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Vialattea, un comprensorio sciistico in continua evoluzione.

Pubblicato da alle 10:49 in Economia, galleria home page, Notizie, Sport | 0 commenti

Vialattea, un comprensorio sciistico in continua evoluzione.

Impianti di risalita all’avanguardia, piste di gara tecniche e spettacolari e una rete di innevamento programmato potenziata e altamente tecnologica, circa un terzo dell’area sciabile è coperto dai “cannoni”: questo è il comprensorio Vialattea. Il domaine è vastissimo, uno dei più estesi d’Europa, e si sviluppa tra Italia e Francia, spaziando da Sestriere a Sauze d’Oulx, da Sansicario, a Cesana, a Claviere, sino alla francese Montgenèvre; ed è possibile accedere alle piste del comprensorio anche da Pragelato con la funivia Pattemouche – Anfiteatro. Le piste sono 249, collegate sci ai piedi e servite da 70 impianti di risalita, che si collocano tra i 1.380 metri di Cesana e i 2.800 metri della cima del monte Motta. “La nostra dodicesima stagione – ha sottolineato Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres Spa, nel presentare alla stampa l’attività di Vialattea – si è conclusa in modo soddisfacente nonostante le numerose giornate di cattivo tempo, di vento e, per non farci mancare nulla, di pioggia battente”. E ha snocciolato una serie di dati sui passaggi sugli impianti e sulla vendita degli skipass, con un particolare riferimento all’impianto di innevamento che, con la sostituzione delle 167 aste, ha dato ottimi risultati in termini di produzione di “materia bianca”. Non sono mancate, però, alcune note polemiche sulla mancata commercializzazione di un numero significativo di posti alberghieri, a causa della chiusura anticipata di alcune strutture ricettive, che ha costretto la società a ritoccare i prezzi del giornaliero, 38 euro, uno in più, dopo tre anni e del bi-giornaliero. Una situazione che soltanto il prolungamento della stagione e il cambiamento delle abitudini da parte della clientela potrebbe sanare, anche a fronte della salvaguardia dei 50.000 lavoratori impegnati nel settore. Per quanto riguarda le novità tecniche della stagione, ormai alle porte – l’apertura è prevista il 7 dicembre – da segnalare la riapertura delle piste del Colletto Verde, nell’area di Clavière, dell’utilizzo della storica pista 32 (dalla sciovia La Motta a Borgata) e del miglioramento del “nodo Fraiteve”, aumentando lo spazio destinato allo sbarco degli sciatori provenienti da Sestriere, Sansicario e Sauze d’Oulx. Sono stati installati, inoltre, presso le biglietterie del comprensorio, sistemi che consentono l’acquisto del biglietto con lo smartphone o alle casse automatiche, un aspetto tecnologico che, unitamente alla vendita on line, sta iniziando a dare buoni risultati. Sul fronte commerciale, continua la partnership di alcune aziende con Vialattea, ad iniziare da Audi (che sarà Title Sponsor del 38° Uovo d’Oro, la prestigiosa gara per giovanissimi) e da Basic Net (con i suoi brand Robe di Kappa, Kway e Superga), che offrono vantaggiose promozioni sull’acquisto dei propri prodotti ai clienti di skipass giornalieri e stagionali. Non poteva mancare un accenno alla mancata candidatura del Piemonte alle Olimpiadi del 2026. Sergio Chiamparino, presidente della Regione, a questo proposito è stato molto chiaro: “Delusione sì, tanta, ma rimane ancora aperta una strada. Noi abbiamo voluto dare un segnale forte di responsabilità e così abbiamo ribadito la nostra disponibilità a mettere a disposizione impianti e strutture atte allo svolgimento dell’evento. Lo diciamo non per rinvigorire passate polemiche, ma per rafforzare la candidatura e darle maggiore peso.” Pier Luigi...

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La Sestriere Storica alla sua 37° edizione. Da Cesana a tutta birra in salita verso Sestriere.

Pubblicato da alle 12:01 in MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

La Sestriere Storica alla sua 37° edizione. Da Cesana a tutta birra in salita verso Sestriere.

Uberto Bonucci vince la 37^ Cesana-Sestriere – Trofeo Avv. Giovanni Agnelli Il toscano si aggiudica la gara per la quarta volta con la sua Osella PA9/90  Per la quarta volta il toscano Uberto Bonucci, su Osella PA9/90, scrive il suo nome nell’albo d’oro della Cesana-Sestriere-Trofeo Avv. Giovanni Agnelli, gara automobilistica di velocità in salita per autostoriche, valida per i campionati Europeo e Italiano della specialità, organizzata dall’Automobile Club Torino. Bonucci, che con questo successo raggiunge lo score personale di 140 vittorie, si è aggiudicato entrambe le manche disputate, precedendo nell’ordine il milanese Walter Marelli e il pisano Piero Lottini, entrambi su Osella PA9/90. Le Sport del costruttore torinese Enzo Osella – che ha anche corso con un proprio team in Formula 1 – continuano a vincere nelle corse per autostoriche, dominando la scena assoluta nelle gara del Campionato Italiano. La gara si è disputata per la prima volta su due manche su un percorso ridotto di 6,400 km a causa di una frana che ha interessato il tracciato dopo l’abitato di Champlas du Col. Grazie al ripristino del manto stradale da parte dei tecnici della Città Metropolitana di Torino e dai comuni di Cesana e Sestriere, i concorrenti hanno potuto transitare sul percorso a velocità ridotta fino al Colle. Nei vari raggruppamenti sono risultati vincitori Tiberio Nocentini (Chevron B19) nel 1°, Giuliano Peroni (Osella PA3) nel 2°, Andrea Fiume (Osella PA8) nel 3°, Uberto Bonucci (Osella PA9) nel 4° ed Emanuele Aralla (Dallara F3) tra le monoposto. Migliore della classifica femminile la torinese Chiara Polledro, che ha ottenuto un ottimo 16° tempo assoluto al volante della sua monoposto di Formula Abarth, precedendo la ligure Gina Colotto, anche lei al volante di una monoposto dello Scorpione. FCA Heritage ha preso parte all’evento con le vetture apripista: due vetture provenienti dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese, una Giulia Sprint Speciale e una Giulia GTA, oltre alle moderne Giulia e Stelvio. All’evento hanno assistito migliaia di spettatori lungo lo spettacolare tracciato, favoriti anche dalle ottime condizioni meteorologiche. Al via 120 piloti – alcuni dei quali stranieri – con vetture costruite tra il 1955 e il 1991, oltre a una trentina di vetture Lancia Delta Integrale che hanno preceduto la gara con una parata. Tra i pezzi più pregiati una Fiat 1100 Stanguellini Ala d’Oro, una Lancia Appia Zagato, molte Alfa Romeo Giulietta e Giulia GT e GTA, Austin Mini Cooper, Jaguar E-Type, Lotus 23B, Porsche 935 TT, quest’ultima condotta dal torinese Vittorio Coggiola, che con questa stessa automobile ha corso negli anni Settanta, vincendo nel 1977 il Giro Automobilistico d’Italia in coppia con Piero Monticone. Roberto...

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La coppa del mondo, divertimento estivo. In Russia la World Cup 2018.

Pubblicato da alle 14:35 in Prima pagina, Spettacoli, Sport | 0 commenti

La coppa del mondo, divertimento estivo. In Russia la World Cup 2018.

“World cup 2018“ Ogni anno  l’estate scalda il cuore e gli animi di chiunque ami questa stagione. Ancor di più se si tratta di appassionati di calcio che contano il loro tempo in base alla Coppa del Mondo, un evento che si ripete ogni quattro anni e che porta con sé aspettative, emozioni e vivacità senza eguali. Il più grande torneo calcistico del  globo rappresenta il principale divertimento popolare estivo, soprattutto da quando è possibile vederlo per televisione o da dispositivi mobili in qualunque angolo del pianeta. La VM 2018, che si gioca in Russia dal 14 giugno al 15 luglio, è alla sua edizione numero 21 di sempre e rappresenta come pochi altri eventi la vicinanza del pubblico alle grandi stelle dello sport. Non c’è dubbio, dunque, che durante il mese di gioco di questa coppa, molti italiani siano intrattenuti dalle tante partite che il calendario prevede. Sebbene la nazionale italiana non si sia qualificata per la fase finale per la prima volta dopo sessant’anni, gli appassionati di calcio nostrani difficilmente non seguiranno il torneo russo. Nonostante ci sia chi preferisce dilettarsi con varie applicazioni su dispostivi mobili connessi a Internet come ad esempio giochi di roulette o di altro tipo, molto in voga oggigiorno, il potere del mondiale è talmente forte che ogni partita capta l’interesse di chi ama il calcio. Al di là delle identificazioni nazionali, lo spettacolo del mondiale continua ad emozionare il pianeta intero, come ben dimostrano le prime partite giocate finora. L’emozionante pareggio per 3 a 3 tra Portogallo e Spagna è stato il biglietto da visita più divertente del mondiale fino ad ora. La tripletta di un Cristiano Ronaldo in formissima ha evidenziato lo straordinario momento dell’attaccante lusitano, che punta al Pallone d’oro, il suo sesto in totale. Un’altra partita particolare è stata quella tra Argentina e Islanda, con la squadra europea che ha realizzato una partita di sacrificio e di dedizione riuscendo a fermare con mezzi sempre puliti un Lionel Messi che non è sembrato ispiratissimo. Il numero 10 del Barcellona si è fatto anche parare un rigore dal portiere islandese, l’eroe di giornata. Anche il Brasile, una delle squadre favorite di questa competizione, non è andata al di là del pari nel match contro la Svizzera, terminato 1 a 1. La squadra allenata da Tité ha in Neymar il protagonista principale della maggior parte delle giocate. In effetti l’ex Barcellona è stato piuttosto intermittente contro la Svizzera, trovando poco spesso l’acuto e senza riuscire a fare la differenza come ci si aspetta da lui. Reduce da un infortunio al piede, il numero 10 verdeoro spera di recuperare quanto prima una condizione ottimale per provare a vincere la competizione più importante di tutte. Quel torneo che suscita in tutto il mondo emozioni uniche, quella coppa senza uguali che da la gloria...

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Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Pubblicato da alle 10:58 in Notizie, Prima pagina, Spettacoli, Sport, Università | 0 commenti

Il MARKETERs Club Torino prepara un evento dedicato a management e comunicazione.

Il MARKETERs Club Torino è lieto di annunciare il prossimo evento per gli appassionati di Marketing, Comunicazione, Management e Innovazione. Il giorno fatidico sarà venerdì 29 giugno, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, dove si terrà la prima edizione, del comitato torinese, del MARKETERs Day. Per chi non l’avesse mai sentito nominare il MARKETERs Day è uno degli appuntamenti targati MARKETERs Club, associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario. Il nome ed il tema dell’edizione 2018 è MARKETERs Day: Sport Players – Join the game. Durante la giornata verrà analizzato il mondo dello sport, di come sia cambiato negli anni fino a diventare una leva economica molto rilevante. Gli scorsi eventi hanno visto partecipare in veste di relatori: Tommaso Saronni Director PR, Social & Digital di Adidas Group, Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri, Sabrina Ciamba Retail Area Manager di Falconeri, Maurizio “Juni” Vitale Founding Director di Movement Entertainment e Lorenzo Gianeri, in arte ”Lollino”, VP di Vari Productions srl Maria Fossarello Marketing Manager di BlaBlaCar, Simonluca Scravaglieri Marketing Manager di Ceres, Andrea Crociani Country Leader di oBike, Veronica Dolce Marketing Manager di Rolling Stone Italia, Alessandro Baldi Southern Europe Sales manager e Lucian Beierling Marketing & Communications Manager di Soundreef. Anche in occasione di questo evento tre ospiti terranno alto il livello raggiunto fino ad ora e ancora una volta saranno gli studenti e i neolaureati dell’Università degli Studi di Torino ad organizzare la giornata nella sua interezza con interventi proposti che non deluderanno le aspettative. Questo evento rappresenta l’atto conclusivo del primo anno del Comitato di Torino che proprio un anno fa, nel mese di giugno ha realizzato il primo evento contando più di 150 partecipanti. Nel mese di settembre ha avuto luogo la recruiting per i nuovi soci con il conseguente tesseramento e, ad oggi, il MARKETERs Club conta più di 1000 soci a livello nazionale. Ad oggi hanno già dato conferma della propria partecipazione nel ruolo di ospiti: Mauro Zanetti, PMO at Juventus FC Matteo Cappelli, Brand Manager La Gazzetta dello Sport at RCS MediaGroup     Grazie ai talk interattivi degli ospiti, che saranno annunciati nel corso della campagna di Comunicazione, il MARKETERs Club mostrerà come i grandi brand legati al mondo dello sport si siano evoluti negli anni, modificando le strategie di marketing e creando prodotti altamente customizzati per soddisfare i bisogni di consumatori sempre più esigenti e consapevoli. La giornata avrà inizio con l’accredito e proseguirà con i talk degli ospiti intervallati da un coffee break e da un pranzo. Il tutto sarà offerto dal MARKETERs Club e dagli Sponsor dell’evento, tra cui Lavazza, Raspini e OPES Piemonte. MARKETERs Club Torino è su Facebook, Twitter,...

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Alfa Romeo fa sua la Mille Miglia. 1600 kilometri attraverso 90 borghi.

Pubblicato da alle 17:42 in galleria home page, MotorInsider, Spettacoli, Sport | 0 commenti

Alfa Romeo fa sua la Mille Miglia. 1600 kilometri attraverso 90 borghi.

A metà strada tra l’happening glamour e l’esaltazione della storia della tecnica, la Mille Miglia 2018 ha avuto il pregio di riportare la storia indietro di 90 anni. Il risultato sportivo, legato alla precisione cronometrica della gara di regolarità ha infatti riproposto la tripletta di Alfa Romeo dell’edizione 1928, quando a vincere era stato Giuseppe Campari. Nel 1928, dunque,  il primo successo dell’Alfa Romeo alla Mille Miglia e nel 2018, in un’edizione da record con 450 equipaggi in gara,  tre Alfa Romeo ai primi tre posti: una conferma del legame indissolubile tra il brand e la più bella competizione automobilistica nel mondo.  Alfa Romeo dunque protagonista come festeggiata per la prestigiosa ricorrenza, in qualità di Automotive Sponsor e onorata dei maggiori tributi in Viale Venezia a Brescia: la Mille Miglia 2018 è infatti stata vinta dall’Alfa Romeo 6C 1500 GS Testa Fissa con equipaggio Tonconogy-Ruffini. Al secondo posto, a sole otto penalità di distanza dal vincitore, la stupenda 6C 1500 Super Sport del 1928, carrozzata dagli Stabilimenti Farina. È un vettura ufficiale della collezione FCA Heritage, normalmente in mostra presso il Museo Storico Alfa Romeo, e guidata da Giovanni Moceri con il co-driver Daniele Bonetti. Al terzo posto, l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato, condotta dall’equipaggio Vesco-Guerini. Al di là del risultato agonistico resta la valenza turistica di un evento che richiama nel nostro Paese tanti stranieri, che rimangono affascinati nel percorrere le strade, spesso secondarie, che permettono di scoprire un’Italia ancora più autentica di quella dei normali circuiti turistici. La stessa Alfa Romeo, e per ripercorrere le altre tappe più significative della storia del brand alla Mille Miglia, ha creato il progetto “Alfa Romeo: la Mille Miglia in 90 luoghi“. La Mille Miglia è da più di novant’anni la massima espressione della passione per le quattro ruote. È nata nel 1927 come una gara in linea con partenza e arrivo a Brescia dopo un passaggio a Roma e la risalita lungo la penisola, per un totale di 1600 chilometri, equivalenti appunto a mille miglia imperiali. Nel 1928, durante la seconda edizione, Alfa Romeo vinse la classifica individuale e quella a squadre, portando al traguardo tutte le otto vetture con le quali si era schierata al via. Per festeggiare il novantesimo anniversario del primo di una lunga serie di successi è nato il progetto “Alfa Romeo: la Mille Miglia in 90 luoghi“, che consente di ripercorrere le tappe più significative di una storia irripetibile attraverso novanta scatti dei luoghi più emblematici. Luoghi ed episodi che hanno segnato la lunga storia di Alfa Romeo alla corsa automobilistica più famosa del mondo, attraverso i quali estendere la passione dai modelli leggendari alla produzione attuale. La mostra virtuale è visibile su https://alfaromeo-90places-millemiglia.com/. R.V....

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L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Pubblicato da alle 16:58 in MotorInsider, Notizie, Prima pagina, Sport | 0 commenti

L’Automobile Club Torino mette al volante i più piccoli con “Karting in piazza”.

Automobile Club Torino. La prestigiosa cornice di Piazza Castello, nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 maggio, si trasformerà in una vera e propria “scuola” per l’insegnamento dell’educazione stradale ai bambini, con un singolare metodo ideato dall’Automobile Club d’Italia. Il progetto, realizzato nella nostra città dall’Automobile Club Torino,  prende il nome di “Karting in piazza” ed è rivolto ai bambini tra i sei e i dieci anni, così da “iniziarli” verso un percorso educativo volto a far comprendere che le regole stradali non sono solo dei dogmi imposti, ma dei veri e propri valori per una convivenza civile sulle strade. E allora, quale migliore esperienza se non quella della guida vera e propria?  Così, viene allestito un vero e proprio percorso per dei piccoli kart elettrici adatti ai bambini, il tutto naturalmente in piena sicurezza, per far capire loro l’importanza dei segnali stradali e delle semplici regole di circolazione. “Karting in piazza”, vuole contemporaneamente realizzare il sogno di tanti ragazzini di trovarsi alla guida, divertendosi e imparando. Il tutto avviene sotto la attenta supervisione dei genitori e degli esperti di guida dell’AC Torino. L’attenzione al rispetto per l’ambiente viene anche dalla scelta dei kart elettrici, così da abituare fin da subito i piccoli piloti ad interfacciarsi con tecnologie non solo legate al motore a scoppio. Al termine della giornata, i bambini che hanno partecipato all’iniziativa, peraltro completamente gratuita, riceveranno un attestato come “Ambasciatori della Sicurezza Stradale”, con il compito di diffondere gli insegnamenti appresi sia in famiglia e sia a...

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I top manager amano gli sport estremi.

Pubblicato da alle 17:57 in Economia, Innovazione, Prima pagina, Sport | 0 commenti

I top manager amano gli sport estremi.

Imprenditori, dirigenti di banche d’investimento, consulenza e Borsa: sottoposti a elevatissimi livelli di stress, forti impatti emotivi e ritmi decisamente frenetici. La continua lotta contro il tempo e la pressione di dovere prendere decisioni importanti, rendono la corsa, il ciclismo, il triathlon e gli sport estremi (arrampicata, alpinismo e scialpinismo, skyrunning, kitesurfing e parapendio, immersioni…) la migliore attività fisica per questi profili. Questi sport permettono, infatti, di allenarsi all’aperto e di liberare la mente, incrementare la resistenza fisica e psichica alla fatica e la forza di volontà. È per questo motivo che non è raro vedere amministratori delegati di grandi aziende sulla griglia di partenza di una maratona, che si entusiasmano non solo quando “danno i numeri” di fatturati ma anche per performance sportive stellari, meglio se personali. E sono sempre di più i top manager che ai pomeriggi sul campo da golf preferiscono levatacce per correre una ventina di chilometri sognando l’Ironman. Gli sport estremi sono la nuova passione dei top manager. Che siano adrenalinici, specialità dove un cedimento può costare la vita come praticando parapendio, immersioni, kitesurfing, arrampicata, freeride oppure di resistenza (in primis, maratone e triathlon) poco importa: quello che conta è che le attività richiedano impegno e fatica e soprattutto spingano verso il limite. Del resto “exercise furiously” (fare sport “furiosamente”) è al secondo posto (dopo lo scontato “svegliarsi prima che il gallo canti”) tra le «14 attività che la persona di successo fa prima di colazione» secondo il World Economic Forum. Perché questi sport, che chiedono il massimo alla mente ma soprattutto al corpo, hanno fatto breccia nelle “Board room”? La risposta più ovvia è che competizione e gusto del rischio portino chi ha posizioni di responsabilità a mettersi in gioco e sfidarsi anche nel (poco) tempo libero. Ma secondo gli esperti ci sono fattori più complessi in gioco. Per Giuseppe Vercelli (psicologo della prestazione, tre Olimpiadi alle spalle, responsabile area psicologica della Federazione italiana sport invernali e canoa kayak, nonché consulente Juventus) questo tipo di attività è spesso un pretesto per allenare meccanismi comportamentali manageriali, in primis il controllo emotivo e l’uso delle emozioni. Nell’alpinismo, per esempio, creatività, calcolo del rischio e capacità di prendere decisioni ad alta velocità sono fattori chiave, come nella gestione di un business. Fra l’altro, è emerso che solo per il 10% vincere è importante. Per gli altri, gare e allenamenti sono occasioni per incontrare persone con cui hanno almeno due cose in comune: lavoro stressante e passione per lo sport all’aperto. Chi inizia ad allenarsi dopo i 45 anni, infatti, è più interessato alla competizione con se stesso e contro il tempo che con gli altri. Gli sport estremi sono la scelta di uno stile di vita: attivo, all’aperto, salutare, elitario ma autentico. Che si sceglie per sentirsi e essere diversi, ritrovare un legame con la natura e persone affini: non a caso l’esplosione di questo fenomeno è avvenuta con i social network. Infine, le attività di performance all’aperto insegnano il coraggio e soprattutto l’umiltà, ovvero la coscienza della propria piccolezza come esseri umani. Se non è questa una lezione di vita per chi gestisce patrimoni e destini professionali delle persone, cos’altro può esserlo? Marina Bosio Una fonte preziosa di questo post è stato il blog di Laura Traldi Design@Large. https://enordovest.blogspot.it...

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Alfa Romeo 1750. Una berlina di classe superiore. Era il 1968.

Pubblicato da alle 12:32 in MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

Alfa Romeo 1750. Una berlina di classe superiore. Era il 1968.

Alfa Romeo 1750, L’ALFA CHE SI ISPIRA AL PASSATO Debutta nel gennaio 1968, con una linea mozzafiato e un’eredità pesante: affiancare e in parte sostituire la mitica Giulia nel segmento delle berline sportive di chiara fama italiana. L’Alfa Romeo 1750 non tradisce le attese, diventa anzi un modello cult nella storia del Biscione, prodotta in due serie e in 101.883 unità fino al ‘72 anche con un sistema di iniezione indiretta Spica per l’esportazione negli Stati Uniti.   Della Giulia riprende l’impostazione meccanica e replica la proverbiale tenuta di strada, ma l’architettura stilistica è molto diversa: maggiori dimensioni (4,39 metri di lunghezza per 1,57 di larghezza e 1,42 di altezza), generosa abitabilità, un bagagliaio capiente per esibire il suo status da ammiraglia arricchito da un elevato livello di comfort e una spiccata cura nelle finiture. La sigla 1750 che indicava la cilindrata (in realtà di 1.779 cm³) viene decisa in omaggio alla gloriosa antenata degli anni trenta. Sotto il profilo tecnico, la grande berlina del Biscione propone un propulsore bialbero 4 cilindri, che all’esordio vanta una potenza di 132 CV SAE (118 CV DIN), e una coppia massima di 17,4 Kgm mentre, l’alimentazione è assicurata da due carburatori a doppio corpo orizzontali e filtro aria a secco.   Prestazioni entusiasmanti, per l’epoca: oltre 180 km l’ora di velocità massima e accelerazione da 0 a 100 in appena 10,2 secondi, con un consumo medio di 13,2 litri per 100 km. Ha, naturalmente, trazione posteriore, quattro freni a disco con servofreno e un moderno cambio a 5 velocità sincronizzate. In alternativa compare successivamente l’automatico ZF a tre rapporti. Il DNA sportivo è così spiccato che la 1750 si mette subito alla prova anche nelle competizioni, piazzando ben quattro esemplari ai primi posti di categoria della 24 Ore di Spa-Francorchamps del 1968. Il segreto del suo successo, oltre che dallo stile sobrio ed elegante e dalle prestazioni, deriva anche dal prezzo molto competitivo di 1.960.000 lire, l’equivalente di una berlina media dell’epoca. In pratica non ha concorrenti.   Al Salone di Torino del 1969 la seconda serie della 1750 Berlina viene presentata con le modifiche che ne caratterizzarono la produzione a partire dal ‘70. Tra le principali innovazioni il circuito frenante sdoppiato, proiettori allo iodio e fanalini anteriori spostati dal paraurti agli angoli della carrozzeria, nuova targhetta di identificazione posteriore, ripetitori di direzione laterali, pedali del freno e della frizione incernierati in alto e volante dotato di corona in legno. A “fine carriera” sono 1760 gli esemplari realizzati con il motore a iniezione. Matteo Comoglio  ...

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Lancia Rally 037: ad Automotoretrò una mostra e un libro.

Pubblicato da alle 10:18 in Economia, galleria home page, MotorInsider, Notizie, Sport | 0 commenti

Lancia Rally 037: ad Automotoretrò una mostra e un libro.

AUTOMOTORETRO’ 2018 Nel 1982 debuttava la Lancia Rally, vettura ricordata dagli appassionati con la semplice sigla di progetto “037”. Automotoretrò 2018 – il salone internazionale del motorismo storico in programma al Lingotto Fiere di Torino dal 1° al 4 febbraio – dedica una speciale mostra tematica al modello che nel 1983 si aggiudicò il Campionato del Mondo Rally andando contro ogni pronostico: la “037”, infatti, era a due sole ruote motrici, mentre la concorrenza più accreditata aveva già messo in campo vetture a trazione integrale. Per questo la sportiva di casa Lancia – erede della gloriosa Stratos e antesignana della imbattibile Delta Integrale – ha tutt’ora il primato di essere l’ultima due ruote motrici campione del mondo. La Lancia Rally è stata protagonista della scena iridata dal 1982 al 1986, mettendo in luce grandi campioni come Walter Rohrl, Markku Alen, Attilio Bettega ed Henri Toivonen. Oltre ad aver vinto il mondiale ’83, si è aggiudicata il titolo europeo nel 1984 e una serie infinita di altre gare. L’esposizione di Automotoretrò sarà composta da quattro esemplari: uno in versione stradale (ne furono costruiti 200 in tutto per poter ottenere l’omologazione sportiva in Gruppo B), due in allestimento “corsa” (livrea Martini Racing e Totip Jolly Club) e uno che rappresenta l’evoluzione più moderna progettata da un team di studenti del Politecnico di Torino, dotato di trazione integrale ibrida in un perfetto connubio di storicità e innovazione tecnologica. La mostra tematica di Automotoretrò sarà anche il palcoscenico per la presentazione di un nuovo libro dedicato a questo modello: si intitola “Lancia Rally: nome in codice 037” ed è stato scritto a quattro mani dall’ingegner Sergio Limone – progettista della vettura – e dal giornalista Luca Gastaldi. Una pubblicazione che, con il supporto di immagini inedite dell’epoca e della testimonianza diretta del progettista, ripercorre la genesi e lo sviluppo tecnico del modello. Gli autori saranno presenti in salone, e con loro ci sarà anche Miki Biasion, pilota due volte campione del mondo rally che proprio con la “037” entrò nell’orbita della squadra ufficiale Lancia. Venerdì 2 e sabato 3 febbraio, sempre nello stand dedicato alla Lancia Rally all’interno del padiglione 2, sono previste conferenze e incontri con il pubblico.    ...

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Porche 356D: fu amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.

Pubblicato da alle 12:07 in MotorInsider, Prima pagina, Sport | 0 commenti

Porche 356D: fu amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.

[Il titolo è rubato al grande Nabokov]   Il Re è morto lunga vita al Re. Porsche 356 D. Così titolava, la rivista “Christophorus”, all’uscita della nuovissima Porsche 356 D, l’evoluzione della mitica Speedster, che tanto successo aveva avuto all’epoca Ci sono momenti in cui, un prodotto industriale, qualunque esso sia, raggiunge l’apice del suo successo, vuoi per la forma perfetta, vuoi per la sua usabilità ma le ragioni sono quasi sempre molteplici. Questo è ciò che successe alla Porsche negli anni ’50 con la 356 Speedster. Un modello nato quasi per caso, fortemente voluto per il mercato americano e, seppur considerato “cheap”, dal pubblico di allora, forte di un successo incredibile. La sua linea armoniosa è semplicemente perfetta, qualunque riserva si possa avere sulle curve della 356 con la Speedster sparisce, è uno di quei rari “oggetti” disegnati bene, da paraurti a paraurti. Però, c’è sempre un però, a un certo punto, ci si rende conto che, anche ciò che si crede completo, ha dei margini di miglioramento e accade che si debba rimettere mano a quelle linee. Ed è così, che da una costola della mitica roadster nasce un’altra roadster che, come dice una canzone è “come prima, più di prima”. Ma per capire qualcosa di questa nuova 356, è necessario fare qualche passo indietro e ripercorrere brevemente la storia e la nascita della “Speedster” che, come dicevamo, è strettamente legata agli Stati Uniti. Fin da subito, infatti, la piccola sportiva tedesca ha un ottimo successo in America, grazie alle dimensioni contenute, alla linea piacevole e alle sue doti sportive. L’importatore Max Hoffmann però non è ancora del tutto soddisfatto, intuendo che la 356 ha un potenziale decisamente maggiore, a cui sarebbe bastata una ulteriore “spinta”. Perché, quindi, non creare un modello pensato appositamente per il mercato statunitense e in particolare per la mitica West Coast? Così, in poco tempo, nel 1954, viene approntato un modello di 356, denominata “Speedster”, appositamente modificata, alleggerita e decisamente semplificata nell’allestimento. Il parabrezza è molto basso, i sedili essenziali e praticamente privi di imbottitura, motore di 1,5 litri con soli 55 CV (a richiesta con 70 CV). Il prezzo è decisamente concorrenziale: 3000 dollari (12.650 marchi tedeschi).   La lista degli optional è naturalmente molto lunga e, in molti, non rinunciano ad arricchire la Speedster pur di renderla unica. Il successo di questa 356 è veramente incredibile, tutti la vogliono e, nonostante sia decisamente spartana emana un fascino incredibile. Anche sui campi di gara si fa valere, in molte occasioni, piazzandosi con ottimi risultati, grazie soprattutto all’affidabile propulsore. Ma ogni vettura, seppur di successo, ha pur sempre qualche difetto che, se inizialmente si perdona, successivamente inizia a diventare sempre più evidente. Un esempio, fra tutti: i sedili. Per quanto bellissimi e sportivi, non risultano certo comodi per i lunghi viaggi, così come molti altri particolari decisamente “monastici” dell’abitacolo. Inoltre, il piccolo parabrezza, per quanto basso e filante, a vettura aperta non garantisce una grande protezione e, a vettura chiusa, limita notevolmente la visibilità. Naturalmente sono difetti visti con gli occhi del pubblico di allora, sempre più esigente, oggi la rendono solo più bella ai nostri occhi. Per questo, nonostante le piccole migliorie apportate negli anni, la Speedster necessita di un rinnovamento più sostanziale. Così, in Porsche, si cerca un carrozziere ai...

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