Quel bisogno universale di intraprendere un viaggio e, ritornare eroi.

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Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all’immagine. E’ questo il tema di una mostra dedicata all’archeologia, proposta dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. La mostra, a cura di Federica Giacobello propone ai visitatori una carrellata di preziosi vasi della collezione di ceramiche attiche e magno-greche di Intesa Sanpaolo, a cui si aggiungono due incisioni e una tempera a soggetto mitologico, conservati alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale della Banca a Vicenza.

Gli esemplari esposti provengono dalla collezione dell’arcidiacono Giuseppe Caputi, che intorno al 1830 iniziò a raccogliere i vasi venuti alla luce dagli scavi condotti a Ruvo di Puglia, fiorente centro apulo del IV-V secolo a.C. e prodotti tra Atene, la Lucania e l’Apulia stessa. I preziosi vasi dipinti, alla fine degli anni Novanta entreranno a far parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, che consta in tutto di 522 reperti.

Il percorso espositivo prevede due sezioni.

La prima, incentrata sull”eroe nello spazio del mito” ripropone, attraverso la selezione di vasi eleganti e possenti (crateri e anfore), gli eroi della tradizione greca: Eracle e Teseo, Achille e Aiace, Oreste e Neottolemo e gli eroi protettori, come i Dioscuri. Accanto al mito, dal IV secolo a.C. appare nella produzione apula anche l’immagine del defunto, celebrato nella rappresentazione tombale come guerriero vittorioso e mitologico.

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La seconda sezione, “L’eroe nello spazio dell’uomo”è dedicata all’aristocrazia apula, committente di tutte le ceramiche esposte in mostra. La potente aristocrazia emula il modello eroico greco e magno-greco del guerriero: dalla preparazione atletica alla partenza per la battaglia, dal bisogno universale di intraprendere un viaggio, all’orgoglioso ritorno trionfale in patria. Le figure dei vasi sono quanto mai significative per immaginare l’incombenza del mondo speciale – quello visionario e fantastico dell’epoca – e del richiamo umano all’avventura, alla vittoria. La ricerca dell’avventura stabilisce il rischio e il prezzo da pagare, rendendo chiaro l’obiettivo da raggiungere nella storia: l’immortalità.

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Il titolo della mostra, Il viaggio dell’eroe può alludere sia alle vicende e peripezie dei personaggi mitologici rappresentati, che alla loro reinterpretazione attraverso l’immaginario collettivo contemporaneo. Ma può anche essere, per ogni singolo visitatore, un confronto, un momento di catarsi, un’opportunità per scoprire la “fonte” di ogni magia per il mito dell’eroe: la realizzazione di sé.

La mostra temporanea rimarrà alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli fino al 3 settembre 2017.

Maria Giovanna Iannizzi

 

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Redazione GT

Autore: Redazione GT

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