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Allergologi e pneumologi in un convegno internazionale sulle patologie asmatiche.

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Allergologi e pneumologi in un convegno internazionale sulle patologie asmatiche.

Patrocinato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Torino Al Centro Congressi Torino Incontra si svolgerà il Convegno Internazionale “Meet the Experts in Severe Asthma”, venerdì 12 e sabato 13 gennaio 2017, al che porta nel capoluogo piemontese i nomi più prestigiosi della pneumologia a livello internazionale.  Il percorso di questo Congresso Internazionale, organizzato con il patrocinio della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, partirà dalla definizione di asma grave per poi affrontare le variabili nella fenotipizzazione del paziente, la sua gestione clinica, le terapie presenti e le prospettive terapeutiche future. Una intensa due giorni che ha come obiettivo quello di far crescere tra gli specialisti allergologi e pneumologi la capacità di identificazione del paziente asmatico grave, per poter successivamente indirizzarlo alla più appropriata terapia personalizzata.   Sulla base di questa condizione patologica, la parola chiave nella valutazione clinica è appunto fenotipizzazione, dove per fenotipo si intendono le caratteristiche osservabili di un organismo dovute all’interazione tra patrimonio genetico e fattori ambientali che sono relativamente stabili nel tempo. I Fenotipi sono definibili sulla base di fattori clinici come abitudini di vita (ad es. gli asmatici fumatori) o comorbilità (obesità, rinosinusite, reflusso gastroesofageo), della valutazione funzionale (come l’asma con ostruzione delle vie aeree non più reversibile) e del tipo di infiammazione misurabile con metodi non-invasivi e invasivi. Prima di definire un paziente affetto da asma grave è necessaria quindi una valutazione più approfondita per escludere diagnosi alternative all’asma e per eventualmente riconoscere altre forme di asma non-grave prendendo in considerazione fattori di aggravamento, comorbilità, aderenza alla terapia, controllo della malattia nel tempo. «Qualcuno, forse provocatoriamente, – spiega il prof. Fabio Ricciardolo, docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologichedell’Università di Torino e responsabile scientifico del convegno – sostiene che i pazienti con asma grave siano quelli non trattati. Di sicuro però, esiste circa un 10% di pazienti asmatici che non sono omologabili alla rimanente parte in cui l’asma può essere trattata appropriatamente e con una buona compliance del paziente. Per loro il controllo dell’asma è ottenibile solo con alte dosi di terapia farmacologica o, più frequentemente, non è raggiungibile per la gravità della malattia o per la presenza di comorbilità. Loro forse non la chiamano per nome, ma ciascuno conosce bene come si manifesta la propria particolare forma d’asma e l’affronta ogni giorno e ogni notte; si potrebbe dire ogni volta che respira. L’asma grave è una patologia molto invalidante e ancora sottovalutata. Noi siamo qui per loro. Anzi, noi siamo qui per ognuno di loro. Lev Tolstoj, in “Anna Karenina”, scriveva: “Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Ecco, lo stesso vale per gli asmatici gravi»....

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Il diabete: una malattia subdola e complessa. In Italia ne sono colpiti più di tre milioni.

Pubblicato da alle 14:10 in DOXA segnalazioni, Medicina, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Il diabete: una malattia subdola e complessa. In Italia ne sono colpiti più di tre milioni.

Il diabete  è una malattia complessa e subdola che nella fase iniziale può essere asintomatica, ma se non curata, colpisce molti organi del nostro corpo,  quali occhi , reni, cuore, nervi , arterie e può essere altamente invalidante. Nel mondo 350.000.000 persone  sono affette da diabete, ma molte altre  sono malate senza saperlo. Diversamente da quanto si crede, i paesi più colpiti sono quelli in via di sviluppo, a causa del cambiamento dello stile di vita e della difficoltà ad alimentarsi correttamente. In Italia  le persone con il diabete  sono più di 3 milioni, con una prevalenza  del 4,9%  della popolazione, ma almeno 1 milione sono diabetici senza saperlo e il 30%  di questi soggetti ha più di 60 anni. Questi grandi numeri riguardano  il diabete di tipo 2, noto come diabete dell’adulto ma anche il diabete di tipo 1, che colpisce generalmente  i bambini e gli adolescenti  e può essere considerato una malattia diversa e in progressione. Questo incremento di numeri richiederà nei prossimi anni  un sempre maggior impegno di risorse da parte di nostri governati per destinare fondi alla cura ed alla prevenzione di questa  che ormai viene definita un’epidemia,. Proprio per questo la “Giornata del diabete” è stata istituita nel 1991 dall’IDF (International Diabetes Federation, www.idf.org) e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità http://www.who.it/en) con il fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni  sulla prevenzione e sulle problematiche del diabete. In Italia questa giornata viene organizzata dal 2002, ed è una delle più importanti manifestazioni in campo sanitario che vede coinvolte numerose  figure, associazioni di volontariato (croce rossa, alpini, associazioni dei diabetici) medici , infermieri, dietisti , podologi e altri professionisti  che si dedicano alla cura della malattia. I professionisti  partecipanti alla manifestazione, che si svolge in oltre 500 piazze italiane, incontrano la cittadinanza per informare  sulla malattia, come prevenirla e per rispondere ai molti quesiti. L’organizzazione, il coordinamento, la  fornitura dei materiali esplicativi è affidata a “Diabete Italia” che raccoglie le principali associazioni  dei pazienti diabetici  e le società scientifiche che lavorano insieme per un assistenza appropriata. La data stabilita a livello mondiale per questa giornata di prevenzione e informazione è il 14 novembre di ogni anno, ma le manifestazioni nelle piazze si svolgono nel week end precedente o successivo, più vicino a tale data. A Torino, la giornata del diabete 2017 aveva come tema  “Un diritto ad un futuro più sano” e si è svolta in piazza castello, il giorno 11 Novembre. Hanno partecipato l’AMD (Associazione medici diabetologi, www.aemmedi.it ) del piemonte, la  AGD (associazione  giovani diabetici  www.agditalia.it ), l’OSDI ( la associazione degli infermieri  diabetologici  www.osdi.it), la Croce Rossa e Slow Food (www.slowfood.it). Sono state montate dai volontari della Croce Rossa  tre grandi tende  riscaldate al cui interno si sono svolte le attività  della giornata. Dopo aver compilato un questionario destinato a valutare la probabilità di rischio di avere il diabete tutti potevano eseguire un controllo della glicemia  e durante la giornata ne sono stati fatti più di 700, con il riscontro di alcuni valori  significativamente elevati in soggetti che non sapevano di avere il diabete e che sono stati indirizzati a controllo medico. Accanto alle infermiere che  eseguivano i controlli glicemici erano presenti medici specialisti che rispondevano ai quesiti delle persone sottoposte controllo. In un’altra tenda, esperti di  Slow Food, che vanta ormai ...

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La Giornata Mondiale del Diabete sabato 11 novembre a Torino. Prevenzione, consigli e informazione.

Pubblicato da alle 12:21 in DOXA segnalazioni, Eventi, galleria home page, Medicina | 0 commenti

La Giornata Mondiale del Diabete sabato 11 novembre a Torino. Prevenzione, consigli e informazione.

Istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata Mondiale del Diabete in Italia è organizzata sin dal 2002 per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete sulla sua prevenzione e gestione. La Giornata Mondiale del Diabete sabato 11 novembre farà tappa anche  a Torino è la più grande manifestazione del Volontariato in campo sanitario. In 500 città e cittadine d’Italia si svolgeranno centinaia di eventi organizzati da Associazioni di persone con diabete: Medici, infermieri, altri professionisti sanitari e persone di altre organizzazioni (Croce Rossa, Alpini, Misericordia, etc.). Tutti prestano il loro impegno come Volontari e offrono gratuitamente strumenti per la prevenzione. Durante la giornata tra gazebo e banchetti sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni riempiendo un semplice questionario e ricevere depliant e materiale informativo dedicati alla prevenzione e alla corretta gestione del diabete. Piemonte e Valle d’Aosta hanno un’associazione di riferimento molto presente l’AGD, Associazione per l’Aiuto al Giovane Diabetico che opera dal 1975; sabato 11 per tutta la giornata sarà in Piazza Castello per dare informazioni con un gazebo e un camion della Croce Rossa che svolgerà controlli gratuiti della glicemia, consigli e un concorso fotografico. Abbiamo incontrato il Presidente Luca Travostino per farci spiegare come agisce l’associazione ed in che modo.  “La nostra Associazione collabora da oltre quarant’anni con l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e si occupa di offrire sostegno psicologico, formativo e burocratico ai bambini e ragazzi colpiti dal diabete mellito di tipo 1 e alle loro famiglie. Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che non si può prevenire; non è correlata allo stile di vita e alle abitudini alimentari scorrette, quindi riuscire a riconoscere per tempo i sintomi con cui si manifesta (sete e fame eccessiva, aumento della frequenza e della quantità di urina, calo di peso, stanchezza) significa evitare gravi complicanze come la chetoacidosi diabetica e il conseguente rischio di mortalità ad essa associato. La nostra partecipazione alla manifestazione di Piazza Castello è quindi fondamentale per divulgare la conoscenza della patologia e abbattere le barriere ancora esistenti nella scuola, nello sport e nella vita di tutti i giorni. Siamo in piazza anche per dare voce alle famiglie che quotidianamente devono affrontare le problematiche relative all’inserimento a scuola dei bambini con diabete e all’assistenza da prestare agli alunni che  necessitano la somministrazione di farmaci o altri specifici interventi durante l’orario scolastico. Vogliamo ribadire l’importanza dell’applicazione del protocollo d’intesa fra l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e la Regione Piemonte contenente la definizione dei ruoli e delle competenze spettanti rispettivamente agli enti del comparto sanità (ASL/AO/AOU), alle istituzioni scolastiche e alle famiglie. Siamo convinti che solo attraverso la partecipazione attiva e la collaborazione tra le istituzioni nel rispetto delle rispettive competenze e responsabilità, è possibile garantire agli alunni la piena integrazione e la regolare frequenza nell’ambito del proprio percorso scolastico.”...

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Voltati. Guarda. Ascolta. A Torino la campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno.

Pubblicato da alle 12:48 in Medicina, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Voltati. Guarda. Ascolta. A Torino la campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno.

  Trenta figure immobili su una piattaforma circolare. Una folla di sagome che danno le spalle allo spettatore da qualunque punto di osservazione e lo obbligano a fermare lo sguardo. È La Folla Immobile,  una suggestiva installazione  allestita fino al 15 ottobre nel cuore di Torino, in Piazza San Carlo, per “costringere” i passanti a confrontarsi con l’atteggiamento prevalente nei confronti del tumore al seno metastatico: una patologia di cui si parla poco e a cui si tende a “voltare le spalle”. L’installazione è il cuore della campagna di sensibilizzazione “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, promossa da Pfizer in collaborazione con Fondazione AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica e Europa Donna Italia, per rompere il silenzio che circonda il tumore al seno metastatico e dare voce alle pazienti. Le loro storie, raccolte nella prima fase del progetto e disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it, vengono adesso promosse attraverso una campagna itinerante di cui Torino ospita la seconda tappa, patrocinata dalla Regione Piemonte e dal Comune di Torino. Protagoniste della campagna sono le circa 30.000 donne italiane che convivono con il tumore al seno metastatico, che ancora oggi non trovano l’ascolto e l’assistenza di cui hanno bisogno e sono spesso persone “invisibili” agli occhi dei media e dell’opinione pubblica. I dati In Piemonte si registrano ogni anno circa 3.300 nuovi casi di cancro della mammella: le forme metastatiche oggi rappresentano all’incirca il 15%. Oggi nella maggior parte dei casi è possibile ottenere una cronicizzazione della malattia. Solo il 5-10% dei 50.000 nuovi casi annui di tumore al seno è in fase metastatica al momento della diagnosi, ma circa il 30% delle pazienti cui è stato diagnosticato un tumore al seno in fase precoce dovrà poi affrontare questa evoluzione. Sebbene non esista ancora una cura risolutiva per questo tumore, le terapie mirate di ultima generazione sono oggi in grado di bloccare o rallentare la progressione della malattia garantendo al contempo una buona qualità di vita. Lo scopo della campagna La campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico” vuole anche ribadire l’importanza di garantire a tutte le donne che convivono con un tumore al seno in fase avanzata il diritto alla migliore qualità di vita possibile, l’accesso alle migliori terapie innovative oggi disponibili, la continuità o il reinserimento lavorativo. Ma il primo obiettivo è vincere il senso di solitudine ed emarginazione che spesso travolge le donne che convivono con la patologia....

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Quando la balena ti uccide. Un gioco pericoloso e macabro gira indisturbato per la rete.

Pubblicato da alle 17:34 in DOXA segnalazioni, Medicina, Prima pagina | 0 commenti

Quando la balena ti uccide. Un gioco pericoloso e macabro gira indisturbato per la rete.

  The blue whale challenge: un gioco macabro, sinistro, pieno di colpi di scena e di continui sfide. Per andare avanti devi “farti del male”, punirti con delle vere e proprie torture fisiche e psicologiche. I giocatori, soprattutto adolescenti, non sanno resistere. In Russia ha mietuto più di 158 vittime. Perché la regola è non fermarsi e concludere: con la morte. I partecipanti vincono morendo.  E a decidere il posto e la data della tua morte non sei tu, ma quelli che in maniera subdola tessono la tela della tua giovane vita. E tutto proposto in rete per uno scopo concreto. Ammonire? Essere cliccati? Governare e dirigere il modo di pensare dei giovani? Non si sa. Di certo l’ideatore di questo assurdo gioco aveva in mente il completo controllo del loro pensiero e delle loro azioni, il loro annientamento psicologico, la loro totale alienazione e apatia. La loro morte. The blue whale challenge è una sorta di suicidio assistito, un complotto formale ordito a dovere a discapito della libertà personale dei giocatori. Il curatore del gioco non demorde e chiede sempre; propone e impone ogni giorno sfide più difficili e arditi. La provocazione maggiore – che diventa persino una minaccia –  è  quella finale: perdere se stessi, rinunciare alla propria vita, autodistruggersi. Il tutto ripreso da altri giocatori o amici, che hanno l’ingrato compito di filmare l’atto finale e di caricarlo in rete. Che cosa sta succedendo? Perché questi giovani hanno ceduto a tale sfida assurda? Perché farsi del male? Che cosa succede quando entra in gioco la competizione? Quali sono le armi da impugnare per riuscire sempre ad essere padroni di se stessi, anche in uno passatempo emotivamente pericoloso? Qual è l’effetto finale di questo gioco assurdo? Cercare emozioni forti che ti facciano vivere? Provare l’ebbrezza di essere “famosi”,  di essere ricordati per aver fatto qualcosa di veramente “unico”? Punire forse qualcuno? I genitori, la società, gli amici? Sono domande che sorgono spontanee e che mettono in crisi l’intero sistema educativo familiare e sociale. C’è una serie tv molto in voga ultimamente, che propone lo stesso tema: il suicidio. Thinteen reason why  (“Tredici” in Italia)  trasmesso su Netflix racconta la fragilità personale di un’adolescente, un’adolescente in cerca di amore e di tenerezza, di un senso alla propria vita. Le tredici audiocassette che lascia per spiegare il suo gesto estremo non sono altro che una richiesta di aiuto. Ma nessuno si rende conto del suo disagio, della sua necessità di essere “unica” per qualcuno. L’unicità è un valore che conduce all’equilibrio interiore e alla felicità. E’ un’arma potente, autentica, che stimola la capacità di desiderare. L’unicità costruisce la personalità e rigetta l’omologazione. L’unicità non riconosciuta provoca diffidenza, noia, morte. Tutti abbiamo bisogno di essere accolti nella nostra unicità, soprattutto i giovani. Perché tutti abbiamo bisogno di essere stimati. Quando la società individualista ha il sopravvento su questa prospettiva di scoperta e di conquista di sé, tutto appare irreale, vuoto, inutile. E allora vince la rete, la voglia di strafare, di annientarsi. Per superare questo disagio Seneca suggerisce una via di uscita: avere un obiettivo da raggiungere. “La vita, senza una mèta, è vagabondaggio”. Avere uno scopo nella vita, un’ambizione, una passione da coltivare suscita interesse e voglia di vivere. E’ questa la vera vittoria: saper valorizzare quello che siamo...

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Presentato il Progetto SAR-GEN, uno studio innovativo per la cura dei tumori rari.

Pubblicato da alle 10:07 in Innovazione, Medicina, Prima pagina, Università | 0 commenti

Presentato il Progetto SAR-GEN, uno studio innovativo per la cura dei tumori rari.

Medicina del futuro, ma per i mali del passato. Quelli che ancora oggi, malgrado la loro rarità, toccano migliaia di individui, soprattutto bambini. Si sta parlando di sarcomi, tumori dell’osso e dei tessuti molli le cui percentuali di guarigione restano al 60% vista la complessità e la difficoltà di trattamento delle metastasi. Una speranza c’è, arriva da Torino, e la si riscontra presso il reparto di oncoematologia pediatrica del Regina Margherita e da quest’anno, anche presso il Cto. Il progetto in questione si chiama Sar-Gen: si tratta di uno studio multicentrico nato dall’alleanza fra Aieop (Associazione italiana di ematologia oncologia pediatrica) e Hugef (Human genetic foundation). «L’obiettivo», ha spiegato Ruggero de Maria, presidente di Hugef alla conferenza stampa di presentazione, insieme a Franca Fagioli, ideatrice e direttrice del reparto di oncoematologia pediatrica del Regina Margherita, «è far dialogare tecnologie innovative nella pratica clinica nella medicina di precisione». Lo definisce «progetto visionario», il prof. Pelicci di Alleanza contro il cancro: le armi biotecnologiche hanno bisogno di una grande capacità organizzativa. Ma non impossibile, soprattutto se con il contributo di due grandi enti radicati sul territorio: la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Veronesi. Francesco Profumo, presidente della Compagnia, ne sottolinea il tema culturale: «il nostro impegno nel settore della sanità è volto a promuovere iniziative che riportino l’attenzione alla persona e al cittadino. Ogni paziente è un pezzo di ricerca». L’approccio è innovativo: non si tratta solo di sviluppare strategie personalizzate, ma di incrementare la conoscenza della malattia e delle sue cure ad ogni paziente, portatore di una propria identità singolare. Federico...

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Gli studenti piemontesi premiati a Milano dalla Commissione Europea per “I giovani e le scienze” .

Pubblicato da alle 18:46 in Innovazione, Medicina, Notizie, Prima pagina, talenTO, Università | 0 commenti

Gli studenti piemontesi premiati a Milano dalla Commissione Europea per “I giovani e le scienze” .

Premiati a Milano diversi studenti piemontesi. Rappresenteranno l’Italia alla finale europea del concorso europeo I GIOVANI E LE SCIENZE della Direzione Generale Ricerca della Commissione europea a Tallin dal 22 al 27 settembre , che prevede premi sino a 7mila euro, gli studenti che hanno realizzato il prototipo e il progetto intitolato: “CardioID: dimmi come batte il tuo cuore e ti dirò chi sei!” sono Mattia Borgna (1998), Andrea Domenico Mourglia (1998), Filippo Pairotti (1998) dell’Istituto Internazionale ‘E. Agnelli’ di Torino. “Il nostro progetto consente di  fare identificazione personale con battito cardiaco e prototipo di orologio da polso per farsi riconoscere ed è applicabile anche con servizi vari come l’e-banking”, spiegano. CardioID è un dispositivo capace di riconoscere l’identità di una persona attraverso l’analisi del segnale elettrocardiografico (ECG), ovvero il segnale elettrico generato dal cuore durante una contrazione. Il sistema consta di un amplificatore ECG, una scheda di acquisizione e trasmissione wireless ed un dispositivo mobile (Smartphone o Tablet). L’amplificatore ECG, per mezzo di elettrodi posti sui polsi, amplifica e preleva il segnale corrispondente alla prima derivazione cardiaca. Tra gli altri premiati vincono il viaggio e la partecipazione a  TISF, fiera scientifica internazionale di Taiwan (www.ntsc.gov.tw), febbraio 2018;(Premio AIM, Associazione italiana di metallurgia) per il loro progetto intitolato “Nanozimi: particelle inorganiche che  imitano gli enzimi” gli studenti Martina Boarino (1998), Francesco Gardini (1997)  dell’ IS ‘A. Sobrero’ di  Casale Monferrato, Alessandria. Inoltre vincono viaggio e partecipazione a 8a INESPO, olimpiade internazionale dell’ambiente e della sostenibilità (www.inespo.org), Amsterdam, settembre per il loro progetto “ iBreathe: studio delle relazioni e interazioni tra condizioni climatiche e inquinamento atmosferico”, gli studenti Federico Gambedotti (1999), Lorenzo Ugoccioni (2000) del Liceo Scientifico Statale ‘G. Ferraris’, Torino. Vince viaggio e partecipazione a Expo Sciences Belgio, Bruxelles, aprile 2018 (Premio Salvetti Foundation)- per il suo progetto intitolato: Protesi robotiche: nuove frontiere. Costi sempre più bassi per una diffusione globale” la studentessa Giorgia Ladislao (1998) del Liceo Scientifico Statale ‘L. Cocito’, Alba, Cuneo. Il Piemonte per l’edizione 2017 del concorso europeo “I giovani e le scienze” si è distinto per qualità di progetti e per numero di partecipanti rispetto ad altre regioni italiane. Per altri dettagli sul concorso europeo- selezione italiana che è annuale si può contattare la FAST-Federazione delle Associazioni Scientifice e...

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“Coloriamo la ricerca”. La Fondazione Veronesi a sostegno dell’oncologia pediatrica.

Pubblicato da alle 16:42 in DOXA segnalazioni, Economia, Eventi, Medicina, Prima pagina, Università | 0 commenti

“Coloriamo la ricerca”. La Fondazione Veronesi a sostegno dell’oncologia pediatrica.

Matite colorate a sostegno dell’oncologia pediatrica. Al via la prima edizione dell’iniziativa di piazza.  Sostenere la ricerca scientifica nell’oncologia pediatrica per garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione. È questo l’obiettivo per cui sabato 25 e domenica 26 marzo, i volontari di Fondazione Umberto Veronesi saranno nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione di “Coloriamo la ricerca”. L’iniziativa si svolgerà nelle principali città italiane e vedrà oltre 900 volontari distribuire confezioni di dodici matite colorate di Fila-Giotto a fronte di una donazione minima di 10 euro che contribuirà a sostenere il progetto Gold for Kids, con cui la Fondazione finanzia la ricerca scientifica e contribuisce alla copertura dei costi di avviamento e di gestione dei progetti di ricerca. Con il progetto Gold for Kids dal 2014 Fondazione Umberto Veronesi sostiene la ricerca scientifica e le cure mediche nel campo dell’oncologia pediatrica. Grazie al ricavato di “Coloriamo la ricerca” in particolare si impegna a finanziare per il 2017 il lavoro di 15  medici e ricercatori di altissimo profilo che hanno deciso di dedicare il proprio lavoro allo studio di migliori e più efficaci terapie per la cura di tumori di bambini e adolescenti.     Per maggiori info e per conoscere la piazza più vicina: www.fondazioneveronesi.it oppure telefonare al numero dedicato 373...

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Ricercatori torinesi scoprono alcune funzioni del “vestito” del DNA

Pubblicato da alle 18:43 in DOXA segnalazioni, Economia, Innovazione, Medicina, Prima pagina, Università | 0 commenti

Ricercatori torinesi scoprono alcune funzioni del “vestito” del DNA

  Risale a poco tempo addietro la rilevante scoperta, nel campo della biologia molecolare, frutto della ricerca di un team di ricercatori torinesi, che ha messo in luce una nuova funzione della metilazione del DNA. Il DNA (acido desossiribonucleico) è una molecola contenuta nelle cellule che contiene informazioni essenziali per il corretto funzionamento del nostro corpo. La metilazione è una modificazione del DNA, non strettamente legata alla sua sequenza, che protegge i geni da una lettura errata, garantendo, in questo modo, l’assenza di errori nell’interpretare queste informazioni. Questo meccanismo è frequentemente alterato nei tumori e in altre patologie. La scoperta è stata pubblicata su “Nature”, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali. Il team protagonista del progetto di ricerca è formato da giovani e brillanti ricercatori coordinati dal Prof. Salvatore Oliviero, responsabile dell’Unità di ricerca di Epigenetica, la branca della biologia molecolare che studia le mutazioni genetiche e la trasmissione di caratteri ereditari che non interessano direttamente la sequenza del DNA, presso la Human Genetics Foundation (HuGeF) di Torino. La HuGeF è una fondazione costituita alcuni anni fa dalla compagnia di San Paolo, dall’Università degli Studi di Torino e dal Politecnico di Torino proprio allo scopo di sviluppare una ricerca di eccellenza nel campo della genetica, genomica e proteomica umana. Abbiamo incontrato il Prof. Oliviero ed il suo gruppo di lavoro per comprendere meglio l’importanza e l’impatto della loro scoperta. Potete spiegarci in che cosa consiste il vostro lavoro e qual è l’importanza della recente scoperta? Il DNA contiene tutte le informazioni per far funzionare una cellula e, quindi, un organismo. Queste informazioni devono però essere lette in maniera corretta dalle cellule, affinché le loro normali funzioni si possano svolgere adeguatamente. Immaginiamo che il DNA sia un insieme di lettere e di parole le une attaccate alle altre, senza spazi. È necessario comprendere quali sono le parole che lo compongono per capirne il senso: se si iniziasse a leggere dal centro di una parola oppure se non si concludesse la lettura nel punto esatto, non si potrebbe capire il significato. Per poter funzionare al meglio, il DNA è sempre associato a numerose modificazioni che, pur lasciando inalterata la sequenza delle lettere e delle parole, possono rendere più facile o più difficile la lettura. In altre parole, sappiamo che il DNA è controllato da proteine di regolazione ed enzimi che ne creano il “vestito”, rendendolo più o meno accessibile e determinando così l’attivazione o l’inibizione di alcuni geni. La nostra recente scoperta ha evidenziato che uno di questi enzimi, chiamato metiltransferasi, agisce all’interno dei geni producendo delle modificazioni che li proteggono da una lettura sbagliata. In questo modo, impedisce che si verifichino errori. Nel nostro laboratorio è anche in corso uno studio sul ruolo dell’RNA,-  molecola grazie alla quale vengono prodotte le proteine all’interno delle cellule-  probabilmente molte funzioni sono legate alla sua capacità di assumere complesse strutture tridimensionali. Quali sono le possibili applicazioni pratiche della vostra ricerca nell’approccio diagnostico e terapeutico alle patologie e, nello specifico, ai tumori? In generale, a che punto siamo nella battaglia contro il cancro? Sappiamo che molto spesso nei tumori l’enzima metiltransferasi non è presente o è presente in quantità ridotte e, di conseguenza, la lettura del DNA può risultare poco fedele e vengono prodotte proteine alterate, portando all’insorgenza o alla progressione maligna dei...

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Alla Gam di Torino la Fondazione Veronesi con #FATTIVEDERE 2017. La prevenzione riguarda tutti.

Pubblicato da alle 11:05 in DOXA segnalazioni, Innovazione, Medicina, Notizie, Prima pagina | 0 commenti

Alla Gam di Torino la Fondazione Veronesi con #FATTIVEDERE 2017. La prevenzione riguarda tutti.

#FATTIVEDERE 2017 WORKSHOP CINEMATOGRAFICO A TORINO Un progetto di Fondazione Umberto Veronesi, in collaborazione con SIAMO   Dopo il grande interesse riscosso lo scorso anno, sono stati predisposti 20 workshop cinematografici #fattivedere organizzati dalla Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con SIAMO (Società Italiana Adolescenti con Malattie Onco-Ematologiche) in altrettante città italiane, durante i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2017. A Torino l’incontro è previsto per venerdì 24 febbraio, grazie alla collaborazione della delegazione di Torino guidata da Adele Artom. Parteciperanno Donatella Barus, giornalista e direttore del sito di Fondazione Umberto Veronesi, l’oncologa pediatra dell’Ospedale Regina Margherita di Torino Dott.ssa Eleonora Biasin e la psico-oncologa dell’Ospedale stesso Dott.ssa Tiziana Geuna. L’incontro si terrà dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso la Sala Conferenze della GAM di Torino. I workshop saranno dedicati all’importante tema della prevenzione negli adolescenti. Dopo la proiezione del film “Quel fantastico peggior anno della mia vita” (Alfonso Gomez-Rejon, 2015), ci sarà un dibattito con gli studenti in cui verrà presentata la campagna di prevenzione #fattivedere, ideata da Fondazione Umberto Veronesi e dedicata ai ragazzi di età compresa fra i 14 e i 19 anni con lo scopo di incoraggiarli a rivolgersi a un medico qualora dovessero insorgere sintomi sospetti e ad adottare uno stile di vita sano per mantenersi in perfetta salute anche in futuro. Prenderanno parte ai workshop i divulgatori scientifici di Fondazione Umberto Veronesi e specialisti oncologi e psico-oncologi pediatrici. Ad alcuni incontri saranno presenti anche i campioni di pallavolo Lorenzo Bonetti e Giacomo Sintini, ex pazienti, che hanno deciso di aderire all’iniziativa per testimoniare l’importanza della prevenzione verso i più giovani.      ...

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