L’AIRVO presente al Senato per chiedere un tavolo per i rivenditoi di auto usate.

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L’AIRVO, l’Associazione italiana rivenditori veicoli d’occasione nata a Torino, è stata presente al Senato della Repubblica per chiedere l’istituzione di un tavolo nazionale dedicato al comparto come soluzione alle attuali criticità, e base per la ripartenza economica. Un allarme che i rivenditori sentono salire e che è in cerca di soluzione.Il mercato dell’auto in Italia è in forte crisi. A pagarne le conseguenze sono già gli Operatori del settore e le Famiglie” dice in sostanza AIRVO.

AIRVO

Tra le richieste spicca l’introduzione di uno standard nazionale per calcolare la vita residua dei veicoli usati attraverso un algoritmo specifico chiamato PDR realizzato appositamente dal Politecnico di Torino.

Co queste parole Ercole Messina, presidente AIRVO, sintetizza il problema. “Dobbiamo correre immediatamente ai ripari  adoperandoci per invertire questa tendenza; e per questo proponiamo l’istituzione di un tavolo che dia impulso ad un Piano Industriale di sviluppo quinquennale. Il Governo deve farsi carico delle necessità e delle perplessità degli operatori del settore, e non barricarsi dietro silenzi Istituzionali che enfatizzano la ormai cronica assenza di interlocutori soprattutto nei confronti dei consumatori e dei cittadini i quali stanno subendo provvedimenti spesso inutili se non dannosi”.

Sulla stessa linea è Salvatore Gravina, segretario generale Airvo quando dice  «La linea politica in ambito automotive adottata dal nostro attuale Governo, sta provocando duri contraccolpi in Italia.  Operatori e Famiglie ne stanno già pagando le conseguenze, subendo impassibili lo scenario di recessione che indubbiamente avrà riflessi anche in Europa».

L’antefatto è la recente normativa in materia di tutela ambientale, relativa all’Ecobonus e all’Ecotassa, che si sta rivelando inefficace rispetto agli obiettivi che teoricamente si prefiggeva. Per Occuparsi davvero di ambiente è fondamentale predisporre anche incentivi per accelerare il rinnovo del parco auto a livello nazionale; istituire ulteriori “negativi contraccolpi” economici come l’ecotassa rischia di inibire ulteriormente un mercato già in forte crisi.

AIRVO

La normativa “bonus malus” sta avendo un impatto molto negativo sul comparto sostengono i soci dell’AIRVO.

Sono necessarie iniziative a sostegno dell’usato aziendale non inquinante e anche km0 – aggiunge Salvatore Gravina.  Lo scenario attuale sta già portando alla perdita di posti di lavoro e rappresenta un contraccolpo per le famiglie che non possono permettersi di acquistare un’auto nuova. Chiediamo al nostro Paese un Piano industriale quinquennale che coinvolga anche la categoria dei rivenditori e che si ponga come obiettivo di rinnovare il parco usato circolante, prevedendo bonus e incentivi anche per l’acquisto di veicoli usati a bassa emissione”.

Accanto alla normativa ambientale a mettere in difficoltà il comparto sono anche le leggi che riguardano la tutela del consumatore. L’art 129 del Codice italiano del Consumo ha infatti introdotto il concetto di “ragionevole aspettativa” nei confronti del veicolo acquistato, senza però definire un parametro in grado di oggettivare tale aspettativa. Un vuoto normativo che sta generando numerosi contenziosi.

Su questo tema il Senatore Marco Perosino dice “E’ stata richiesta la definizione di uno standard nazionale per calcolare la vita residua del veicolo, al fine di prevenire i contenziosi. La questione non può essere affidata al giudizio soggettivo, serve un metodo scientifico per certificare le informazioni che vengono fornite nel contratto di compravendita a tutela di chi compra e di chi vende. Questo è stato reso possibile dal Politecnico di Torino.”

E’ stata altresì ufficialmente presentata a livello nazionale la ricerca del Politecnico di Torino, coordinato dal prof. Maurizio Galetto, che su impulso di Mo.Vi, azienda italiana del settore, ha elaborato un innovativo algoritmo che consente di calcolare sulla base di parametri oggettivi la percentuale di vita residua di un veicolo usato.

Il calcolo del PDR è funzione di diverse variabili, tra cui i Km percorsi, l’età del veicolo, e – in prospettiva – anche lo stile di guida e il carico da stress a cui è stato sottoposto – spiega il prof. Luca Mastrogiacomo del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino -. Già oggi questo algoritmo consente al venditore professionale di fornire al cliente informazioni oggettive circa lo stato della vettura usata oggetto della transazione. In prospettiva potrà poi essere integrato in applicazioni che, interfacciandosi con le vetture, forniscono in tempo reale all’utilizzatore informazioni circa lo stato di usura, componente per componente, consentendo di pianificare e ottimizzare la sua manutenzione”.

La ricerca e lo sviluppo del motore di calcolo PDR® e l’implementazione dell’algoritmo che lo alimenta, dicono dal Politecnico di Torino proseguirà anche nel prossimo biennio.

Pier Sorel

 

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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