Alla Biennale dello Spazio Pubblico partecipa anche Torino. Davvero una buona idea ?

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La Biennale dello Spazio Pubblico è un appuntamento per il confronto e la divulgazione delle attività di ricerca e delle azioni svolte sui temi degli spazi pubblici urbani. Nata nel 2011, giunta alla sua V edizione, è composta da un gruppo di promotori tra i quali I’ Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) con la sua sezione regionale del Lazio, il Consiglio Nazionale Architetti (CNAPPC), l’Ordine degli Architetti di Roma e la collaborazione del Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre.

A questo interessante e pregevole iniziativa, INCONTRI è il titolo e il tema ispiratore, quest’anno  ha partecipato la città di Torino portando il progetto di riqualificazione di Piazza Arbarello in parte già avviato. La riqualificazione più che figlia dell’amministrazione cittadina è dovuta alla decisione di due fondazioni finanziarie, le quali hanno mosso notevoli investimenti immobiliari realizzando, nell’edificio che ospitava la facoltà di Economia e Commercio, la nuova sede del Real Collegio Carlo Alberto e, dove c’era l’ex palazzina Iren, quella del gruppo assicurativo, accollandosi così la completa copertura finanziaria dell’intervento che dovrebbe concludersi entro il 2021.

Biennale dello Spazio Pubblico

Non ci sarebbe nulla da eccepire se non che lo spazio pubblico viene ridisegnato economicamente da organi privati e che qualcosa nel meraviglioso piano è andato irrimediabilmente perduto. Qualcosa che era bello, prezioso ma soprattutto utile ai cittadini. Un tratto di Corso Siccardi, ora destinato a divenire ciclabile, era da 56 anni la sede consolidata di bancarelle del libro usato, vissute e amate dai torinesi. A Roma, difficilmente avranno detto che sono stati cacciati via senza ritegno.

E nemmeno che il primo tratto sempre di Corso Siccardi è da sempre luogo di spaccio, di panchine monopolizzate da disperati con pessimi gusti per gli alcolici.

Dunque per rimanere fedeli alle direttive della Biennale, basta riportare quello che il sito istituzionale dice in merito al premio.

Il tema riassume criticità e speranze della città contemporanea ove si verifica il degrado o l’abbandono degli spazi pubblici reali, luoghi deputati all’incontro, allo svago, alla socialità che rappresentano l’identità di una città e i valori condivisi della comunità che vi risiede.

In particolare nelle grandi aree metropolitane, ove già risiede la maggioranza della popolazione mondiale, che sono soggette a grandi e rapide trasformazioni di natura urbanistica e sociale, si diffonde l’individualismo ed è sempre più difficile rintracciare ciò che è riconosciuto come “comune”.

 Questa difficoltà non può cancellare l’aspirazione alla piena realizzazione umana che  non è possibile al di fuori dello spazio comune. Differenze e antagonismi culturali, sociali, etnici debbono convivere, esprimere un vincolo comune dotato  di senso, promuovere un immaginario positivo dello stare insieme che rispetti le differenze ma sia capace di rafforzarsi continuamente attraverso l’azione comune. Costruire i nuovi luoghi della sfera pubblica è la sfida del futuro.

Le città sono state i luoghi privilegiati della convivenza  tra estranei, luoghi densi, conflittuali ed emancipatori, sistemi complessi, flessibili, adattivi, che non possono costruire lo spazio pubblico in modo incontrovertibile e definitivo. Incontrarsi quindi negli spazi pubblici significa promuovere azioni  di costruzione condivisa degli interessi, sviluppare forme di democrazia.

Biennale dello Spazio Pubblico

Ora, dove risieda il senso, il giudizio di quanto sia opportuno e la sensibilità per partecipare a un consesso con tali caratteristiche risulta difficile da immaginare viste le scelte intraprese.

Ma per completezza d’informazione il Premio della Biennale valuta tre aree tematiche: il verde pubblico, la mobilità sostenibile, l’arte pubblica. Nel progetto torinese la mobilità si scontra con la richiesta da parte dei cittadini di parcheggi, il verde resta quel che era o poco più e dell’arte possiamo farne serenamente a meno. Molti libri in meno per qualche pedalata in più.

http://www.biennalespaziopubblico.it

Biennale dello Spazio Pubblico

Le bancarelle. Ph. Courtesy QP.

Edmondo Bertaina

Autore: Edmondo Bertaina

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