Memoria, conservazione, cultura: le “Invisibili Connessioni” dell’Archivio storico Italgas.

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Archivio storico Italgas.

La terza edizione del progetto Punctum, format dell’Heritage Agency torinese Promemoria, dedicato all’incontro tra archivi e arte contemporanea, con la curatela di Viola Invernizzi, ha coinvolto per il 2017 l’Archivio Storico Italgas, in occasione del 180° anniversario dalla fondazione dell’azienda.

Il “punctum” nella riflessione di Roland Barthes, filosofo e semiologo francese, indica la risposta istintiva ed emotiva che scaturisce dall’osservazione di un’immagine, nella quale un dettaglio “punge” lo sguardo dell’osservatore, lasciando una “ferita indelebile” nella sua memoria.

Archivio Storico Italgas

Punctum-Invisibili Connessioni, veduta d’installazione, Archivio Storico e Museo Italgas, Torino

Ed è proprio questo l’iter operativo che ha permesso la realizzazione della proposta di studio e ricerca che ha condotto al buon esito del progetto. Sono le Invisibili Connessioni – che danno il titolo all’intero percorso d’indagine – quelle, tra passato e presente, che 10 giovani artisti contemporanei hanno individuato e reinterpretato attraverso un’attenta analisi di oltre 500 immagini, appartenenti alla storia di Italgas e conservate nel suo Archivio Storico e Museo.

Archivio Storico Italgas

Maya Quattropani, GAS, GAZ, CAOS, 2017, veduta d’installazione, Archivio Storico e Museo Italgas, Torino

Risale al 31 dicembre 1986 il conferimento per l’Archivio Storico Italgas, da parte della Sovrintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, della notifica di luogo di “notevole interesse storico”.
Negli anni, all’Archivio Storico si decise di affiancare una sezione espositiva. Il primo allestimento del Museo Italgas si realizzò nel 1994 e fu ideato prevalentemente per raccontare la storia dell’azienda in relazione al gas: la produzione del materiale, prima con la distillazione del carbone, poi con l’avvento del metano e il suo utilizzo per l’illuminazione, il riscaldamento e la cottura dei cibi. Nel 2008 il Museo è stato trasferito all’interno della sede che ospita gli uffici Italgas, in Corso Palermo, 3 a Torino: in quella occasione il percorso espositivo è stato rivisto e ampliato grazie all’inserimento di elementi multimediali e interattivi concepiti per un’azione divulgativa più dinamica ed efficace, adatta a pubblici eterogenei.

Ed è all’interno di questo percorso espositivo che sono state collocate le 10 opere d’arte contemporanea, in dialogo con gli elementi già presenti, con l’obiettivo di fornire una nuova interpretazione della storia e dei suoi passaggi narrativi, attraverso lo sguardo del presente.
L’Archivio Storico e Museo Italgas, depositario di quasi due secoli di storia industriale, conserva un patrimonio che l’azienda desidera non solo custodire, ma anche valorizzare rendendolo noto e accessibile ad un pubblico sempre più ampio. Il progetto Punctum – Invisibili Connessioni si inserisce tra le iniziative sostenute dall’azienda per trasformare l’Archivio Storico in uno spazio aperto e vivace, luogo di confronto e contaminazione culturale, catalizzatore di nuove idee ed energie.

Archivio Storico Italgas

Paola Pasquaretta, Who’s bad – sugar coal, 2017, veduta d’installazione, Archivio Storico e Museo Italgas

Gli artisti – AuroraMeccanica, Veronica Botticelli, Sabrina Casadei, Luca Grechi, Andrea Grotto, Paola Pasquaretta, Maya Quattropani, Patrizia Emma Scialpi, Sally Viganò, Marco Maria Zanin – coinvolti nel progetto hanno rielaborato in maniera autonoma, attraverso tecniche differenti, “l’energia culturale” serbata in oltre 1.000 metri lineari di documenti, 6.000 volumi, opuscoli e riviste, 35.000 stampe, fotografie e manifesti e 350 apparecchiature e strumenti d’epoca.

Le opere, prodotte per l’occasione e acquisite da Italgas, anche in seguito alla chiusura della mostra, il 31 gennaio prossimo, entreranno a far parte delle collezioni del Museo.

Archivio Storico Italgas

Andrea Grotto, Nero di luce, 2017

La memoria è un presente che non finisce mai di passare”, afferma Octavio Paz Lozano e questo pensiero è efficacemente esplicitato in ciascuna proposta artistica presentata.
A partire dal libro d’artista di Marco Maria Zanin, in cui le immagini e gli oggetti dell’archivio storico assumono linee antropomorfe; agli specchi incisi con frasi pronunciate dai dipendenti Italgas, nell’opera di Sally Viganò, al dittico Heimat, riflessione sull’identità culturale di Sabrina Casadei, al collage Gas, Gaz, Caos, di Maya Quattropani, che evocando l’estetica dei manifesti futuristi ripercorre la storia di Italgas.

Si continua con l’incisione inchiostrata su rame di Andrea Grotto, che interviene su uno dei pezzi del museo, un modello di cucina a gas a tre fuochi, si passa all’opera giocosa di Paola Pasquaretta, che realizza una scultura in “carbone di zucchero” e si prosegue con l’avveniristico progetto di ricerca del gas nello spazio di Patrizia Emma Scialpi, per continuare con le due opere di Luca Grechi, che ripropongono le due fasi fondamentali della lavorazione del gas, l’estrazione del carbone e il successivo avvento del metano, fino alla tecnica mista su tela di Veronica Botticelli, in cui i profili dei gasometri si sovrappongono alle linee di un manifesto di fine ‘800.

Archivio Storico Italgas

AuroraMeccanica, Ambiente Instabile. Studio per Archivio Italgas, 2017

Infine AuroraMeccanica presenta un video dal titolo Ambiente Instabile, in cui si è catapultati negli scaffali dell’Archivio Italgas: una danza psichedelica tra passato, presente e futuro inonda di luce, rendendolo finalmente intelleggibile, uno spazio inaccessibile e spesso dimenticato, ma imprescindibile per apprezzare l’invisibile connessione tra conservazione, memoria e cultura.

Elena Inchingolo

Autore: Elena Inchingolo

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