Valeva la pena di conoscerlo il Comencini Eugenio. Protagonista di una stagione artistica ricca di joie.

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Un gruppo di amici ha deciso di organizzare una mostra per ricordare il lavoro d’artista ma soprattutto l’uomo: Eugenio Comencini. Nato a Savona ma torinese per scelta ha lasciato molti quadri e altrettanti ricordi in coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Nel testo che segue ne emerge un ritratto fedele.

Una corposa selezione dei suoi lavori saranno visibili fino al 10 settembre a Palazzo Tovegni di Murazzano, cittadina d’Alta Langa, esposta al sole come i suoi vigneti.

Guardando i quadri di Eugenio Comencini  torna alla mente la sua grande personalità, la  fragorosa e contagiosa risata, quella sua straordinaria capacità di stare insieme creando comunità tra  gli amici artisti e non solo. Eugenio Comencini prima che pittore era un Architetto. Aveva studiato  a Venezia e poi a Torino dove si era laureato, per questa ragione  era molto amico di  eccellenti Architetti come Andrea Bruno e Agostino Magnaghi

Nella sua  pittura, influenzata anche dai suoi studi, risulta evidente l’uso appropriato dei colori, il disegno, la prospettiva, il richiamo e il confronto con i maestri del passato da Correggio, Caravaggio e Mantegna. Così come nei quadri affiorano elementi che riconducono alle sue origini liguri, ma anche  alla spazialità torinese e ai paesaggi piemontesi. I cieli azzurri, il mare e le montagne liguri, gli aerei e le mongolfiere, il rosso del vino delle  Langhe e del  Roero,  le trasparenze luminose dell’Erbaluce di Caluso che lo hanno reso famoso e ricercato tra i migliori produttori di vino. Gli stessi che gli commissionavano le sue etichette d’artista per eventi particolari e lui con il suo tratto veloce, acuto e leggero sapeva sempre trarre “lo spirito” giusto per ogni prodotto.

L’amore per la giustizia sociale lo aveva portato a incontrare e confrontarsi con gente come  Camillo De Piaz  e Davide Maria Turoldo, Maurizio Corgnati che lo invitava con regolarità nella sua casa e gli aveva chiesto di realizzare opere per il MACAM, il suo meraviglioso Museo di Arte Contemporanea all’Aperto di Maglione Canavese 

Cercatore di tartufi

Cercatore di tartufi

La mostra di Eugenio Comencini a Murazzano, in Palazzo Tovegni – incantevole edificio storico che, di anno di anno, si connota sempre più come luogo che accoglie  l’arte del nostro tempo per rendere evidente il connubio tra passato e presente, natura e cultura, storia e contemporaneità –  nasce  dal desiderio di godere di quel particolare punto di vista dove lo sguardo  spazia dalla Liguria fino a Torino.

Il  luogo ideale per presentare una selezione delle opere di Eugenio Comencini. L’artista che, fuori dai sentimentalismi e dalle retoriche, ha ritratto bambini, adulti, bagnanti, ciclisti, operai, contadini, cacciatori, danzatori, soldati, aeroplanini, mongolfiere e innumerevoli altri soggetti che sono da intendersi come elementi o tasselli di un unico,  vivace e raffinato puzzle figurativo di Eugenio.

Un mondo solo a colori  creato con una inconfondibile tecnica pittorica: ironica,  poetica e  gioiosa. Tele intrise della stessa joie de vivre che ha connotato le opere dei colleghi pittori nel sud della Francia. Artisti come  Matisse e Legér, con quest’ultimo Comencini aveva in comune anche l’impegno sociale e il rispetto  verso il lavoro e i lavoratori. Dopo le mostre di pittura e fotografia di Antonio Carena e Daniele Fissore, Dario Lanzardo, Antonio Crescenzo, Franca Chiono e del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli che ha avviato tutto il progetto di avvicinamento all’arte contemporanea con la Città e la Comunità Murazzano e quindi con le scuole, gli abitanti e i villeggianti; con la mostra di Eugenio Comencini s’intende portare “ un sorriso nell’Alta Langa” tanto cara a Beppe Fenoglio, con l’augurio che quel sorriso si traduca in una possibilità per ri-pensare il nostro tempo e la storia. Un  inedito progetto di comunità e una nuova e diversa prospettiva aperta sul futuro.

Giuseppe Misuraca, Curatore Palazzo Tovegni

EUGENIO COMENCINI  (1939- 2014) è  stato docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e all’Accademia Albertina di Torino.

 

 

 

Redazione GT

Autore: Redazione GT

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