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Il web: un mondo di possibilità per le aziende. La manifattura digitale nel Piano Nazionale Impresa.

Pubblicato da alle 17:43 in Economia, I nuovi Shop, Innovazione, Prima pagina, Università | 0 commenti

Il web: un mondo di possibilità per le aziende. La manifattura digitale nel Piano Nazionale Impresa.

Maniffatura digitale. Investire sul digitale è da qualche anno una strategia vincente per le imprese, piccole e non, in Italia e nel mondo. Sempre più aziende si stanno espandendo online, scoprendo nuovi mercati, nuovi clienti e nuovi modi di farsi conoscere. Nonostante il nostro paese non sia così avanzato sotto questo aspetto, sta cercando di prendere la rincorsa. Secondo i dati diffusi dal Politecnico di Milano sulla Manifattura Digitale, nel 2015, il 38% delle aziende italiane non aveva nessuna conoscenza delle tecnologie 4.0, e solo il 10% pensava che nuovi modelli di business fossero necessari per decollare in un mondo sempre più connesso. A distanza di pochi anni, i dati sono migliorati, ma non così tanto come ci si augurerebbe: i dati ISTAT relativi alle imprese piemontesi dimostrano di essere in linea con le tendenze nazionali: con una grande diffusione della banda larga, ma poca presenza online, soprattutto per vendere. Sono inoltre presenti molte differenze fra diverse zone, anche a livello regionale. Tuttavia, ad esempio, la città di Torino si sta dimostrando più attiva su questo fronte e più disposta ad aprirsi ai mercati internazionali anche tramite Internet, con molte aziende presenti in rete, molte incubatrici di start-up tecnologiche, anche attraverso le università, come il Politecnico di Torino.   L’introduzione del Voucher Digitali I4.0 nell’ambito del Piano Nazionale Impresa 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico e del progetto Punto Impresa Digitale PID, e offerto dalla Camera di commercio di Torino si dirige nella direzione giusta per la digitalizzazione sempre più dinamica che si sta verificando in Italia. Si tratta di una cifra di 700.000 euro, a fondo perduto, dedicata alle imprese di dimensione ridotta, da micro a medie imprese, e pensata per coloro che vogliono investire in consulenze e formazione sulle nuove tecnologie digitali in ogni tipo di attività. Tutti possono quindi trarne vantaggio, ma vediamo insieme delle altre tecniche free da poter utilizzare per dare slancio al vostro business. In questo contesto, l’aumento della presenza sui social network è necessario, non solo per farsi conoscere, ma anche per capire i trend del mercato, quindi di quali prodotti o tecnologie il potenziale cliente ha bisogno. Una buona strategia per iniziare e farsi conoscere online è quindi creare un’attività di e-commerce, ovvero vendere i propri prodotti tramite la creazione di un sito proprio o attraverso i canali di e-shopping. Proprio su queste piattaforme, sarà possibile collaborare con altri brand per far apparire i propri prodotti nelle prime pagine di ricerca o in altri siti come featured products. Questa tattica potrà essere molto utile per le piccole e medie imprese con tanta voglia di crescere, soprattutto se nel settore export possono contare sul fascino ancora forte del made in Italy. Non finisce qui: l’utilizzo di strategie di marketing definite inbound permette di trasformare potenziali clienti in affezionati compratori, o customer, attraverso pochi passaggi e ponendo le necessità dell’utente al centro del percorso. Alcuni esempi di siti di successo sono quelli che si pongono come guide per l’utente, facendogli scoprire i siti più vantaggiosi o più sicuri dove fare shopping online. Si tratta di servizi utili, visto che spesso i clienti non sanno destreggiarsi nel modo migliore nel mare di offerte presenti nella rete, e hanno bisogno di fidarsi per spendere. Siti del genere sono ancora più di successo se in grado di offrire bonus e promozioni sui siti terzi, dai quali ricevono ovviamente delle sponsorizzazioni. Per esempio, un sito che tratta articoli o servizi nel settore wellness potrà facilmente includere un link ad un’azienda che distribuisce...

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All’asta le biciclette recuperate dalle Officine Creative Torino.

Pubblicato da alle 12:35 in Economia, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

All’asta le biciclette recuperate dalle Officine Creative Torino.

Sabato 7 aprile, dalle 15 in poi nella Casa del quartiere Hub multiculturale Cecchi Point di via Antonio Cecchi 17, torna la consueta “Festa di fine stagione” e con la festa un’asta di pedali di secondo piede, sellini di secondo sedere, freni di terze mani e via in leggera discesa così che il corridore stanco si riposa. L’asta ha due finalità: raccogliere soldi per far fronte alle spese delle OCT e per continuare a offrire alla cittadinanza servizi a prezzi popolari; fornire un’alternativa concreta al mercato nero delle bici rubate. Il programma dell’evento ha inizio alle ​ore 15 presso l’Infopoint delle OCT, dove ci sarà la presentazione del programma primaverile dei corsi in partenza (corsi base di falegnameria, ciclomeccanica, sartoria, CNC, saldatura, restauro e lavorazione del legno massello) e verranno organizzati ​tour guidati negli spazi delle Officine​. Fino alle 16 sarà inoltre possibile visionare le bici che verranno messe all’asta. E come cantava Lucio Dalla: Alle porte dell’universo Importante è non arrivarci in fila Ma tutti quanti in modo diverso Ognuno con i suoi mezzi Magari arrivando a pezzi Su una vecchia bicicletta da corsa Con gli occhiali da sole Il cuore nella borsa Alle ore 16 si darà il via all’asta di biciclette recuperate​. Si tratta di un’asta al rialzo, con banditori-presentatori che, a suon di sketch e risate, assegneranno le bici a chi offre di più. Per ragioni logistiche ​non sarà possibile fare provare a tutti le bici perciò, come ogni asta che si rispetti, vale la formula “visto e piaciuto”. Tutte le bici ​provengono dalle donazioni dei soci delle OCT ​e sono state revisionate dai volontari con il supporto di un meccanico professionista, che saranno presenti per gli ultimi aggiustamenti sella-manubrio. L’associazione Officine Creative Torino Nasce nel marzo 2016 dall’esperienza delle precedenti “Officine Creative”, realtà informale che dal 2010 cura le attività manuali previste nella programmazione culturale della Casa del quartiere Hub multiculturale Cecchi Point e si prende cura della riqualificazione dell’immobile in cui ha sede, le ex Officine meccaniche comunali oggi restituite alla cittadinanza. Le OCT hanno dato vita a un servizio unico e originale di officina popolare che comprende una ciclofficina, una sartoria, una falegnameria, una carpenteria metallica e una fresatrice a controllo numerico. I cittadini possono accedere agli spazi e alle attrezzature per il fai-da-te (costruzione o riparazione di un oggetto, assistenza del team delle OCT inclusa) dietro il pagamento di un costo orario oppure barattando il servizio con il proprio tempo, secondo il principio della Banca del tempo. Per tutti coloro che sono interessati ad apprendere e sperimentare tecniche artigianali sono inoltre previsti corsi, workshop e seminari di livello base o avanzato organizzati in orario pomeridiano o serale. Da qualche anno le OCT sono presenti anche con laboratori nelle scuole di ogni ordine e grado e offrono possibilità di stage/percorsi di alternanza scuola-lavoro agli studenti. Pier Sorel   Pagina iniziale INFORMAZIONI Via Antonio Cecchi 17/21, Torino, Italia Cell: 331 308 4150 (Paolo) E-mail:...

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Al Circolo dei Lettori “Un’apparizione di superfici”. Dialoghi sulla fotografia contemporanea.

Pubblicato da alle 16:09 in I nuovi Shop, Pagine svelate, Prima pagina | 0 commenti

Al Circolo dei Lettori “Un’apparizione di superfici”. Dialoghi sulla fotografia contemporanea.

Sabato 3 marzo alle ore 18 Luca Panaro, critico d’arte, dialogherà con Tiziana Bonomo di ArtPhotò, presso Il Circolo dei Lettori, sul libro da lui scritto “Un’apparizione di superfici” un invito a riflettere sulle strade della fotografia contemporanea insieme ad Eloisa d’Orsi, antropologa e fotografa.   Sarà un momento prezioso ed intrigante per interrogarsi sul contemporaneo. Una ginnastica per la mente, uno sforzo per pensare al presente, immaginare il futuro senza farsi travolgere dalla nostalgia, dalla malinconia del passato. Dimenticare i riferimenti acquisiti per imparare a guardare nuovi piani, nuove prospettive. Un invito a questa riflessione ci viene proprio da Luca Panaro con il suo libro “Un’apparizione di superfici” sulla produzione di immagini della fotografia contemporanea che, apparentemente, si presenta come lo specchio di una realtà piatta, confusa sempre più sottile nei contenuti, nelle visioni, nell’ immaginazione. Cosa ci fanno pensare le immagini di autori che utilizzano smartphone, tablet, macchine professionali, polaroid e altro ancora. Belle tappezzerie, quadri astratti, immagini surreali di mondi inesistenti, tentativi per depistare menti sofisticate, eccessivamente intellettuali o appositamente fatte per alimentare intellettuali tenebrosi? Un’operazione complessa e rischiosa quella di Luca Panaro nel tracciare le strade della fotografia contemporanea. E lo fa con immagini evocative ed efficaci per farci ragionare sulle possibili “mutazioni iconografiche”. Nel libro Panaro intervista esponenti della cultura contemporanea chiedendo opinioni e punti di vista sui modi, sui concetti e su quanto comunica la fotografia attraverso i nuovi media e la nuova tecnologia. Interessante è l’affermazione di Marco Signorini sui social “dovremmo riflettere se siamo ancora in presenza della Fotografia, intesa come invenzione con caratteristiche precise, oppure se oggi stiamo utilizzando un sistema che ne simula strumentazioni e modalità mettendo in gioco un linguaggio diverso (19ago2015)”. Oltre a Signorini vengono citati le riflessioni di altri autorevoli personaggi come Taisuke Koyama (1978) che lavora ad Amsterdam e ha già conquistato premi oltremodo rappresentativi come quello dell’Arts Council nel 2017 di Tokyo e il pensiero di Maxime Guyon “exaptation” inserito nel libro per farci riflettere se e quanto stia cambiando la fotografia. Instagram diventa per tutti uno tra i nuovi spazi in cui il continuo fluire delle immagini consente una narrazione sempre più aperta all’interpretazione del singolo, complice una nuova estetica sempre pronta a provocarci. Già nel passato alcuni grandi autori avevano anticipato, come Luigi Ghirri o Joan Fontcuberta, la pratica di avvicinarsi così tanto al soggetto fotografato da proporci una immagine non immediatamente decifrabile. Un metodo inizialmente nuovo per uscire dal sistema del racconto esplicito imposto dalla nostra educazione alla lettura della fotografia. Processo accellerato nel nuovo secolo per arrivare ad immagini senza prospettiva, piatte, in cui si perdono i riferimenti sociali e culturali. La fotografia esce da ogni clichè, perde la necessità di un significato, di un racconto, di un contenuto esplicito. Con questo presupposto l’autore introduce in modo inequivocabile la necessità di interrogarsi sulla società per capire come viene interpretata dal linguaggio contemporaneo della fotografia.È Byung-Chul Han, filosofo sudcoreano- tedesco, docente di Filosofia all’Università der Künsten Berlin, sigla la nostra società proprio come “un’apparizione di superfici”, una trasparenza senza prospettiva, senza profondità, al punto da denunciarne i meccanismi che influenzano relazioni, stili di vita. Il riferimento al pensiero filosofico di Byung- Chul Han è il momento in cui il libro merita una pausa per far scorrere la mente a quella“ trasparenza” da...

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Il Tribunale Arbitrale per Impresa, Lavoro e Sport apre una propria sede a Torino.

Pubblicato da alle 16:10 in Economia, I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Tribunale Arbitrale per Impresa, Lavoro e Sport apre una propria sede a Torino.

Tribunale arbitrale: Anche in Piemonte, la Giustizia torna a farsi prossimità al cittadino Prevista per venerdì 23 febbraio alle ore 18  presso gli Uffici di Via Caprera, 28 a Torino l’inaugurazione della Delegazione provinciale del Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport.    Una Giustizia di prossimità al cittadino e all’impresa che basa il suo fondante operativo sulla terzietà del giudizio, sulla professionalità dei giudici arbitri chiamati a dirimere la lite, scelti appunto per competenza da una qualificatissima commissione di giudici tributari e di pace, sulla brevità dei tempi per la sentenza che verrà espressa nell’arco dei sei mesi successivi all’istaurarsi della lite. È un giudizio di primo grado a tutti gli effetti, che si sostituisce al primo grado del Tribunale ordinario divenendo immediatamente esecutivo, avverso cui si può opporre, come nel giudizio ordinario, ricorso in Corte d’Appello. Una giustizia, semplice, immediata ed efficiente che può garantire la certezza del diritto nelle controversie contrattuali e superare  le ben note lungaggini della giustizia ordinaria. Per usufruire dei servizi su esposti sarà sufficiente sostituire la clausola penale presente nei contratti con quella che conferisce il giudizio al Tribunale Arbitrale per l’Impresa il Lavoro e lo Sport. Chiamato a presiedere la delegazione regionale del Tribunale il Dottor Francesco D’Alessandro, professionista, imprenditore,  consulente e corrispondente diplomatico, da sempre a sostegno della piccola e media impresa del territorio, che aggiunge un nuovo servizio nell’ottica della facilitazione della risoluzione delle controversie per le PMI.  ...

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Quanto amour-fou fotografico per le donne dotate di un certo surrealismo.

Pubblicato da alle 20:28 in I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina, Spettacoli | 0 commenti

Quanto amour-fou fotografico per le donne dotate di un certo surrealismo.

Nusch Eluard, Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Dora Maar questi e tanti altri nomi hanno fatto la storia in ambito artistico. Non solo modelle e muse ispiratrici ma soprattutto artiste, creatrici di bellezza, di arte, di idee che all’interno della corrente surrealista, hanno avuto modo di acuire la loro potenza dirompente.  L’amour– fou. Il surrealismo delle donne è stato il tema scelto per la lezione d’apertura al ciclo di incontri sulla storia della fotografia. Incentrata sulle icone femminili che hanno fatto la storia nella cosiddetta arte minore, proposta da Camera, Centro Italiano per la Fotografia di Torino. Indimenticabile per un giusto approccio il libro di André Breton pubblicato nel 1937 dal titolo Amour Fou, massimamente autobiografico, in cui teorizzava che “la bellezza convulsiva sarà erotico-velata, esplosivo-fissa, magico-circostanziale o non sarà”.   A presentare è il direttore del museo, Walter Guadagnini, che con la sua esperienza di docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna ha condotto il pubblico all’interno di quel movimento così eccentrico e distruttivo del mondo borghese, quale è il surrealismo, spiegandolo in modo semplice ma senza banalizzare, rendendo l’incontro accessibile a qualsiasi pubblico. L’incontro ha preso spunto dalle immagini famosissime di Man Ray, che restituiscono efficacemente l’idea la suggestione e l’esperimento del surrealismo su pellicola. La volontà di creare quel tipico disturbo della morale, proponendo delle immagini che stridono fortemente con il mondo forse ordinario della borghesia; emergono le  foto di nudo in cui la carica erotica del corpo femminile non viene in alcun modo celata ma, al contrario, esasperata. Un movimento di rottura con la tradizione che si completa dunque non solo nella rivoluzione del costume ma anche nel ruolo della donna. Non più solo modella e ispiratrice dell’artista uomo ma artista ella stessa a pieno titolo.    La provocazione, ricorrente in molte fotografie, sa fare un uso significativo e straniante del doppio: doppia identità, doppia personalità, doppia sessualità. Proporre una scelta sessuale alternativa a quella eterosessuale accettata comunemente dall’epoca, lanciava un forte segnale di critica e di opposizione a quel ‘900 androcentrico. Un tema che si prolunga ancor oggi e dota queste fotografie di grande attualità, un motivo in più per tornare a guardare questi capolavori dell’arte fotografica. Emanuele Oliva Camera ospiterà i prossimi incontri l’8 marzo e il 5 aprile. Costo incontro:...

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Le Direzioni di Franco Fasulo. Mostra personale negli uffici Azimut Wealth Management.

Pubblicato da alle 10:57 in .Arte, I nuovi Shop, Mostre, Prima pagina | 0 commenti

Le Direzioni di Franco Fasulo. Mostra personale negli uffici Azimut Wealth Management.

Incontriamo l’artista Franco Fasulo (Agrigento, 1963) in occasione della sua mostra personale Direzioni presso l’ufficio Azimut Wealth Management di Via Barbaroux 1 a Torino, visitabile sino al 12 febbraio. Lo spazio, diretto da Vincenza Belfiore e Cristiano Gentile, sceglie nuovamente, dopo la personale di Enrico T.De Paris nel 2016, di iniziare un nuovo anno all’insegna dell’arte, allestendo una mostra site specific che accolga il visitatore in un ideale racconto per immagini, nel comune sentire di una costante ricerca di armonie e bellezza come parte del vivere quotidiano. Fasulo è un artista siciliano che inizia il suo percorso in veste di illustratore, partecipando all’allestimento di mostre nel settore archeologico. I successivi viaggi sulle sponde del Mediterraneo e dell’Atlantico hanno dato origine ad una ricerca pittorica ispirata al mondo della navigazione. Nel 2002, in occasione del concorso nazionale Premio Arte Mondadori, ottiene il secondo posto con l’opera “Esistenza Nomade”. Del 2017 la mostra Conradiana-tra narrativa poesia pittura al Centro Comunale di Cultura di Valenza. Bella la presentazione dello stesso artista nello stampato che accompagna la mostra: […] Navigare è, dunque, necessario, così come creare. Due assiomi secolari che hanno orientato la civiltà umana, eleggendo l’esplorazione del mondo e del Sé a valore universale. Navigare e creare, seguendo però le As-Sumut, le “giuste direzioni”.  Ci racconti come nasce la tua ricerca poetica e perché hai scelto proprio la navigazione come tema ricorrente? Come artista, e come siciliano, ho sempre avuto un interesse specifico nel “mare”, che ho reso elemento centrale della mia ricerca espressiva e della mia poetica. In particolare sono attratto dalle fiancate ossidate delle grandi navi: cerco nei singoli dettagli un segno, un elemento che possa restituire il senso della fatica del navigare, e per traslato, dello stesso vivere. La parola stessa, “navigazione”, ha una forza semantica fortissima, usata in senso esteso in molti ambiti. È anche questo il motivo per cui il mio lavoro è parso particolarmente coerente nel contesto in cui è ospitata la mia personale: una realtà quella di Azimut Wealth Management, che fa parte del Gruppo Azimut, il cui simbolo è un sestante per orientarsi con precisione anche nella gestione delle risorse economiche. Ci parli delle opere in mostra? Nasco come disegnatore tecnico per la Soprintendenza di Agrigento, ma le mie opere compiono una netta sterzata verso l’astratto, realizzate olio su tela, materiale che prediligo; sono attratto anche dal pastello, che restituisce una sua matericità specifica e che ho utilizzato per opere di più piccole dimensioni, spesso monocromi con piccoli squarci di colore. Come studioso dell’antichità ho sempre nutrito particolare interesse nella circolazione delle navi mercantili tra le isole dell’Egeo e la Sicilia, anche per questo il mare e la navigazione sono entrati prepotentemente tra i soggetti dei miei lavori. La mostra allestita per questi spazi può essere letta come un viaggio, una navigazione: si parte dalla primigenia necessità dell’uomo di confrontarsi con le acque. Ispirandomi agli egiziani ho dedicato un dipinto all’antica imbarcazione del Nilo, realizzata con il legno di cedro del Libano: un’opera che racconta, grazie ad uno stile informale e astratto e alle grandi campiture di colore, il deserto e le pianure fertili dell’Egitto. Mi piace che i miei lavori, proprio in forza dello stile informale che prediligo, possano avere diversi livelli di lettura, non ultimo proprio quello naturalistico.   Molte opere dimostrano una...

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Una barberia gestita da una giovane donna. Una scelta coraggiosa e controcorrente.

Pubblicato da alle 17:12 in I nuovi Shop, Prima pagina, talenTO | 0 commenti

Una barberia gestita da una giovane donna. Una scelta coraggiosa e controcorrente.

Quando il barbiere è donna. A sentirla nominare così, la Barberia sembra uscita dai romanzi di Camilleri che raccontano quella Sicilia rimasta immune ai cambiamenti e alle tradizioni. Ma qui siamo a Torino, e una giovane ragazza di 22 anni, Martina Antonicci, ha deciso, meno di un anno fa, di aprire una Barberia e di gestirla in prima persona. Una scelta ardita, coraggiosa, in qualche modo controcorrente, una scommessa in un momento economicamente non favorevole: diventare imprenditrice, investire in se stessa, chiedere un prestito alla banca (nessuno le ha regalato nulla), e aprire un’attività commerciale da sempre considerata il regno incontrastato dell’uomo e inaccessibile alle donne. La prima domanda è “perché proprio una Barberia”, e a Martina si illuminano gli occhi. Lei, figlia d’arte (sua mamma ha una profumeria che vende prodotti di nicchia e alta gamma, ndr), ha capito che quella era la sua dimensione ma non la sua strada.  E trova nella Barberia il suo mondo. Mi racconta che lei è l’unica a gestirne una a Torino e probabilmente in Italia: coadiuvata da un giovane barbiere professionista, Martina sta imparando questa antica arte, per diventare lei stessa barbiere donna. Tenace e professionale, mentre parla vedo nelle sue parole e nei gesti la passione per quello che fa. Questa giovane donna, che sta terminando gli esami all’università, è in qualche modo simbolo di quelle nuove generazioni che non si adagiano sugli allori ma che decidono di investire in se stessi, non esitando a osare, e che meritano tutto il nostro appoggio e sostegno. L’iconografia cinematografica ci aiuta a ricordare il ruolo che il negozio del barbiere ha avuto nella storia: su quelle poltrone si sono strette alleanze, si sono decisi i destini di uomini e donne, si sono raccolte confidenze e svelati segreti inconfessabili. Fino a qualche anno fa, erano solo gli uomini adulti a sedervisi, mentre i giovani sperimentavano tendenze e mode utilizzando le macchinette elettriche per tagliarsi i capelli. Negli ultimi anni l’attenzione dell’uomo nella cura di se stesso è notevolmente aumentata, e anche la voglia di dedicarsi delle coccole. E così Martina mi racconta che sono uomini di tutte le età quelli che varcano la soglia della sua Barberia, alcuni anche sorprendentemente giovani, e chiedono di farsi regolare la barba ed eventualmente tagliare i capelli, il tutto in un ambiente tranquillo (c’è sempre e solo un cliente per volta) e rilassante. Basta chiudere gli occhi e lasciare il mondo fuori.La Barberia, via Principi d’Acaja 40bis (zona Tribunale), Torino. Veronica Geraci http://www.foodiegirl.it/quando-il-barbiere-e-donna/      ...

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Il Captain Cap. il Cappello di cui non potrete fare a meno.

Pubblicato da alle 13:23 in I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il Captain Cap. il Cappello di cui non potrete fare a meno.

Il Captain Cap è il Cappello del futuro. Il Captain Cap è il must have del momento, l’accessorio più ricercato e cool che ha già fatto innamorare mezzo mondo e promette di conquistare (in un futuro non troppo lontano) anche il più esigente pubblico maschile.  È il Captain Cap, il cappello del capitano. Il nome non potrebbe essere più azzeccato. D’altronde, ça va sans dire, il vero potere è in mano alle donne; avevano solo bisogno della giusta corona che meglio definisse la loro vera natura: regine sì, ma con stile. Perfetto per tutte le età e per tutte le esigenze, il basco con la visiera si è imposto sulle più importanti passerelle del mondo, rispolverato con ammirevole lungimiranza dai ruggenti anni 60 e riadattato secondo i gusti del nuovo millennio.   Nemmeno le top model hanno resistito al suo fascino senza tempo: Bella Hadid ne ha fatto un vessillo del suo stile trasgressivo-naïf; la dea dello street style Kate Moss lo unisce – impeccabilmente, inutile dirlo – al suo inconfondibile e ultra imitato stile British.Non siete ancora convinti? Allora eccovi servite cinque più che valide ragioni per tenerlo nell’armadio vita natural durante: 1 – Sta bene a tutte. Non si deve per forza assomigliare a Naomi Campbell per poterlo indossare. Il Captain Cap renderebbe affascinante anche Woody Allen. 2 – Sta bene con tutto. Sfatiamo subito il luogo comune che per apparire al meglio occorrano sacrifici e interminabili vagabondaggi ai centri commerciali: spesso basta qualche piccolo accorgimento per far passare un look scialbo come un’oculata scelta di stile. Il captain cap non teme rivali in questo. 3 – L’icona dello stile per eccellenza, Brigitte Bardot, lo adorava. E quando c’è di mezzo Lei, raramente, si sbaglia. Nella sua nutrita e ben nota collezione di cappelli, il baschetto visierato occupava il posto d’onore. Non importava quale fosse la stagione o l’outfit, la ribelle BB non ci rinunciava mai; che si trovasse a passeggiare per le stradine acciottolate della sua St Tropez o all’aeroporto, pedinata dai paparazzi. Sempre con una buona dose di spregiudicatezza, ovviamente. 4 – È perfetto con ogni tipo di acconciatura. Che si abbia capelli lunghi, corti, ricci, lisci o, perché no, bagnati dopo un tuffo al mare, non c’è cappello di paglia o copricapo a banda larga che regga il confronto con il berretto delle meraviglie; 5 – Ringiovanisce più di qualsiasi crema antirughe.   La caccia perpetua a una pelle morbida e vellutata come quella di una ventenne è una sciocca attività per una donna che ha fascino e stile. Un tocco più casual al vostro look può fare miracoli. Tangibilissimi. Ilaria...

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La migliore offerta per il MAU. Predisposta un’asta pubblica per sostenere il Museo d’Arte Urbana

Pubblicato da alle 13:23 in .Arte, Economia, Eventi, I nuovi Shop, Prima pagina | 0 commenti

La migliore offerta per il MAU. Predisposta un’asta pubblica per sostenere il Museo d’Arte Urbana

Maglietto pronto in mano al battitore per l’asta in programma sabato 2 dicembre dalle 18.30 alle 21.30 alla Galleria del MAU via Rocciamelone 7: “L’Arte per il Museo d’Arte Urbana” . Sono stati coinvolti molti artisti contemporanei di varie generazioni, i quali offriranno un’opera per un’asta, condotta da Edoardo Di Mauro e Domenico Graglia, con quotazioni contenute, di lavori medio-piccoli il cui ricavato, sotto forma di donazione liberale, sarà impiegato unicamente a sostegno del mantenimento della sede del MAU. Ingresso libero e rinfresco offerto ai presenti. Sarà possibile aderire anche acquistando, al costo di 20 euro, una OpenSourceCard del MAU, prodotta dal media partner Officine Brand, che da diritto a sconti presso istituzioni culturali, musei, negozi, ristoranti le opere in asta sono di Gec, Ernesto Jannini, Angelo Barile, Corn79, Spider, Roberta Fanti, Marco Abrate REBOR, 3Vetro, Santo Leonardo, Roberta Toscano, Daniele D’Antonio, Leonardo Santoli, Theo Gallino, Giuliana Milia, Mono Carrasco, Gabriele Bosco, Ugo Venturini, Nk, Viola Gesmundo, Ion Koman, Gianni Cella, Massimo Romani, Davide Ferro, Alberto Bongini. www.museoarteurbana.it   Nella stessa giornata sono previste altre iniziative: Alle ore 15.30 : partenza dal sagrato della Chiesa di San Alfonso, corso Tassoni ang. via Cibrario, visita guidata gratuita alle opere del Museo d’Arte Urbana ed al Borgo Campidoglio con il Direttore Artistico Edoardo Di Mauro, in collaborazione con Abbonamento Musei Torino Piemonte Ore 17.00 : discesa dalla torretta di Piazza Risorgimento lato via Rosta, visita con guida al Rifugio Antiaereo, in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza. Ingresso euro 4,00. Prenotazioni Numero Verde 800 329...

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Emergenza Idraulica? Torino risponde online con il Pronto Intervento Desivero.

Pubblicato da alle 10:04 in I nuovi Shop, Innovazione, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Emergenza Idraulica? Torino risponde online con il Pronto Intervento Desivero.

Quello di Internet è un mondo straordinario. Confini sterminati, possibilità illimitate e solo la fantasia come barriera invalicabile. Il web ha rivoluzionato le nostre vite e gli smart device ci hanno permesso di essere sempre connessi. Una volta per fare la spesa bisognava mettersi il cappotto, uscire a prendere freddo ed entrare nel supermercato. I meno fortunati dovevano anche prendere la macchina perché il market più vicino non era raggiungibile a piedi. E chi non aveva voglia di cucinare al massimo poteva ritirare una pizza nella pizzeria più vicina. Oggi molte abitudini sono cambiate. Certo, si va sempre al supermercato e si continua a mangiare una buona margherita a casa, però la popolazione si sta digitalizzando e comincia sfruttare i nuovi canali che Internet offre ogni giorno. Qualcuno ha cominciato a ordinare la spesa online e con un click ci si può far portare a casa il piatto preferito. Rispetto al resto d’Europa, in Italia il livello di digitalizzazione è ancora basso, ma stiamo recuperando terreno. Il web offre ampi margini di manovra per qualsiasi attività e giorno dopo giorno fioriscono le imprese che sfruttano Internet per offrire ai propri clienti un mezzo di contatto semplice e capillare. Questo è uno dei motivi per cui il campo dei Servizi è quello che ha maggiormente tratto beneficio dall’attuale contesto.   Dicevamo che oggi basta un click per ordinare una cena, oppure per farsi portare a casa la spesa. Ma se queste sono due attività che possiamo liberamente programmare, cosa succede in caso di un’emergenza come la rottura delle tubature del bagno? Bene, Internet ci corre in soccorso anche in questa evenienza. Desivero è l’esempio chiaro, semplice ed efficace delle imprese che offrono un servizio facilmente fruibile anche tramite il web. Nato nel 2015, Desivero si occupa di Installazione, Manutenzione e Riparazione nel settore Termoidraulico. Si porta dietro un’esperienza pluriennale e viene in soccorso di coloro che necessitano di una consulenza e di una installazione trasparente. L’azienda si pone come consulente e non forza ad accettare i propri suggerimenti, bensì spiega e dettaglia le varie opportunità, lasciando libertà sulla decisione finale. osa che non sempre succede: la professionalità dovrebbe essere all’ordine del giorno per ogni tecnico, ma talvolta capita che la tipologia di intervento venga imposta come unica scelta plausibile, obbligando di fatto il cliente ad accettare. Il modello Desivero, quindi, va a colmare proprio questa lacuna. I costi ed i consumi sono sempre sotto controllo, così come gli interventi da effettuare. E questo vale anche se c’è un imprevisto: un punto di forza sta proprio nella celerità in caso di emergenza grazie al servizio di Pronto Intervento Idraulico a Torino. Arriva così una risposta alle necessità quotidiane di chi si ritrova con il bagno allagato a causa di un tubo rotto. Ovviamente le casistiche sono le più disparate, ma il concetto è chiaro: se ho un problema so chi chiamare. Con un click sarà possibile prenotare un intervento d’urgenza. Basterà inserire i propri dati e una breve descrizione del problema per dare l’avvio alle procedure. Immediatamente la richiesta verrà gestita e inoltrata al tecnico specializzato più idoneo a risolvere l’emergenza. L’intervento è garantito entro 30 minuti ed il prezzo trasparente impedisce brutte sorprese dell’ultimo minuto. I professionisti che vi aiuteranno a risolvere l’imprevisto sono persone qualificate ed affidabili, formate internamente...

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