Cosa succede al Museo Diffuso delle Resistenza di Torino ?

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Un museo, qualunque museo, con il suo carico di storia, rappresenta l’abbandono del tempo che passa per entrare in quello che dura.

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Cosa succede al Museo Diffuso delle Resistenza di Torino ?

Dopo le recenti dimissioni del Presidente Pietro Mercenaro, un appello redatto in questi giorni, sottoscritto da nomi importanti della cultura, evidenzia la difficoltà economiche con cui il Museo si sta misurando; esso chiede l’intervento degli Enti pubblici per non comprometterne l’attività, lo stesso appello viene rivolto a tutti i cittadini.

Per meglio comprendere il momento abbiamo interpellato Guido Vaglio, attuale Direttore del Museo che, con pazienza e accuratezza, ci ha dato qualche ragguaglio in più per comprendere la situazione.

Ci spiega che il Museo vive un problema di reale difficoltà economica, al punto da aver esaurito il fido bancario e temere per gli stipendi dei dipendenti. La sofferenza di liquidità è per molti aspetti imputabile al ritardo con cui Regione Piemonte e Comune di Torino, entrambi soci fondatori insieme alle ex Provincia, erogano i fondi pattuiti. Ma a destare maggior preoccupazione per il Direttore è la mancanza di una prospettiva chiara per il futuro del Museo.

GazzettaTorio auspica che la situazione si risolva con celerità e che venga individuata una strategia di lungo periodo per il Museo e per ciò che rappresenta. E’ certo che l’arrivo del Polo del ‘900, con cui molte attività si integrano ma al contempo si sovrappongono, possa aver portato ad una difficile gestione dei ruoli, delle competenze, e del sostegno che Fondazioni come quella di San Paolo erogavano. In particolare per esposizioni e attività culturali.

Come ben ricordato nell’appello a Torino è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare, onorificenza che non si è ottenuta con discorsi di circostanza ma con atti concreti. Pare giunto il momento di ricordarsi di cosa è fatto un atto.

Qui di seguito l’appello e le istruzioni per chi volesse offrire il proprio contributo.

Alla liberazione dell’Italia dal fascismo e dalla guerra Torino e il Piemonte hanno dato un contributo inestimabile, pagato con il sacrificio di migliaia di giovani e testimoniato dalle lapidi e dai monumenti che in ogni vallata, in ogni paese ricordano l’eroismo, le sofferenze e il dolore della nostra comunità. Un contributo solennemente riconosciuto dal conferimento della medaglia d’oro al valor militare alla città di Torino. 

Il Museo della Resistenza di Torino è da anni prezioso presidio di quelle pagine di storia, realizzando quotidianamente un’opera di ricostruzione storica e di memoria che ha consentito di trasmettere a intere generazioni conoscenza della storia del Paese e consapevolezza di quanto i valori della Resistenza e della Costituzione siano fondamento irrinunciabile della vita democratica del nostro Paese. 

Per questo non possiamo tacere la nostra preoccupazione di fronte al rischio che l’attività del Museo della Resistenza venga compromessa dalla insufficienza di risorse e dal venir meno dell’indispensabile sostegno delle istituzioni. 

Ci rivolgiamo perciò alle istituzioni cittadine e regionali perché vogliano assicurare, come è avvenuto fino ad oggi, il sostegno e le risorse necessarie alla continuità operativa del Museo e delle sue attività. 

Al tempo stesso sentiamo il dovere morale e civile di fare appello alla società torinese e ai suoi tanti mondi perché con generosità vogliano contribuire a questo sostegno aderendo alla sottoscrizione di fondi che, come firmatari di questo appello, sentiamo la responsabilità di promuovere e di sostenere noi per primi. 

I contributi potranno essere versati con bonifico bancario intestato a:
Associazione Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Banca Prossima – IBAN IT80 Q033 5901 6001 0000 0019 375, oppure direttamente dalla pagina web: http://www.museodiffusotorino.it/Sostieni-il-Museo. 

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Redazione GT

Autore: Redazione GT

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