Torino sulla luna. Il progetto per le Ogr riportano la città al centro dell’attenzione internazionale.

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OGR

Si ritorna importanti.

Di nuovo al centro della scena. La città ha posto le basi per riconquistare il proscenio europeo, la ribalta che si era fatta scivolare via dalle mani in anni di scelte molto discutibili e di assidua indifferenza.

Ancora una volta si guarda al futuro partendo dal passato. Il passato è la grande industria, le Officine Grandi Riparazioni, uno spazio enorme raccolto nell’acronimo OGR che la Fondazione CRT di Torino ha deciso di riportare a nuova vita restaurandola e assegnandole la funzione di nuovo ombelico per l’arte contemporanea; riqualificate e restituite alla città saranno il nuovo Distretto della Creatività e dell’Innovazione. Un progetto di riconversione unico per l’ampiezza degli spazi, circa 35 mila metri quadrati e a tutti gli effetti visionario; visionario con il tipico pragmatismo torinese. Quindi nessun salto nel buio, ma una scommessa in cui le probabilità di vittoria sono decisamente alte. La collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo prelude a scelte di taglio internazionale e scevre da ogni provincialismo.

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Da sx: Mark Rappolt, Patrizia Sandretto, Massimo Lapucci, Tom Eccles

La presentazione del programma delle OGR, che apriranno le danze il 30 settembre, è stato presentato a Venezia nel giorno di apertura della 57esima Biennale d’Arte. E in sintesi ecco primi artisti e curatori internazionali al centro del programma di Arti Visive delle nuove OGR, affidato alla Direzione Artistica di Nicola Ricciardi.

C’è una insopprimibile voglia di credere e dare credito alle parole pronunciate dal Direttore Generale delle OGR Massimo Lapucci:

Le nuove OGR, tra i principali progetti di venture philanthropy oggi in Europa, rafforzeranno il ruolo di Torino come una delle capitali mondiali dell’arte contemporanea. Alcuni tra i più grandi artisti hanno scelto di creare progetti ad hoc per questo spazio straordinario, che ha l’ambizione di diventare sia un riferimento internazionale nel settore, sia una nuova opportunità per favorire la contaminazione tra eccellenza e giovani talenti, affermati ed emergenti. Questo in totale sinergia con le azioni da sempre promosse e realizzate dalla Fondazione CRT per lo sviluppo e la crescita del territorio, attraverso un fondamentale interscambio con best practice nazionali e estere”.

Per l’inaugurazione verrà insediata un’opera d’arte pubblica dell’artista sudafricano William Kentridge, nel cortile antistante l’ingresso alle OGR sul lato Est, un intervento ispirato alla vocazione ex-industriale e operaia delle Officine Grandi Riparazioni. La scultura, in metallo nero, composta da una processione di figure, allude al lavoro di riparazione dei treni e dei corpi. L’opera, è intitolata “Procession of Reparationists” (“Processione. I Riparazionisti”).

Il 3 novembre, in concomitanza con la fiera d’arte Artissima, inaugurerà invece la prima grande mostra collettiva delle OGR, Come una Falena alla Fiamma, a cura di Tom Eccles, Liam Gillick e Mark Rappolt, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il 2018 vedrà l’alternarsi di mostre personali di artisti di assoluto rilievo internazionale, tra cui Tino Sehgal, Susan Hiller, Mike Nelson, oltre che un’altra importante mostra collettiva in collaborazione con il Castello di Rivoli.

Il Big Bang con Tuttofuoco: un ponte tra il mondo dell’arte e l’universo di CasaOz.

Il 30 settembre prenderà anche il via il “Big Bang”, la grande festa di riapertura delle OGR che per due settimane, fino al 14 ottobre, offrirà concerti, mostre interattive e laboratori per bambini con ingresso libero e gratuito per tutti.

Per questa occasione, Patrick Tuttofuoco, artista italiano, realizzerà insieme ai piccoli ospiti di CasaOz, un paesaggio futuristico di 2.500 metri quadri liberamente esplorabile dai visitatori: uno scenario ispirato dalle opere della collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e animato da iniziative e laboratori aperti a tutti i bambini del territorio a cura di Zonarte, il network che riunisce i Dipartimenti Educazione delle principali istituzioni piemontesi dedicate all’arte contemporanea (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz e PAV-Parco Arte Vivente).

Come una Falena alla Fiamma: dall’antico Egitto ai giorni nostri, un gioco di contaminazioni di opere a cura di Tom Eccles, Mark Rappolt, Liam Gillick.

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Liam Gillick “Una falena alla fiamma”

Come una Falena alla Fiamma (Like a Moth to a Flame) è il titolo del grande progetto espositivo che il 3 novembre 2017 aprirà il programma di mostre delle OGR di Torino. La mostra, organizzata insieme alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, sintetizzerà la doppia anima delle nuove OGR: le radici profondamente legate alla storia della città e del territorio e, insieme, la vocazione fortemente internazionale, capace di attrarre pubblici, professionalità e partner istituzionali da tutto il mondo.

Come una Falena alla Fiamma è un progetto ambizioso, firmato da tre curatori internazionali d’eccezione, chiamati a lavorare insieme per la prima volta confrontandosi con la città di Torino e il suo importante patrimonio artistico: Tom Eccles, direttore del Center for Curatorial Studies del Bard College di New York, Mark Rappolt, redattore capo della rivista inglese Art Review, e l’artista britannico Liam Gillick.

Organizzata insieme alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – centro per l’arte contemporanea che nel 2017 festeggia i 25 anni della propria Collezione – la mostra occuperà quasi un terzo dei 9.000 metri quadrati della Manica Nord delle OGR e ruoterà intorno alla preziosissima collaborazione e allo scambio con alcune delle più importanti istituzioni museali pubbliche di Torino, tra cui il Museo Egizio, Palazzo Madama, MAO – Museo d’Arte Orientale, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, in un gioco di contaminazioni reciproche tra opere d’arte contemporanea e opere dei secoli passati.

Dall’antico Egitto, passando per il medioevo sino all’era della globalizzazione, Come una Falena alla Fiamma si pone l’obiettivo di creare un ritratto della città di Torino a partire dagli oggetti che la città stessa e i suoi residenti hanno collezionato e, in alcuni casi, prodotto. Guardando a temi e idee ricorrenti nella storia dell’arte e ai modi diversi in cui vecchi concetti possono essere riattualizzati, la mostra ruoterà attorno a un grande nucleo di opere conservate in alcune delle più importanti collezioni di arte e antichità della città che, per l’occasione, troveranno casa alle OGR e, contestualmente, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. La mostra sarà visitabile fino alla seconda metà di gennaio 2018.

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La presentazione a Venezia

 

Le OGR nel 2018 organizzeranno tre grandi mostre personali in collaborazione con il Castello di Rivoli

I principali appuntamenti espositivi del programma Arti Visive del 2018 saranno le mostre personali di Tino Sehgal – a cura di Luca Cerizza –, di Susan Hiller – a cura di Barbara Casavecchia – e di Mike Nelson, nonché la mostra collettiva “Castellodirivoli@OGR”, quest’ultima a cura di Marcella Beccaria.

Tino Sehgal, artista anglo-tedesco conosciuto in tutto il mondo per le sue elaborate azioni collettive che sfidano le tradizionali relazioni tra arte e spettatore, già Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2013, torna per la prima volta in Italia con un progetto personale dopo aver realizzato la mostra nel 2008 con la Fondazione Nicola Trussardi e aver rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia del 2007.

La statunitense naturalizzata inglese Susan Hiller, artista pioniera dell’arte multimediale e dell’arte di installazione basata su metodi dell’antropologia, attiva da più di 40 anni sulla scena internazionale, dopo le mostre alla Fondazione Ratti nel 2011 e al Castello di Rivoli nel 2006, concepirà un intervento speciale per gli spazi ex-industriali delle OGR.

L’inglese Mike Nelson, dopo essere stato protagonista del Padiglione Inglese alla Biennale di Venezia del 2011, porterà per la prima volta in uno spazio istituzionale italiano una nuova grande installazione site-specific prevista per l’estate 2018.

Le OGR ospiteranno infine un percorso volto a impreziosire l’offerta culturale in città e, al contempo, aprire una nuova finestra a Torino per valorizzare le attività del Castello di Rivoli e incoraggiare una maggiore sinergia sul territorio. Il primo appuntamento di un ciclo di mostre curate dalla stessa istituzione – e che prendono spunto dalle opere della collezione della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea in comodato al museo – è la mostra dal titolo provvisorio di “Castellodirivoli@OGR” ideata da Marcella Beccaria e che inaugurerà nella primavera del 2018.

Edmondo Bertaina

Autore: Edmondo Bertaina

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