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Il Tribunale Arbitrale per Impresa, Lavoro e Sport apre una propria sede a Torino.

Pubblicato da alle 16:10 in Economia, I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Tribunale Arbitrale per Impresa, Lavoro e Sport apre una propria sede a Torino.

Tribunale arbitrale: Anche in Piemonte, la Giustizia torna a farsi prossimità al cittadino Prevista per venerdì 23 febbraio alle ore 18  presso gli Uffici di Via Caprera, 28 a Torino l’inaugurazione della Delegazione provinciale del Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport.  Una Giustizia di prossimità al cittadino e all’impresa che basa il suo fondante operativo sulla terzietà del giudizio, sulla professionalità dei giudici arbitri chiamati a dirimere la lite, scelti appunto per competenza da una qualificatissima commissione di giudici tributari e di pace, sulla brevità dei tempi per la sentenza che verrà espressa nell’arco dei sei mesi successivi all’istaurarsi della lite. È un giudizio di primo grado a tutti gli effetti, che si sostituisce al primo grado del Tribunale ordinario divenendo immediatamente esecutivo, avverso cui si può opporre, come nel giudizio ordinario, ricorso in Corte d’Appello. Una giustizia, semplice, immediata ed efficiente che può garantire la certezza del diritto nelle controversie contrattuali e superare  le ben note lungaggini della giustizia ordinaria. Per usufruire dei servizi su esposti sarà sufficiente sostituire la clausola penale presente nei contratti con quella che conferisce il giudizio al Tribunale Arbitrale per l’Impresa il Lavoro e lo Sport. Chiamato a presiedere la delegazione regionale del Tribunale il Dottor Francesco D’Alessandro, professionista, imprenditore,  consulente e corrispondente diplomatico, da sempre a sostegno della piccola e media impresa del territorio, che aggiunge un nuovo servizio nell’ottica della facilitazione della risoluzione delle controversie per le PMI....

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Quanto amour-fou fotografico per le donne dotate di un certo surrealismo.

Pubblicato da alle 20:28 in I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Quanto amour-fou fotografico per le donne dotate di un certo surrealismo.

Nusch Eluard, Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Dora Maar questi e tanti altri nomi hanno fatto la storia in ambito artistico. Non solo modelle e muse ispiratrici ma soprattutto artiste, creatrici di bellezza, di arte, di idee che all’interno della corrente surrealista, hanno avuto modo di acuire la loro potenza dirompente.  L’amour– fou. Il surrealismo delle donne è stato il tema scelto per la lezione d’apertura al ciclo di incontri sulla storia della fotografia. Incentrata sulle icone femminili che hanno fatto la storia nella cosiddetta arte minore, proposta da Camera, Centro Italiano per la Fotografia di Torino. Indimenticabile per un giusto approccio il libro di André Breton pubblicato nel 1937 dal titolo Amour Fou, massimamente autobiografico, in cui teorizzava che “la bellezza convulsiva sarà erotico-velata, esplosivo-fissa, magico-circostanziale o non sarà”.   A presentare è il direttore del museo, Walter Guadagnini, che con la sua esperienza di docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna ha condotto il pubblico all’interno di quel movimento così eccentrico e distruttivo del mondo borghese, quale è il surrealismo, spiegandolo in modo semplice ma senza banalizzare, rendendo l’incontro accessibile a qualsiasi pubblico. L’incontro ha preso spunto dalle immagini famosissime di Man Ray, che restituiscono efficacemente l’idea la suggestione e l’esperimento del surrealismo su pellicola. La volontà di creare quel tipico disturbo della morale, proponendo delle immagini che stridono fortemente con il mondo forse ordinario della borghesia; emergono le  foto di nudo in cui la carica erotica del corpo femminile non viene in alcun modo celata ma, al contrario, esasperata. Un movimento di rottura con la tradizione che si completa dunque non solo nella rivoluzione del costume ma anche nel ruolo della donna. Non più solo modella e ispiratrice dell’artista uomo ma artista ella stessa a pieno titolo.    La provocazione, ricorrente in molte fotografie, sa fare un uso significativo e straniante del doppio: doppia identità, doppia personalità, doppia sessualità. Proporre una scelta sessuale alternativa a quella eterosessuale accettata comunemente dall’epoca, lanciava un forte segnale di critica e di opposizione a quel ‘900 androcentrico. Un tema che si prolunga ancor oggi e dota queste fotografie di grande attualità, un motivo in più per tornare a guardare questi capolavori dell’arte fotografica. Emanuele Oliva Camera ospiterà i prossimi incontri l’8 marzo e il 5 aprile. Costo incontro:...

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Le Direzioni di Franco Fasulo. Mostra personale negli uffici Azimut Wealth Management.

Pubblicato da alle 10:57 in .Arte, I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina | 0 commenti

Le Direzioni di Franco Fasulo. Mostra personale negli uffici Azimut Wealth Management.

Incontriamo l’artista Franco Fasulo (Agrigento, 1963) in occasione della sua mostra personale Direzioni presso l’ufficio Azimut Wealth Management di Via Barbaroux 1 a Torino, visitabile sino al 12 febbraio. Lo spazio, diretto da Vincenza Belfiore e Cristiano Gentile, sceglie nuovamente, dopo la personale di Enrico T.De Paris nel 2016, di iniziare un nuovo anno all’insegna dell’arte, allestendo una mostra site specific che accolga il visitatore in un ideale racconto per immagini, nel comune sentire di una costante ricerca di armonie e bellezza come parte del vivere quotidiano. Fasulo è un artista siciliano che inizia il suo percorso in veste di illustratore, partecipando all’allestimento di mostre nel settore archeologico. I successivi viaggi sulle sponde del Mediterraneo e dell’Atlantico hanno dato origine ad una ricerca pittorica ispirata al mondo della navigazione. Nel 2002, in occasione del concorso nazionale Premio Arte Mondadori, ottiene il secondo posto con l’opera “Esistenza Nomade”. Del 2017 la mostra Conradiana-tra narrativa poesia pittura al Centro Comunale di Cultura di Valenza. Bella la presentazione dello stesso artista nello stampato che accompagna la mostra: […] Navigare è, dunque, necessario, così come creare. Due assiomi secolari che hanno orientato la civiltà umana, eleggendo l’esplorazione del mondo e del Sé a valore universale. Navigare e creare, seguendo però le As-Sumut, le “giuste direzioni”.  Ci racconti come nasce la tua ricerca poetica e perché hai scelto proprio la navigazione come tema ricorrente? Come artista, e come siciliano, ho sempre avuto un interesse specifico nel “mare”, che ho reso elemento centrale della mia ricerca espressiva e della mia poetica. In particolare sono attratto dalle fiancate ossidate delle grandi navi: cerco nei singoli dettagli un segno, un elemento che possa restituire il senso della fatica del navigare, e per traslato, dello stesso vivere. La parola stessa, “navigazione”, ha una forza semantica fortissima, usata in senso esteso in molti ambiti. È anche questo il motivo per cui il mio lavoro è parso particolarmente coerente nel contesto in cui è ospitata la mia personale: una realtà quella di Azimut Wealth Management, che fa parte del Gruppo Azimut, il cui simbolo è un sestante per orientarsi con precisione anche nella gestione delle risorse economiche. Ci parli delle opere in mostra? Nasco come disegnatore tecnico per la Soprintendenza di Agrigento, ma le mie opere compiono una netta sterzata verso l’astratto, realizzate olio su tela, materiale che prediligo; sono attratto anche dal pastello, che restituisce una sua matericità specifica e che ho utilizzato per opere di più piccole dimensioni, spesso monocromi con piccoli squarci di colore. Come studioso dell’antichità ho sempre nutrito particolare interesse nella circolazione delle navi mercantili tra le isole dell’Egeo e la Sicilia, anche per questo il mare e la navigazione sono entrati prepotentemente tra i soggetti dei miei lavori. La mostra allestita per questi spazi può essere letta come un viaggio, una navigazione: si parte dalla primigenia necessità dell’uomo di confrontarsi con le acque. Ispirandomi agli egiziani ho dedicato un dipinto all’antica imbarcazione del Nilo, realizzata con il legno di cedro del Libano: un’opera che racconta, grazie ad uno stile informale e astratto e alle grandi campiture di colore, il deserto e le pianure fertili dell’Egitto. Mi piace che i miei lavori, proprio in forza dello stile informale che prediligo, possano avere diversi livelli di lettura, non ultimo proprio quello naturalistico.   Molte opere dimostrano una...

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Una barberia gestita da una giovane donna. Una scelta coraggiosa e controcorrente.

Pubblicato da alle 17:12 in I nuovi Shop, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

Una barberia gestita da una giovane donna. Una scelta coraggiosa e controcorrente.

Quando il barbiere è donna. A sentirla nominare così, la Barberia sembra uscita dai romanzi di Camilleri che raccontano quella Sicilia rimasta immune ai cambiamenti e alle tradizioni. Ma qui siamo a Torino, e una giovane ragazza di 22 anni, Martina Antonicci, ha deciso, meno di un anno fa, di aprire una Barberia e di gestirla in prima persona. Una scelta ardita, coraggiosa, in qualche modo controcorrente, una scommessa in un momento economicamente non favorevole: diventare imprenditrice, investire in se stessa, chiedere un prestito alla banca (nessuno le ha regalato nulla), e aprire un’attività commerciale da sempre considerata il regno incontrastato dell’uomo e inaccessibile alle donne. La prima domanda è “perché proprio una Barberia”, e a Martina si illuminano gli occhi. Lei, figlia d’arte (sua mamma ha una profumeria che vende prodotti di nicchia e alta gamma, ndr), ha capito che quella era la sua dimensione ma non la sua strada.  E trova nella Barberia il suo mondo. Mi racconta che lei è l’unica a gestirne una a Torino e probabilmente in Italia: coadiuvata da un giovane barbiere professionista, Martina sta imparando questa antica arte, per diventare lei stessa barbiere donna. Tenace e professionale, mentre parla vedo nelle sue parole e nei gesti la passione per quello che fa. Questa giovane donna, che sta terminando gli esami all’università, è in qualche modo simbolo di quelle nuove generazioni che non si adagiano sugli allori ma che decidono di investire in se stessi, non esitando a osare, e che meritano tutto il nostro appoggio e sostegno. L’iconografia cinematografica ci aiuta a ricordare il ruolo che il negozio del barbiere ha avuto nella storia: su quelle poltrone si sono strette alleanze, si sono decisi i destini di uomini e donne, si sono raccolte confidenze e svelati segreti inconfessabili. Fino a qualche anno fa, erano solo gli uomini adulti a sedervisi, mentre i giovani sperimentavano tendenze e mode utilizzando le macchinette elettriche per tagliarsi i capelli. Negli ultimi anni l’attenzione dell’uomo nella cura di se stesso è notevolmente aumentata, e anche la voglia di dedicarsi delle coccole. E così Martina mi racconta che sono uomini di tutte le età quelli che varcano la soglia della sua Barberia, alcuni anche sorprendentemente giovani, e chiedono di farsi regolare la barba ed eventualmente tagliare i capelli, il tutto in un ambiente tranquillo (c’è sempre e solo un cliente per volta) e rilassante. Basta chiudere gli occhi e lasciare il mondo fuori.La Barberia, via Principi d’Acaja 40bis (zona Tribunale), Torino. Veronica Geraci http://www.foodiegirl.it/quando-il-barbiere-e-donna/      ...

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Il Captain Cap. il Cappello di cui non potrete fare a meno.

Pubblicato da alle 13:23 in I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Captain Cap. il Cappello di cui non potrete fare a meno.

Il Captain Cap è il Cappello del futuro. Il Captain Cap è il must have del momento, l’accessorio più ricercato e cool che ha già fatto innamorare mezzo mondo e promette di conquistare (in un futuro non troppo lontano) anche il più esigente pubblico maschile.  È il Captain Cap, il cappello del capitano. Il nome non potrebbe essere più azzeccato. D’altronde, ça va sans dire, il vero potere è in mano alle donne; avevano solo bisogno della giusta corona che meglio definisse la loro vera natura: regine sì, ma con stile. Perfetto per tutte le età e per tutte le esigenze, il basco con la visiera si è imposto sulle più importanti passerelle del mondo, rispolverato con ammirevole lungimiranza dai ruggenti anni 60 e riadattato secondo i gusti del nuovo millennio.   Nemmeno le top model hanno resistito al suo fascino senza tempo: Bella Hadid ne ha fatto un vessillo del suo stile trasgressivo-naïf; la dea dello street style Kate Moss lo unisce – impeccabilmente, inutile dirlo – al suo inconfondibile e ultra imitato stile British.Non siete ancora convinti? Allora eccovi servite cinque più che valide ragioni per tenerlo nell’armadio vita natural durante: 1 – Sta bene a tutte. Non si deve per forza assomigliare a Naomi Campbell per poterlo indossare. Il Captain Cap renderebbe affascinante anche Woody Allen. 2 – Sta bene con tutto. Sfatiamo subito il luogo comune che per apparire al meglio occorrano sacrifici e interminabili vagabondaggi ai centri commerciali: spesso basta qualche piccolo accorgimento per far passare un look scialbo come un’oculata scelta di stile. Il captain cap non teme rivali in questo. 3 – L’icona dello stile per eccellenza, Brigitte Bardot, lo adorava. E quando c’è di mezzo Lei, raramente, si sbaglia. Nella sua nutrita e ben nota collezione di cappelli, il baschetto visierato occupava il posto d’onore. Non importava quale fosse la stagione o l’outfit, la ribelle BB non ci rinunciava mai; che si trovasse a passeggiare per le stradine acciottolate della sua St Tropez o all’aeroporto, pedinata dai paparazzi. Sempre con una buona dose di spregiudicatezza, ovviamente. 4 – È perfetto con ogni tipo di acconciatura. Che si abbia capelli lunghi, corti, ricci, lisci o, perché no, bagnati dopo un tuffo al mare, non c’è cappello di paglia o copricapo a banda larga che regga il confronto con il berretto delle meraviglie; 5 – Ringiovanisce più di qualsiasi crema antirughe.   La caccia perpetua a una pelle morbida e vellutata come quella di una ventenne è una sciocca attività per una donna che ha fascino e stile. Un tocco più casual al vostro look può fare miracoli. Tangibilissimi. Ilaria...

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La migliore offerta per il MAU. Predisposta un’asta pubblica per sostenere il Museo d’Arte Urbana

Pubblicato da alle 13:23 in .Arte, Economia, Eventi, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

La migliore offerta per il MAU. Predisposta un’asta pubblica per sostenere il Museo d’Arte Urbana

Maglietto pronto in mano al battitore per l’asta in programma sabato 2 dicembre dalle 18.30 alle 21.30 alla Galleria del MAU via Rocciamelone 7: “L’Arte per il Museo d’Arte Urbana” . Sono stati coinvolti molti artisti contemporanei di varie generazioni, i quali offriranno un’opera per un’asta, condotta da Edoardo Di Mauro e Domenico Graglia, con quotazioni contenute, di lavori medio-piccoli il cui ricavato, sotto forma di donazione liberale, sarà impiegato unicamente a sostegno del mantenimento della sede del MAU. Ingresso libero e rinfresco offerto ai presenti. Sarà possibile aderire anche acquistando, al costo di 20 euro, una OpenSourceCard del MAU, prodotta dal media partner Officine Brand, che da diritto a sconti presso istituzioni culturali, musei, negozi, ristoranti le opere in asta sono di Gec, Ernesto Jannini, Angelo Barile, Corn79, Spider, Roberta Fanti, Marco Abrate REBOR, 3Vetro, Santo Leonardo, Roberta Toscano, Daniele D’Antonio, Leonardo Santoli, Theo Gallino, Giuliana Milia, Mono Carrasco, Gabriele Bosco, Ugo Venturini, Nk, Viola Gesmundo, Ion Koman, Gianni Cella, Massimo Romani, Davide Ferro, Alberto Bongini. www.museoarteurbana.it   Nella stessa giornata sono previste altre iniziative: Alle ore 15.30 : partenza dal sagrato della Chiesa di San Alfonso, corso Tassoni ang. via Cibrario, visita guidata gratuita alle opere del Museo d’Arte Urbana ed al Borgo Campidoglio con il Direttore Artistico Edoardo Di Mauro, in collaborazione con Abbonamento Musei Torino Piemonte Ore 17.00 : discesa dalla torretta di Piazza Risorgimento lato via Rosta, visita con guida al Rifugio Antiaereo, in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza. Ingresso euro 4,00. Prenotazioni Numero Verde 800 329...

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Emergenza Idraulica? Torino risponde online con il Pronto Intervento Desivero.

Pubblicato da alle 10:04 in I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Emergenza Idraulica? Torino risponde online con il Pronto Intervento Desivero.

Quello di Internet è un mondo straordinario. Confini sterminati, possibilità illimitate e solo la fantasia come barriera invalicabile. Il web ha rivoluzionato le nostre vite e gli smart device ci hanno permesso di essere sempre connessi. Una volta per fare la spesa bisognava mettersi il cappotto, uscire a prendere freddo ed entrare nel supermercato. I meno fortunati dovevano anche prendere la macchina perché il market più vicino non era raggiungibile a piedi. E chi non aveva voglia di cucinare al massimo poteva ritirare una pizza nella pizzeria più vicina. Oggi molte abitudini sono cambiate. Certo, si va sempre al supermercato e si continua a mangiare una buona margherita a casa, però la popolazione si sta digitalizzando e comincia sfruttare i nuovi canali che Internet offre ogni giorno. Qualcuno ha cominciato a ordinare la spesa online e con un click ci si può far portare a casa il piatto preferito. Rispetto al resto d’Europa, in Italia il livello di digitalizzazione è ancora basso, ma stiamo recuperando terreno. Il web offre ampi margini di manovra per qualsiasi attività e giorno dopo giorno fioriscono le imprese che sfruttano Internet per offrire ai propri clienti un mezzo di contatto semplice e capillare. Questo è uno dei motivi per cui il campo dei Servizi è quello che ha maggiormente tratto beneficio dall’attuale contesto.   Dicevamo che oggi basta un click per ordinare una cena, oppure per farsi portare a casa la spesa. Ma se queste sono due attività che possiamo liberamente programmare, cosa succede in caso di un’emergenza come la rottura delle tubature del bagno? Bene, Internet ci corre in soccorso anche in questa evenienza. Desivero è l’esempio chiaro, semplice ed efficace delle imprese che offrono un servizio facilmente fruibile anche tramite il web. Nato nel 2015, Desivero si occupa di Installazione, Manutenzione e Riparazione nel settore Termoidraulico. Si porta dietro un’esperienza pluriennale e viene in soccorso di coloro che necessitano di una consulenza e di una installazione trasparente. L’azienda si pone come consulente e non forza ad accettare i propri suggerimenti, bensì spiega e dettaglia le varie opportunità, lasciando libertà sulla decisione finale. osa che non sempre succede: la professionalità dovrebbe essere all’ordine del giorno per ogni tecnico, ma talvolta capita che la tipologia di intervento venga imposta come unica scelta plausibile, obbligando di fatto il cliente ad accettare. Il modello Desivero, quindi, va a colmare proprio questa lacuna. I costi ed i consumi sono sempre sotto controllo, così come gli interventi da effettuare. E questo vale anche se c’è un imprevisto: un punto di forza sta proprio nella celerità in caso di emergenza grazie al servizio di Pronto Intervento Idraulico a Torino. Arriva così una risposta alle necessità quotidiane di chi si ritrova con il bagno allagato a causa di un tubo rotto. Ovviamente le casistiche sono le più disparate, ma il concetto è chiaro: se ho un problema so chi chiamare. Con un click sarà possibile prenotare un intervento d’urgenza. Basterà inserire i propri dati e una breve descrizione del problema per dare l’avvio alle procedure. Immediatamente la richiesta verrà gestita e inoltrata al tecnico specializzato più idoneo a risolvere l’emergenza. L’intervento è garantito entro 30 minuti ed il prezzo trasparente impedisce brutte sorprese dell’ultimo minuto. I professionisti che vi aiuteranno a risolvere l’imprevisto sono persone qualificate ed affidabili, formate internamente...

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Licia Mattioli: l’imprenditore? Un eroe coraggioso.

Pubblicato da alle 21:13 in .Arte, EATpiemonte, Economia, galleria home page, I nuovi Shop | 0 commenti

Licia Mattioli: l’imprenditore? Un eroe coraggioso.

Licia Mattioli, titolare della omonima azienda, ambasciatrice con il suo marchio del gusto italiano del gioiello contemporaneo nel mondo, è energia allo stato puro: creativa, estremamente femminile, concreta, determinata. Di lei colpiscono, dosate in raro equilibrio, l’entusiasmo “puro” di chi non ha timore di parlare di “sogni” e una grinta imprenditoriale insolita, propria di chi possiede una visione chiara, che traduce in parole scelte, rapide. Una visione che l’ha portata, nel corso degli ultimi vent’anni, a percorrere un cammino professionale sempre in ascesa, non solo coronato da successi in ambito economico confortati da fatturato e posti di lavoro, ma da personali prese di posizione (e di responsabilità) nel contesto socio – economico del Paese: ha infatti ricoperto, prima donna, ruoli chiave come quello di Presidente dell’Unione Industriale di Torino, concluso nel 2016, e di Federorafi, l’associazione che riunisce le imprese italiane del settore. Oggi è Vicepresidente di  Confindustria con delega per l’internazionalizzazione e attrazione investimenti esteri di Confindustria, vicepresidente della Compagnia di San Paolo e nel giugno 2017 è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La incontriamo nella sede dell’azienda, nei giorni in cui Torino è capitale della General Assembly di World Design Organization (WDO)™, dopo più di trent’anni dall’ultimo convegno in Italia. In occasione della conferenza stampa per la presentazione della Torino Design week, in rappresentanza della Compagnia di San Paolo che ha in parte sostenuto economicamente l’evento, ha affermato che creatività deve far rima con produzione (di nuovo il sogno e la sua concreta realizzazione) ma ha anche ribadito l’importanza di potenziare un sistema pubblico di formazione dei giovani e il ruolo essenziale di relazioni permanenti tra politiche pubbliche e private. Cito le sue parole, “l’imprenditore è un eroe coraggioso”. Ci racconta la storia del marchio Mattioli e dei momenti che come imprenditrice di successo ha dovuto affrontare con “coraggio”? Il mio percorso imprenditoriale è nato quasi per caso, sulla base però di qualche segno del destino precedente che bisognerebbe poter rileggere alla luce del cammino fatto: già da piccola fabbricavo i gioielli con le perline di Murano e  mi sarebbe piaciuto lavorare in un’azienda; questo è un Paese tuttavia dove non ti raccontano cosa voglia dire concretamente il lavoro in fabbrica nelle sue diverse accezioni, e qui si potrebbe aprire  il tema dell’orientamento al lavoro ai giovani: un tema fondamentale, perché significa valorizzare i talenti degli studenti dando  valore aggiunto alla società. La scelta sbagliata crea persone infelici ma danneggia anche gli altri. Dopo la maturità ho scelto di studiare legge anche per seguire le orme materne, (mia madre è un notaio), ma decido comunque di fare uno stage in un’azienda in cui, e dico purtroppo, mi tengono tre mesi a fare fotocopie, cosa che è lontanissima dalla mia idea di stage e che inevitabilmente mi riporta alla mia laurea in legge. Nel frattempo mio padre, dirigente di una multinazionale, rileva un’azienda di gioielli, l’Antica Ditta Marchisio, uno dei più antichi laboratori orafi artigianale di Torino, titolare del primo punzone rilasciato dalla città, “1 TO”, e ancora prima di concludere il suo precedente percorso professionale mi coinvolge in modo attivo, quasi a sua sostituzione in attesa di entrare fattivamente in azienda. Passo lunghi periodi, senza lasciare gli studi per il concorso notarile, sia in reparto per capire i processi di fabbricazione...

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Festeggiare Halloween oltre le aspettative. Con Halloweentorino 5 feste in luoghi da paura

Pubblicato da alle 11:03 in I nuovi Shop, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Festeggiare Halloween oltre le aspettative. Con Halloweentorino 5 feste in luoghi da paura

  Cinque location diverse dal centro di Torino al Canavese per vivere una festa di Halloween a base di divertimento, suggestioni, cocktail e dj set.. Nasce www.halloweentorino.it, una festa diffusa organizzata per tutti, dai giovani alle famiglie,  alla quale è possibile iscriversi esclusivamente attraverso il portale. Si tratta di un evento unico nel panorama torinese che con questa prima edizione andrà certamente a inaugurare un nuovo modo di vivere Halloween. Anzi Halloweentorino,  sul web la festa è già iniziata. Il portale infatti, è il punto di riferimento per conoscere nel dettaglio tutte le informazioni degli eventi come luoghi, pacchetti experience e prezzi. La speciale collaborazione tra gli organizzatori di  Halloweentorino con le affascinanti location daranno forma ad experience party mai visti prima. I party di Halloweentorino metteranno in scena affascinanti leggende che culmineranno in uno spettacolo a tema. La serata inizierà all’ora di cena (20.30) con il ricco buffet in maschera e musica dal vivo,  per poi proseguire con la vera e propria festa a base di Dj-set Dance/House/Commerciale, a partire dalle 23.30, il tutto accompagnato da un eccellente servizio bar. Cinque feste esclusive, in cinque luoghi diversi, tutte incentrate sulla fatidica notte dei “morti”, dedicate al pubblico giovane under 35. Si parte da Torino, dal Golden Palace che per l’occasione si trasformerà nel Palazzo del Male. La Tenuta ValMinier a Villanova d’Asti sarà la Tenuta di Annabelle; la Tenuta Villa Rosa a Crescentino sarà la Villa sul Lago; il Quality Hotel Atlantic & Spa di Borgaro sarà il Cannibal Hostes, e il Castello di San Giorgio vivrà un vero e proprio Incubo al Castello. Finita la serata, chi ha scelto i pacchetti deluxe di www.halloweentorino.it potrà soggiornare negli hotel vicini alle location o utilizzare le navette per il rientro in città. Gli eventi di www.HalloweenTorino.it Incubo Al Castello (presso Castello di San Giorgio Canavese) Cannibal Hostel   (presso Quality Hotel Atlantic & Spa) La Villa su Lago (presso Tenuta Villa Rosa) La Tenuta di Annabelle (presso Tenuta ValMinier) Il Palazzo del Male (presso Hotel AllegroItalia Golden Palace) Prezzi e Pacchetti Enter da 20 a 25 euro (Festa + Open Bar) Silver 39 euro (Apericena in maschera + Festa + Open Bar) Gold da 59 euro ( Festa + Open Bar + Pernottamento) Platinum  da 79 euro (Apericena in maschera + Festa + Open Bar + Pernottamento) INFO www.halloweentorino.it email: info@halloweentorino.it tel....

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Un seminario dedicato a Eugène Atget, il surrealista ante litteram; tra storia, arte e americani preveggenti.

Pubblicato da alle 11:53 in DOXA segnalazioni, I nuovi Shop, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Un seminario dedicato a Eugène Atget, il surrealista ante litteram; tra storia, arte e americani preveggenti.

Verso la fine dell’Ottocento un uomo camminava per Parigi. Portava in spalla un pesante treppiede con una fotocamera in legno di grande formato. Quest’uomo avrebbe camminato e fotografato, giorno dopo giorno, per tutta la sua vita fino al 4 agosto 1927. Nessuno oggi ne avrebbe mai potuto sapere nulla perché oltre a camminare e fotografare non faceva niente che potesse farlo riconoscere e quindi ricordare. Vendeva qualcuna delle sue stampe fotografiche ai pittori di vedute e all’archivio storico della municipalità. In un suo biglietto da visita si legge “documents pour artistes”.  Un’attività faticosa che rendeva poco denaro, ma sufficiente per vivere insieme alla compagna della sua vita in un modesto appartamento di rue Campagne-Première a Montparnasse.   Per una delle bizzarrie della storia, successe però che verso la fine della sua esistenza un paio di giovani artisti americani all’epoca attivi a Parigi andassero a fargli visita: Man Ray e la sua assistente Berenice Abbott. Quel giorno essi scoprirono che il Surrealismo, il movimento nascente di cui facevano parte, contava già un suo esponente di primo piano decenni prima che se ne inventasse il termine stesso. Nel seminario del 21 ottobre prossimo si ripercorrerà questa storia straordinaria ricavandone delle indicazioni utili per chiunque desideri iniziare a comprendere il complesso rapporto delle  fotografie con l’arte moderna e contemporanea. Torino, 21 ottobre 2017, ore 10-17. Il Surrealismo di Eugène Atget Seminario di Fulvio Bortolozzo – Studio Bild Via Cesare Lombroso 20/A, Torino. Info e iscrizioni: borful@gmail.com (seminario a pagamento, posti...

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