Avesta: a teatro, un videogioco che esplora le reazioni dei giovani nei confronti della geopolitica

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Avesta: a teatro, un videogioco che esplora i diversi comportamenti che le nuove generazioni assumono nei confronti dei mutati equilibri geopolitici

Giovedì 16 novembre, alle ore 21.30, al Teatro Vittoria debutta, in forma di studio, Avesta, secondo progetto della Compagnia Effetto Pullman, inserito all’interno della manifestazione Concentrica, la rassegna di teatro, circo e danza contemporanea che il Teatro della Caduta organizza sul territorio regionale e riunisce, ogni anno, alcuni tra i soggetti più interessanti della scena performativa italiana, per portare il teatro indipendente ed emergente oltre il contesto cittadino.

Avesta – Nome proprio singolare femminile, vuole indagare, attraverso lo spettacolo di prosa, i vari atteggiamenti che le nuove generazioni attivano nei confronti dei mutati equilibri geopolitici: prendendo, quindi, a esempio le lotte di autonomia curde, nello specifico la liberazione di Kobane dall’Isis, si osserva la storia di un popolo che riporta all’attenzione globale parole e idee fossilizzate nella memoria collettiva, quali resistenza, rivoluzione, democrazia, cooperazione.

Effetto Pullman

Il soggetto viene sviluppato in una forma innovativa, mediante l’utilizzo di un videogioco – la scenografia è composta da elementi flessibili, pannelli che non sono solo superficie di proiezione, ma anche oggetti scenici che permettono agli attori di giocare con e nello spazio –, usato come metafora dei meccanismi di partecipazione/esclusione dalla realtà circostante e come metodo di approccio e di interesse verso temi e realtà a noi estranee e apparentemente lontane.

I protagonisti della scena sono Fabio, giovane occidentale disinteressato al mondo e alle persone, la cui unica passione è costituita dai videogiochi, e Lea, ragazza impegnata nel sociale e nell’attivismo politico, unica ammessa nel regno virtuale del primo, nel quale cerca di suscitare un interesse che vada oltre il sesso occasionale.

Ci riuscirà attraverso il videogioco Avesta, dove l’omonima eroina guiderà Fabio nelle sue avventure da giocatore.

L’obiettivo è quello di liberare il territorio K dall’esercito Daesh, ma tra alleanze reversibili e battaglie senza armi, Avesta si rivelerà mentore, per il ragazzo, di una lotta contro l’alienazione e il disinteresse sociale. Ancora, il coro, centro propulsore dell’azione nello spettacolo, contestualizza di volta in volta la realtà spazio-temporale del racconto ed è coprotagonista della costruzione del videogioco.

Avesta è vincitrice del bando “Hangar”, programma di borse-progetto dedicato agli under 35 promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, che si dedica a sostenere la realizzazione di produzioni creative nel territorio attraverso un accompagnamento personalizzato che va dalla fornitura di servizi a un contributo per la produzione e prevede anche tutoraggio da parte di alto profilo nazionale e internazionale e confronti con critici ed esperti del territorio. Avesta ha, inoltre, vinto la seconda edizione del bando “Smart It Up”, cooperativa di tutela e gestione di progetti creativi.

Vede, infine, il sostegno di Lubiani – che supporta la compagnia con apparecchiature audiovisive; di Lu-Bek – la quale sponsorizza l’iniziativa fornendo tessuti per la proiezione; di Concentrica e del Teatro Stabile di Torino, alla cui scuola appartengono i giovani attori coinvolti nel progetto.

Il cast è, infatti, costituito da Alfonso Genova (Fabio), Noemi Grasso (Lea), Noemi Apruzzo (Avesta), Pierpaolo Preziuso, Maria Lombardo e Riccardo Micheletti (coro). La regia è di Giulia Odetto, fondatrice della Compagnia, la scenografia è a cura di Lea Brugnoli, studentessa alla Bauhaus – Università di Weimar, e la drammaturgia è stata elaborata da Elvira Scorza, borsista nella fondazione Cecilia Gilardi.

Coinvolti anche i giovani artisti Tommaso Rinaldi (mapping), Leonardo Altieri (illustrazioni), Lorenzo Abbatoir (musiche), Marco Conte (grafica), Luigi D’Alife (documentarista) e le personalità curde Ezel Alcu – una delle protagoniste di Kobane calling, celebre fumetto di Zerocalcare – e Firat Ak, una delle guide di Marco Rovelli, autore del testo Avesta – La guerriera dagli occhi verdi.

Roberta Scalise

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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