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Vittorio Parigini: un torinese alla conquista della Serie A.

Pubblicato da alle 18:17 in Prima pagina, Sport, talenTO | 0 commenti

Vittorio Parigini: un torinese alla conquista della Serie A.

Da pochi giorni ha compiuto 23 anni ed è uno dei talenti in erba del calcio italiano, anche se ancora non ha espresso tutto il suo potenziale. Stiamo parlando di Vittorio Parigini, attaccante classe 1996 che ha già dimostrato con la maglia della Nazionale U21 di avere capacità fuori dal comune, anche se le ultime questioni extracalcistiche sembra che non gli facciano molto bene. Il provino con il Torino  Vittorio è un attaccante nato nel 1996 e, fin dai primi tocchi con il pallone, ha messo in mostra doti importanti. Inizia con il club del Pancalieri, una società di dilettanti che si trova proprio vicino a Torino. Dopo qualche anno arriva il provino con il Torino: la segnalazione di Silvano Benedetti è arrivata con i tempi giusti e Parigi entra così a far parte della famiglia granata. Il percorso con le giovanili vede Vittorio spesso schierato da titolare, riuscendo ad attirare su di sé numerosi scout grazie alle ottime prestazioni con gli Allievi Nazionali, prima e della Primavera, poi. Buona parte di questo periodo positivo va sicuramente al mister, Moreno Longo, che non ha timori reverenziali nello schierare Parigini anche contro avversari più grandi ed esperti. La prima parte della carriera da professionista. Dopo le ottime prestazioni con la primavera del Torino, per Parigini arriva il momento di spiccare il volo: la carriera da professionista inizia con la Juve Stabia in Serie B, per poi passare al Perugia, dove rimane per due stagioni di fila. Nel corso degli ultimi anni, invece, il suo percorso assomiglia più a quello di una girandola, visto che cambia maglia per tre volte, disputando una stagione a testa con Chievo Verona, Bari e Benevento. Vittorio è cresciuto come punta centrale, ma nel suo percorso di formazione è riuscito a fare numerosi passi in avanti anche come assist-man, abituandosi a giocare da seconda punta oppure dietro a due attaccanti. Per questo motivo, si è trasformato in un giocatore molto polivalente a livello offensivo. Il suo punto di forza è l’accelerazione, ma anche il fatto di potersi disimpegnare senza problemi con entrambi i piedi. Il Toro e Mazzarri. Se, come abbiamo detto, con l’Under 21 il percorso fatto da Parigini è stato decisamente importante, con la maglia del Torino ha certamente faticato molto di più. Vittorio, però, ha sempre avuto parole di stima verso mister Mazzarri, dal momento che è stato proprio l’ex allenatore del Napoli a volerlo trattenere nel capoluogo piemontese a tutti i costi. Verso Vittorio, il buon Walter nutre un affetto che si potrebbe quasi definire paterno, mettendo sullo stesso piano anche il ct della Nazionale U21, Gigi Di Biagio. Anche quest’ultimo, infatti, ha sempre creduto nelle qualità di Parigini, anche quando il giovane attaccante faticava a trovare spazio e giocava pochissimo. Se Mazzarri probabilmente si aspetta qualcosa di più da Parigini per concedergli altri scampoli di partita, l’attenzione ora è tutta per la classifica. Infatti il Torino si trova attualmente al nono posto, a quota 45, a sole sei lunghezze rispetto all’ultimo posto utile per il sogno Champions League. Il sesto posto dell’Atalanta, però, che vuol dire preliminari di Europa League, dista solo tre punti. Tutto merito di un’importante serie di risultati consecutivi, quella del Toro di Mazzarri, che rappresenta una buona occasione per gli amanti delle scommesse, già da tempo attenti ai...

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Juventus e Torino, storia calcistica e rivalità all’ombra della Mole.

Pubblicato da alle 18:53 in Notizie, Prima pagina, Spettacoli, Sport | 0 commenti

Juventus e Torino, storia calcistica e rivalità all’ombra della Mole.

Juventus e Torino, storia calcistica e rivalità all’ombra della Mole Anche quest’anno il campionato di serie A sembra aver decretato con largo anticipo, dopo 7 scudetti consecutivi, il dominio Juve, mentre sull’altra sponda calcistica della città il Torino continua a inseguire con qualche affanno un piazzamento per le coppe europee. Una storia che si ripete, evidenziata dall’enorme differenza di punti in classifica, ma che non spegne una rivalità lunga decenni. Tifosi bianconeri e granata continuano infatti a “punzecchiarsi” – per dirla in maniera politicamente corretta – spingendo sulle tematiche più calde: i primi, ovviamente, esaltano il merito di una rosa composta da grandi campioni, mentre gli altri non perdono occasione per guardare ai presunti favori arbitrali e non abbandonano l’idea che, in fondo, sia proprio il Toro la vera squadra del capoluogo piemontese. Juventus, ancora un torneo al vertice ma con l’obiettivo Champions Al di là di ciò che la storia racconta, però, è sempre importante confrontarsi con il presente e guardare a obiettivi e risultati attuali. Gli ultimi anni parlano chiaro: i bianconeri risultano essere la migliore formazione italiana, grazie a una rosa completa e ricca di campioni tra i quali spicca il colpo di mercato dell’ultima estate, ossia il cinque volte pallone d’oro Cristiano Ronaldo. A mancare in casa Juve però è un’importante affermazione a livello europeo, quel successo che, con uno scudetto ormai quasi certo, rappresenta il vero e proprio obiettivo stagionale: ecco allora l’undici di Allegri concentrarsi sulla Champions League, con l’intento e il desiderio di ribaltare i pronostici e le previsioni che vedono come favorite le solite Barcellona e Real Madrid, ma anche PSG e Manchester City. È proprio tra queste che cerca di collocarsi la Juventus, a cui ancora brucia il pesante 1-4 subito proprio dai madrileni nella finale dell’edizione 2016-17. Il campionato di serie A, in effetti, sembra aver ancora poco da dire per la Juventus: 11 punti di vantaggio sulla seconda – il Napoli – con 23 giornate già disputate rappresentano un vantaggio più che sufficiente per dormire sonni tranquilli. È pur vero che i partenopei sono sempre in grado di dare filo da torcere, ma il recupero di un distacco così ampio appare piuttosto difficile, a meno che i bianconeri non perdano la testa in questa parte finale del torneo. Insomma, con un Cristiano Ronaldo sempre puntuale nell’appuntamento con il gol e una formazione che può vantare nomi di spicco tanto in campo quanto in panchina, lo scudetto sembra essere già in tasca. Unica pecca della stagione, finora, rimane il netto 3-0 subito a Bergamo nei quarti di Coppa Italia, che impedisce ai bianconeri di puntare al “triplete”. Sempre a caccia di certezze, i granata rincorrono l’Europa Dalla parte opposta della Mole, in casa Toro si guarda alla classifica attuale con un certo ottimismo. L’ottavo posto finora maturato non può certo essere considerato il miglior risultato possibile, considerando il desiderio di compiere finalmente un salto di qualità dopo anni di purgatorio, ma rimane pur sempre il frutto di un record di punti da quando il campionato prevede i 3 punti a vittoria. 34 punti in 23 giornate rappresentano finora il risultato migliore mai raggiunto dai granata negli ultimi 25 anni, che lascia aperta la porta a una possibile qualificazione in Europa League, eppure i risultati non sempre soddisfano la tifoseria. Qualche pareggio di troppo (ben 10...

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Vialattea, un comprensorio sciistico in continua evoluzione.

Pubblicato da alle 10:49 in Economia, galleria home page, Notizie, Sport | 0 commenti

Vialattea, un comprensorio sciistico in continua evoluzione.

Impianti di risalita all’avanguardia, piste di gara tecniche e spettacolari e una rete di innevamento programmato potenziata e altamente tecnologica, circa un terzo dell’area sciabile è coperto dai “cannoni”: questo è il comprensorio Vialattea. Il domaine è vastissimo, uno dei più estesi d’Europa, e si sviluppa tra Italia e Francia, spaziando da Sestriere a Sauze d’Oulx, da Sansicario, a Cesana, a Claviere, sino alla francese Montgenèvre; ed è possibile accedere alle piste del comprensorio anche da Pragelato con la funivia Pattemouche – Anfiteatro. Le piste sono 249, collegate sci ai piedi e servite da 70 impianti di risalita, che si collocano tra i 1.380 metri di Cesana e i 2.800 metri della cima del monte Motta. “La nostra dodicesima stagione – ha sottolineato Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres Spa, nel presentare alla stampa l’attività di Vialattea – si è conclusa in modo soddisfacente nonostante le numerose giornate di cattivo tempo, di vento e, per non farci mancare nulla, di pioggia battente”. E ha snocciolato una serie di dati sui passaggi sugli impianti e sulla vendita degli skipass, con un particolare riferimento all’impianto di innevamento che, con la sostituzione delle 167 aste, ha dato ottimi risultati in termini di produzione di “materia bianca”. Non sono mancate, però, alcune note polemiche sulla mancata commercializzazione di un numero significativo di posti alberghieri, a causa della chiusura anticipata di alcune strutture ricettive, che ha costretto la società a ritoccare i prezzi del giornaliero, 38 euro, uno in più, dopo tre anni e del bi-giornaliero. Una situazione che soltanto il prolungamento della stagione e il cambiamento delle abitudini da parte della clientela potrebbe sanare, anche a fronte della salvaguardia dei 50.000 lavoratori impegnati nel settore. Per quanto riguarda le novità tecniche della stagione, ormai alle porte – l’apertura è prevista il 7 dicembre – da segnalare la riapertura delle piste del Colletto Verde, nell’area di Clavière, dell’utilizzo della storica pista 32 (dalla sciovia La Motta a Borgata) e del miglioramento del “nodo Fraiteve”, aumentando lo spazio destinato allo sbarco degli sciatori provenienti da Sestriere, Sansicario e Sauze d’Oulx. Sono stati installati, inoltre, presso le biglietterie del comprensorio, sistemi che consentono l’acquisto del biglietto con lo smartphone o alle casse automatiche, un aspetto tecnologico che, unitamente alla vendita on line, sta iniziando a dare buoni risultati. Sul fronte commerciale, continua la partnership di alcune aziende con Vialattea, ad iniziare da Audi (che sarà Title Sponsor del 38° Uovo d’Oro, la prestigiosa gara per giovanissimi) e da Basic Net (con i suoi brand Robe di Kappa, Kway e Superga), che offrono vantaggiose promozioni sull’acquisto dei propri prodotti ai clienti di skipass giornalieri e stagionali. Non poteva mancare un accenno alla mancata candidatura del Piemonte alle Olimpiadi del 2026. Sergio Chiamparino, presidente della Regione, a questo proposito è stato molto chiaro: “Delusione sì, tanta, ma rimane ancora aperta una strada. Noi abbiamo voluto dare un segnale forte di responsabilità e così abbiamo ribadito la nostra disponibilità a mettere a disposizione impianti e strutture atte allo svolgimento dell’evento. Lo diciamo non per rinvigorire passate polemiche, ma per rafforzare la candidatura e darle maggiore peso.” Pier Luigi...

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La Sestriere Storica alla sua 37° edizione. Da Cesana a tutta birra in salita verso Sestriere.

Pubblicato da alle 12:01 in MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

La Sestriere Storica alla sua 37° edizione. Da Cesana a tutta birra in salita verso Sestriere.

Uberto Bonucci vince la 37^ Cesana-Sestriere – Trofeo Avv. Giovanni Agnelli Il toscano si aggiudica la gara per la quarta volta con la sua Osella PA9/90  Per la quarta volta il toscano Uberto Bonucci, su Osella PA9/90, scrive il suo nome nell’albo d’oro della Cesana-Sestriere-Trofeo Avv. Giovanni Agnelli, gara automobilistica di velocità in salita per autostoriche, valida per i campionati Europeo e Italiano della specialità, organizzata dall’Automobile Club Torino. Bonucci, che con questo successo raggiunge lo score personale di 140 vittorie, si è aggiudicato entrambe le manche disputate, precedendo nell’ordine il milanese Walter Marelli e il pisano Piero Lottini, entrambi su Osella PA9/90. Le Sport del costruttore torinese Enzo Osella – che ha anche corso con un proprio team in Formula 1 – continuano a vincere nelle corse per autostoriche, dominando la scena assoluta nelle gara del Campionato Italiano. La gara si è disputata per la prima volta su due manche su un percorso ridotto di 6,400 km a causa di una frana che ha interessato il tracciato dopo l’abitato di Champlas du Col. Grazie al ripristino del manto stradale da parte dei tecnici della Città Metropolitana di Torino e dai comuni di Cesana e Sestriere, i concorrenti hanno potuto transitare sul percorso a velocità ridotta fino al Colle. Nei vari raggruppamenti sono risultati vincitori Tiberio Nocentini (Chevron B19) nel 1°, Giuliano Peroni (Osella PA3) nel 2°, Andrea Fiume (Osella PA8) nel 3°, Uberto Bonucci (Osella PA9) nel 4° ed Emanuele Aralla (Dallara F3) tra le monoposto. Migliore della classifica femminile la torinese Chiara Polledro, che ha ottenuto un ottimo 16° tempo assoluto al volante della sua monoposto di Formula Abarth, precedendo la ligure Gina Colotto, anche lei al volante di una monoposto dello Scorpione. FCA Heritage ha preso parte all’evento con le vetture apripista: due vetture provenienti dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese, una Giulia Sprint Speciale e una Giulia GTA, oltre alle moderne Giulia e Stelvio. All’evento hanno assistito migliaia di spettatori lungo lo spettacolare tracciato, favoriti anche dalle ottime condizioni meteorologiche. Al via 120 piloti – alcuni dei quali stranieri – con vetture costruite tra il 1955 e il 1991, oltre a una trentina di vetture Lancia Delta Integrale che hanno preceduto la gara con una parata. Tra i pezzi più pregiati una Fiat 1100 Stanguellini Ala d’Oro, una Lancia Appia Zagato, molte Alfa Romeo Giulietta e Giulia GT e GTA, Austin Mini Cooper, Jaguar E-Type, Lotus 23B, Porsche 935 TT, quest’ultima condotta dal torinese Vittorio Coggiola, che con questa stessa automobile ha corso negli anni Settanta, vincendo nel 1977 il Giro Automobilistico d’Italia in coppia con Piero Monticone. Roberto...

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La coppa del mondo, divertimento estivo. In Russia la World Cup 2018.

Pubblicato da alle 14:35 in Prima pagina, Spettacoli, Sport | 0 commenti

La coppa del mondo, divertimento estivo. In Russia la World Cup 2018.

“World cup 2018“ Ogni anno  l’estate scalda il cuore e gli animi di chiunque ami questa stagione. Ancor di più se si tratta di appassionati di calcio che contano il loro tempo in base alla Coppa del Mondo, un evento che si ripete ogni quattro anni e che porta con sé aspettative, emozioni e vivacità senza eguali. Il più grande torneo calcistico del  globo rappresenta il principale divertimento popolare estivo, soprattutto da quando è possibile vederlo per televisione o da dispositivi mobili in qualunque angolo del pianeta. La VM 2018, che si gioca in Russia dal 14 giugno al 15 luglio, è alla sua edizione numero 21 di sempre e rappresenta come pochi altri eventi la vicinanza del pubblico alle grandi stelle dello sport. Non c’è dubbio, dunque, che durante il mese di gioco di questa coppa, molti italiani siano intrattenuti dalle tante partite che il calendario prevede. Sebbene la nazionale italiana non si sia qualificata per la fase finale per la prima volta dopo sessant’anni, gli appassionati di calcio nostrani difficilmente non seguiranno il torneo russo. Nonostante ci sia chi preferisce dilettarsi con varie applicazioni su dispostivi mobili connessi a Internet come ad esempio giochi di roulette o di altro tipo, molto in voga oggigiorno, il potere del mondiale è talmente forte che ogni partita capta l’interesse di chi ama il calcio. Al di là delle identificazioni nazionali, lo spettacolo del mondiale continua ad emozionare il pianeta intero, come ben dimostrano le prime partite giocate finora. L’emozionante pareggio per 3 a 3 tra Portogallo e Spagna è stato il biglietto da visita più divertente del mondiale fino ad ora. La tripletta di un Cristiano Ronaldo in formissima ha evidenziato lo straordinario momento dell’attaccante lusitano, che punta al Pallone d’oro, il suo sesto in totale. Un’altra partita particolare è stata quella tra Argentina e Islanda, con la squadra europea che ha realizzato una partita di sacrificio e di dedizione riuscendo a fermare con mezzi sempre puliti un Lionel Messi che non è sembrato ispiratissimo. Il numero 10 del Barcellona si è fatto anche parare un rigore dal portiere islandese, l’eroe di giornata. Anche il Brasile, una delle squadre favorite di questa competizione, non è andata al di là del pari nel match contro la Svizzera, terminato 1 a 1. La squadra allenata da Tité ha in Neymar il protagonista principale della maggior parte delle giocate. In effetti l’ex Barcellona è stato piuttosto intermittente contro la Svizzera, trovando poco spesso l’acuto e senza riuscire a fare la differenza come ci si aspetta da lui. Reduce da un infortunio al piede, il numero 10 verdeoro spera di recuperare quanto prima una condizione ottimale per provare a vincere la competizione più importante di tutte. Quel torneo che suscita in tutto il mondo emozioni uniche, quella coppa senza uguali che da la gloria...

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Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Pubblicato da alle 10:58 in Notizie, Prima pagina, Spettacoli, Sport, Università | 0 commenti

Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Il MARKETERs Club Torino è lieto di annunciare il prossimo evento per gli appassionati di Marketing, Comunicazione, Management e Innovazione. Il giorno fatidico sarà venerdì 29 giugno, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, dove si terrà la prima edizione, del comitato torinese, del MARKETERs Day. Per chi non l’avesse mai sentito nominare il MARKETERs Day è uno degli appuntamenti targati MARKETERs Club, associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario. Il nome ed il tema dell’edizione 2018 è MARKETERs Day: Sport Players – Join the game. Durante la giornata verrà analizzato il mondo dello sport, di come sia cambiato negli anni fino a diventare una leva economica molto rilevante. Gli scorsi eventi hanno visto partecipare in veste di relatori: Tommaso Saronni Director PR, Social & Digital di Adidas Group, Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri, Sabrina Ciamba Retail Area Manager di Falconeri, Maurizio “Juni” Vitale Founding Director di Movement Entertainment e Lorenzo Gianeri, in arte ”Lollino”, VP di Vari Productions srl Maria Fossarello Marketing Manager di BlaBlaCar, Simonluca Scravaglieri Marketing Manager di Ceres, Andrea Crociani Country Leader di oBike, Veronica Dolce Marketing Manager di Rolling Stone Italia, Alessandro Baldi Southern Europe Sales manager e Lucian Beierling Marketing & Communications Manager di Soundreef. Anche in occasione di questo evento tre ospiti terranno alto il livello raggiunto fino ad ora e ancora una volta saranno gli studenti e i neolaureati dell’Università degli Studi di Torino ad organizzare la giornata nella sua interezza con interventi proposti che non deluderanno le aspettative. Questo evento rappresenta l’atto conclusivo del primo anno del Comitato di Torino che proprio un anno fa, nel mese di giugno ha realizzato il primo evento contando più di 150 partecipanti. Nel mese di settembre ha avuto luogo la recruiting per i nuovi soci con il conseguente tesseramento e, ad oggi, il MARKETERs Club conta più di 1000 soci a livello nazionale. Ad oggi hanno già dato conferma della propria partecipazione nel ruolo di ospiti: Mauro Zanetti, PMO at Juventus FC Matteo Cappelli, Brand Manager La Gazzetta dello Sport at RCS MediaGroup     Grazie ai talk interattivi degli ospiti, che saranno annunciati nel corso della campagna di Comunicazione, il MARKETERs Club mostrerà come i grandi brand legati al mondo dello sport si siano evoluti negli anni, modificando le strategie di marketing e creando prodotti altamente customizzati per soddisfare i bisogni di consumatori sempre più esigenti e consapevoli. La giornata avrà inizio con l’accredito e proseguirà con i talk degli ospiti intervallati da un coffee break e da un pranzo. Il tutto sarà offerto dal MARKETERs Club e dagli Sponsor dell’evento, tra cui Lavazza, Raspini e OPES Piemonte. MARKETERs Club Torino è su Facebook, Twitter,...

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Alfa Romeo fa sua la Mille Miglia. 1600 kilometri attraverso 90 borghi.

Pubblicato da alle 17:42 in galleria home page, MotorInsider, Spettacoli, Sport | 0 commenti

Alfa Romeo fa sua la Mille Miglia. 1600 kilometri attraverso 90 borghi.

A metà strada tra l’happening glamour e l’esaltazione della storia della tecnica, la Mille Miglia 2018 ha avuto il pregio di riportare la storia indietro di 90 anni. Il risultato sportivo, legato alla precisione cronometrica della gara di regolarità ha infatti riproposto la tripletta di Alfa Romeo dell’edizione 1928, quando a vincere era stato Giuseppe Campari. Nel 1928, dunque,  il primo successo dell’Alfa Romeo alla Mille Miglia e nel 2018, in un’edizione da record con 450 equipaggi in gara,  tre Alfa Romeo ai primi tre posti: una conferma del legame indissolubile tra il brand e la più bella competizione automobilistica nel mondo.  Alfa Romeo dunque protagonista come festeggiata per la prestigiosa ricorrenza, in qualità di Automotive Sponsor e onorata dei maggiori tributi in Viale Venezia a Brescia: la Mille Miglia 2018 è infatti stata vinta dall’Alfa Romeo 6C 1500 GS Testa Fissa con equipaggio Tonconogy-Ruffini. Al secondo posto, a sole otto penalità di distanza dal vincitore, la stupenda 6C 1500 Super Sport del 1928, carrozzata dagli Stabilimenti Farina. È un vettura ufficiale della collezione FCA Heritage, normalmente in mostra presso il Museo Storico Alfa Romeo, e guidata da Giovanni Moceri con il co-driver Daniele Bonetti. Al terzo posto, l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato, condotta dall’equipaggio Vesco-Guerini. Al di là del risultato agonistico resta la valenza turistica di un evento che richiama nel nostro Paese tanti stranieri, che rimangono affascinati nel percorrere le strade, spesso secondarie, che permettono di scoprire un’Italia ancora più autentica di quella dei normali circuiti turistici. La stessa Alfa Romeo, e per ripercorrere le altre tappe più significative della storia del brand alla Mille Miglia, ha creato il progetto “Alfa Romeo: la Mille Miglia in 90 luoghi“. La Mille Miglia è da più di novant’anni la massima espressione della passione per le quattro ruote. È nata nel 1927 come una gara in linea con partenza e arrivo a Brescia dopo un passaggio a Roma e la risalita lungo la penisola, per un totale di 1600 chilometri, equivalenti appunto a mille miglia imperiali. Nel 1928, durante la seconda edizione, Alfa Romeo vinse la classifica individuale e quella a squadre, portando al traguardo tutte le otto vetture con le quali si era schierata al via. Per festeggiare il novantesimo anniversario del primo di una lunga serie di successi è nato il progetto “Alfa Romeo: la Mille Miglia in 90 luoghi“, che consente di ripercorrere le tappe più significative di una storia irripetibile attraverso novanta scatti dei luoghi più emblematici. Luoghi ed episodi che hanno segnato la lunga storia di Alfa Romeo alla corsa automobilistica più famosa del mondo, attraverso i quali estendere la passione dai modelli leggendari alla produzione attuale. La mostra virtuale è visibile su https://alfaromeo-90places-millemiglia.com/. R.V....

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L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Pubblicato da alle 16:58 in MotorInsider, Notizie, Prima pagina, Sport | 0 commenti

L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Automobile Club Torino. La prestigiosa cornice di Piazza Castello, nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 maggio, si trasformerà in una vera e propria “scuola” per l’insegnamento dell’educazione stradale ai bambini, con un singolare metodo ideato dall’Automobile Club d’Italia. Il progetto, realizzato nella nostra città dall’Automobile Club Torino,  prende il nome di “Karting in piazza” ed è rivolto ai bambini tra i sei e i dieci anni, così da “iniziarli” verso un percorso educativo volto a far comprendere che le regole stradali non sono solo dei dogmi imposti, ma dei veri e propri valori per una convivenza civile sulle strade. E allora, quale migliore esperienza se non quella della guida vera e propria?  Così, viene allestito un vero e proprio percorso per dei piccoli kart elettrici adatti ai bambini, il tutto naturalmente in piena sicurezza, per far capire loro l’importanza dei segnali stradali e delle semplici regole di circolazione. “Karting in piazza”, vuole contemporaneamente realizzare il sogno di tanti ragazzini di trovarsi alla guida, divertendosi e imparando. Il tutto avviene sotto la attenta supervisione dei genitori e degli esperti di guida dell’AC Torino. L’attenzione al rispetto per l’ambiente viene anche dalla scelta dei kart elettrici, così da abituare fin da subito i piccoli piloti ad interfacciarsi con tecnologie non solo legate al motore a scoppio. Al termine della giornata, i bambini che hanno partecipato all’iniziativa, peraltro completamente gratuita, riceveranno un attestato come “Ambasciatori della Sicurezza Stradale”, con il compito di diffondere gli insegnamenti appresi sia in famiglia e sia a...

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I top manager amano gli sport estremi.

Pubblicato da alle 17:57 in Economia, Innovazione, Prima pagina, Sport | 0 commenti

I top manager amano gli sport estremi.

Imprenditori, dirigenti di banche d’investimento, consulenza e Borsa: sottoposti a elevatissimi livelli di stress, forti impatti emotivi e ritmi decisamente frenetici. La continua lotta contro il tempo e la pressione di dovere prendere decisioni importanti, rendono la corsa, il ciclismo, il triathlon e gli sport estremi (arrampicata, alpinismo e scialpinismo, skyrunning, kitesurfing e parapendio, immersioni…) la migliore attività fisica per questi profili. Questi sport permettono, infatti, di allenarsi all’aperto e di liberare la mente, incrementare la resistenza fisica e psichica alla fatica e la forza di volontà. È per questo motivo che non è raro vedere amministratori delegati di grandi aziende sulla griglia di partenza di una maratona, che si entusiasmano non solo quando “danno i numeri” di fatturati ma anche per performance sportive stellari, meglio se personali. E sono sempre di più i top manager che ai pomeriggi sul campo da golf preferiscono levatacce per correre una ventina di chilometri sognando l’Ironman. Gli sport estremi sono la nuova passione dei top manager. Che siano adrenalinici, specialità dove un cedimento può costare la vita come praticando parapendio, immersioni, kitesurfing, arrampicata, freeride oppure di resistenza (in primis, maratone e triathlon) poco importa: quello che conta è che le attività richiedano impegno e fatica e soprattutto spingano verso il limite. Del resto “exercise furiously” (fare sport “furiosamente”) è al secondo posto (dopo lo scontato “svegliarsi prima che il gallo canti”) tra le «14 attività che la persona di successo fa prima di colazione» secondo il World Economic Forum. Perché questi sport, che chiedono il massimo alla mente ma soprattutto al corpo, hanno fatto breccia nelle “Board room”? La risposta più ovvia è che competizione e gusto del rischio portino chi ha posizioni di responsabilità a mettersi in gioco e sfidarsi anche nel (poco) tempo libero. Ma secondo gli esperti ci sono fattori più complessi in gioco. Per Giuseppe Vercelli (psicologo della prestazione, tre Olimpiadi alle spalle, responsabile area psicologica della Federazione italiana sport invernali e canoa kayak, nonché consulente Juventus) questo tipo di attività è spesso un pretesto per allenare meccanismi comportamentali manageriali, in primis il controllo emotivo e l’uso delle emozioni. Nell’alpinismo, per esempio, creatività, calcolo del rischio e capacità di prendere decisioni ad alta velocità sono fattori chiave, come nella gestione di un business. Fra l’altro, è emerso che solo per il 10% vincere è importante. Per gli altri, gare e allenamenti sono occasioni per incontrare persone con cui hanno almeno due cose in comune: lavoro stressante e passione per lo sport all’aperto. Chi inizia ad allenarsi dopo i 45 anni, infatti, è più interessato alla competizione con se stesso e contro il tempo che con gli altri. Gli sport estremi sono la scelta di uno stile di vita: attivo, all’aperto, salutare, elitario ma autentico. Che si sceglie per sentirsi e essere diversi, ritrovare un legame con la natura e persone affini: non a caso l’esplosione di questo fenomeno è avvenuta con i social network. Infine, le attività di performance all’aperto insegnano il coraggio e soprattutto l’umiltà, ovvero la coscienza della propria piccolezza come esseri umani. Se non è questa una lezione di vita per chi gestisce patrimoni e destini professionali delle persone, cos’altro può esserlo? Marina Bosio Una fonte preziosa di questo post è stato il blog di Laura Traldi Design@Large. https://enordovest.blogspot.it...

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Alfa Romeo 1750. Una berlina di classe superiore. Era il 1968.

Pubblicato da alle 12:32 in MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

Alfa Romeo 1750. Una berlina di classe superiore. Era il 1968.

Alfa Romeo 1750, L’ALFA CHE SI ISPIRA AL PASSATO Debutta nel gennaio 1968, con una linea mozzafiato e un’eredità pesante: affiancare e in parte sostituire la mitica Giulia nel segmento delle berline sportive di chiara fama italiana. L’Alfa Romeo 1750 non tradisce le attese, diventa anzi un modello cult nella storia del Biscione, prodotta in due serie e in 101.883 unità fino al ‘72 anche con un sistema di iniezione indiretta Spica per l’esportazione negli Stati Uniti.   Della Giulia riprende l’impostazione meccanica e replica la proverbiale tenuta di strada, ma l’architettura stilistica è molto diversa: maggiori dimensioni (4,39 metri di lunghezza per 1,57 di larghezza e 1,42 di altezza), generosa abitabilità, un bagagliaio capiente per esibire il suo status da ammiraglia arricchito da un elevato livello di comfort e una spiccata cura nelle finiture. La sigla 1750 che indicava la cilindrata (in realtà di 1.779 cm³) viene decisa in omaggio alla gloriosa antenata degli anni trenta. Sotto il profilo tecnico, la grande berlina del Biscione propone un propulsore bialbero 4 cilindri, che all’esordio vanta una potenza di 132 CV SAE (118 CV DIN), e una coppia massima di 17,4 Kgm mentre, l’alimentazione è assicurata da due carburatori a doppio corpo orizzontali e filtro aria a secco.   Prestazioni entusiasmanti, per l’epoca: oltre 180 km l’ora di velocità massima e accelerazione da 0 a 100 in appena 10,2 secondi, con un consumo medio di 13,2 litri per 100 km. Ha, naturalmente, trazione posteriore, quattro freni a disco con servofreno e un moderno cambio a 5 velocità sincronizzate. In alternativa compare successivamente l’automatico ZF a tre rapporti. Il DNA sportivo è così spiccato che la 1750 si mette subito alla prova anche nelle competizioni, piazzando ben quattro esemplari ai primi posti di categoria della 24 Ore di Spa-Francorchamps del 1968. Il segreto del suo successo, oltre che dallo stile sobrio ed elegante e dalle prestazioni, deriva anche dal prezzo molto competitivo di 1.960.000 lire, l’equivalente di una berlina media dell’epoca. In pratica non ha concorrenti.   Al Salone di Torino del 1969 la seconda serie della 1750 Berlina viene presentata con le modifiche che ne caratterizzarono la produzione a partire dal ‘70. Tra le principali innovazioni il circuito frenante sdoppiato, proiettori allo iodio e fanalini anteriori spostati dal paraurti agli angoli della carrozzeria, nuova targhetta di identificazione posteriore, ripetitori di direzione laterali, pedali del freno e della frizione incernierati in alto e volante dotato di corona in legno. A “fine carriera” sono 1760 gli esemplari realizzati con il motore a iniezione. Matteo Comoglio  ...

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