione e dei vantaggi da essa derivati. Primo tra tutti l’oncologo Umberto Veronesi, che proprio della diffusione della consapevolezza sull’alimentazione si fece bandiera nella sua lunga carriera. Ma anche personaggi lontani dal mondo della medicina, famosi a livello internazionale come la cantante Beyoncé o nel loro ambiente professionale come la pokerista Katerina Malasidou, hanno raccontato di come il cambio di alimentazione abbia influenzato positivamente la loro quotidianità. E così la cucina tradizionale piemontese cambia faccia, per adattarsi alle esigenze tipiche dei giorni nostri. E così il tipico vitel tonnè piemontese viene alleggerito della maionese (presente nella salsa tonnata tradizionale) e servito, quasi al sangue, con spicchi di agrumi freschi e sgrassanti. E sotto carpione ci finiscono i fiori di zucchino (invece di trote, cotolette o zucchine) arricchiti da note di menta, mandorla e nocciola. Insomma, quella...

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